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Chiusura Uffici ICIM GROUPQualifica Installatori di Sistemi Radianti secondo la norma UNI 11741:2019Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale: la nuova guida di ASSOCOLD-ANIMA e ICIM SpACredito imposta industria 4.0: tutti i chiarimenti attesi nella circolare 9/E dell’Agenzia delle Entrate
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L’intelligenza artificiale in fabbrica: una guida pratica a cura del World Manufacturing Forum

Secondo WMF, World Manufacturing Forum, gli ambiti di applicazione dell’Intelligenza Artificiale nel settore manifatturiero sono tre: digital supply network, factory shop floor e machine tools e, se si implementasse, sarebbe possibile ridurre tempi e costi della produzione, aumentandone la produttività. Marco Taisch, scientific chairman del WMF, ha stilato una guida pratica per imprenditori, plant manager, responsabili operation, automazione e produzione, professionisti del mondo delle macchine utensili, chief information office, chief technology offer e responsabili del purchasing. Il World Manufacturing Forum ha studiato le possibili applicazioni che l’Intelligenza Artificiale ha e può avere sulla produzione senza dimenticare il considerevole impatto sul business. Si va dalla pianificazione della supply chain alla gestione automatizzata del magazzino, dall’energy management alle macchine utensili fino alla manutenzione predittiva. Il WMF le ha messe in evidenza nel report 2020 intitolato Il manifatturiero nell’era dell’intelligenza artificiale.§Marco Taish, scientific chairman do WMF, ha dichiarato che «l’Intelligenza Artificiale è l’ultima delle tecnologie arrivate a maturazione, ed è talmente spinta come applicazione e potenzialità che non è ancora alla portata di tutti. Infatti ci sono tante imprese italiane, piccole e medie, che hanno ancora bisogno di completare quella transizione verso il 4.0, implementando altre tecnologie che sono più fondamentali dell’Intelligenza Artificiale, ma che risultano altrettanto determinanti per fare quel salto di produttività di cui le aziende hanno bisogno». Un utilizzo che, soprattutto nel caso delle PMI che costituiscono il tessuto economico del nostro Peaese, non ha ancora raggiunto il suo culmine. L’impiego dell’Intelligenza Artificiale nell’industria porta, infatti, a diversi vantaggi, sia dal punto di vista organizzativo sia economico, tra cui: pianificazione della produzione, gestione ottimale del magazzino con conseguente miglioramento del comparto logistico, progettazione automatizzata, sviluppo di nuovi prodotti e servizi, efficientamento energetico. Senza contare che l’uso in ambito manifatturiero permette di avere un maggiore controllo dell’impianto tramite manutenzione preventiva e predittiva, con grande risparmio di tempo, risorse e costi. «Innanzitutto – commenta Taisch – bisogna connettere le macchine tramite piattaforme di IoT. Quindi occorre creare dei sistemi di monitoraggio in tempo reale per poter visualizzare i dati prodotti a bordo macchina su un pc, su un tablet, su uno smartwatch: è questo il passaggio che oggi, credo, farebbe fare un salto quantico al sistema italiano. Perché, in questo modo il tecnico può intervenire in tempo reale conducendo il macchinario a quella produttività che diversamente è difficile da raggiungere». Il secondo passo avviene quando le macchine vengono connesse, iniziando così a generare dati che devono poter essere immagazzinati, ad esempio in cloud, e successivamente analizzati. Questo permette, avendo le competenze necessarie, di fare diagnosi e capire che cosa è successo e come intervenire, per esempio, nel caso in cui una macchina si è fermata o perché è scesa la produttività. «Nel caso delle skill il problema è duplice: da una parte occorre farsi installare questi sistemi da professionisti esterni all’azienda, ma dall’altra il problema è interno – evidenzia Taisch – Tutti questi dati che ho monitorato e immagazzinato come li uso? Sono in grado di esaminarli per aumentare la mia produttività? Per questo motivo gli imprenditori non devono investire solo in tecnologie, ma anche in formazione. Fortunatamente oggi il tema delle competenze, del reskilling e dell’upskilling del personale, è parte integrante delle strategie aziendali. Senza dimenticare che, al riguardo, ci sono benefici fiscali legati al Piano Transizione 4.0, che è in fase di discussione per il 2021 e che prevedono una serie di incentivi sulla formazione». [Fonte INDUSTRIAITALIANA.IT] 23 marzo 2021
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Nuovo bando Macchinari Innovativi da 132,5 milioni di euro

Per PMI, reti di imprese e professionisti di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia: dal 13 aprile le domande per gli incentivi. È stato pubblicato dal MISE Ministero dello Sviluppo economico il secondo bando “Macchinari innovativi” che si rivolge a PMI, reti di imprese e professionisti delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Il nuovo bando sostiene la realizzazione di programmi di investimento diretti a consentire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa o a favorire la transizione del settore manifatturiero verso il paradigma dell’economia circolare. La misura è finanziata con 132,5 milioni di euro – una cifra pari a quella stanziata lo scorso anno con l’apertura del primo sportello del bando – nell’ambito del Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale), che permette di attivare risorse comunitarie già stanziate. Le domande potranno essere compilate dalle ore 10 del 13 aprile 2021, mentre l’invio della richiesta potrà avvenire dalle ore 10 del 27 aprile 2021. La misura sostiene gli investimenti in tecnologie abilitanti afferenti il piano Impresa 4.0 e/o transizione d’impresa verso il paradigma dell’economia circolare allo scopo di aumentare efficienza e flessibilità gestionale. Viene finanziato l’acquisto (spese non inferiori a 400mila euro e non superiori a 3 milioni di euro) di macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento (realizzati presso unità produttive nei territori indicati), nonché programmi informatici (software) e licenze correlati all’utilizzo di beni nuovi e riferiti ad immobilizzazioni materiali e immateriali. Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) e i liberi professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali e le imprese che aderiscono a un contratto di rete. Per i moduli per le domande, spese ammissibili, soggetti beneficiari, entità dei contributi, clicca qui [Fonte INNOVATIONPOST.IT]9 aprile 2021
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Trasferimento tecnologico: da ENEA Tech investimenti tra 100mila e 15 milioni di euro in PMI e Start-Up innovative

Investimenti tra i 100mila e i 15 milioni di euro in Start-Up o PMI innovative nei settori dell’economia circolare, healthcare technology, deep tech, information technology. È quanto metterà in campo ENEA Tech, la fondazione di diritto privato istituita con il Dl Rilancio dell’agosto 2020 per sostenere le imprese nel percorso di digitalizzazione. È la prima volta che un fondo pubblico interviene con investimenti diretti o indiretti nel capitale di rischio o di debito delle società che credono fortemente nelle tecnologie abilitanti alla trasformazione 4.0. Duplice l’obiettivo dell’operazione: velocizzare il processo di digitalizzazione delle PMI italiane e  contribuire allo sviluppo nel nostro Paese di tecnologie disruptive, dal quantum computing  alle interfacce per la cybersecurity. Dal punto di vista pratico ENEA Tech interverrà direttamente nel capitale delle società attraverso due modalità: da un lato su spin-off e imprese per espandere il tessuto produttivo del Paese;  dall’altro attraverso investimenti in tecnologie strategiche di interesse nazionale e la promozione di “salti tecnologici”. ENEA Tech ha già definito  accordi di collaborazione con il CNR e i suoi 88 istituti di ricerca e con Fondazione Bruno Kessler (FBK), Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), Human Technopole (HT), oltre a essere in contatto con i Politecnici, per avere accesso al plafond di Start-Up che nascono al loro interno, e con altri poli universitari. Intenzione dell’Ente, come ha spiegato la presidente Anna Tampieri a Industriaitalia.it è quella di “avere un osservatorio di quanto viene prodotto nel Paese in termini di tecnologie disruptive e selezionare quelle che hanno il potenziale trasformativo di cui il Paese ha bisogno. Inoltre, per rafforzare la sovranità tecnologica italiana, è necessario attrarre i cervelli in fuga e poi agire per fare emergere le potenzialità inespresse (dalle donne, al Sud, alle aree interne, ai talenti sprecati)”.  ENEA Tech agirà attraverso il Fondo per il Trasferimento Tecnologico istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, con una dotazione iniziale di 500 milioni in quattro anni (e a regime di un miliardo), le cui risorse, come stabilito dall’art. 42 del Decreto Rilancio, sono “volte a favorire la collaborazione di soggetti pubblici e privati nella realizzazione di progetti di innovazione”. [Fonte INDUSTRIAITALIANA.IT]22 aprile 2021
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22 Marzo: giornata mondiale dell’acqua

Si celebra oggi 22 marzo la Giornata Mondiale dell’Acqua. La domanda di acqua cresce in maniera costante, con l’agricoltura che da sola è responsabile del 70% del suo consumo globale e del 92% dell’impronta idrica complessiva, indicatore che rappresenta le risorse idriche utilizzate, in maniera diretta e indiretta, per produrre i beni e i servizi consumati da una nazione. In Italia l’impronta idrica è pari a 6.300 litri per persona, superiore del 30% rispetto alla Francia, ma inferiore del 6% sulla Spagna e del 20% rispetto agli Stati Uniti. A livello globale ci sono 3,2 miliardi di persone di persone colpite dalla scarsità d’acqua, 1,2 miliardi in maniera estrema. È una risorsa sempre più scarsa e preziosa, basti pensare che il 97,5% dell’acqua del nostro pianeta è salata e della parte rimanente i 2/3 sono ghiaccio. Ne rimane una percentuale molto bassa nei fiumi, nei laghi, nelle falde acquifere e nell’atmosfera. L’acqua può diventare un elemento centrale del Green New Deal ma è necessario che migliori il livello di efficienza nel Mezzogiorno e che aumentino gli investimenti in tutto il Paese, mettendo in atto un grande piano per la gestione della risorsa idrica . Nell’intervista rilasciata a INFOBUILDENERGIA, Fabrizio Leoni, Presidente di AQUA ITALIA, associazione federata ANIMA CONFINDUSTRIA sottolinea “L’assetto legislativo italiano è completo, fin da quanto disposto nel Decreto legislativo 31 del 2001 che recepiva la precedente direttiva 98/83/CE e il Decreto 6 aprile 2004, n. 174 per i materiali a contatto con l’acqua. Entrambi i disposti fissano regole ben precise per permettere di avere, al rubinetto, un’acqua potabile che soddisfi elevati standard di qualità”. ICIM GROUP, la holding il cui socio di maggioranza è ANIMA, è attenta alle logiche di tutela della salute umana per quello che riguarda i materiali che entrano a contatto con l’acqua potabile. Le società del gruppo offrono al mercato del comparto attività finalizzate al rispetto delle prescrizioni della Direttiva (UE) 2020/2184 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano. Supporto tecnico e formazione con TIFQ, verifica sperimentale dei sistemi di trattamento dell’acqua potabile e valutazione dei requisiti di prestazione, di sicurezza e di prova delle attrezzature per il condizionamento dell’acqua all’interno degli edifici con TIFQlab, certificazione con ICIM SpA grazie allo schema proprietario che si rivolge a tutti i produttori di tubazioni, pompe, valvole, serbatoi di contenimento e riscaldamento dell’acqua e anche ai costruttori di impianti e componenti per il trattamento delle acque, rubinetterie, componentistica varia. Un percorso di certificazione che, grazie alle verifiche di conformità condotte da un ente di terza parte, offre alle aziende la possibilità di dimostrare al mercato la corretta rispondenza ai requisiti legislativi dei propri processi produttivi e dei materiali utilizzati. [Fonte INFOBUILD ENERGIA] 22 marzo 2021
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Transizione energetica dalle città: cresce il cambiamento dal basso grazie ai cittadini

Le città sono responsabili di circa tre quarti del consumo finale di energia e di emissioni di CO2. Il 55% della popolazione mondiale risiede in ambito urbano e il numero è destinato ad aumentare sensibilmente. Nel 2020 oltre 1 miliardo di persone, circa il 25% della popolazione urbana, vive in una città i cui obiettivi o iniziative politiche sono dedicate alle energie rinnovabili. È quanto emerge dall’ultimo rapporto stilato da REN21, comunità globale delle fonti rinnovabili composta da attori del mondo della scienza, dei governi, delle ONG e dell’industria. Sta crescendo la sensibilità verso i temi energetici e, a fine 2020, si contano 1.300 amministrazioni cittadine che hanno attuato una politica di produzione e consumo di energia rinnovabile, mentre oltre 10.500 città a livello globale hanno adottato obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2. La pressione dei cittadini sulle amministrazioni locali per agire sul cambiamento climatico è cresciuta di molto se consideriamo che nel 2020 ben 1.852 città in 29 paesi hanno dichiarato emergenze climatiche (rispetto alle 1.400 del 2019) e almeno 231 governi comunali hanno presentato un piano d’azione per il clima. Geograficamente parlando, si moltiplicano in tutto il mondo gli obiettivi di energia rinnovabile, anche se la maggior parte degli obiettivi si registrano in Nord America e in Europa seguiti dall’Asia. Nelle città, lo sforzo relativo alle energie rinnovabili si è concentrato sul settore dell’elettricità, ma anche gli obiettivi per la riduzione dell’energia per il riscaldamento e raffreddamento e per la decarbonizzazione stanno crescendo, seppur più lentamente. Molta attenzione, inoltre, viene posta dai cittadini sulla qualità dell’aria e sulla necessità di avere politiche green. Interessante notare come il maggior dinamismo verso gli obiettivi di transizione energetica si concentri nelle città di piccole o media grandezza con una fascia di popolazione fino a 500.000 abitanti. In Europa, per esempio, sono 357 le città che si sono date obiettivi precisi sulle energie rinnovabili che non prendono in esame solo la produzione elettrica da energie rinnovabili ma guardano anche al settore residenziale e ai trasporti, con un forte accento sulla mobilità elettrica, che vede una crescita sempre maggiore. In Italia sono 45 le città che intendono soddisfare i propri consumi al 100% da fonti rinnovabili. Attualmente la pandemia causa un rallentamento nella transizione energetica. La crisi economica innescata dall’emergenza sanitaria ha, ovviamente, dato priorità nell’agenda politica a sanità e ripresa economica. In ogni caso, l’opinione pubblica ritiene che si potrebbero eliminare i sussidi ancora presenti verso le fonti fossili. [Fonte INFOBUILDENERGIA.IT]22 aprile 2021
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Missione dedicata al Digitale: cosa cambia nella prima bozza del Recovery Plan

Il PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma che il Governo Italiano dovrà presentare alla Commissione Europea per accedere ai fondi messi a disposizione dal Next Generation Eu per far fronte alla crisi generata dalla pandemia, prosegue il suo percorso in vista della presentazione che scade il 30 aprile 2021. I fondi destinati al nostro Paese ammontano a 191,5 miliardi di euro di cui il 37% destinato a finanziare i progetti a sostegno della transizione verde e il 20%  alla trasformazione digitale. Presentando la bozza del Piano si potrà accedere fin da subito a una parte delle risorse che ammonta al 13% circa del valore complessivo e quindi, nell’immediato, si traduce con l’arrivo di 25 miliardi di euro. Resta l’articolazione del piano di investimenti in sei missioni: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. Analizzando la tabella degli stanziamenti si rivela che per la prima missione (digitalizzazione, l’innovazione, competitività e cultura) sono previste maggiori risorse per la Pubblica Amministrazione (11,75 miliardi contro i precedenti 11,45), sono leggermente ridotte quelle per i sistemi produttivi, mentre rimangono invariate a 8 miliardi di euro quelle per il turismo e la cultura. Per l’intera missione lo stanziamento totale è pari a 46,30 miliardi, in lieve aumento rispetto ai 46,18 miliardi stimati nella precedente versione. Inoltre, la parte dedicata alla digitalizzazione, innovazione e competitività sui sistemi produttivi di cui fa parte anche il piano di Transizione 4.0, prevede cinque interventi: transizione 4.0 richiede sforzi massicci e strutturati per sostenere la transizione digitale del sistema produttivo incentivando investimenti privati in beni strumentali tecnologicamente avanzati e in Ricerca, Sviluppo e Innovazione; innovazione e tecnologia dei microprocessori; digitalizzazione delle Piccole e Medie Imprese e Fondo di Garanzia per rafforzarne la capacità innovativa; banda ultra larga, 5G e connessioni satellitari con l’obiettivo di completare la rete nazionale di telecomunicazioni e ridurre il divario digitale; politiche industriali per Supply Chain e internazionalizzazione come strumenti di ripresa e resilienza del sistema produttivo. Lo stanziamento totale è diminuito passando da 26,73 miliardi a 26,55 miliardi. Rimane invariata la cifra di 3,10 milioni di euro per finanziare progetti già avviati, mentre i fondi per i nuovi progetti passa da 15,88 milioni a 15,70  milioni. Restano confermati gli obiettivi di aumentare gli investimenti delle imprese in nuovi beni capitali tecnologicamente avanzati e incentivare la spesa privata in Ricerca, Sviluppo e Innovazione. [Fonte INNOVATIONPOST.IT]22 aprile 2021
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Webinar 6/5/2021. UK 1 gennaio 2022 – Cambierà davvero tutto?

Immissione sul mercato dei prodotti e marchio UKCA: facciamo il punto. ANIMA, in collaborazione con UCIMU, ICIM SpA e lo Studio Legale Rucellai & Raffaelli, organizza il prossimo 6 maggio alle ore 10:30 un webinar gratuito con il quale fare il punto sull’immissione nel mercato del Regno Unito dei prodotti e prepararsi per tempo ai cambiamenti che verranno introdotti dal 1° gennaio 2022. Con la Brexit è infatti iniziata la transizione verso una nuova regolamentazione per l’accesso dei prodotti al mercato del Regno Unito. Le Aziende saranno chiamate a rivedere il proprio ruolo, ottemperando a quelli che sono gli obblighi introdotti con la marcatura di prodotto UKCA. Nel corso del webinar saranno quindi messi a fuoco i ruoli e le responsabilità degli operatori economici e le attività richieste per l’immissione sul mercato dei prodotti. AGENDA 10:30 Introduzione e presentazione del webinarANIMA Confindustria 10:35 L’immissione sul mercato dei prodotti: operatori economici, ruoli e responsabilità Elisa Teti, Studio Legale Rucellai & Raffaelli 11:15 La conformità di prodotto e la marcatura UKCA Vincenzo Delacqua, ICIM SpA 11:55 Q&A spazio alle domande È possibile porre domande in anticipo inviandole via mail a eventi@anima.it specificando in oggetto il nome del webinar. Per registrarsi, clicca qui 22 aprile 2021
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Efficienza energetica nell’industria, come raggiungere una produzione più sostenibile

L’impatto dell’industria sulla sostenibilità è rilevante considerando che è responsabile del consumo del 37% di energia a livello globale e produce il 24% delle emissioni di anidride carbonica. I dati forniti da IEA, l’Agenzia Internazionale dell’Energia, mostrano quanto il tema della sostenibilità dei nostri modelli produttivi sia centrale per poter raggiungere gli obiettivi climatici stabiliti con gli Accordi di Parigi e rafforzati con il Green New Deal europeo. La crescita del consumo di energia è stata guidata in gran parte nei settori industriali ad alta intensità energetica (prodotti chimici, ferro e acciaio, cemento, cellulosa e carta e alluminio) e il 70% del consumo è associato ai motori elettrici. Negli edifici commerciali, il 38% del consumo di energia deriva proprio dall’utilizzo di motori elettrici che possono, però, avere un ruolo importante per la riduzione dell’energia consumata dal settore. Infatti, sono stati fatti molti passi in avanti nel creare nuovi motori più efficienti in termini di consumo di energia: anche i motori a induzione a corrente alternata, nati nel diciannovesimo secolo, sono stati negli anni costantemente migliorati, sulla base di cambiamenti di materiale e del design delle componenti (statore e rotore). I moderni motori a induzione hanno un alto tasso di efficientamento energetico: quelli che secondo i criteri di consumo energetico sono classificati dalla International Electrotechnical Commission (IEC) come IE3, ad esempio, riescono a raggiungere il 96% di efficienza, mentre i più moderni IE4 permettono uno spreco di energia del 15% inferiore ai motori IE3. A questi si aggiunge il più recente motore IE5 “ultra-premium efficiency”, che rappresenta il più alto livello di efficienza che sia stato raggiunto da qualsiasi progetto attuale. Sembra quindi che l’alto consumo di energia sia dovuto all’utilizzo di modelli ormai obsoleti, come i motori IE1 e IE2, che spesso forniscono molta più potenza di quella richiesta. Si stima che, se l’80% dei motori industriali installati oggi fossero sostituiti con motori ultra-premium efficienti IE5, si risparmierebbero 160 terawatt-ora di energia all’anno, equivalenti a più del consumo annuale di energia della Polonia. Anche l’utilizzo di azionamenti a velocità variabile può permettere di ridurre gli sprechi di energia e si calcola che circa il 50% dei motori industriali trarrebbe beneficio dall’essere accoppiato con un azionamento. Ad oggi, si stima che il 23% dei motori elettrici industriali è equipaggiato con un azionamento a velocità variabile, cifra che secondo gli esperti salirà al 26% nei prossimi anni. Nel suo rapporto annuale l’agenzia Internazionale dell’Energia sottolinea, infine, la necessità di interventi governativi che impongano target di consumo energetico ed emissioni di Co2 e la collaborazione tra governi e imprese permetterebbe di passare a metodi di produzione secondaria basati sul riciclo di materie prime. Per fare questo occorre una politica sulle energie rinnovabili che renda conveniente puntare sull’efficientamento energetico e sempre meno sull’utilizzo del carbone, anche in vista dell’obiettivo europeo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. [Fonte INNOVATIONPOST.IT]30 marzo 2021
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Energia: ENEA coordina il progetto europeo per ridurre i costi dell’idrogeno verde

È coordinato da ENEA il progetto europeo PROMETEO[1] che, con un investimento pari a 2,7 milioni di euro di cui circa 2,5 milioni finanziati dall’UE attraverso il programma pubblico-privato FCH JU (Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking), si propone di ridurre i costi di produzione dell’idrogeno verde (a meno di 2 €/kg in prospettiva), grazie a una tecnologia altamente efficiente che combina l’elettricità da fotovoltaico o eolico, con il calore da solare a concentrazione. Nel progetto, della durata di 42 mesi, è coinvolto un pool di imprese e istituzioni di ricerca italiane ed europee: la Fondazione Bruno Kessler (FBK), la spagnola IMDEA Energy e l’Istituto di ricerca svizzero EPFL che, insieme all’ENEA, si occuperanno dell’integrazione del prototipo con le fonti rinnovabili; l’italo-svizzera SOLIDpower fornirà elettrolizzatori e il sistema di termo-regolazione, mentre il Gruppo italiano Maire Tecnimont sarà a capo dell’ingegnerizzazione del prototipo e della messa in marcia dell’impianto attraverso due sue controllate, l’italiana NextChem e l’olandese Stamicarbon. Un ruolo fondamentale nello sviluppo di applicazioni finali lo avranno anche i potenziali utilizzatori della tecnologia: la Snam per l’iniezione di idrogeno verde nella rete gas, la spagnola Capital Energy per lo stoccaggio chimico di elettricità rinnovabile e l’olandese Stamicarbon per i possibili impieghi nell’industria chimica. La sfida di PROMETEO è quella garantire continuità alla produzione di idrogeno da elettrolisi anche quando l’energia rinnovabile da fonte solare non è disponibile a causa dell’intermittenza o nei periodi in cui è più conveniente utilizzarla, come ad esempio nei surplus di produzione: questo consentirà di abbattere i costi di produzione di idrogeno verde, aumentandone la competitività. Gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e al 2050, inoltre, impongono alla ricerca di trovare nuove strade per produrre e sfruttare le fonti rinnovabili in modo ottimale e su larga scala e l’idrogeno verde ha tutte le caratteristiche per supportare la transizione energetica soprattutto nei settori industriali maggiormente coinvolti come quello energetico, chimico e in particolare dei fertilizzanti azotati. [1] Hydrogen PROduction by MEans of solar heat and power in high TEmperature solid Oxide electrolysers. [Fonte ENEA.IT]9 aprile 2021
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Semplificate le procedure per accedere alla “Nuova Sabatini”

La Nuova Sabatini (misura beni strumentali) è l’agevolazione messa a disposizione dal MiSE, Ministero dello Sviluppo Economico con il supporto di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, con l‘obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere, così, la competitività del sistema produttivo italiano. La nuova Legge di Bilancio 2021 ha introdotto novità normative che contribuiscono a semplificare ulteriormente le procedure per ottenere l’incentivo. È una procedura finalizzata a sostenere gli investimenti soprattutto delle micro, piccole e medie imprese per l’acquisto o l’ottenimento in leasing di nuovi impianti macchinari, attrezzature e hardware oltre a software e tecnologie digitali. La circolare emessa dal MiSE il 10 febbraio 2021 fornisce indicazioni e chiarimenti sulla modalità applicative della nuova normativa. Le domande presentate alle banche e agli intermediari finanziari a partire dal 1° gennaio 2021, potranno ottenere l’erogazione del contributo in un’unica soluzione, qualunque importo sia, invece di sei quote annuali come previsto in origine. L’erogazione in un’unica soluzione vale anche per le imprese che richiedono un importo non superiore a 100 mila euro e che hanno presentato la domanda prima del 1° gennaio 2021 e, precisamente, per il periodo che va tra il 1° maggio 2019 e il 16 luglio 2020. Per le domande presentate tra il 17 luglio 2020 e il 31 dicembre 2020, varrà la richiesta di un finanziamento per un importo non superiore a 200 mila euro. Sono ammessi tutti i settori produttivi inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione di attività finanziarie e assicurative e attività connesse all’esportazione. I beni da finanziare devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali, nonché a software  e tecnologie digitali. [Fonte BUSINESSWEEKLY.IT]27 aprile 2021