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Qualifica Installatori di Sistemi Radianti secondo la norma UNI 11741:2019

Il 22 luglio è stata fatta la prima sessione d’esame per la qualifica degli Installatori di Sistemi Radianti secondo la norma UNI 11741:2019. La norma definisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenza per gli installatori di sistemi radianti a bassa differenza di temperatura (sistemi a pavimento, parete e soffitto installati in edifici civili, industriali e con altre destinazioni d’uso, nuovi e da riqualificare) abbinati a strategie di regolazione, sistemi di deumidificazione e controllo della qualità dell’aria ambiente, con funzionamento invernale ed estivo. Per diventare un installatore di sistemi radianti qualificato è necessario sostenere un esame (teorico, scritto e pratico) come indicato nella norma UNI 11741:2019. La norma prevede due livelli di qualifica: LIVELLO BASENel livello base l’addetto deve essere in grado di realizzare l’opera secondo le indicazioni e le prescrizioni dei progetto o dello schema d’impianto secondo le norme di installazione relative e le indicazioni dei fabbricanti, deve eseguire gli interventi manutentivi secondo le istruzioni del responsabile, delle indicazioni deli fabbricanti e delle norme vigenti, deve eseguire le verifiche strumentali richieste e deve redigere il protocollo di messa in pressione (definito nelle norme UNI EN ISO 11855 e UNI EN 1264). LIVELLO AVANZATONel livello avanzato l’addetto deve essere in grado di realizzate tutti i compiti relativi al livello base oltre a verificare la fattibilità dell’opera, svolgere l’attività di coordinamento tra i vari operatori coinvolti nella realizzazione e manutenzione dell’impianto radiante, eseguire e sovrintendere all’installazione, posa in opera, collaudo e manutenzione dei sistemi radianti idronici, redigere il protocollo di primo avviamento, verificare la corrispondenza dell’impianto termico realizzato al progetto e predisporre la documentazione richiesta dalla legislazione vigente. Alla sessione d’esame hanno partecipato 5 Addetti della società @Giacomini SpA che hanno superato con successo l’esame per il livello avanzato. La qualifica professionale è un valore aggiunto per gli installatori di sistemi radianti e rappresenta una garanzia sia per l’utente finale che per i progettisti per avere un riferimento qualificato per l’installazione da scegliere per i cantieri e per le aziende del settore per accompagnare a prodotti e produttori di qualità anche installatori qualificati. ICIM rilascia la certificazione per la figura professionale di Installatore di sistemi radianti idronici a bassa differenza di temperatura in conformità a quanto previsto dalla norma di UNI 11741:2019 e ai requisiti della ISO/IEC 17024. Per informazioni sulla certificazione delle figure professionali e prossime date di esami: mail figureprofessionali@icim.it, tel- 02 72534211. 30 luglio 2021
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Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale: la nuova guida di ASSOCOLD-ANIMA e ICIM SpA

Si colloca nell’ambito della collaborazione tra ANIMA Confindustria e ICIM SpA – ente di certificazione di riferimento in ambito trasformazione industriale e Industria 4.0, con oltre 1800 attestazioni rilasciate a oggi – la nuova guida Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale, realizzata da ASSOCOLD-Costruttori di Tecnologie per il Freddo, l’associazione federata in ANIMA che raggruppa i produttori italiani di attrezzature frigorifere per il commercio e componenti quali compressori, controllori elettronici, valvole e componentistica. Attraverso indicazioni semplici e strumenti chiari, la pubblicazione illustra alle aziende del comparto le modalità per accedere in modo sicuro ai benefici fiscali del Piano Transizione 4.0 per il mondo della refrigerazione commerciale. Come è noto il piano Transizione 4.0 nasce nell’ambito di una visione strategica: sostenere il Sistema Paese nel compiere i passi necessari per rimanere all’avanguardia e offrire un supporto alle imprese che investono nell’ammodernamento, digitalizzazione ed efficientamento dei propri macchinari e processi produttivi.  Anche per le aziende del comparto della refrigerazione commerciale  – un settore che vale circa 1 miliardo di Euro con conta 5.000 addetti – è fondamentale accedere al piano di Transizione 4.0 per l’acquisto di tecnologie moderne ed efficienti in un’ottica di investimenti sicuri che possano essere duraturi nel tempo. La nuova guida di ASSOCOLD-ANIMA-ICIM SpA analizza in dettaglio le caratteristiche delle merceologie presenti nel mondo della refrigerazione commerciale e introduce agli importanti strumenti di agevolazione fiscale disponibili, utili anche ad accelerare l’adozione delle migliori e più avanzate tecnologie. Un percorso che ha come obiettivo finale quello di favorire e accompagnare le imprese e i clienti della distribuzione alimentare in Italia nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale. Un’ampia sezione “Domande frequenti” risponde ai diversi quesiti che possono emergere nell’applicazione della normativa dei benefici fiscali. La guida Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale di ASSOCOLD è scaricabile qui 30 luglio 2021
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Credito imposta industria 4.0: tutti i chiarimenti attesi nella circolare 9/E dell’Agenzia delle Entrate

Lo scorso 23 luglio l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare 9/E che interviene chiarendo i molti aspetti dubbi generati dal passaggio dal sistema della maggiorazione degli ammortamenti al credito d’imposta. Un documento interpretativo fortemente atteso e che ha il carattere di interpretazione ufficiale. Delineato inoltre di concerto con il parere del MiSE, ha il potere di invalidare eventuali risposte in conflitto fornite dalle direzioni regionali nei mesi scorsi. Sotto forma di risposta a quesiti specifici, la Circolare 9/E si articola in sette capitoli, toccando gli elementi più rilevanti della disciplina agevolativa del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali così come recentemente modificato dalla legge di bilancio 2021. I capitoli sui cui si espressa l’Agenzia delle Entrate sono: Soggetti interessati Investimenti Ambito temporale Determinazione dell’agevolazione Utilizzo Cumulo con altre agevolazioni Rideterminazione dell’agevolazione Molte le precisazioni fornite, quelle di maggiore interesse riteniamo possano essere le seguenti: Beni in leasing: l’AdE conferma che la disciplina è estesa in tutte le sue disposizioni ai beni acquisiti in leasing. Per i beni in leasing riscattati per la determinazione del credito di imposta spettante al locatario, non assume alcuna rilevanza il prezzo di riscatto dallo stesso pagato all’atto di esercizio del diritto di opzione, ma solo quello all’atto dell’acquisizione. Nel caso di beni acquisiti in leasing per i quali non ci sia poi il riscatto del bene o la cessione del contratto, l’Agenzia scrive che il mancato esercizio del diritto di riscatto così come la cessione del contratto di leasing durante il “periodo di sorveglianza” (entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di entrata in funzione ovvero a quello di avvenuta interconnessione) costituiscono causa di rideterminazione dell’incentivo perché sono casi da assimilare alla cessione a titolo oneroso e delocalizzazione dei beni agevolati acquisiti in proprietà per i quali vi è il recapture, cioè il credito d’imposta è corrispondentemente ridotto escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo. Per i beni acquisiti in proprietà a seguito di riscatto che diventano poi oggetto di un contratto di sale and lease back invece il credito d’imposta non sarà oggetto di rideterminazione qualora, nel periodo di sorveglianza, il bene acquisito in proprietà a seguito di riscatto venga successivamente ceduto a una società di leasing nel contesto di un’operazione di sale and lease back. Ambito temporale: L’AdE chiarisce quale disciplina debba applicarsi nel periodo di compresenza delle due disposizioni normative. In altre parole, si tratta del periodo tra il 16/11/2020 e il 31/12/2020 e poi anche per il periodo tra il 01/01/2021 e il 30/06/2021 per i quali sono previsti incentivi sia dalla legge di bilancio per il 2020 (160/2019) sia da quella per il 2021 (178/2020). L’Agenzia spiega che si deve valutare “distinguendo il caso degli investimenti per i quali alla data del 15 novembre 2020, vale a dire anteriormente alla decorrenza della nuova disciplina, si sia proceduto all’ordine vincolante e sia stato versato l’acconto del 20 per cento (c.d. “prenotazione”), dal caso degli investimenti per i quali alla suddetta data non risultino verificate tali condizioni”. Nel caso della prenotazione pre 15/11/2020 – spiega la Circolare 9/E – gli investimenti, sempre se effettuati (vale a dire completati) entro il 30 giugno 2021, restano “incardinati nella precedente disciplina di cui alla legge di bilancio 2020”. In caso contrario si rende applicabile la nuova disciplina introdotta dalla legge di bilancio 2021. Quote annuali di fruizione del credito: l’AdE specifica che la ripartizione in quote annuali risponde alla necessità, soprattutto di ordine finanziario, di porre un limite annuo all’utilizzo del credito d’imposta – nella misura di un terzo dell’importo maturato – e non già di fissare un obbligo di utilizzo dell’intera quota annuale ivi stabilita o un limite temporale alla sua fruizione. Pertanto, nel caso in cui la quota annuale – o parte di essa – non sia utilizzata, l’ammontare residuo potrà essere riportato in avanti nelle dichiarazioni dei periodi di imposta successivi senza alcun limite temporale ed essere utilizzato già dall’anno successivo, secondo le ordinarie modalità di utilizzo del credito, andando così a sommarsi alla quota fruibile a partire dal medesimo anno. Questo anche oltre il limite del terzo anno. Interconnessione tardiva: L’AdE specifica che il “ritardo” nell’interconnessione produca solo un semplice slittamento del momento dal quale si può iniziare a godere del beneficio, come avveniva nel caso dell’iperammortamento. Quanto alle modalità di fruizione del beneficio, spiega che nel caso in cui il bene entri in funzione, pur senza essere interconnesso, il contribuente può scegliere tra due strade: la prima è iniziare a godere del (minore) credito d’imposta per i beni non 4.0 fino all’anno precedente a quello in cui si realizza l’interconnessione; fatta l’interconnessione, potrà fruirne “in misura piena” decurtando il beneficio delle quote già fruite in precedenza e dividendo il beneficio residuo in un nuovo triennio di fruizione di pari importo. La seconda strada è invece attendere l’interconnessione e fruire del credito di imposta direttamente “in misura piena”. Infine, l’agenzia ricorda che l’interconnessione tardiva si ha solo nel caso in cui il rinvio sia dovuto alla necessità di acquisire o di adeguare l’infrastruttura informatica necessaria all’interconnessione e non all’adeguamento delle caratteristiche tecniche del bene (in tal caso si tratterebbe infatti di revamping). Cumulo con altre agevolazioni: I crediti d’imposta per l’acquisto di beni strumentali sono espressamente cumulabili con altre misure di favore (fiscali e non) insistenti sugli stessi costi ammissibili al credito d’imposta, nel limite massimo rappresentato dal costo sostenuto. Per verificare che gli importi non superino il costo, “è necessario individuare i costi riferibili ai beni oggetto di investimento ammissibili a entrambe le discipline agevolative e assumere, quali costi rilevanti ai fini del credito d’imposta, l’importo complessivo dei costi ammissibili, al lordo dei contributi agli stessi correlati, cioè per il loro intero ammontare, anche se di tali costi il contribuente non è rimasto inciso per effetto dei contributi erogati a suo favore. Quindi, occorre calcolare il credito di imposta teoricamente spettante, e sommare tale importo teorico a quello degli altri incentivi pubblici concessi sui medesimi investimenti”. Il risultato di tale somma non deve superare il “costo sostenuto” ovverosia l’ammontare complessivo dei costi ammissibili di competenza del periodo di imposta per il quale il contribuente intende avvalersi del credito di imposta. A questo link è consultabile il documento ufficiale per una estesa e approfondita lettura. ICIM SpA, grazie alla costante collaborazione con Federazione Anima, UCIMU e le altre associazioni imprenditoriali monitora costantemente l’evoluzione dei provvedimenti legislativi e fornisce supporto alle imprese per orientare le proprie strategie di investimento. ICIM supporta le aziende con una gamma di servizi Industria 4.0 che vanno dall’attestazione dei requisiti per l’accesso ai benefici fiscali dell’iperammortamento fino a servizi dedicati alla sicurezza informatica, la business continuity, l’asset management. 29 luglio 2021
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UCIMU: crescono automazione e digitalizzazione su un parco macchine utensili vecchio

Con un’età media di 14 anni e 5 mesi, la più alta mai registrata dal 1975, il parco macchine utensili e sistemi di produzione installato nell’industria Italiana risulta più vecchio di quello di cinque anni fa, anche se, di contro, cresce il grado di automazione e integrazione degli impianti, segno che le misure di incentivo alla competitività in materia 4.0 hanno avuto i primi effetti. È quanto emerge dalla ricerca Il Parco macchine utensili e sistemi di produzione dell’industria italiana, ideata da UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, in collaborazione con FONDAZIONE UCIMU, realizzata con il contributo di Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di ICE Agenzia e Unioncamere. Giunta alla sesta edizione l’indagine, che ha raccolto i dati al 2019 di oltre 2.000 imprese (un campione di unità produttive censite pari al 15% dell’universo delle aziende del settore), è stata condotta con una periodicità anticipata rispetto alla solita cadenza decennale, per dare conto delle variazioni generate dai piani di trasformazione industriale 4.0 e dagli incentivi adottati dal nostro Paese. Nonostante le macchine utensili installate siano cresciute del 21,6% rispetto al 2014, l’età media non si abbassa e, anzi, quasi la metà ha un’età superiore ai 20 anni. Una realtà che desta preoccupazione e che si motiva con innumerevoli fattori tra cui l’ampliamento del parco esistenti a fronte di una sostituzione solo parziale dei precedenti sistemi produttivi installati che, per alcuni settori, continuano comunque a svolgere la loro funzione. È ancora ampia, infatti, la platea di imprese che non ha fatto investimenti nonostante gli incentivi 4.0. Si ipotizza che queste aziende, costrette a mantenere in servizio macchine vetuste, anche per lavorazioni strategiche, abbiano investito in interventi di retrofitting. Questa è delle dinamiche che permette di conciliare l’aumento dell’età media con il maggior grado di automazione. In questo panorama cresce per fortuna anche la quota di macchine recenti (con età inferiore ai 5 anni) che passa dal 13,1% del 2014 al 16,1% del 2019. Negli ultimi vent’anni si sono ridotti gli acquisti di macchine con tecnologie tradizionali a favore di quelle con tecnologie di ultima generazione: la quota delle macchine utensili ad asportazione e deformazione è scesa dall’83% nel 1999 al 73% nel 2019, a favore di quella delle tecnologie innovative (robot e tecnologie non convenzionali) che rappresenta il restante 27%. L’indagine rivela una crescita generale del grado di automazione/integrazione degli impianti produttivi grazie ai nuovi investimenti stimolati dalle misure di incentivo 4.0. Una crescita su livelli diversi: singole macchine, linee di produzione, sistemi 4.0 con interconnessione digitale dei sistemi di controllo e gestione. Come ha commentato la presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE: “I provvedimenti per sostenere l’ammodernamento del parco macchine e per incentivare la transizione 4.0 del manifatturiero del Paese hanno prodotto effetti interessanti ma non ancora sufficienti ad assicurare la trasformazione digitale del metalmeccanico. Per questa ragione occorre che le misure attualmente operative, quali il credito di imposta per gli acquisti in nuove macchine tradizionali e con tecnologia 4.0, proseguano oltre il 2022… e che diventino strutturali per permettere alle aziende di fare pianti di investimento di medio/lungo termine. È altresì importante che sia allungata l’operatività della misura del credito di imposta per la formazione, al fine di assicurare alle imprese un corretto supporto per l’aggiornamento del personale. Solo così gli investimenti in tecnologie di nuova generazione potranno realmente assicurare all’impresa miglioramento della produttività̀ e l’efficienza necessaria a vincere la sfida della competitività nello scenario internazionale”. [Fonte UCIMU.IT]22 luglio 2021
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Indagine Aqua Italia (ANIMA Confindustria): l’82% degli italiani beve acqua del rubinetto

Il quadro socioeconomico attuale e la pandemia hanno modificato le abitudini e i consumi degli italiani: negli ultimi 12 mesi l’82,7% della popolazione ha bevuto acqua del rubinetto (trattata e non), con un tasso di crescita sul 2020 di oltre il 5%. Circa la metà della popolazione maggiorenne (47,3%) dichiara di bere sempre o quasi sempre l’acqua potabile del rubinetto in casa e/o fuori casa e si è evidenziato che nel corso del 2020 sono aumentati in modo significativo (+6,5%) i consumatori occasionali (35,4%). Sono i primi dati che emergono dall’annuale indagine condotta da Open Media Research per Aqua Italia – l’associazione federata Anima Confindustria che rappresenta le aziende di impianti, componenti, prodotti chimici e accessori per il trattamento delle acque primarie – con l’obiettivo di conoscere l’evoluzione di comportamenti e atteggiamenti della popolazione italiana nei confronti dell’acqua potabile. In linea generale l’acqua degli acquedotti è ritenuta sicura, non inquina (perché non ha bisogno di bottiglie di plastica e dei processi di lavorazione) e il consumo da parte degli italiani è stato riscoperto proprio durante la pandemia: il 13% ha dichiarato, infatti, di avere iniziato a berla più spesso. Si conferma più gradita tra i residenti al Nord (la bevono sempre/quasi sempre nel 49,4% dei casi nel Nord Ovest e nel 57,1% nel Nord Est), mentre si rileva una minore incidenza tra coloro che vivono nel Sud+Sicilia (40,9%), dove risulta più alta della media la percentuale di coloro che bevono acqua del rubinetto più raramente o mai (29,5% verso una media nazionale del 25,2%). I motivi principali per i quali gli intervistati hanno dichiarato di bere l’acqua del rubinetto (trattata o non trattata) riguardano “l’attenzione per l’ambiente” (27%), cioè evitare di trasportare e smaltire bottiglie di plastica, dato significativamente più rilevante rispetto agli anni precedenti (era il 12,3% nel 2018). Poi c’è la “comodità nel disporne” (25,1%), la consapevolezza che “l’acquedotto comunale fa maggiori controlli sull’acqua rispetto ai produttori dell’acqua in bottiglia” (23,4%), il “minor costo rispetto all’acqua in bottiglia” (21,3%) e infine “la bevo perché è buona” (20,2%). Altri due aspetti interessanti sono emersi della ricerca: 32,6% delle famiglie italiane ha adottato un sistema di affinaggio dell’acqua (tra caraffe filtranti, sistemi per l’eliminazione del cloro/altre sostanze o per la refrigerazione e gasatura dell’acqua); mentre, per l’approvvigionamento dell’acqua da bere fuori casa, il 62,6% opta per l’acquisto di acqua in bottiglia (45,6% da bar/negozi e 17% da distributori automatici a pagamento) e il 48,9% porta l’acqua da casa. Con riferimento ai chioschi/casette di distribuzione di acqua potabile messe a disposizione dai comuni, il 76,1% degli intervistati ha dichiarato di conoscere questo servizio e il 23,5% di farne uso confermando che si tratta di un’abitudine in crescita (nel 2020 erano il 22,8%). In merito infine alla preoccupazione nei confronti della presenza di potenziali sostanze contaminanti, come ad esempio farmaci e sostanze chimiche, che non sono state ancora normate dalla legge italiana, il 24,7% si è dichiarato estremamente preoccupato e il 65,4% abbastanza preoccupato. Tra coloro che hanno già un’abitudine al consumo dell’acqua potabile del rubinetto, si riscontra una preoccupazione più bassa della media della popolazione (11,9% vs. 24,7%). Garantire la salubrità dell’acqua è un aspetto fondamentare per tutti i fabbricanti di prodotti e componenti che entrano a contatto con acqua destinata al consumo umano, ovvero produttori di tubazioni, pompe, valvole, serbatoi di contenimento e riscaldamento dell’acqua come anche ai costruttori di impianti e componenti per il trattamento delle acque, rubinetterie, componentistica varia, ecc. ICIM GROUP mette a disposizione di queste aziende una proposta articolata di servizi, forniti da tre diverse società del gruppo, che comprende supporto tecnico, prove e certificazione. TIFQ offre assistenza specialistica per tutte le attività finalizzate all’adeguamento al DM 174/2004 sui prodotti e componenti a contatto con acqua potabile. TIFQlab, invece, esegue test di conformità compositiva dei materiali a contatto con acqua potabile e prove di migrazione globale e specifica, oltre che le verifiche sperimentali dei sistemi di trattamento dell’acqua potabile ai sensi del Decreto 7 febbraio 2012, n. 25 – Disposizioni tecniche concernenti apparecchiature finalizzate al trattamento dell’acqua destinata al consumo umano, a garanzia del consumatore finale. ICIM SpA, infine, mette a disposizione delle imprese del comparto il suo schema di certificazione volontaria – unico in Italia riconosciuto da Accredia – che è stato da poco rinominato in “Certificazione di prodotti e componenti utilizzati a contatto con acqua destinata al consumo umano (acqua potabile) sulla base di riferimento delle indicazioni del DM 174/2004”, includendo l’esplicito riferimento alla normativa cogente nel settore dell’acqua potabile. La certificazione volontaria secondo lo schema proprietario di ICIM è in grado di attestare (attraverso le verifiche di conformità) la corretta rispondenza ai requisiti legislativi dei processi produttivi e dei materiali utilizzati dai fabbricanti, per evitare rischi da cessioni fuori norma a garanzia di qualità e salubrità. [Fonte ANIMA.IT]22 luglio 2021
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Addetto alle Attività di Sorveglianza degli Impianti di Distribuzione del Gas Naturale

SONO 24 I NUOVI ADDETTI CERTIFICATI SECONDO LA NORMA UNI 11632! 24 figure professionali hanno ottenuto da ICIM SpA, unico Ente di Certificazione riconosciuto ACCREDIA, la certificazione accreditata secondo la UNI 11632 e, nello specifico, la certificazione del profilo professionale TIPO III di addetto alla manutenzione/messa in servizio/messa fuori servizio degli impianti di distribuzione del gas naturale. I 24 Addetti, che hanno frequentato la formazione di preparazione all’esame con HTS Srl e i suoi docenti qualificati, operano in importanti aziende di distribuzione di Gas naturale come Centria Srl e una primaria azienda appaltatrice di servizio ai distributori di gas a rete. Nel mese di Giugno si sono svolte 3 sessioni d’esame per la certificazione di Addetto alle Attività di Sorveglianza degli Impianti di Distribuzione del Gas Naturale secondo la norma UNI 11632 e relativa UNI PdR 39-2018 di riferimento, attestando il possesso dei requisiti di conoscenza, abilità e competenza delle figure che svolgono attività in campo di sorveglianza sugli impianti di distribuzione di gas naturale per mantenerne la sicurezza e l’efficienza e per assicurare la continuità del servizio agli utenti finali. Certificare il proprio personale secondo la UNI 11632 significa costruire professionalità attraverso percorsi di crescita nel rispetto di protocolli, norme e prassi di settore. Il tutto, per innalzare il livello qualitativo del servizio. Per informazioni sulla certificazione delle figure professionali e prossime date di esami, scrivi a figureprofessionali@icim.it o telefona allo 02 72534211 Per informazioni sulle prossime sessioni di corsi in ambito tecnica gasistica e catalogo formativo, clicca qui o scrivi a mail info@formazionequalificata.com 14 luglio 2021
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I MOCA. IL VALORE DELLA CERTIFICAZIONE

I MOCA in onda con Striscia la Notizia Un recente servizio di Striscia la Notizia ha portato l’attenzione del pubblico sul tema dei MOCA, Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti. Il servizio mette in guardia i telespettatori rispetto a oggetti, contenitori e utensili di cucina privi di marchio CE “bicchiere e forchetta” oppure realizzati con materiali di scarsa qualità, spesso d’importazione e venduti a basso prezzo. È stato evidenziato, anche, come la Legge italiana, per la sua formulazione, lasci, purtroppo, qualche spiraglio ai produttori e importatori senza scrupoli e si è lanciato un appello affinché diventi obbligatorio apporre su tutti i MOCA il marchio che consenta al consumatore di acquistare, a colpo sicuro, oggetti che non mettano in pericolo la salute. Non è un caso che una trasmissione seguita dal grande pubblico abbia voluto occuparsi del tema: si moltiplicano gli allarmi per la salute dei consumatori e anche l’ultimo report pubblicato dal RASFF – il Rapid Alert System for Food and Feed, ben noto agli addetti ai lavori – ha evidenziato numerose non conformità relative ai MOCA, migrazione di sostanze come formaldeide, ammine aromatiche e metalli pesanti nonché numerose irregolarità bloccate alla frontiera. Per le aziende del comparto foodtech – che abbraccia un’infinita gamma di oggetti di uso professionale e casalingo destinati ad entrare a contatto con gli alimenti (contenitori, pentole, stoviglie, imballaggi, elettrodomestici e accessori da cucina, macchine per il caffè, affettatrici, ecc.) ma anche macchinari industriali per la lavorazione e la trasformazione degli alimenti, distributori automatici, imballaggi, attrezzature per negozi di generi alimentari, bar e ristoranti, contenitori per il trasporto, fino ai componenti per le macchine alimentari oltre a tubazioni, valvole, serbatori che entrano in contatto con l’acqua destinata alla preparazione degli alimenti – è un momento cruciale per presentarsi sul mercato con le carte in regola. Il quadro normativo sui MOCA a cui le aziende devono fare riferimento per operare nel rispetto delle disposizioni di legge è particolarmente articolato, in continua evoluzione e non completamente armonizzato. Include diversi Regolamenti europei – dal CE 1935/2004 sulla sicurezza dei MOCA al CE 2023/2006 sulle Buone Pratiche di Fabbricazione (GMP) nei processi di produzione e manutenzione di prodotti destinati a venire a contatto con sostanze alimentari – oltre alle normative nazionali e di dettaglio per i vari materiali: plastica, acciaio, alluminio, cellulosa, vetro, ceramica, ecc. La certificazione volontaria MOCA-Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti secondo lo schema proprietario di ICIM SpA, unico ente accreditato sui MOCA in Italia, offre alle aziende la possibilità di rispettare in ogni dettaglio la compliance normativa e legislativa. La certificazione MOCA valorizza in modo distintivo l’operato di un’azienda nel suo mercato di riferimento che, attraverso l’attestazione da parte di un ente terzo, può dimostrare di aver applicato le buone pratiche di fabbricazione e aver rispettato tutte le normative di sicurezza alimentare a tutala della salute umana. Si tratta di un vero e proprio “passaporto”, che l’azienda più utilizzare anche in ambito internazionale, come ad esempio per la commercializzazione dei propri prodotti nelle catene di fast food o in ambito Ho.re.ca. Il percorso certificativo MOCA di ICIM SpA parte da un’analisi documentale del processo produttivo e dei prodotti, si procede con la valutazione dei materiali componenti il prodotto, con la verifica della conformità di tutte le sostanze utilizzate per la fabbricazione e con la definizione del numero dei campioni da esaminare e dei parametri da analizzare. Attraverso l’audit si effettua la valutazione della congruità dei processi produttivi specifici e il prelievo dei prodotti da testare e si procede con l’individuazione delle loro possibili cessioni attraverso i test di laboratorio specifici. A valle dell’esito positivo di audit e test di laboratorio viene emesso il certificato, che ha una validità di 5 anni e prevede sorveglianze e controlli a cadenza annuale.
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Beni strumentali: dal Decreto Imprese 600 mln per il rifinanziamento della “Nuova Sabatini”

Con uno stanziamento di 600 milioni di euro è arrivato, con il Decreto Imprese approvato il 30 giugno, l’atteso rifinanziamento della Nuova Sabatini, la misura di incentivo per l’acquisto di beni strumentali delle micro, piccole e medie imprese, ovvero un sostegno agli investimenti in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché per gli investimenti in hardware, software ed in tecnologie digitali. Il provvedimento consentirà di sbloccare la Nuova Sabatini che, a inizio giugno aveva dovuto registrare la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande, proprio a causa dell’esaurimento delle risorse. La norma inserita nel decreto prevede, inoltre, che per le domande trasmesse in data antecedente al 1° gennaio 2021, per le quali sia stata già erogata in favore delle PMI beneficiarie almeno la prima quota di contributo, il Ministero dello sviluppo economico possa procedere a erogare le successive quote di contributo spettanti in un’unica soluzione, anche se non espressamente richieste dalle imprese beneficiarie, previo positivo esito delle verifiche amministrative propedeutiche al pagamento. Va precisato, infatti, che solo dal 2021 l’incentivo viene erogato in un’unica soluzione. La misura mira quindi a equiparare il trattamento delle imprese beneficiarie della Nuova Sabatini, consentendo l’erogazione accelerata delle rimanenti quote di contributo in favore di tutte le PMI, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda e dall’importo del finanziamento. La misura prevede, a fronte della concessione da parte di banche e intermediari finanziari di finanziamenti, l’erogazione di un contributo da parte del Ministero dello sviluppo economico pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al 2,75% per gli investimenti ordinari e al 3,575% per gli investimenti nelle tecnologie “industria 4.0”. L’ultima legge di bilancio (178/2020) aveva messo a disposizione della Nuova Sabatini 370 milioni di euro per l’anno 2021, una somma sparita in soli cinque mesi grazie alla forte ripresa degli investimenti, motore della ripresa in atto. Con i nuovi 600 milioni che saranno complessivamente a disposizione della misura si dovrebbe riuscire a coprire senza particolari problemi il 2021 e, secondo sulla base delle rilevazioni fatte negli ultimi tre mesi in cui la misura è stata attivata prima della chiusura dello sportello, si stima che possano attivare fino a 6,5 miliardi di finanziamenti agevolati per gli investimenti in beni strumentali. Giustamente auspicato dal mondo delle imprese e sostenuto dal Ministero sello sviluppo economico, il provvedimento di rifinanziamento delle Nuova Sabatini rappresenta un segnale di come si intenda concentrare le energie sulle priorità più stringenti, e dunque sulla competitività del sistema produttivo nazionale. [Fonte INNOVATIONPOST.IT]2 luglio 2021
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Un vantaggio concreto per le aziende che operano nell’ambito di applicazione della Direttiva PED

ICIM SpA ha siglato un accordo di collaborazione con HPi-CEProof, Organismo Approvato UKAS, per consentire ai propri clienti, e non solo, di ottenere la marcatura UKCA necessaria per l’export verso la Gran Bretagna. Il marchio UKCA (UK Conformity Assessed) è il nuovo marchio di conformità del Regno Unito, entrato in vigore il 1° gennaio 2021, che deve essere utilizzato per i prodotti immessi sul mercato della Gran Bretagna, – Inghilterra, Galles e Scozia – mentre l’Irlanda del Nord beneficerà di un regime differente alla luce degli accordi tra Regno Unito e Unione Europea per evitare un hard border con la Repubblica d’Irlanda. Visto che il campo di applicazione dei Regolamenti UKCA del Regno Unito è identico a quello delle corrispondenti Direttive europee, i prodotti che ad oggi richiedono la marcatura CE da parte di un Organismo Notificato dovranno essere soggetti a marcatura UKCA da parte di un “Approved Body”, uno degli organismi riconosciuti da UKAS, ente di accreditamento britannico, e approvati dal Ministero britannico. ICIM SpA ha siglato un accordo di collaborazione con HPi-CEProof, UKAS Approved Body 1521, per consentire ai propri clienti di ottenere la marcatura UKCA per tutti i prodotti che ricadono nell’ambito di applicazione della Direttiva PED (Pressure Equipment Directive), ossia le attrezzature in pressione e gli “insiemi” sottoposti a una pressione massima ammissibile PS maggiore di 0,5 bar. La Direttiva PED copre un’ampia gamma di attrezzature a pressione quali contenitori a pressione, scambiatori di calore, autoclavi, condensatori, caldaie e tubi d’acqua, tubazioni industriali, vari tipi di rubinetti, dispositivi di sicurezza e accessori a pressione come valvole, pressostati, termostati. Negli ultimi mesi, Fabrizio Moscariello, Direttore Pianificazione e Marketing Strategico di ICIM GROUP, e Vincenzo Delacqua, Direttore Innovazione, Sviluppo e Governance di ICIM SpA, hanno condotto un’attività di scouting e selezione dei potenziali partner. “Abbiamo riscontrato – conferma Moscariello – notevole interesse da parte dei diversi Approved Bodies UKCA da noi contattati a collaborare con ICIM su questo importante tema. Siamo sicuri di avere individuato un partner qualificato e competente, con cui saremo in grado di sviluppare una collaborazione di valore per i nostri clienti che vedono il Regno Unito come un importante mercato di sbocco per i propri prodotti”. Dal canto suo, Delacqua sottolinea come “con HPi- CEProof è stato semplice individuare e condividere modalità tecniche ed operative snelle ed efficaci, perché entrambe le realtà hanno un approccio tecnico e un’esperienza nel settore molto elevati”. Grazie a questo accordo, i clienti ICIM SpA potranno ottenere, attraverso una procedura semplificata, la marcatura CE dei loro prodotti per la PED, rilasciata da ICIM, e la marcatura UKCA, rilasciata da HPi-CEProof, avendo come unico interlocutore diretto il proprio referente di ICIM. HPi-CEProof rilascerà la marcatura UKCA sulla base della documentazione tecnica e delle risultanze degli audit condotti dal personale tecnico di ICIM SpA, qualificato da HPi-CEProof. Anche le organizzazioni non clienti di ICIM SpA potranno richiedere l’ottenimento della marcatura UKCA per i prodotti sotto direttiva PED tramite ICIM. In questo caso, ICIM effettuerà tutti gli interventi previsti come “subcontractor” di HPi-CEProof. “L’aver siglato questo accordo con un partner del quale conosciamo e apprezziamo la professionalità” dice Matteo Convento, Direttore Tecnico HPi-CEProof “è per noi, motivo di orgoglio. Possiamo affermare con sicurezza che la sinergia nata porterà indubbi benefici nello scenario post-Brexit in favore dell’industria italiana e dell’export”. ICIM SpA, con questa operazione, consolida ed allarga la propria proposizione di servizi nel settore delle attrezzature in pressione, dove ICIM è la prima Agenzia Ispettiva Autorizzata (AIA – Authorized Inspection Agency) italiana riconosciuta per il rilascio della certificazione ASME. ICIM SPA è ente di certificazione indipendente fondato da ANIMA Confindustria nel 1988. È leader nella certificazione di sistemi e di prodotto nei settori della meccanica, termoidraulica, impiantistica, automotive ed è l’ente di certificazione di riferimento in ambito Trasformazione Industriale e Industria 4.0È Organismo Notificato PED con il numero 0425 con autorizzazione rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico a seguito dell’accreditamento specifico da parte di ACCREDIA, svolge attività di valutazione della conformità per tutti i Moduli previsti nella Direttiva PED. È il primo ente italiano riconosciuto Agenzia d’Ispezione Autorizzata ASME e copre a 360° le esigenze del comparto delle attrezzature in pressione grazie anche all’acquisizione, nel 2019, del Consorzio Pascal, già organismo notificato PED. HPi-CEProof nasce nel 1996 come dipartimento all’interno di AEA Technology Plc, società quotata alla Borsa di Londra e rientrante tra le FTSE 200. Il dipartimento dei servizi di certificazione dell’Autorità per l’energia atomica è stato uno dei primi organismi notificati europei per una serie di direttive UE, poiché il Regno Unito era allora membro dell’UE.Dopo la fine della transizione legata alla Brexit le società britanniche non sono più state in grado di certificarsi in base alle direttive UE, ma gli organismi notificati del Regno Unito sono diventati organismi approvati dal Regno Unito per le normative sulla marcatura UKCA che hanno sostituito le direttive sulla marcatura CE dell’UE.La lunga esperienza nel campo della marcatura CE ha consentito a HPi-CEProof di annoverare proprio personale nella Commissione Europea per diverse missioni nell’Europa orientale per la valutazione dei paesi candidati all’UE in ottica di conformità alla legislazione sulla marcatura CE. 28 giugno 2021
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Materiali e oggetti a contatto con acqua potabile: lo schema di certificazione ICIM, in accordo con Accredia, inserisce nella denominazione il riferimento al DM 174/2004

È stato autorizzato da Accredia l’inserimento del DM 174/2004 nella denominazione dello schema di certificazione di ICIM SpA ora rinominato in “Certificazione di prodotti e componenti utilizzati a contatto con acqua destinata al consumo umano (acqua potabile) sulla base di riferimento delle indicazioni del DM 174/2004”. Com’è noto il Regolamento riguarda i materiali e gli oggetti che possono essere utilizzati negli impianti fissi di captazione, trattamento, adduzione e distribuzione delle acque destinate al consumo umano. Il riferimento esplicito alla normativa cogente nel settore dell’acqua potabile è un cambiamento importante, che conferma la validità dello schema di certificazione proprietario di ICIM – già accreditato Accredia, unico in Italia – e costituisce un’ulteriore garanzia di qualità e riconoscibilità per le aziende che decidono di intraprendere il percorso di certificazione dei propri prodotti, con conseguenti vantaggi sia a livello di reputazione sia commerciali. La certificazione volontaria secondo lo schema proprietario di ICIM è in grado di attestare (attraverso verifiche di conformità) la corretta rispondenza ai requisiti legislativi dei processi produttivi e dei materiali utilizzati dai fabbricanti, per evitare rischi da cessioni fuori norma a garanzia di qualità e salubrità. A livello legislativo tutti gli Stati Membri dovranno adeguarsi, entro i prossimi  due anni e con l’adozione di normative armonizzate, alla nuova direttiva europea DWD-Drinking Water Directive (DIRETTIVA (UE) 2020/2184) entrata in vigore a febbraio 2021 che  ‘introduce importanti requisiti minimi di igiene per i materiali che entrano a contatto con le acque destinate al consumo umano ed un approccio al monitoraggio dell’acqua basato sul rischio, ovvero sull’individuazione dei rischi e sulla gestione dell’intera catena di approvvigionamento dell’acqua potabile, con particolare attenzione al trattamento, allo stoccaggio e alla distribuzione. Nell’attesa che procedano i lavori del tavolo tecnico per il recepimento anche in Italia della nuova direttiva europea DWD-Drinking Water Directive, ICIM SpA è già pronta a soddisfare tutte le esigenze del mercato e dare risposte concrete alle aziende del comparto. Lo schema di certificazione ICIM si rivolge a tutti i fabbricanti di prodotti e componenti che entrano a contatto con acqua destinata al consumo umano. A titolo esemplificativo: produttori di tubazioni, pompe, valvole, serbatoi di contenimento e riscaldamento dell’acqua come anche ai costruttori di impianti e componenti per il trattamento delle acque, rubinetterie, componentistica varia. 28 giugno 2021
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Report OCSE: la formazione continua è un’assoluta necessità

Il rapporto Skills Outlook 2021 dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) è molto chiaro: per apprendere le competenze necessarie ad affrontare i cambiamenti in atto nella società e che riguardano aspetti economici, lavorativi, climatici e demografici, si rende necessaria una formazione continua delle persone. Un dibattito questo, già in atto da un decennio, che sottolinea l’importanza della formazione in un mondo del lavoro in continua mutazione grazie anche alla globalizzazione, ad una aspettativa di vita più lunga, ai cambiamenti tecnologici, ambientali e demografici. Lo scoppio della pandemia ha, di fatto, accelerato questi andamenti, modificando più velocemente le competenze richieste ai lavoratori. Si rende quindi necessario un adeguamento agli sviluppi tecnologici come la digitalizzazione e l’automazione che portano a ritenere alcune occupazioni meno importanti. Infatti, da quanto stimato prima della pandemia, almeno il 15% delle professioni era destinato a scomparire, mentre per il 32% si sarebbe resa necessaria la riorganizzazione delle mansioni oltre all’acquisizione di nuove competenze. Il rapporto sottolinea inoltre come sia necessario cambiare il concetto di formazione tenendo conto del profondo cambiamento che c’è stato nel mondo del lavoro già solo negli ultimi due anni e di come sia destinato a cambiare nei prossimi 15-20 anni. La recente crisi potrebbe portare a un crescente numero di abbandoni scolastici e, di conseguenza, a una generazione di giovani che fatica a trovare occupazione (e, in alcuni casi, non la cerca) e che, di conseguenza, non aggiornerà le proprie competenze in modo costante. In ogni caso la situazione, già prima del Covid, si presentava problematica se consideriamo che un adulto su due non era coinvolto in corsi di formazione. Inoltre, la pandemia ha provocato già a maggio 2020, una flessione del 40% legata agli annunci di posizioni aperte presso le aziende mentre è aumentata la richiesta di personale disposto a lavorare da remoto. Questo ha però portato all’aumento della ricerca di profili più qualificati, che abbiano le competenze necessarie per lavorare con le tecnologie digitali provocando, di conseguenza, un’importante diminuzione della ricerca di profili meno preparati. Per favorire e accelerare il processo di formazione e aggiornamento, è essenziale intervenire per guidare il passaggio delle persone dalla scuola dell’obbligo all’inserimento nel mercato del lavoro attuando politiche non solo orientate all’inclusione ma, soprattutto, all’accessibilità da parte di gruppi emarginati e svantaggiati da fattori socio-economici. Infine le procedure, per accedere alla formazione continua, risultano ancora troppo macchinosi in molti paesi che aderiscono all’OCSE ed è quindi auspicabile che si possa accedere a formule di finanziamento che incentivino i datori di lavoro a investire nell’apprendimento oltre a costruire sinergie tra governi, scuole, datori di lavoro, organizzazioni della società civile oltre che tra i diversi settori dell’economia. [Fonte INNOVATIONPOST.IT]24 giugno 2021
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Plastica monouso: le linee guida della Commissione Europea

Dal 31 maggio 2021 la Commissione Europea applica le linee guida sulle regole dell’Unione Europea sulla plastica monouso legate alla Direttiva SUP (Single Use Plastics) relative alla riduzione dell’impatto ambientale e al divieto di introduzione sul mercato europeo di alcuni prodotti di plastica monouso. Gli indirizzi che riguardano le norme sulla plastica monouso aspirano a semplificare un’applicazione corretta e armonizzata dei passaggi più importanti della direttiva soprattutto per quanto riguarda la definizione di plastica e di prodotti di plastica monouso fatti di plastica solo in parte o interamente. La definizione di platica comprende i materiali formati da un polimero al quale possono essere aggiunti additivi o altre sostanze a eccezione dei polimeri naturali che non hanno subìto modiche chimiche. Questa definizione copre anche la plastica di base biologica e biodegradabile. La direttiva deve essere accolta nel diritto nazionale e applicata a partire dal 3 luglio 2021 quando gli Stati membri dovranno adottare misure affinché determinati prodotti di plastica monouso non siano più introdotti sul mercato europeo. Tra i prodotti segnalati ci sono, per esempio, i bastoncini cotonati, le posate, i piatti, le cannucce, le tazze, i contenitori per alimenti e bevande in polistirene espanso oltre a tutti i prodotti in plastica oxo-degradabile (materiale in grado di decomporsi all’aria, termine generalmente impiegato per le plastiche appositamente additivate con sostanze che favoriscono la degradazione delle molecole polimeriche in presenza dell’ossigeno ambientale). Per prodotti come attrezzi da pesca, sacchetti di plastica monouso, bottiglie, articoli sanitari, ecc., vengono richiesti obbligo di etichettatura, responsabilità estesa del produttore, campagne di sensibilizzazione oltre a specifiche di progettazione, con l’obiettivo di limitarne l’uso, ridurre il consumo ed evitare che vengano dispersi nell’ambiente. Inoltre, gli Stati membri, devono garantire che sui prodotti di platica monouso ci sia una marcatura che segnali la presenza di plastica nel prodotto e il modo migliore per smaltirlo. A questo link si può consultare la bozza dello schema che il Ministero della Transizione Ecologica sta mettendo a punto per quanto riguarda l’Italia: [Fonte ANIMA.IT]9 giugno 2021
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Beni strumentali Nuova Sabatini: chiuso lo sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi

A seguito dell’esaurimento delle risorse finanziarie residue disponibili, il Ministero dello Sviluppo Economico ha disposto – a partire dal 2 giugno 2021 – la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi per la Nuova Sabatini, la misura beni strumentali per gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché per gli investimenti in hardware, software ed in tecnologie digitali. A maggio le domande delle PMI per accedere ai fondi della Nuova Sabatini hanno raggiunto 1,33 miliardi di euro, assorbendo il 96% dei fondi previste del MISE. L’allarme sul prossimo esaurimento dei fondi disponibili era già stato lanciato nei giorni scorsi da ASSILEA (Associazione italiana leasing) e UCIMU-Sistemi per Produrre (l’associazione di produttori delle macchine utensili). Il decreto che definisce la chiusura dello sportello, dispone comunque che, qualora entro i 60 giorni successivi si rendano disponibili ulteriori risorse – derivanti dalla riduzione dei finanziamenti deliberati dalle banche rispetto agli importi prenotati, ovvero da eventuali rinunce da parte delle imprese beneficiarie –, le stesse possono essere utilizzate esclusivamente per incrementare l’importo della prenotazione disposta in misura parziale e, successivamente, per soddisfare eventuali altre richieste di prenotazione risultanti prive di copertura, nel rispetto dell’ordine di presentazione delle stesse all’interno della medesima trasmissione mensile. Le domande presentate alle banche o intermediari in data antecedente al 2 giugno e non incluse in una richiesta di prenotazione delle risorse inviata dalle medesime banche o intermediari finanziari al Mise, in cambio, potranno essere ripresentate in caso di eventuale riapertura dello sportello, che potrebbe avvenire a breve (come precisa lo stesso Ministero dello sviluppo economico), qualora si trovassero ulteriori fondi. [Fonti MISE e INNOVATIONPOST.IT]15 giugno 2021
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Webinar MECFOR Q&A | Gli esperti di revamping rispondono alle domande

MECFOR, con il patrocinio di Fondazione UCIMU, Fiere di Parma, CEU, organizza l’evento di aggiornamento sul tema del revamping, ideale continuazione di quanto illustrato lo scorso 25 marzo. Il webinar che si svolgerà giovedì 17 giugno [dalle 15.00 alle 16.30], sarà basato sulla formula Question&Answer, con la partecipazione degli esperti: Barbara Bellagente, TiFQ [aspetti tecnici]. Paolo Gianoglio, ICIM GROUP [aspetti legati agli incentivi fiscali di Transazione 4.0]. Gli interessati potranno inviare, pertanto, i loro quesiti via mail entro il 10 giugno a tech.dept@ucimu.it, in modo da permettere agli esperti di aggregare i temi e preparare opportunamente le risposte. Sarà comunque possibile porre ulteriori brevi domande nel corso dell’incontro. ISCRIVITI 
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È necessario investire sull’idrogeno verde: il messaggio di H2IT alla Camera

La filiera dell’idrogeno è in rapido sviluppo e può avere un impatto decisivo sia per la transizione energetica sia per la competitività economica del nostro Paese: è questo, in sintesi, il messaggio inviato dall’Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile (H2IT) in occasione dell’audizione del 12 maggio alla Commissione Attività Produttive, commercio, turismo della Camera dei Deputati in merito alla proposta sul PNRR. È la seconda volta in pochi mesi che H2IT è chiamata a intervenire in Parlamento su un tema di rilievo per l’economia nazionale. In questa occasione, l’Associazione ha messo l’accento sul cambiamento di prospettiva intrapreso dalla UE negli ultimi anni sul fronte della decarbonizzazione e della transizione ecologica e alle conseguenti opportunità che ne derivano, considerando che l’idrogeno rappresenta il vettore chiave per raggiungere gli obiettivi. Il settore dell’idrogeno è complesso e ha bisogno di un piano strategico chiaro, che non subisca battute di arresto o inversioni di marcia, ma proceda con azioni sul breve, medio e lungo periodo, soprattutto per quanto riguarda il ruolo futuro dell’idrogeno verde. Diversamente, infatti, si andrebbe incontro a rallentamenti e deviazioni che potrebbero escludere l’Italia dalle principali iniziative europee e internazionali. Dal PNRR arrivano anche segnali positivi e alcuni investimenti previsti sono rivolti a sostenere una graduale decarbonizzazione dell’industria pesante, allo sviluppo di una rete di stazioni di rifornimento sui corridoi strategici, al supporto delle hydrogen valleys, ad incentivare la produzione di idrogeno verde, oltre al potenziamento della ricerca. L’Italia, inoltre, partecipa ad alcuni grandi progetti di interesse europeo sull’idrogeno, che porteranno all’innovazione e alla costruzione di una filiera industriale strategica europea. Secondo H2IT, gli elementi fondamentali su cui il nostro Paese deve concentrarsi e sviluppare una strategia volta a raggiugere gli obiettivi legati all’idrogeno verde sono: accelerare la transizione verso l’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili; supportare progetti nazionali di grande scala per competere a livello internazionale; costruire una rete infrastrutturale per la logistica e il trasporto dell’idrogeno; sviluppare infrastrutture per la mobilità a idrogeno; incentivare la ricerca e lo sviluppo per generare ricavi e nuovi posti di lavoro. [Fonte ICPMAG.IT]9 giugno 2021
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Settore energia e cybersecurity

Le aziende del settore dell’energia e delle utilities hanno una visione e una strategia chiara in materia di cybersecurity e, per l’89%, hanno piani strategici ben definiti per iniziative, metriche e indicatori, muovendosi anche verso un modello di Organizzazione Digitale Protetta (ODP). In considerazione di un nuovo modello energetico che sta accelerando l’adozione delle tecnologie dell’informazione e dei canali di interazione digitale con clienti e alla luce dell’aumento dei cyber-attacchi in ambienti non protetti, sembra tuttavia indispensabile adottare una maggiore protezione dei dati chiave. È quanto emerge dallo studio Cybersecurity Digital Maturity Report 2020-2021 elaborato dalla Minsait (società di Indra), che ha coinvolto i responsabili di grandi aziende e organizzazioni in Europa oltre ad esperti di cybersecurity. In relazione al settore energetico, il 44% delle aziende dichiara di avere i processi chiave identificati e protetti, mentre il 56% è consapevole dei punti di miglioramento e sta lavorando per proteggere i propri processi critici. Malgrado l’alto grado di maturità generale delle aziende del comparto, è ancora necessario rafforzare le misure in aree rilevanti come la protezione dei dati e la gestione degli asset hardware e software. Il 56%, infatti, riconosce di avere un margine di miglioramento nell’implementare tecnologie di crittografia, classificazione ed etichettatura delle informazioni; mentre il 44% gestisce gli inventari ancora attraverso processi manuali. Secondo l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, i cyber-attacchi alle infrastrutture critiche – tra cui centrali elettriche, idriche, gasdotti – sono aumentati dell’85% nel primo semestre 2020, rispetto ai primi sei mesi del 2019. Un dato che conferma la necessità di una maggiore protezione. Nonostante la crescente minaccia, solo il 22% delle aziende di energia e utilities coinvolte nella ricerca ha implementato misure per gestire centralmente l’identità digitale dei propri dipendenti, degli utenti con privilegi speciali nei sistemi informativi o dei loro clienti. Vista la situazione e per poter avere una visione completa delle sfide poste in un settore iper-specializzato e in continua evoluzione come quello della sicurezza informatica, il 78% delle organizzazioni del settore energia e utilities si affida a un Cybersecurity Operations Center, partner fondamentale per rilevare gli attacchi e reagire agli incidenti. Queste collaborazioni saranno strategiche nella convergenza sicura degli ambienti IT / OT (Information Technology e Operational Tecnology), già in corso di attuazione da parte del 75% delle aziende di energia, attraverso valutazioni di sicurezza per identificare i rischi in ogni ambiente. [Fonte ECONOMYMAGAZINE.IT]7 giugno 2021
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Un legge europea per raggiungere gli obiettivi del Green Deal

Un accordo, seppur provvisorio, è stato raggiunto dai legislatori della legge europea sul clima ed è stato approvato dalla Commissione Europea. Il clima rappresenta un elemento centrale del Green Deal Europeo e l’ambizioso accordo prevede che entro il 2050 venga raggiunta la neutralità climatica oltre alla riduzione di almeno il 55% delle emissioni del gas serra entro il 2030 rispetto ai livelli che sono stati registrati nel 1990. La proposta riconosce la necessità di rafforzare l’assorbitore di carbonio europeo attraverso un più deciso regolamento LULUCF (Land Use, Land-Use Change and Forestry) relativo all’inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra relativi all’uso del suolo, al cambiamento dell’uso del suolo e alla silvicoltura, attraverso un comitato scientifico consultivo europeo sui cambiamenti climatici che avrà il compito di fornire pareri scientifici indipendenti oltre ad avviare un dialogo con i vari settori che indichino il percorso da seguire verso la neutralità climatica dei diversi comparti economici. La prima legge europea sul clima ha come obiettivo la trasformazione degli intenti fissati dal Green Deal in modo che l’economia e le società europee possano arrivare all’azzeramento delle emissioni di gas a effetto serra investendo in soluzioni che proteggano l’ambiente. La nuova strategia industriale europea prevede un programma che stimoli la transizione del settore produttivo coerentemente con gli obiettivi di neutralità climatica e leadership digitale. Le priorità della strategia industriale sono sostanzialmente tre: mantenere la competitività globale dell’industria europea, raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e far nascere il futuro digitale. È necessario incentivare la trasformazione del settore industriale partendo dalla revisione legislativa che risulti più facile da applicare e che sia rispettata in modo coerente in tutti i paesi dell’EU. Saranno inserite nuove normative sulla proprietà intellettuale che tutelino la sovranità tecnologica e bilanciare l’insieme della giurisdizione UE per un’ottimale transizione verde digitale. Le azioni individuate e strettamente legate allo sviluppo di tecnologie innovative e sostenibili sono: la crescita della modernizzazione e decarbonizzazione delle industrie ad elevata intensità energetica; l’introduzione di strumenti a sostegno delle industrie che operano nello smart e-mobility; la promozione di azioni per l’efficienza energetica; la messa a punto di misure che assicurino approvvigionamento sufficiente e costante di energia a basse emissioni di CO2 e a prezzi concorrenziali. Inoltre, sono previste iniziative studiate ad hoc per le PMI che vedono la riduzione degli oneri burocratici e facilitazioni per accedere ai finanziamenti per la transizione verde digitale. E, infine, si prevedono misure per eliminare le barriere che ancora limitano il buon funzionamento del mercato europeo per la produzione di ricavi che, entro il 2030, dovrebbero arrivare a 713 miliardi di euro. [Fonte EXPOCLIMA.NET]7 giugno 2021
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Decreto Sostegni Bis: credito d’imposta in un’unica soluzione anche oltre i 5 milioni di fatturato

Grazie a quanto previsto in un articolo del Decreto Sostegni Bis approvato in questi giorni e riguardante le “misure urgenti per il sostegno alle imprese, al lavoro e alle professioni, per la liquidità, la salute e i servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19”, cade il limite dei 5 milioni di fatturato previsto dalla Legge di Bilancio per poter fruire in un’unica quota, anziché tre, del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali non 4.0. Per i beni strumentali semplici, infatti, il credito d’imposta previsto dalla Legge di Bilancio (20 dicembre 2020, n. 178) è riconosciuto ad aziende, ma anche a professionisti e titolari di partita IVA che acquistano beni strumentali. L’incentivo per gli acquisti effettuati entro il 31/12/2021, o entro il 30/06/2022 in caso di acconto del 20% versato entro il 2021, è pari al 10%. Per l’anno seguente l’aliquota scende al 6%. Questo credito d’imposta va fruito in 3 anni, ma già la Legge di Bilancio prevedeva che le aziende con fatturato inferiore a 5 milioni possono fruirlo in un’unica quota già nel 2021. La novità introdotta con il Decreto Sostegni Bis consente invece anche alle aziende con un volume di ricavi o compensi pari o superiore a 5 milioni di euro di fruire del credito d’imposta in un’unica soluzione. Nessuna novità con il Decreto Sostegni Bis, invece, per quanto riguarda il credito d’imposta relativo ai beni strumentali 4.0 che, indipendentemente dalle dimensioni aziendali, va fruito in 3 anni. [Fonte INNOVATIONPOST.IT]7 giugno 2021
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Webinar 15/06 | Digitalizzazione ed efficientamento degli impianti. Soluzioni innovative e prospettive future

ANIMA CONFINDUSTRIA, ICIM SpA e LE2C organizzano un webinar nel quale verranno approfondite le opportunità e gli incentivi previsti Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per investimenti nel settore della sostenibilità. La pandemia di Covid-19 ha provocato una forte crisi economica globale alla quale l’Unione Europea ha risposto con il Next Generation EU (NGEU), un programma che prevede investimenti e riforme su diversi fronti, in particolare con l’obiettivo di accelerare la transizione ecologica e digitale. Da queste premesse si inserisce il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), piano che per l’Italia rappresenta un’opportunità imperdibile di sviluppo, investimenti e riforme e che può essere l’occasione per riprendere un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo. In questo contesto ANIMA, ICIM SpA e LE2C organizzano il webinar gratuito “Digitalizzazione ed efficientamento degli impianti. Soluzioni innovative e prospettive future” – che si terrà il 15 giugno 2021, dalle ore 10.30 alle ore 12:00 – per approfondire le opportunità e gli incentivi previsti PNRR per investimenti nel settore della sostenibilità. Nel corso della conferenza interverranno anche Schneider Electric e Xylem Water Solutions, per presentare alcune soluzioni tecnologiche innovative da adottare per promuovere una maggiore sostenibilità, e LATI Industria Termoplastici, come caso di successo di applicazione di pratiche di efficientamento energetico. Il webinar si rivolge a imprenditori, direttori finanziari, Amministratori Delegati e Direttori area Ricerca e Sviluppo. PROGRAMMA10.30 Saluti iniziali Transizione ecologica ed efficienza energetica nel PNRR, il contributo di LE2CLuca Donelli, Presidente LE2C Il piano transizione 4.0 e la sua implementazione oggi in relazione al PNRRAlessandro Maggioni, Direttore Relazioni Istituzionali e Area Tecnica ANIMA Digitalizzazione, sostenibilità ed efficienza energetica: un approccio integrato alle opportunità offerte dai nuovi incentiviPaolo Gianoglio, Direttore HR e Relazioni Industriali ICIM Spa Soluzioni tecnologiche innovative per la sostenibilità Xylem Water SolutionsGuido Di Virgilio, Product Manager Transport Schneider ElectricLuca Tiozzo Netti, Product Manager Testimonianza aziendale LATI Industria TermoplasticiMichela Conterno, Chief Executive Officer Q&A 11.50 ConclusioniAndrea Orlando, Direttore Generale ANIMA ISCRIVITI  La partecipazione è gratuita e a numero chiuso su piattaforma GoToWebinar.E’ possibile porre domande in anticipo scrivendo a eventi@anima.it, specificando in oggetto il titolo del webinar.
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L’acciaio è sempre più digitale e sostenibile grazie alla connettività

Dal convegno di primavera 2021 di Siderweb, la community dell’acciaio, emerge che la digitalizzazione, presente ormai in ogni attività, sta permettendo all’acciaio di accrescere le potenzialità in termini di sostenibilità e internazionalizzazione, con il risultato di avere una filiera sempre più connessa. L’acciaio è il materiale migliore quando si vuole ridurre al massimo l’impatto ambientale perché è riciclabile all’infinito e dura nel tempo. Ed è proprio il tema della sostenibilità, al centro del piani di rilancio dell’Europa, che beneficia degli effetti prodotti dalla digitalizzazione sulle filiere produttive, sia sul fronte dell’efficienza energetica che sul recupero del calore per altre attività. La filiera dell’acciaio, essendo una filiera madre che sta all’origine della produzione, è stata una delle prime ad attivare l’economia circolare, se si pensa che la materia prima è il rottame. Con i clienti del settore siderurgico si cerca una maggiore integrazione dei processi per creare una filiera solida che parta dalle esigenze del cliente per arrivare alla consegna del prodotto e questo presuppone che si coinvolga il cliente in una logica di pre-progettazione oltre e mettere in atto una collaborazione a valle con i fornitori. La digitalizzazione contribuisce a far sì che tutti si parli la stessa lingua e si abbia un approccio condiviso, cercando di portare la digitalizzazione anche nelle imprese più piccole affinché un sistema Italia riesca poi a promuovere le proprie peculiarità soprattutto nei mercati esteri. [Fonte AUTOMAZIONEINDUSTRIALE.IT]21 maggio 2021
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Webinar | La Finanza Agevolata per l’Economia Circolare

Adottare pratiche di Economia Circolare a livello Europeo porta a risparmi netti per le imprese pari a 600 miliardi di euro a regime. Per supportare la transizione ecologica e la riconversione delle attività produttive verso l’Economia Circolare, esistono fonti di finanziamento da strumenti pubblici di provenienza comunitaria, nazionale e regionale. Quali sono le principali agevolazioni e cosa possono fare le aziende per sfruttare al meglio queste opportunità? Se ne parlerà il 25 maggio dalle ore 11.30 durante il terzo appuntamento del ciclo di Webinar sull’Economia Circolare organizzato dal Laboratorio RISE del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale dell’Università di Brescia. Intervengono rappresentanti di Credit Team, Efficient Farm Engineering e Punto Finestre S.p.A. Per registrarsi, clicca qui 
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ICIM GROUP e Tecnolab del Lago Maggiore: insieme per un’offerta più completa di prove e testing

È stata siglata una partnership commerciale tra il laboratorio Tecnolab del Lago Maggiore (con sede a Verbania in Piemonte) e ICIM GROUP, polo di competenze di ANIMA Confindustria che aggrega diverse società nell’ambito della certificazione e ispezione (ICIM SpA), supporto tecnico (TIFQ), prove, controlli e tarature (TIFQlab e OMECO). Sarà compito di OMECO sviluppare sinergie con Tecnolab del Lago Maggiore, in un’ottica di collaborazione che mira ad ampliare l’offerta complessiva di prove a disposizione delle aziende clienti, rafforzando il presidio su importanti distretti industriali. OMECO è un marchio storico nell’ambito testing, specializzato nell’industria meccanica con il più alto numero di prove accreditate nei settori di riferimento: prove meccaniche e tecnologiche, analisi chimiche e metallografiche, controlli non distruttivi, prove di tenuta, scoppio, corrosione, prove speciali, prove su materiali di costruzione, saldatura, formazione professionale e centro per la taratura degli strumenti. Tecnolab del Lago Maggiore si rivolge a vari settori tecnologici eseguendo prove, studi e ricerche in quattro principali settori: compatibilità elettromagnetica e sicurezza elettrica (industria, domotica, dispositivi medicali, SDA Small Domestic Appliances), meccanico, materiali e compatibilità elettromagnetica. Le due società sono realtà di riferimento in due aree diverse e complementari e l’accordo permetterà ai partner di proporre non solo una più ampia gamma di prove e testing, ma anche di offrire servizi complementari a un ricco tessuto industriale proiettato verso mercati internazionali e orientato alla tecnologia, all’innovazione, alla sostenibilità oltre a un nuovo approccio all’economia circolare che ha bisogno di verificare con rapidità ed efficienza la sicurezza e la conformità delle proprie soluzioni. 19 maggio 2021
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Webinar | Le competenze chiave in azienda per affrontare un futuro digitale e sostenibile

Cogliere le opportunità di finanziamento per investire sulle competenze e sviluppare percorsi di formazione allo scopo di accrescere e migliorare le competenze tecniche e digitali insieme alle abilità personali e professionali. Mai come in questo faticoso periodo è stata tanto evidente e percepita l’importanza delle competenze per fronteggiare cambiamenti lavorativi e di contesto. Non solo si sono rese urgenti nuove caratteristiche tecniche, ma sono diventate indispensabili anche una serie di soft skills personali. In questo quadro si inserisce una nuova e strategica misura di sostegno per le imprese: il Fondo nuove competenze dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro. Si tratta di un fondo pubblico cofinanziato dal Fondo sociale europeo, nato per contrastare appunto gli effetti economici dell’epidemia Covid-19, che consente alle aziende di adeguare le competenze dei lavoratori, destinando parte dell’orario aziendale alla formazione. In cosa consiste e come funziona tale Fondo lo approfondiremo il 27 maggio, dalle 9:30, in un webinar gratuito organizzato da ANIMA in collaborazione con TIFQ (ICIM Group), Ecole e RadicalBit. AGENDA9.30 Introduzione a cura di ANIMA Confindustria L’importanza della crescita delle competenze per le aziende ANIMA, i piani di Governo declinati sull’industria meccanicaAlessandro Maggioni Direttore tecnico, relazioni istituzionali ANIMA La sfida di Radicalbit e le nuove professioni del futuroLeo Pillon, Ceo Radicalbit Il valore delle abilità personali e professionali per la crescita delle competenzeAngela Cucciniello, Direttore Brand & Comunicazione ICIM GROUP L’importanza della condivisione e dell’allineamento nella formazione tecnicaMargherita Antonicelli, Training Manager TIFQ Il supporto dei finanziamenti alle imprese: lo strumento del fondo ANPAL e altri finanziamenti per la formazioneEmanuela Luppino, Responsabile finanziamenti formazione alle imprese ECOLE Question & Answer 11.30 Conclusioni REGISTRATI La partecipazione è gratuita e a numero chiuso su piattaforma GoToWebinar.È possibile porre domande in anticipo inviandole via mail a eventi@anima.it specificando in oggetto il nome del webinar. 11 maggio 2021
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Salute e sicurezza sul lavoro, siglata la collaborazione tra Inail e ANIMA

Anima Confindustria e Inail hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per lo sviluppo di attività congiunte per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori dell’industria meccanica. L’intesa, di durata triennale, conferma e rafforza le collaborazioni avviate negli ultimi 10 anni e che hanno portato alla redazione, ad esempio, delle “Schede per la definizione di piani di controllo di apparecchi di sollevamento”, delle “Schede di controllo rapido per la sicurezza della macchine alimentari” e del documento “Macchine da piccola perforazione – evoluzione dello stato dell’arte per la protezione degli elementi mobili coinvolti nel processo produttivo”. Questo importante accordo di collaborazione avrà ad oggetto attività di ricerca finalizzata al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori, con particolare attenzione alla conformità dei prodotti alle direttive di riferimento applicabili, e nello specifico: sviluppo di attività di ricerca su temi di condiviso interesse per le Parti nell’ambito della progettazione/fabbricazione di macchine, impianti, apparecchi e prodotti per la definizione di soluzioni innovative per la conformità alle prescrizioni della Direttiva Macchine; definizione di documenti di indirizzo e proposte di buone prassi, per la conformità di macchine, impianti, apparecchi e prodotti ai requisiti di sicurezza prescritti dalle disposizioni legislative applicabili, anche sulla base di quanto previsto dallo stato dell’arte di riferimento; organizzazione di eventi a carattere divulgativo (convegni, seminari, workshop, ecc.) mirati al trasferimento dei contenuti di cui sopra ai diversi soggetti coinvolti (datori di lavoro, fabbricanti, tecnici della prevenzione, ecc.). L’accordo tra ANIMA e Inail conferma l’importanza del lavoro in rete tra istituzioni e parti sociali/associazioni per la diffusione sempre più capillare della cultura della prevenzione, l’analisi dei fattori di rischio, la promozione delle buone pratiche, la condivisione di documenti e schede oggettive e pratiche ed un impegno costante sul fronte dell’informazione e della formazione all’interno delle imprese e degli enti. [Fonte ANIMA.IT]11 maggio 2021
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Assente l’emendamento ‘cessione del credito d’imposta’ nel maxiemendamento presentato dal Governo

Nulla di fatto per la cessione del credito d’imposta previsto dal piano Transizione 4.0 per gli acquisti di beni strumentali, che pure era stata approvata 24 ore prima dalle commissioni congiunte Bilancio e Finanze del Senato. Nel corso della giornata di giovedì 6 maggio, infatti, il Governo ha presentato un maxiemendamento, sul quale ha poi posto la questione di fiducia, nel quale ha fatto proprie le proposte di emendamento approvate in commissione. Non tutte, però: tra quelle assenti spiccano proprio gli emendamenti che introducevano la cessione dei crediti d’imposta. Gli emendamenti sono stati rigettati dopo un intervento da parte della Ragioneria Generale, che ha sollevato dubbi sulla neutralità di questo provvedimento per le casse dello Stato. “Gli effetti finanziari – è il rilievo della Ragioneria – potrebbero essere particolarmente significativi per quei crediti che, come industria 4.0, prevedono una fruizione in quote annuali, perché l’impatto sul deficit sarebbe anticipato interamente al primo anno di utilizzo, indipendentemente dall’effettivo utilizzo in compensazione”. Per questo, spiega la Ragioneria, “non è possibile, allo stato, assentire proposte di estensione della cedibilità ad altre tipologie di crediti”. [Fonte INNOVATION POST.IT]7 maggio 2021
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Transizione 4.0 e cessione del credito d’imposta

Le commissioni del Senato allargano a istituti di credito e intermediari finanziari. È stato approvato in data 4 maggio 2021 dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato un emendamento che permetterà alle aziende di optare per la cessione del credito d’imposta derivante dall’acquisto di beni strumentali ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e intermediari finanziari. Prima di entrare in vigore, la nuova regola deve passare al vaglio dell’aula e, successivamente, il disegno di legge di conversione del Decreto Sostegni deve passare alla Camera dove l’approvazione è attesa entro la fine di maggio. Per mettere a punto il meccanismo della cessione, sarà in ogni caso necessario uno specifico  provvedimento dell’Agenzia delle Entrate. A premere per l’approvazione dell’emendamento sono state in particolare quelle categorie di imprese che temevano di non riuscire a monetizzare l’incentivo per l’acquisto di beni strumentali in tempi ristretti, benché oggi sia possibile fruire del credito d’imposta praticamente da subito. Si tratta degli imprenditori agricoli e di tutti quei soggetti che, per il regime fiscale cui sono soggetti, non hanno molte occasioni di utilizzare modelli “F24” con i quali scontare il credito d’imposta dai debiti verso la pubblica amministrazione. La cessione del credito resta, in ogni caso, un’opportunità di monetizzare subito il credito per tutte le categorie di imprese. L’emendamento replica, di fatto, il meccanismo della cessione a terzi del credito d’imposta già previsto dal Superbonus 110% per il comparto dell’edilizia e, coinvolgendo Transizione 4.0, lo allarga a una pluralità di settori produttivi. Un passaggio ritenuto da più parti fondamentale, perché rappresenta una riduzione dell’imposizione fiscale per chi investe in beni strumentali materiali e immateriali, innovazione tecnologica e green, macchinari 4.0. È utile ricordare che,  già adesso, la legge di bilancio prevede la possibilità per le imprese con fatturato fino a 5 milioni di euro di fruire normalmente del credito per l’acquisto dei beni strumentali non 4.0 in un solo anno. Con la cessione del credito d’imposta, invece, il beneficio fiscale diventa quasi denaro contante, anche se occorrerà mettere in conto una commissione da pagare al soggetto che prenderà in carico il credito, sia esso una banca o un altro soggetto. In merito all’applicazione concreta del nuovo articolo rimangono alcuni punti sui quali dovrà essere fatta chiarezza. In primo luogo l’applicazione dovrebbe essere per tutti i crediti d’imposta per l’acquisto di beni strumentali, sia quelli 4.0, incentivati con aliquote fino al 50%, sia quelli per i beni strumentali semplici, incentivati con aliquota al 10%. E rimangono invece esclusi i crediti per ricerca, sviluppo, innovazione e formazione 4.0. Altro punto da chiarire è in merito alla gestione e cosa succederà nell’eventuale caso di cessione di un credito non spettante. [Fonte INNOVATION POST.IT]6 maggio 2021
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Il nuovo Regolamento Macchine: la proposta ufficiale da parte della UE

La Commissione Europea, al fine di armonizzare i requisiti di salute e sicurezza relativi alla progettazione, alla costruzione e al commercio dei macchinari all’interno della UE, affinché siano aggiornati con l’attuale tecnologia e applicati in modo uniforme da tutti i Paesi membri, ha elaborato una proposta ufficiale per il nuovo Regolamento Macchine che, una volta approvato, andrà a sostituire la vecchia Direttiva Macchine. La necessità di un nuovo Regolamento – dettata dalle differenze di applicazione della vecchia direttiva tra gli Stati membri e dalle criticità di una sua revisione mancante in ogni caso di standard per le nuove tecnologie – non convince comunque tutti, in particolare alcune associazioni di categoria preoccupate che si vada solo a complicare il processo di immissione sul mercato di nuovi prodotti. Su questo punto la federazione che rappresenta l’industria hi-tech europea (Orgalim), benché si sia dichiarata favorevole a migliorare l’armonizzazione delle normative e ad ampliare la portata del regolamento per coprire le nuove tecnologie, teme che alcune misure previste – come la valutazione di conformità da parte di terzi per tutti i macchinari ad alto rischio- possano aumentare i costi e accrescere oneri amministrativi e tempi di commercializzazione. Le prescrizioni relative alle tecnologie digitali, inoltre, potrebbero “condizionare” un’industria che deve invece rimanere “versatile, agile e innovativa”. La Commissione, da parte sua, ritiene sia importante il nuovo Regolamento Macchione, soprattutto per sostenere una ripresa sostenibile dopo la pandemia, considerando il settore dei macchinari una parte essenziale dell’industria meccanica e uno dei pilastri industriali dell’economia dell’Unione Europea. Inoltre, era necessario tenere in considerazione i nuovi rischi derivanti dalle tecnologie emergenti come, per esempio, l’interazione uomo-robot e le problematiche legate alla gestione dei macchinari sempre più connessi e del continuo aggiornamento dei loro software (aspetti non previsti dalla direttiva). Il nuovo Regolamento Macchine si applica ai macchinari, anche parzialmente completati, alle parti sostituibili, ai componenti di sicurezza, agli accessori per il sollevamento, a catene, corde, imbracature e ai dispositivi di trasmissione meccanica rimovibili, che possono essere immessi sul mercato soltanto se rispettano tutti i requisiti di sicurezza. Il “prodotto macchina”, quindi, deve essere progettato e costruito per prevenire e ridurre al minimo i rischi attinenti, tenendo in considerazione i risultati delle procedure di risk-assessment. Una corretta procedura deve determinare per cosa può o non può essere utilizzata una macchina, i rischi potenziali che possono derivare dall’interazione con l’uomo oltre a identificare le situazioni di pericolo che potrebbero insorgere all’utilizzo del macchinario e/o dei suoi prodotti, stimare il rischio di potenziali incidenti e delle conseguenze per gli operatori, indicando il modo per ridurre questi rischi. Nel caso in cui le tecnologie attualmente presenti non permettano il rispetto di tutte le procedure indicate, il produttore deve progettare la macchina in modo che risponda il più possibile agli standard richiesti dall’UE. Il Regolamento Macchine prevede una serie di obblighi per i costruttori, che partono dalla fase di progettazione e costruzione e che devono assicurare una serie di requisiti di sicurezza e che includono l’emissione dei documenti che certificano il rispetto degli standard previsti (dichiarazione di conformità europea). Gli obblighi riguardano anche gli importatori e i rivenditori ai quali è imposto il vincolo di verificare che il macchinario rispetti i requisiti di salute e sicurezza indicati dal Regolamento Macchine e che sia fornita tutta la documentazione relativa, documentazione che deve essere conservata per 10 anni. Gli Stati membri dovranno provvedere alla creazione e alla supervisione di enti notificati, incaricati dello svolgimento del risk-assessment sui macchinari e le loro attività. Tutti gli enti e le autorità che gestiscono le informazioni relative ai macchinari e ai soggetti produttori, importatori e rivenditori oltre agli Stati membri e la Commissione, devono garantire la riservatezza dei dati contenuti nella documentazione che viene loro fornita. Chi non rispetta gli standard e le procedure richieste è soggetto a sanzioni: multe che saranno decise dagli Stati membri sulla base dei principi di proporzionalità, efficacia e dissuasione e che dovranno essere comunicate alla Commissione entro 24 mesi dall’entrata in vigore del nuovo Regolamento. Il Regolamento entrerà in vigore dopo 30 mesi dalla ratifica da parte de Parlamento di ogni singolo Stato per lasciare ai costruttori il tempo di adeguarsi alle nuove normative. [Fonte INNOVATION POST.IT]6 maggio 2021
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“Industry 4.0 ready”. Accordo tra PROBEST Service e ICIM SpA

Le imprese impegnate in soluzioni per l’interconnessione del “sistema fabbrica” possono far valutare la rispondenza dei propri prodotti ai requisiti richiesti dal Piano Transizione 4.0. Al via l’accordo siglato da PROBEST Service SpA (società di servizi di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE) con ICIM SpA, Ente di Certificazione di terza parte (controllato da ICIM GROUP) dedicato alla valutazione dei requisiti del nuovo Piano Transizione 4.0. L’accordo rispecchia l’esigenza espressa da UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE di dare evidenza e risalto a quelle imprese che realizzano beni funzionali alla trasformazione digitale dell’industria rispettando i criteri indicati dal Piano Transizione 4.0 per l’ottenimento delle agevolazioni fiscali. La valutazione tecnica di rispondenza “INDUSTRY 4.0 READY” può essere richiesta dalle imprese per le loro famiglie di macchine utensili, robot o tipologie di soluzioni, a monte dell’interconnessione al sistema di fabbrica del cliente. Il vantaggio di questo documento per produttori e fornitori di beni è quello di comunicare correttamente al mercato la validità del proprio prodotto per rispondere ai requisiti del Piano Transizione 4.0. Si tratta, a tutti gli effetti, di uno strumento di marketing, che consente di accrescere la competitività sul mercato ed ampliare il bacino d’utenza della propria impresa. La Valutazione Tecnica prevede una verifica documentale e l’esame del prodotto presso lo stabilimento del fornitore al fine di controllare l’effettiva rispondenza ai requisiti. Le imprese che otterranno una valutazione positiva potranno dimostrare che i propri prodotti sono consoni all’ottenimento degli incentivi fiscali previsti da Piano Industria 4.0, a condizione che detti prodotti siano successivamente interconnessi secondo quanto previsto dalla legge in vigore. 5 maggio 2021
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Rivoluzione idrogeno: la strategia italiana e quella europea

Anche se i tempi, allora, non erano maturi, è da 30 anni si parla di idrogeno, l’elemento chimico più leggero in natura e più abbondante dell’universo e straordinario vettore energetico. Un settore ancora tutto da costruire, gestire e regolare, con una cifra d’affari stimata in 130 miliardi di euro al 2030 e 820 miliardi al 2050. Oggi il tema dell’idrogeno è inserito nelle strategie europee per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e nella roadmap della UE verso la decarbonizzazione. Al tema è stata dedicata, lo scorso 7 aprile, un’intera puntata di ITALIA 4.0 la trasmissione di Class CNBC andata in onda sul canale 507 di Sky e che è possibile rivedere sul canale video di Milano Finanza. Innovationpost.it ne ha riassunto i contenuti in un piacevole articolo che riportiamo parzialmente di seguito. Blu, grigio e verde: tutti i colori dell’idrogenoPur essendo abbondantemente presente in natura, l’idrogeno non esiste come molecola unica, ma combinato con altri elementi, come l’acqua, gli idrocarburi e le sostanze minerali. “Quando si parla di idrogeno blu ci si riferisce a quello ottenuto dal gas naturale fossile senza emissioni di CO2. L’idrogeno grigio è quello estratto dagli idrocarburi e comporta emissione di CO2 in atmosfera. Estrarlo dalla molecola dell’acqua non comporta invece emissione di CO2 ed è quindi verde”, spiega Giulia Monteleone, responsabile idrogeno e celle a combustibile di ENEA. “L’attività di ricerca non si è mai fermata, oggi questo vettore riceve di nuovo attenzioni perché c’è l’opportunità di produrlo a partire dall’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, sfruttando i surplus nei momenti di picco”. La strategia europea: 10 tonnellate di idrogeno nel 2030L’idrogeno non è una fonte primaria di energia, ma un vettore: può essere utilizzato per alimentare sistemi di trasporto, ma anche per produrre energia elettrica al posto di gas e carbone. Nella strategia europea rappresenta una componente chiave per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni di carbonio al 2050. “L’obiettivo è rendere l’idrogeno pulito, ovvero ottenuto da solare e eolico, una soluzione praticabile su scala comunitaria nei settori dove l’elettrificazione non può arrivare o non è efficiente”, dice Stefano Grassi, capo gabinetto della Commissaria all’Energia della Commissione Europea. “La tabella di marcia ha tempi chiari: vogliamo arrivare a una produzione di 1 tonnellata di idrogeno verde al 2024 e 10 tonnellate al 2030. Oggi però l’idrogeno verde è meno del 4% della produzione di idrogeno: l’obiettivo è scalare in tempi rapidi questa produzione di molti fattori, in questo decennio”. Per arrivarci servono quattro elementi: riduzione del costo produzione, riduzione ulteriore del prezzo dell’energia rinnovabile, un embrione di rete di trasporto, un quadro regolatorio chiaro che dia certezza agli investimenti. La strategia italiana: 2 miliardi di euro nel PNRRIl ministro Cingolani si è impegnato a presentare entro fine aprile la strategia italiana sull’idrogeno. Alberto Dossi, Presidente H2IT, l’Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile, conferma: “Sono state varate le ‘linee guida’ e definiti 6 punti cardine, ovvero: penetrazione al 2%, 8 milioni di tonnellate di CO2 emesse, circa 5 GW installati, ricadute occupazionali con 200 mila posti di lavoro temporanei e 10 mila fissi, fino a 10 miliardi di euro di investimenti, fino a 27 miliardi di contributo in termini di Pil”. L’idrogeno verde ha però un costo importante, ed è fondamentale cercare di approntare una normativa chiara e duratura che sia abilitante per fare investimenti. “Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza c’è un capitolo dedicato a energie rinnovabili, idrogeno e mobilità sostenibile di 18,2 miliardi: di questi all’idrogeno sono stati dedicati 2, mentre la Germania ne ha destinati 9 e la Francia 7”. Intanto è già stato avviato il progetto di realizzazione della prima Hydrogen Valley italiana presso il Centro Ricerche Enea Casaccia, alle porte di Roma, un insieme di infrastrutture hi-tech per la ricerca e la sperimentazione lungo tutta la filiera dell’idrogeno: dalla produzione alla distribuzione, dall’accumulo all’utilizzo come materia prima per la produzione di combustibili puliti e come vettore energetico, per ridurre le emissioni di CO2 nell’industria, nella mobilità, nella generazione di energia e nel residenziale Il nodo dei costiIl primo ostacolo nella roadmap è rappresentato dal costo di produzione dell’idrogeno verde. “Oggi viene già prodotto, ben 70 milioni di tonnellate, ma non viene usato ai fini energetici, bensì come materia prima in qualche processo industriale”, sottolinea Carlo Zorzoli, Responsabile Business Development di Enel Green Power. “Il primo passo da fare è la decarbonizzazione dell’idrogeno che già si produce, perché per farlo bisogna solo sostituire la materia prima”. Dello stesso parere Stefano Besseghini, Presidente di Arera – Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, secondo il quale “l’idrogeno è ancora in una fase in cui l’innovazione va promossa e sviluppata”. La sfida sarà dunque trovare il punto di contatto tra la transizione energetica e la sostenibilità dei costi dell’idrogeno: fondamentale sarà la collaborazione tra pubblico e privato, ma la politica dovrà fare la sua parte. [Fonte INNOVATION POST.IT]5 maggio 2021
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Rifiuti RAEE, raccolti il 6% in più di apparecchiature elettriche ed elettroniche

Malgrado le difficoltà causate dalla pandemia, è cresciuta del 6% la percentuale di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) raccolti nel 2020 e pari a circa 365 tonnellate su base annua. Nonostante l’interruzione dei conferimenti ai centri di raccolta e il conseguente stop degli impianti dovuta, appunto, all’emergenza sanitaria, il risultato è stato migliore rispetto ai 12 mesi precedenti. Dal mese di maggio si è registrato un incremento significativo dei rifiuti RAEE a dispetto del calo del 40% nei primi mesi del lockdown. La raccolta più rilevante, con oltre 125 mila tonnellate, riguarda i cosiddetti “grandi bianchi” e, cioè, gli elettrodomestici. A questo riguardo c’è stato un lavoro costante da parte dei produttori che hanno garantito più di 200 mila ritiri sul territorio nazionale con una media di 564 ritiri al giorno. La performance però, non consente all’Italia di raggiugere l’obiettivo europeo del 65% sulla media di raccolta sull’immesso a consumo dei tre anni precedenti, obiettivo comunque non stabilito dalla maggior parte dei paesi facenti parte dell’UE. In Italia non c’è ancora, soprattutto al Sud, una capillare distribuzione dei centri di raccolta comunali ma anche alla non corretta gestione delle vecchie apparecchiature da parte dei distributori obbligati al ritiro in sostituzione dei nuovi elettrodomestici acquistati. Sono fenomeni, però, che aprono la strada a raccoglitori e impianti di trattamento poco trasparenti con il recupero dei soli materiali rivendibili e smaltimento abusivo di quel che resta con conseguente ripercussione negativa su ambiente ed economia. [Fonte RICICLANEWS.IT]5 maggio 2021
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La pandemia rallenta (ma non ferma) l’Internet of Things

Gli ultimi dati dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano rivelano che nemmeno la pandemia abbia fermato più di tanto l’evoluzione dell’IoT, un mercato che porta vantaggi e benefici in ogni ambito di applicazione: Smart Factory, Smart Car, Smart Logistic, Smart City e le altre varie e possibili applicazioni smart. Nel 2020 il mercato dell’IoT in Italia ha fatto registrare, infatti, solo una lieve flessione (-3%) rispetto al 2019 (andamento in linea a quello di altri Paesi occidentali che registrano variazioni tra il -5% e il +8%). Si tratta di un inevitabile rallentamento che, seppur in controtendenza con il trend di forte crescita degli ultimi anni (+24% nel 2019, e +35% nel 2018), si assesta sui 6 miliardi di euro per il 2020 con un totale di 93 milioni di connessioni IoT attive. I passi da gigante compiuti negli ultimi dieci anni alle tecnologie di comunicazione hanno colmato i gap che frenavamo lo sviluppo di alcune applicazioni sia in ambito short-range (ad esempio con l’avvento del Bluetooth Low Energy o l’evoluzione in termini di apertura e ampiezza dell’ecosistema da parte di ZigBee), sia long-range, ad esempio, con le reti Low Power Wide Area e le sperimentazioni 5G. La crescita della cultura digitale delle imprese ha favorito, più in generale, lo sviluppo di una maggiore consapevolezza dei benefici abilitanti dalle tecnologie IoT e dei nuovi servizi smart. Per quanto riguarda il giro d’affari e la quantità di spese e investimenti, il valore del mercato italiano si ripartisce equamente tra le applicazioni che sfruttano la tradizionale connettività cellulare per la comunicazione di ultimo miglio e quelle che utilizzano altre tecnologie di comunicazione. In termini di volumi di connessioni IoT, a fine 2020 si registrano 34 milioni di connessioni cellulari (+10% rispetto al 2019), e 59 milioni di connessioni abilitate da altre tecnologie di comunicazione (+15%). Lo scenario complessivo evidenzia che il mercato IoT nel 2020 ha tenuto soprattutto grazie allo sviluppo di servizi: sono sempre più numerose le aziende in grado di raccogliere numerose quantità di dati dagli oggetti connessi, grazie ai quali integrare la propria offerta con nuovi servizi di valore. Un approccio che ha un impatto diretto sui numeri del mercato: i servizi raggiungono quota 2,4 miliardi di euro, in crescita del +4% rispetto al 2019, quindi un dato in controtendenza rispetto alla lieve decrescita del settore. Nel mondo manifatturiero, i dati provenienti da macchinari connessi (Smart Factory) permetto di impostare una migliore attività di manutenzione, passando da un approccio correttivo (in cui si interviene all’insorgere di un guasto) a un’ottica di manutenzione predittiva, che anticipa il malfunzionamento e ottimizza l’attività di intervento, riducendo tempi e costi legati all’inattività del macchinario. I dati dell’Osservatorio rivelano inoltre che l’emergenza ha portato le imprese a rivedere le proprie priorità in termini di avvio di progetti e di investimenti. Nel 2020 solo il 15% delle PMI e il 12% delle grandi aziende ritiene prioritario attivare iniziative di I-IoT, contro rispettivamente il 25% e il 16% che le mettono in secondo piano. Il 22% delle grandi imprese ha aumentato il budget dedicato ai progetti IoT per l’Industria 4.0 (il 14% lo ha ridotto), contro solo l’11% delle PMI (il 12% lo ha diminuito), mentre un quarto delle grandi imprese e un terzo delle PMI rimandano la decisione ai prossimi mesi. Interessanti anche i dati sui comparti dello Smart Metering gas ed elettrico (nel 2020 sono stati installati altri 2,7 milioni di contatori gas connessi presso utenze domestiche, portando la diffusione al 70% del parco complessivo, e ben 4,8 milioni di smart meter elettrici di seconda generazione, raggiungendo il 50% del totale dei contatori elettrici) e della Smart Car che vale 1,2 miliardi di euro (20% del totale mercato IoT) e che a fine 2020 conta 17,3 milioni di veicoli connessi, pari a quasi il 45% del parco circolante in Italia. La pandemia ha acceso l’interesse per la Smart City, ma ha anche portato incertezze sugli investimenti, rallentando in qualche caso l’avvio di progetti. Nel 2020 l’89% dei comuni italiani con più di 15mila abitanti considera la Smart City un tema rilevante (+9%) e per il 47% l’emergenza lo ha reso ancora più prioritario. La situazione sanitaria ha stimolato l’avvio di nuovi progetti che non erano stati pianificati in precedenza (16%), dall’altro lato, però, ha generato incertezza nelle decisioni da prendere (37%), con il 4% dei comuni che ha rallentato i progetti già programmati. Il 59% dei Comuni ha attivato almeno un’iniziativa di Smart City nel triennio 2018-2020, contro il 42% del periodo 2017-2019, ma il 46% dei progetti analizzati è ancora in fase pilota (+15%). Più di un comune su due ha avviato programmi stabili estesi all’intera area urbana coinvolgendo anche altre municipalità e attori terzi (54%, +8%), ma l’effettiva realizzazione di un ecosistema integrato che conduca più iniziative smart in parallelo è ancora lontana: solo l’11% di questi progetti è dettato dal coordinamento con un gruppo esteso di municipalità, mentre il 35% è realizzato dal singolo comune. [Fonte INNOVATION POST.IT]5 maggio 2021
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La mappa della cogenerazione

Il Politecnico di Milano, Italcogen (associazione che riunisce costruttori e distributori di impianti di cogenerazione) e l’Ufficio studi Anima, hanno mappato 809 impianti di cogenerazione ad alto rendimento (Car), pari a poco più del 50% del parco italiano. Questa mappatura è la prima indagine a livello nazionale che stima il potenziale del mercato delle aziende della cogenerazione al 2025. Quando si parla di efficienza energetica si prende in considerazione anche il mercato della cogenerazione. La cogenerazione si basa sul principio che in una centrale termoelettrica non tutta l’energia introdotta con il combustile è convertita in energia elettrica, ma una parte consistente si dissolve nell’ambiente sotto forma di calore di “scarto” ed è proprio qui che interviene la cogenerazione recuperando la maggior parte di questa energia termica di “scarto” aumentando di parecchio l’efficienza nell’uso delle fonti energetiche. Tra gli impianti mappati, circa il 30% sono in possesso delle industrie, il 35% del settore residenziale e un altro 35% appartengono al settore Energy, tra cui Esco e Utility. Oltre il 60% della capacità cogenerativa analizzata è in capo ai player del settore energy, il 35% in capo agli industriali e solo l’1% riguarda il settore residenziale. Il settore è, oggi, in evoluzione e ha visto un ampliamento dell’offerta che è cresciuta negli ultimi anni con l’ingresso dei fornitori specializzati in efficienza energetica come Esco e Utility. Ciò ha fatto sì che gli operatori forniscano un sempre maggior numero di servizi oltre alla semplice vendita dell’impianto trasformando il mercato che dal prodotto si sposta verso il servizio. Per identificare i driver che guidano il mercato della cogenerazione sono state condotte interviste sia con operatori di mercato (fornitori di tecnologia ed Esco) che con operatori industriali con la maggior predisposizione all’utilizzo di impianti cogenerativi. Sono emersi 4 fattori caratterizzanti il mercato che a loro volta sono stati categorizzati in 7 driver. Tra i fattori spicca l’evoluzione del contesto normativo, che vede da un lato gli effetti del decreto energivori, dall’altro la riforma sui TEE (Titoli Efficienza Energetica) e le incertezze sul futuro del meccanismo. Sulla stima del potenziale, incidono anche l’evoluzione dei modelli di business oltre ai nuovi paradigmi del mondo energy (sviluppo del teleriscaldamento o l’apertura al mercato dei servizi di spacciamento) e il contesto macro-economico. In vista degli obiettivi di decarbonizzazione al 2050, la cogenerazione trova un ideale collocamento come strumento per la transizione del sistema energetico attuale a quello futuro libero dal carbone e rappresenta, nel lungo termine, un efficace strumento per l’efficienza energetica in un’economia basata su vettori energetici puliti come l’idrogeno verde e i biocombustili. [Fonte INDUSTRIAMECCANICA.IT]5 maggio 2021
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Webinar 05/05/2021. “Raccolta e analisi dei dati dal campo” l’importanza del dato nell’evoluzione verso la Smart Factory 4.0

L’evoluzione da fabbrica a Smart Factory 4.0 comporta un processo di innovazione che porta alla produzione e alla raccolta di informazioni in modalità digitale che devono essere analizzate per ottenere ulteriori dati, un tassello determinante per la creazione del valore. Dotarsi di strumenti per la raccolta dei dati è dunque il primo passo per rispondere prontamente alle sfide del mercato in ottica sostenibile: l’analisi dei dati in real time per l’efficientamento del processo produttivo, per il controllo della produzione e il risparmio energetico. Mercoledì 5 maggio, alle ore 11, Softeam, ICIM SpA e GFL SA danno vita a un webinar gratuito dove verranno presentate soluzioni tecnologiche concrete per migliorare la raccolta, l’archiviazione e la visualizzazione dei dati provenienti dal campo nel settore manifatturiero. AGENDA Panoramica best practice da attuare in un percorso di attestazione 4.0.Valentina Vacca, Product Sales Manager I 4.0 ICIM SpA [ente di certificazione di riferimento in ambito Industria 4.0] L’esperienza con Orquestra per l’interfacciamento di due linee produttive complete con attestazione Industry 4.0Claudio Veggian, IT manager GFL SA [leader nella produzione di linee cosmetiche per il settore hospitality] Live Demo del prodottoOscar Ongania, Project Leader di Orquestra IIOT Data Manager Softeam [piattaforma per la raccolta dati dal campo] Per registrarsi, clicca qui
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Qualifica Installatori di Sistemi Radianti secondo la norma UNI 11741:2019Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale: la nuova guida di ASSOCOLD-ANIMA e ICIM SpACredito imposta industria 4.0: tutti i chiarimenti attesi nella circolare 9/E dell’Agenzia delle EntrateUCIMU: crescono automazione e digitalizzazione su un parco macchine utensili vecchio
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Missione dedicata al Digitale: cosa cambia nella prima bozza del Recovery Plan

Il PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma che il Governo Italiano dovrà presentare alla Commissione Europea per accedere ai fondi messi a disposizione dal Next Generation Eu per far fronte alla crisi generata dalla pandemia, prosegue il suo percorso in vista della presentazione che scade il 30 aprile 2021. I fondi destinati al nostro Paese ammontano a 191,5 miliardi di euro di cui il 37% destinato a finanziare i progetti a sostegno della transizione verde e il 20%  alla trasformazione digitale. Presentando la bozza del Piano si potrà accedere fin da subito a una parte delle risorse che ammonta al 13% circa del valore complessivo e quindi, nell’immediato, si traduce con l’arrivo di 25 miliardi di euro. Resta l’articolazione del piano di investimenti in sei missioni: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. Analizzando la tabella degli stanziamenti si rivela che per la prima missione (digitalizzazione, l’innovazione, competitività e cultura) sono previste maggiori risorse per la Pubblica Amministrazione (11,75 miliardi contro i precedenti 11,45), sono leggermente ridotte quelle per i sistemi produttivi, mentre rimangono invariate a 8 miliardi di euro quelle per il turismo e la cultura. Per l’intera missione lo stanziamento totale è pari a 46,30 miliardi, in lieve aumento rispetto ai 46,18 miliardi stimati nella precedente versione. Inoltre, la parte dedicata alla digitalizzazione, innovazione e competitività sui sistemi produttivi di cui fa parte anche il piano di Transizione 4.0, prevede cinque interventi: transizione 4.0 richiede sforzi massicci e strutturati per sostenere la transizione digitale del sistema produttivo incentivando investimenti privati in beni strumentali tecnologicamente avanzati e in Ricerca, Sviluppo e Innovazione; innovazione e tecnologia dei microprocessori; digitalizzazione delle Piccole e Medie Imprese e Fondo di Garanzia per rafforzarne la capacità innovativa; banda ultra larga, 5G e connessioni satellitari con l’obiettivo di completare la rete nazionale di telecomunicazioni e ridurre il divario digitale; politiche industriali per Supply Chain e internazionalizzazione come strumenti di ripresa e resilienza del sistema produttivo. Lo stanziamento totale è diminuito passando da 26,73 miliardi a 26,55 miliardi. Rimane invariata la cifra di 3,10 milioni di euro per finanziare progetti già avviati, mentre i fondi per i nuovi progetti passa da 15,88 milioni a 15,70  milioni. Restano confermati gli obiettivi di aumentare gli investimenti delle imprese in nuovi beni capitali tecnologicamente avanzati e incentivare la spesa privata in Ricerca, Sviluppo e Innovazione. [Fonte INNOVATIONPOST.IT]22 aprile 2021
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22 Marzo: giornata mondiale dell’acqua

Si celebra oggi 22 marzo la Giornata Mondiale dell’Acqua. La domanda di acqua cresce in maniera costante, con l’agricoltura che da sola è responsabile del 70% del suo consumo globale e del 92% dell’impronta idrica complessiva, indicatore che rappresenta le risorse idriche utilizzate, in maniera diretta e indiretta, per produrre i beni e i servizi consumati da una nazione. In Italia l’impronta idrica è pari a 6.300 litri per persona, superiore del 30% rispetto alla Francia, ma inferiore del 6% sulla Spagna e del 20% rispetto agli Stati Uniti. A livello globale ci sono 3,2 miliardi di persone di persone colpite dalla scarsità d’acqua, 1,2 miliardi in maniera estrema. È una risorsa sempre più scarsa e preziosa, basti pensare che il 97,5% dell’acqua del nostro pianeta è salata e della parte rimanente i 2/3 sono ghiaccio. Ne rimane una percentuale molto bassa nei fiumi, nei laghi, nelle falde acquifere e nell’atmosfera. L’acqua può diventare un elemento centrale del Green New Deal ma è necessario che migliori il livello di efficienza nel Mezzogiorno e che aumentino gli investimenti in tutto il Paese, mettendo in atto un grande piano per la gestione della risorsa idrica . Nell’intervista rilasciata a INFOBUILDENERGIA, Fabrizio Leoni, Presidente di AQUA ITALIA, associazione federata ANIMA CONFINDUSTRIA sottolinea “L’assetto legislativo italiano è completo, fin da quanto disposto nel Decreto legislativo 31 del 2001 che recepiva la precedente direttiva 98/83/CE e il Decreto 6 aprile 2004, n. 174 per i materiali a contatto con l’acqua. Entrambi i disposti fissano regole ben precise per permettere di avere, al rubinetto, un’acqua potabile che soddisfi elevati standard di qualità”. ICIM GROUP, la holding il cui socio di maggioranza è ANIMA, è attenta alle logiche di tutela della salute umana per quello che riguarda i materiali che entrano a contatto con l’acqua potabile. Le società del gruppo offrono al mercato del comparto attività finalizzate al rispetto delle prescrizioni della Direttiva (UE) 2020/2184 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano. Supporto tecnico e formazione con TIFQ, verifica sperimentale dei sistemi di trattamento dell’acqua potabile e valutazione dei requisiti di prestazione, di sicurezza e di prova delle attrezzature per il condizionamento dell’acqua all’interno degli edifici con TIFQlab, certificazione con ICIM SpA grazie allo schema proprietario che si rivolge a tutti i produttori di tubazioni, pompe, valvole, serbatoi di contenimento e riscaldamento dell’acqua e anche ai costruttori di impianti e componenti per il trattamento delle acque, rubinetterie, componentistica varia. Un percorso di certificazione che, grazie alle verifiche di conformità condotte da un ente di terza parte, offre alle aziende la possibilità di dimostrare al mercato la corretta rispondenza ai requisiti legislativi dei propri processi produttivi e dei materiali utilizzati. [Fonte INFOBUILD ENERGIA] 22 marzo 2021
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Nuovo bando Macchinari Innovativi da 132,5 milioni di euro

Per PMI, reti di imprese e professionisti di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia: dal 13 aprile le domande per gli incentivi. È stato pubblicato dal MISE Ministero dello Sviluppo economico il secondo bando “Macchinari innovativi” che si rivolge a PMI, reti di imprese e professionisti delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Il nuovo bando sostiene la realizzazione di programmi di investimento diretti a consentire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa o a favorire la transizione del settore manifatturiero verso il paradigma dell’economia circolare. La misura è finanziata con 132,5 milioni di euro – una cifra pari a quella stanziata lo scorso anno con l’apertura del primo sportello del bando – nell’ambito del Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale), che permette di attivare risorse comunitarie già stanziate. Le domande potranno essere compilate dalle ore 10 del 13 aprile 2021, mentre l’invio della richiesta potrà avvenire dalle ore 10 del 27 aprile 2021. La misura sostiene gli investimenti in tecnologie abilitanti afferenti il piano Impresa 4.0 e/o transizione d’impresa verso il paradigma dell’economia circolare allo scopo di aumentare efficienza e flessibilità gestionale. Viene finanziato l’acquisto (spese non inferiori a 400mila euro e non superiori a 3 milioni di euro) di macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento (realizzati presso unità produttive nei territori indicati), nonché programmi informatici (software) e licenze correlati all’utilizzo di beni nuovi e riferiti ad immobilizzazioni materiali e immateriali. Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) e i liberi professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali e le imprese che aderiscono a un contratto di rete. Per i moduli per le domande, spese ammissibili, soggetti beneficiari, entità dei contributi, clicca qui [Fonte INNOVATIONPOST.IT]9 aprile 2021
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Efficienza energetica nell’industria, come raggiungere una produzione più sostenibile

L’impatto dell’industria sulla sostenibilità è rilevante considerando che è responsabile del consumo del 37% di energia a livello globale e produce il 24% delle emissioni di anidride carbonica. I dati forniti da IEA, l’Agenzia Internazionale dell’Energia, mostrano quanto il tema della sostenibilità dei nostri modelli produttivi sia centrale per poter raggiungere gli obiettivi climatici stabiliti con gli Accordi di Parigi e rafforzati con il Green New Deal europeo. La crescita del consumo di energia è stata guidata in gran parte nei settori industriali ad alta intensità energetica (prodotti chimici, ferro e acciaio, cemento, cellulosa e carta e alluminio) e il 70% del consumo è associato ai motori elettrici. Negli edifici commerciali, il 38% del consumo di energia deriva proprio dall’utilizzo di motori elettrici che possono, però, avere un ruolo importante per la riduzione dell’energia consumata dal settore. Infatti, sono stati fatti molti passi in avanti nel creare nuovi motori più efficienti in termini di consumo di energia: anche i motori a induzione a corrente alternata, nati nel diciannovesimo secolo, sono stati negli anni costantemente migliorati, sulla base di cambiamenti di materiale e del design delle componenti (statore e rotore). I moderni motori a induzione hanno un alto tasso di efficientamento energetico: quelli che secondo i criteri di consumo energetico sono classificati dalla International Electrotechnical Commission (IEC) come IE3, ad esempio, riescono a raggiungere il 96% di efficienza, mentre i più moderni IE4 permettono uno spreco di energia del 15% inferiore ai motori IE3. A questi si aggiunge il più recente motore IE5 “ultra-premium efficiency”, che rappresenta il più alto livello di efficienza che sia stato raggiunto da qualsiasi progetto attuale. Sembra quindi che l’alto consumo di energia sia dovuto all’utilizzo di modelli ormai obsoleti, come i motori IE1 e IE2, che spesso forniscono molta più potenza di quella richiesta. Si stima che, se l’80% dei motori industriali installati oggi fossero sostituiti con motori ultra-premium efficienti IE5, si risparmierebbero 160 terawatt-ora di energia all’anno, equivalenti a più del consumo annuale di energia della Polonia. Anche l’utilizzo di azionamenti a velocità variabile può permettere di ridurre gli sprechi di energia e si calcola che circa il 50% dei motori industriali trarrebbe beneficio dall’essere accoppiato con un azionamento. Ad oggi, si stima che il 23% dei motori elettrici industriali è equipaggiato con un azionamento a velocità variabile, cifra che secondo gli esperti salirà al 26% nei prossimi anni. Nel suo rapporto annuale l’agenzia Internazionale dell’Energia sottolinea, infine, la necessità di interventi governativi che impongano target di consumo energetico ed emissioni di Co2 e la collaborazione tra governi e imprese permetterebbe di passare a metodi di produzione secondaria basati sul riciclo di materie prime. Per fare questo occorre una politica sulle energie rinnovabili che renda conveniente puntare sull’efficientamento energetico e sempre meno sull’utilizzo del carbone, anche in vista dell’obiettivo europeo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. [Fonte INNOVATIONPOST.IT]30 marzo 2021
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L’intelligenza artificiale in fabbrica: una guida pratica a cura del World Manufacturing Forum

Secondo WMF, World Manufacturing Forum, gli ambiti di applicazione dell’Intelligenza Artificiale nel settore manifatturiero sono tre: digital supply network, factory shop floor e machine tools e, se si implementasse, sarebbe possibile ridurre tempi e costi della produzione, aumentandone la produttività. Marco Taisch, scientific chairman del WMF, ha stilato una guida pratica per imprenditori, plant manager, responsabili operation, automazione e produzione, professionisti del mondo delle macchine utensili, chief information office, chief technology offer e responsabili del purchasing. Il World Manufacturing Forum ha studiato le possibili applicazioni che l’Intelligenza Artificiale ha e può avere sulla produzione senza dimenticare il considerevole impatto sul business. Si va dalla pianificazione della supply chain alla gestione automatizzata del magazzino, dall’energy management alle macchine utensili fino alla manutenzione predittiva. Il WMF le ha messe in evidenza nel report 2020 intitolato Il manifatturiero nell’era dell’intelligenza artificiale.§Marco Taish, scientific chairman do WMF, ha dichiarato che «l’Intelligenza Artificiale è l’ultima delle tecnologie arrivate a maturazione, ed è talmente spinta come applicazione e potenzialità che non è ancora alla portata di tutti. Infatti ci sono tante imprese italiane, piccole e medie, che hanno ancora bisogno di completare quella transizione verso il 4.0, implementando altre tecnologie che sono più fondamentali dell’Intelligenza Artificiale, ma che risultano altrettanto determinanti per fare quel salto di produttività di cui le aziende hanno bisogno». Un utilizzo che, soprattutto nel caso delle PMI che costituiscono il tessuto economico del nostro Peaese, non ha ancora raggiunto il suo culmine. L’impiego dell’Intelligenza Artificiale nell’industria porta, infatti, a diversi vantaggi, sia dal punto di vista organizzativo sia economico, tra cui: pianificazione della produzione, gestione ottimale del magazzino con conseguente miglioramento del comparto logistico, progettazione automatizzata, sviluppo di nuovi prodotti e servizi, efficientamento energetico. Senza contare che l’uso in ambito manifatturiero permette di avere un maggiore controllo dell’impianto tramite manutenzione preventiva e predittiva, con grande risparmio di tempo, risorse e costi. «Innanzitutto – commenta Taisch – bisogna connettere le macchine tramite piattaforme di IoT. Quindi occorre creare dei sistemi di monitoraggio in tempo reale per poter visualizzare i dati prodotti a bordo macchina su un pc, su un tablet, su uno smartwatch: è questo il passaggio che oggi, credo, farebbe fare un salto quantico al sistema italiano. Perché, in questo modo il tecnico può intervenire in tempo reale conducendo il macchinario a quella produttività che diversamente è difficile da raggiungere». Il secondo passo avviene quando le macchine vengono connesse, iniziando così a generare dati che devono poter essere immagazzinati, ad esempio in cloud, e successivamente analizzati. Questo permette, avendo le competenze necessarie, di fare diagnosi e capire che cosa è successo e come intervenire, per esempio, nel caso in cui una macchina si è fermata o perché è scesa la produttività. «Nel caso delle skill il problema è duplice: da una parte occorre farsi installare questi sistemi da professionisti esterni all’azienda, ma dall’altra il problema è interno – evidenzia Taisch – Tutti questi dati che ho monitorato e immagazzinato come li uso? Sono in grado di esaminarli per aumentare la mia produttività? Per questo motivo gli imprenditori non devono investire solo in tecnologie, ma anche in formazione. Fortunatamente oggi il tema delle competenze, del reskilling e dell’upskilling del personale, è parte integrante delle strategie aziendali. Senza dimenticare che, al riguardo, ci sono benefici fiscali legati al Piano Transizione 4.0, che è in fase di discussione per il 2021 e che prevedono una serie di incentivi sulla formazione». [Fonte INDUSTRIAITALIANA.IT] 23 marzo 2021
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Trasferimento tecnologico: da ENEA Tech investimenti tra 100mila e 15 milioni di euro in PMI e Start-Up innovative

Investimenti tra i 100mila e i 15 milioni di euro in Start-Up o PMI innovative nei settori dell’economia circolare, healthcare technology, deep tech, information technology. È quanto metterà in campo ENEA Tech, la fondazione di diritto privato istituita con il Dl Rilancio dell’agosto 2020 per sostenere le imprese nel percorso di digitalizzazione. È la prima volta che un fondo pubblico interviene con investimenti diretti o indiretti nel capitale di rischio o di debito delle società che credono fortemente nelle tecnologie abilitanti alla trasformazione 4.0. Duplice l’obiettivo dell’operazione: velocizzare il processo di digitalizzazione delle PMI italiane e  contribuire allo sviluppo nel nostro Paese di tecnologie disruptive, dal quantum computing  alle interfacce per la cybersecurity. Dal punto di vista pratico ENEA Tech interverrà direttamente nel capitale delle società attraverso due modalità: da un lato su spin-off e imprese per espandere il tessuto produttivo del Paese;  dall’altro attraverso investimenti in tecnologie strategiche di interesse nazionale e la promozione di “salti tecnologici”. ENEA Tech ha già definito  accordi di collaborazione con il CNR e i suoi 88 istituti di ricerca e con Fondazione Bruno Kessler (FBK), Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), Human Technopole (HT), oltre a essere in contatto con i Politecnici, per avere accesso al plafond di Start-Up che nascono al loro interno, e con altri poli universitari. Intenzione dell’Ente, come ha spiegato la presidente Anna Tampieri a Industriaitalia.it è quella di “avere un osservatorio di quanto viene prodotto nel Paese in termini di tecnologie disruptive e selezionare quelle che hanno il potenziale trasformativo di cui il Paese ha bisogno. Inoltre, per rafforzare la sovranità tecnologica italiana, è necessario attrarre i cervelli in fuga e poi agire per fare emergere le potenzialità inespresse (dalle donne, al Sud, alle aree interne, ai talenti sprecati)”.  ENEA Tech agirà attraverso il Fondo per il Trasferimento Tecnologico istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, con una dotazione iniziale di 500 milioni in quattro anni (e a regime di un miliardo), le cui risorse, come stabilito dall’art. 42 del Decreto Rilancio, sono “volte a favorire la collaborazione di soggetti pubblici e privati nella realizzazione di progetti di innovazione”. [Fonte INDUSTRIAITALIANA.IT]22 aprile 2021
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Transizione energetica dalle città: cresce il cambiamento dal basso grazie ai cittadini

Le città sono responsabili di circa tre quarti del consumo finale di energia e di emissioni di CO2. Il 55% della popolazione mondiale risiede in ambito urbano e il numero è destinato ad aumentare sensibilmente. Nel 2020 oltre 1 miliardo di persone, circa il 25% della popolazione urbana, vive in una città i cui obiettivi o iniziative politiche sono dedicate alle energie rinnovabili. È quanto emerge dall’ultimo rapporto stilato da REN21, comunità globale delle fonti rinnovabili composta da attori del mondo della scienza, dei governi, delle ONG e dell’industria. Sta crescendo la sensibilità verso i temi energetici e, a fine 2020, si contano 1.300 amministrazioni cittadine che hanno attuato una politica di produzione e consumo di energia rinnovabile, mentre oltre 10.500 città a livello globale hanno adottato obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2. La pressione dei cittadini sulle amministrazioni locali per agire sul cambiamento climatico è cresciuta di molto se consideriamo che nel 2020 ben 1.852 città in 29 paesi hanno dichiarato emergenze climatiche (rispetto alle 1.400 del 2019) e almeno 231 governi comunali hanno presentato un piano d’azione per il clima. Geograficamente parlando, si moltiplicano in tutto il mondo gli obiettivi di energia rinnovabile, anche se la maggior parte degli obiettivi si registrano in Nord America e in Europa seguiti dall’Asia. Nelle città, lo sforzo relativo alle energie rinnovabili si è concentrato sul settore dell’elettricità, ma anche gli obiettivi per la riduzione dell’energia per il riscaldamento e raffreddamento e per la decarbonizzazione stanno crescendo, seppur più lentamente. Molta attenzione, inoltre, viene posta dai cittadini sulla qualità dell’aria e sulla necessità di avere politiche green. Interessante notare come il maggior dinamismo verso gli obiettivi di transizione energetica si concentri nelle città di piccole o media grandezza con una fascia di popolazione fino a 500.000 abitanti. In Europa, per esempio, sono 357 le città che si sono date obiettivi precisi sulle energie rinnovabili che non prendono in esame solo la produzione elettrica da energie rinnovabili ma guardano anche al settore residenziale e ai trasporti, con un forte accento sulla mobilità elettrica, che vede una crescita sempre maggiore. In Italia sono 45 le città che intendono soddisfare i propri consumi al 100% da fonti rinnovabili. Attualmente la pandemia causa un rallentamento nella transizione energetica. La crisi economica innescata dall’emergenza sanitaria ha, ovviamente, dato priorità nell’agenda politica a sanità e ripresa economica. In ogni caso, l’opinione pubblica ritiene che si potrebbero eliminare i sussidi ancora presenti verso le fonti fossili. [Fonte INFOBUILDENERGIA.IT]22 aprile 2021
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Webinar 6/5/2021. UK 1 gennaio 2022 – Cambierà davvero tutto?

Immissione sul mercato dei prodotti e marchio UKCA: facciamo il punto. ANIMA, in collaborazione con UCIMU, ICIM SpA e lo Studio Legale Rucellai & Raffaelli, organizza il prossimo 6 maggio alle ore 10:30 un webinar gratuito con il quale fare il punto sull’immissione nel mercato del Regno Unito dei prodotti e prepararsi per tempo ai cambiamenti che verranno introdotti dal 1° gennaio 2022. Con la Brexit è infatti iniziata la transizione verso una nuova regolamentazione per l’accesso dei prodotti al mercato del Regno Unito. Le Aziende saranno chiamate a rivedere il proprio ruolo, ottemperando a quelli che sono gli obblighi introdotti con la marcatura di prodotto UKCA. Nel corso del webinar saranno quindi messi a fuoco i ruoli e le responsabilità degli operatori economici e le attività richieste per l’immissione sul mercato dei prodotti. AGENDA 10:30 Introduzione e presentazione del webinarANIMA Confindustria 10:35 L’immissione sul mercato dei prodotti: operatori economici, ruoli e responsabilità Elisa Teti, Studio Legale Rucellai & Raffaelli 11:15 La conformità di prodotto e la marcatura UKCA Vincenzo Delacqua, ICIM SpA 11:55 Q&A spazio alle domande È possibile porre domande in anticipo inviandole via mail a eventi@anima.it specificando in oggetto il nome del webinar. Per registrarsi, clicca qui 22 aprile 2021
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Energia: ENEA coordina il progetto europeo per ridurre i costi dell’idrogeno verde

È coordinato da ENEA il progetto europeo PROMETEO[1] che, con un investimento pari a 2,7 milioni di euro di cui circa 2,5 milioni finanziati dall’UE attraverso il programma pubblico-privato FCH JU (Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking), si propone di ridurre i costi di produzione dell’idrogeno verde (a meno di 2 €/kg in prospettiva), grazie a una tecnologia altamente efficiente che combina l’elettricità da fotovoltaico o eolico, con il calore da solare a concentrazione. Nel progetto, della durata di 42 mesi, è coinvolto un pool di imprese e istituzioni di ricerca italiane ed europee: la Fondazione Bruno Kessler (FBK), la spagnola IMDEA Energy e l’Istituto di ricerca svizzero EPFL che, insieme all’ENEA, si occuperanno dell’integrazione del prototipo con le fonti rinnovabili; l’italo-svizzera SOLIDpower fornirà elettrolizzatori e il sistema di termo-regolazione, mentre il Gruppo italiano Maire Tecnimont sarà a capo dell’ingegnerizzazione del prototipo e della messa in marcia dell’impianto attraverso due sue controllate, l’italiana NextChem e l’olandese Stamicarbon. Un ruolo fondamentale nello sviluppo di applicazioni finali lo avranno anche i potenziali utilizzatori della tecnologia: la Snam per l’iniezione di idrogeno verde nella rete gas, la spagnola Capital Energy per lo stoccaggio chimico di elettricità rinnovabile e l’olandese Stamicarbon per i possibili impieghi nell’industria chimica. La sfida di PROMETEO è quella garantire continuità alla produzione di idrogeno da elettrolisi anche quando l’energia rinnovabile da fonte solare non è disponibile a causa dell’intermittenza o nei periodi in cui è più conveniente utilizzarla, come ad esempio nei surplus di produzione: questo consentirà di abbattere i costi di produzione di idrogeno verde, aumentandone la competitività. Gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e al 2050, inoltre, impongono alla ricerca di trovare nuove strade per produrre e sfruttare le fonti rinnovabili in modo ottimale e su larga scala e l’idrogeno verde ha tutte le caratteristiche per supportare la transizione energetica soprattutto nei settori industriali maggiormente coinvolti come quello energetico, chimico e in particolare dei fertilizzanti azotati. [1] Hydrogen PROduction by MEans of solar heat and power in high TEmperature solid Oxide electrolysers. [Fonte ENEA.IT]9 aprile 2021
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Semplificate le procedure per accedere alla “Nuova Sabatini”

La Nuova Sabatini (misura beni strumentali) è l’agevolazione messa a disposizione dal MiSE, Ministero dello Sviluppo Economico con il supporto di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, con l‘obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere, così, la competitività del sistema produttivo italiano. La nuova Legge di Bilancio 2021 ha introdotto novità normative che contribuiscono a semplificare ulteriormente le procedure per ottenere l’incentivo. È una procedura finalizzata a sostenere gli investimenti soprattutto delle micro, piccole e medie imprese per l’acquisto o l’ottenimento in leasing di nuovi impianti macchinari, attrezzature e hardware oltre a software e tecnologie digitali. La circolare emessa dal MiSE il 10 febbraio 2021 fornisce indicazioni e chiarimenti sulla modalità applicative della nuova normativa. Le domande presentate alle banche e agli intermediari finanziari a partire dal 1° gennaio 2021, potranno ottenere l’erogazione del contributo in un’unica soluzione, qualunque importo sia, invece di sei quote annuali come previsto in origine. L’erogazione in un’unica soluzione vale anche per le imprese che richiedono un importo non superiore a 100 mila euro e che hanno presentato la domanda prima del 1° gennaio 2021 e, precisamente, per il periodo che va tra il 1° maggio 2019 e il 16 luglio 2020. Per le domande presentate tra il 17 luglio 2020 e il 31 dicembre 2020, varrà la richiesta di un finanziamento per un importo non superiore a 200 mila euro. Sono ammessi tutti i settori produttivi inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione di attività finanziarie e assicurative e attività connesse all’esportazione. I beni da finanziare devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali, nonché a software  e tecnologie digitali. [Fonte BUSINESSWEEKLY.IT]27 aprile 2021
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SHARE’n’GROW

Un programma di vantaggi riservato alle imprese associate ad ANIMA Confindustria che sono clienti di una delle società di ICIM GROUP. COGLI L'OCCASIONE DI OFFRIRE ALLA TUA AZIENDA UN VALORE DISTINTIVO! www.shareandgrow.it Per ogni ulteriore informazione su SHARE'n'GROW contattaci allo 02 72534259 o scrivi a shareandgrow@icim.it
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Corsi a cura di ANIMA CONFINDUSTRIA e ICIM S.p.A.

ANIMA CONFINDUSTRIA in collaborazione con ICIM S.p.A. presenta un ciclo di appuntamenti su temi tecnici.  CORSI ONLINE 2020. Competenze e aggiornamenti per svolgere al meglio la tua attività. Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti (MOCA). 9 Novembre. Clicca qui per informazioni Buone Pratiche di Fabbricazione(GMP) per i MOCA. 11 Novembre. Clicca qui per informazioni Fascicolo Tecnico Direttiva Macchine 2006/42/CE. 17 Novembre. Clicca qui per informazioni Il manuale d'uso e manutenzione Direttiva Macchine 2006/42/CE. 19 Novembre. Clicca qui per informazioni Materiali e componenti a contatto con Acqua Potabile 24 Novembre. Clicca qui per informazioni ATEX 2014/34/UE Componenti per uso in atmosfere esplosive 1 Dicembre. Clicca qui per informazioni
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Webinar, 01/10/2020. Smart Working. Destino o destinazione?

Webinar gratuito ANIMA Confindustria ICIM GROUP SMART WORKING. DESTINO O DESTINAZIONE? Come rendere lo Smart Working operativamente efficace e quali vantaggi. Giovedì 1 ottobre 2020, ore 10:00 - 12:00 Lo Smart Working è un modello di lavoro che le aziende si sono trovate ad implementare a causa dello stato di emergenza aperto dall’insorgere della pandemia da COVID-19. Improvvisamente un ampio numero di aziende si è trovato nella necessità di consentire ai propri dipendenti e collaboratori di lavorare dalle proprie abitazioni. In fondo, basta un computer e una connessione internet e si è in grado di lavorare. Ma è proprio così? Lavorare da casa, da remoto, è davvero lavorare in Smart Working? Il webinar si rivolge al management aziendale e a tutti coloro che vivono la problematica e ne vogliono sapere di più e intende fare chiarezza su una modalità che nel prossimo futuro è probabile rientri nella quotidianità di lavoro delle aziende, in toto o in parte. Da qui, la necessità di affrontare il cambiamento con maggiore consapevolezza per garantire alle aziende la sostenibilità del proprio business. Lo Smart Working è qualcosa che bisogna subire o qualcosa che si può pianificare con cognizione di causa? Insomma, è destino o destinazione e meta da raggiungere? Quali sono le differenze tra Remote Working e Smart Working in termini di business? Quali sono gli elementi che caratterizzano lo Smart Working? Quali sono i vantaggi dell’adozione di una efficace metodologia di Smart Working? A queste e ad altre domande intende rispondere il webinar organizzato da ANIMA Confindustria e ICIM GROUP. 2 ore per fare il punto della situazione e analizzare i perché legati all’importanza di affrontare un cambiamento che se ben agito, porta vantaggi concreti. PROGRAMMA 9:30 - Login dei Partecipanti 10:00 Benvenuto e introduzione. Carlo Fumagalli, ANIMA Confindustria, moderatore Lo stato dell’arte oggi dal punto di osservazione della Federazione ANIMA. Andrea Orlando, ANIMA Confindustria L'organizzazione del lavoro di team distribuiti. Alessandro Bissoli, ICIM GROUP Coinvolgere e motivare i propri collaboratori. Monica Bormetti, ICIM GROUP Gli aspetti legali e contrattuali dello Smart Working. Dalla decretazione di urgenza al ‘new normal’. Federico Strada, DLA Piper Italy Le soluzioni proposte da ICIM GROUP. Donato De Vivo, ICIM GROUP Domande e risposte 12.00 - Conclusioni ISCRIVITI
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Corsi ANIMA in collaborazione con ICIM S.p.A.

Federazione ANIMA, nella sua attività di tutela e supporto alle imprese, si occupa di qualificare e far accrescere le competenze di varie figure aziendali con formazione specialistica su temi tecnici, utilizzando un approccio concreto ed efficace, affinchè le imprese possano svolgere al meglio le proprie attività quotidiane. Prosegue l'attività in collaborazione con i docenti qualificati di ICIM S.p.A. con un nuovo programma di aggiornamento professionale con modalità da remoto. > Introduzione alla DIRETTIVA MACCHINE 2006/42/CE: 15 Settembre > Il Fascicolo Tecnico secondo la DIRETTIVA MACCHINE: 22 Settembre > Il Manuale d'uso e manutenzione secondo la DIRETTIVA MACCHINE: 29 Settembre > Materiali e oggetti a contatto con alimenti (MOCA). Interpretazione e applicazione delle normative: 13 Ottobre > Buone Pratiche di Fabbricazione (GMP) per i MOCA secondo il Regolamento 2023/2006: 20 Ottobre > La DIRETTIVA PED 2014/68/UE: 28 Ottobre > Progettazione di un piano analitico coerente con materiali e oggetti destinati al contattocon alimenti. Metalli e Leghe Metalliche: 3 Novembre > Decreto Sanzionatorio dei MOCA – Obblighi e responsabilità: 10 Novembre > DIRETTIVA ATEX 2014/34/UE – Direttiva componenti per uso in atmosfere esplosive: 17 Novembre > Food Contact Manager (1° giornata): 19 Novembre > Food Contact Manager (2° giornata): 26 Novembre > I materiali a contatto con acqua potabile. La corretta applicazione della regolamentazione vigente: 1 Dicembre   Per ulteriori informazioni e iscrizioni: clicca qui
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La formazione ICIM va on line! VIENI AI NOSTRI CORSI MA RESTA DOVE SEI

Le aule virtuali di ICIM ti accolgono con la stessa professionalità e competenza di sempre. Abbiamo preparato aule virtuali per ogni corso di Aprile e Maggio. Basta avere un pc e una connessione internet. Nessun bisogno di installare app specifiche per videoconference. Il docente convoca una riunione con gli iscritti al corso, invia un link e … non c’è bisogno di altro. Per accedere al corso BASTA UN CLICK! I vantaggi? - Docenza diretta come in aula anche se da remoto. Non corsi registrati. - Suddivisione del corso in unità che alternano momenti teorici con esercitazioni. Per tenere viva la concentrazione. - Interazione con il docente come in aula anche se da remoto. Le domande dei partecipanti sono le benvenute. Supportano l’interazione! Basta solo tenere spento il microfono mentre parla il docente – per evitare rumori di fondo – e accenderlo quando si vuole intervenire. Il docente sarà attento e darà la parola a chi ha acceso il proprio microfono. - Presenza di un tutor che all’inizio e durante il corso supervisioni il regolare funzionamento dei collegamenti e risponda via chat o telefonicamente ai problemi tecnici o dubbi dei partecipanti e/o del docente. - Possibilità di accedere al corso da qualunque luogo. Basta solo rispettare i requisiti tecnici. - Possibilità di evitare trasferte anche costose. Cosa fare? Scegli il corso e la data, compila il modulo con la richiesta di interesse e invialo. Riceverai conferma di iscrizione per quel corso e quella data quando il numero di partecipanti richiesti è raggiunto. E dopo? Ricevi la convocazione qualche giorno prima e il giorno del corso, scegli un locale possibilmente riservato, clicca sul link che trovi nella mail di convocazione e buon corso! E c’è anche qualcosa in più! Sui nostri corsi di Aprile e Maggio ti regaliamo il 15% di sconto perché in questo periodo, tutti dobbiamo fare un po’ di conti! Perché facciamo tutto questo? Perché vogliamo venire incontro alle aziende in questo periodo molto critico che ci vede tutti coinvolti. Separati ma vicini, cogliamo le opportunità di aggiornare e consolidare le nostre conoscenze per affrontare le sfide del domani con un patrimonio di competenze sempre più ampio.
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INTRODUZIONE ALLA DIRETTIVA MACCHINE 2006/42/CE – ONLINE

ABSTRACT Il settore della costruzione delle macchine è regolamentato, a livello di Unione Europea, dalla Direttiva Macchine 2006/42/CE che fornisce i requisiti essenziali di sicurezza e salute per la progettazione e costruzione delle macchine. Per le organizzazioni che realizzano prodotti soggetti alla Direttiva Macchine è importante approfondire gli elementi necessari per una buona conoscenza dell’ambito applicativo della Direttiva, del contenuto e delle modalità di applicazione della stessa. OBIETTIVI Il corso consente di acquisire gli elementi di base per una corretta interpretazione della Direttiva e conseguentemente una corretta applicazione alle varie realtà che si possono presentare sia a livello tecnico che a livello commerciale. Vai alla scheda corso: clicca qui.
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COVID-19 liberamente scaricabili le norme tecniche per la prevenzione del contagio

Le norme tecniche che si riferiscono a dispositivi di protezione come maschere filtranti, guanti e occhiali protettivi, indumenti e teli chirurgici, possono essere scaricate gratuitamente dal sito di UNI, Ente Italiano di Normazione. Per facilitare le scelte di acquisto da parte delle pubbliche amministrazioni, la riconversione produttiva da parte delle imprese e la corretta informazione ai cittadini, UNI ha ritenuto opportuno dare libero accesso alle norme che definiscono i requisiti di sicurezza e qualità e i metodi di prova dei prodotti indispensabili per la prevenzione del contagio da COVID-19. Oggi Imprese e pubblica amministrazione possono far subito riferimento a requisiti certi e riconosciuti dall’OMS per produrre, valutare e acquistare. Nella tabella, l’elenco delle norme integrato da UNI al 23 Marzo 2020 NORMA TITOLO UNI 10912:2000 Dispositivi di protezione individuale - Guida per la selezione, l'uso e la manutenzione dei dispositivi di protezione individuale degli occhi e del viso per attività lavorative UNI EN 140:2000 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Semimaschere e quarti di maschera - Requisiti, prove, marcatura UNI EN 149:2009 Dispositivi di protezione delle vie respiratorie - Semimaschere filtranti antipolvere - Requisiti, prove, marcatura UNI EN 14683:2019 Maschere facciali ad uso medico - Requisiti e metodi di prova UNI EN ISO 10993-1:2010 Valutazione biologica dei dispositivi medici - Parte 1: Valutazione e prove all'interno di un processo di gestione del rischio UNI EN ISO 13688:2013 Indumenti di protezione - Requisiti generali UNI EN 420:2010 Guanti di protezione - Requisiti generali e metodi di prova UNI EN 455-1:2002 Guanti medicali monouso - Assenza di fori requisiti e prove UNI EN 455-2:2015 Guanti medicali monouso - Parte 2: Requisiti e prove per le proprietà fisiche UNI EN 455-3:2015 Guanti medicali monouso - Parte 3: Requisiti e prove per la valutazione biologica UNI EN 455-4:2009 Guanti medicali monouso - Parte 4: Requisiti e prove per la determinazione della durata di conservazione UNI EN ISO 374-2:2020 Guanti di protezione contro i prodotti chimici pericolosi e i microorganismi - Parte 2: Determinazione della resistenza alla penetrazione UNI EN ISO 374-5:2017 Guanti di protezione contro i prodotti chimici e microorganismi pericolosi - Parte 5: Terminologia e requisiti prestazionali per rischi da microorganismi UNI EN 166:2004 Protezione personale degli occhi – Specifiche UNI EN 13795-1:2019 Indumenti e teli chirurgici - Requisiti e metodi di prova - Parte 1: Teli e camici chirurgici UNI EN 13795-2:2019 Indumenti e teli chirurgici - Requisiti e metodi di prova - Parte 2: Tute per blocchi operatori UNI EN 14126:2004 Indumenti di protezione - Requisiti prestazionali e metodi di prova per gli indumenti di protezione contro gli agenti infettivi UNI EN 14605:2009 Indumenti di protezione contro agenti chimici liquidi - Requisiti prestazionali per indumenti con collegamenti a tenuta di liquido (Tipo 3) o a tenuta di spruzzi (Tipo 4), inclusi gli articoli che proteggono solamente parti del corpo (Tipi PB [3] e PB [4]) UNI EN ISO 20345:2012 Dispositivi di protezione individuale - Calzature di sicurezza UNI EN ISO 20346:2014 Dispositivi di protezione individuale - Calzature di protezione UNI EN ISO 20347:2012 Dispositivi di protezione individuale - Calzature da lavoro Per maggiori informazioni: Area Comunicazione UNI - Ente Italiano di Normazione (email luisella.pozzani@uni.com – tel. 02 70024471)
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NOI DI ICIM CI SIAMO!

Stiamo tutti vivendo un periodo fuori dall’ordinario che va a ribaltare abitudini e comportamenti. È importante adeguarsi e rispettare le disposizioni per condurre insieme una battaglia e vincere! E la vinceremo questa battaglia! La vinceremo insieme! Noi di ICIM ci siamo, e nel pieno rispetto delle disposizioni del Governo e delle indicazioni emanate da Accredia e dalle altre istituzioni competenti a livello nazionale e internazionale per la conduzione delle attività, confermiamo il nostro pieno supporto alle aziende e la nostra disponibilità a rispondere a tutte le esigenze con soluzioni adeguate. Vogliamo ringraziare clienti, stakeholder, fornitori e partner che condividono con noi le misure per contenere l’emergenza. Perché in questo momento ognuno ha bisogno della collaborazione degli altri per superare una fase della nostra vita sicuramente inaspettata ed estremamente difficile. Noi di ICIM stiamo dando il massimo e siamo in grado di proporre le soluzioni più adeguate per garantire lo svolgimento delle attività in modo da non penalizzare le esigenze delle aziende. Nessuno può far leva su insegnamenti pregressi perché, semplicemente, non c’è una esperienza pregressa. Tutti i collaboratori di ICIM sono operativi nell’assoluto rispetto delle disposizioni emanate con i decreti di questi giorni per la tutela della salute propria, dei propri cari, delle persone che frequentano. A tutti i nostri collaboratori va riconosciuto un ‘grazie di cuore’ per aver messo in atto comportamenti straordinari. Straordinari perché fuori dall’ordinario e straordinari perché coraggiosi e sfidanti! Insieme all’adozione di tutte le precauzioni suggerite, stiamo privilegiato le ‘conference on line’ in caso di incontri che richiedono la presenza di più persone e adottiamo le distanze di sicurezza quando le persone coinvolte sono poche e l’ambiente lo consente. Anche la formazione di ICIM non si ferma. Per non causare difficoltà alle aziende e assicurare il regolare svolgimento degli interventi di formazione pianificati, abbiamo previsto modalità di erogazione più adeguate al periodo che stiamo vivendo sia per i corsi a catalogo proposti dalla Fabbrica della Conoscenza che per i corsi ‘in house’. La vita lavorativa quotidiana di ICIM continua anche in questa fase di emergenza, pertanto assicuriamo piena disponibilità a proporre soluzioni con l’obiettivo di soddisfare le esigenze delle aziende. Ogni giorno, in ogni momento, i nostri clienti e tutte le aziende possono rivolgersi alle persone di proprio riferimento o telefonare al nostro centralino 02.725341 o inviare una mail a per ricevere risposte alle proprie domande o informazioni info@icim.it per ricevere risposte alle proprie domande o informazioni. NOI DI ICIM CI SIAMO E INSIEME A VOI TUTTI VINCEREMO QUESTA BATTAGLIA!
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Una veste grafica moderna e accattivante, per cogliere tutto al primo sguardo! 4 categorie che raccolgono tutta l’offerta formativa, per non disperdersi! Schede grafiche con tutte le informazioni sui corsi, per cogliere al volo obiettivi e contenuti! Calendario dinamico con una visualizzazione moderna, per leggere a colpo d’occhio corsi e date del mese! Possibilità di iscriversi alla NewsLetter periodica, per rimanere sempre aggiornato! Ora non ti resta che entrare nel sito e scoprire tutte le opportunità che ICIM può offrirti attraverso la sua proposta formativa! Naviga nel nuovo sito della Fabbrica della Conoscenza ICIM, scopri le ultime novità! Altre iniziative sono in programma per rendere il nostro catalogo dei corsi in linea con i nuovi trend di mercato e le esigenze di crescita delle competenze!
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Privacy Policy

ICIM ha adeguato la propria Privacy Policy per rispondere ai requisiti del Regolamento Europeo GDPR. Per conoscere i dettagli della nostra Privacy Policy leggi qui di seguito. Informativa ai sensi dell’articolo 13 del Regolamento Europeo sulla protezione dei dati, N. 679/2016 (“GDPR”) Privacy Policy Sito
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Training in Aula

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisici elit, sed eiusmod tempor incidunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut enim ad minim veniam, quis nostrud exercitation ullamco laboris nisi ut aliquid ex ea commodi consequat. Quis aute iure reprehenderit in voluptate velit esse cillum dolore eu fugiat nulla pariatur. Excepteur sint obcaecat cupiditat non proident, sunt in culpa qui officia deserunt mollit anim id est laborum.
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TESTING

abstract testing titoli corsi linkati della categoria testing
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Products and components intended to come into contact with drinking water

The voluntary ICIM certification of products and components intended to come into contact with drinking water is dedicated to all manufacturers of products and components that come into contact with water intended for human consumption, to prevent non-standard risks of substance releases, to guarantee quality and wholesomeness. By way of example, manufacturers of pipes, hydraulic pumps, valves, fittings and various components, taps, tanks for containing and heating domestic hot water, treatment systems. The compliance audits conducted by a third-party body allow companies to demonstrate to the market the correct compliance with the legislative requirements of their production processes and the materials used. ICIM CERTIFICATION ICIM has developed a proprietary scheme for voluntary product certification. A scheme, recognised by ACCREDIA, which follows the same principles that underlie the revision of the national Regulation on “materials and items that can be used for collecting, treating, supplying and distributing drinking water”. The revision of the Regulation, now underway, will give the possibility to bring Italian legislation closer to that developed by some European States, to establish common parameters of admissibility of materials and products in contact with water intended for human consumption, with the aim of facilitating the correct application of the European Directive 98/83/EC - Drinking Water Directive (DWD) - whose compliance often makes the free movement of goods between the various countries difficult. CERTIFICATION PROCEDURE Document analysis of the manufacturing process and of the products subject to certification. Analysis of materials and identification of possible substance releases through specific laboratory tests. Audits to assess the adequacy of the specific production processes (selection and management of suppliers, production process control plan, equipment used, correct identification of the intended final use, traceability, etc.). Issue of the certificate downstream of the successful results of the audits and laboratory tests conducted at TIFQLab, an ISO 17025 certified laboratory accredited by ACCREDIA for the tests in question. The annual surveillance audits and the related tests on a representative sample of the materials enable to verify that the requirements of the ICIM certification scheme are maintained throughout the 5-year validity period of the certification. WHY CERTIFY PRODUCTS AND COMPONENTS INTENDED TO COME INTO CONTACT WITH DRINKING WATER The audits to verify the compliance of the product manufacturing process and the selection of the relative materials prevents the risks caused by possible non-standard substance releases, to guarantee the quality and wholesomeness of water intended for human consumption, and therefore used for the preparation of food, beverages and other uses. The intervention of an independent third-party body allows companies to demonstrate to the market the correct compliance with the legislative requirements of their production processes and the materials used, also in anticipation of future regulatory harmonisation. WHY ICIM Consolidated experience gained in product certification and management systems, enabling to offer qualified professional skills and knowledge of legislation and applicable regulations. Technical comparison and continuous collaboration with ANIMA, the Italian Federation of Associations of Mechanical and Engineering Industries, whose members are subject to the applicable regulations. Support of an accredited laboratory of proven reliability and competence. For further information: Valeria Mesolella (phone +39 02 72534212, e-mail valeria.mesolella@icim.it)
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Materials and components intended to come into contact with food (MOCA)

Voluntary product certification stems from a company need to ensure product conformity and performance, in compliance with recognised regulations or proprietary standards, thereby enhancing the value of and distinguishing their production on the market and gaining more trust from potential clients. Requirements that can be certified must be measurable through objective parameters, certifiable by tests, and verified by assessing and monitoring the manufacturing and verification plan of the production process, with the purpose of ensuring conformity and initially verified quality over time. The ICIM MOCA certification is dedicated to all manufacturers of materials and objects that come into contact with food. A complex and diversified supply chain that includes many economic operators in the manufacturing sector, such as manufacturers of machinery for processing, preparation, storage and administration of food and beverages, vending machines, food packaging, etc. Compliance audits conducted by a third-party body allow companies to demonstrate to the market the correct compliance with legislative requirements, the adoption of good manufacturing practices, compliance with the safety requirements of their products to protect human health. ‘MOCA’ AND LEGISLATION IN FORCE MOCA – Materials and Articles Intended to Come into Contact with Food, refers to all items: that are intended to come into contact with food, that are already in contact with food and are intended for this purpose, that are expected to come into contact with food or that can transfer their components to food under normal conditions of use. The MOCA definition includes many different products that are widely regulated at national and European level even if, to date, there is no single harmonised legislative body. Italian Legislative Decree 29/2017, published in the Official Gazette on 10.02.2017, establishes a sanctioning regime in Italy for violations of European legislation on materials and articles intended to come into contact with food. Fines of up to a maximum of € 80K can be imposed on those who produce, transform and/or distribute such products for violation of the standards provided for in Regulation (EC) no. 1935/2004 and in Regulation (EC) no. 2023/2006 and specific detailed legislation for the various materials. The main violations for which the pecuniary administrative sanction is envisaged include: production and marketing of products which pose a hazard to human health, violation of the planned migration limits, deterioration of the organoleptic characteristics, failure to comply with good manufacturing practices, violation of communication, traceability or labelling obligations. Italian Legislative Decree 29/2017 also provides for the obligation to notify the competent health Authority about all the facilities that carry out MOCA importing, production, transformation or distribution activities, with the exception of facilities where only activities relating to distribution to the final consumer are carried out. ICIM MOCA CERTIFICATION AND THE CERTIFICATION PROCESS The proprietary scheme developed by ICIM for voluntary product certification involves the following certification process: document analysis of the production process and of the products subject to certification, analysis of materials and identification of possible substance releases through specific laboratory tests, audits in the field to assess the adequacy of the production processes (selection and management of suppliers, production process control plan, equipment used, etc.), warehouse management, installation, use and maintenance instructions, issue of the certificate downstream of the successful results of the audits and laboratory tests. The tests are performed at TIFQLab, an ISO 17025 certified laboratory accredited by ACCREDIA for the tests in question. The annual surveillance audits and the related tests on a representative sample of the materials subject to certification, enable to verify that the requirements of the ICIM certification scheme are maintained throughout the 5-year validity period of the certification. WHY CERTIFY MATERIALS AND COMPONENTS INTENDED TO COME INTO CONTACT WITH FOOD (MOCA) The audits carried out by an independent third-party body allow companies to demonstrate to the market the adoption of good manufacturing practices and compliance with safety and conformity requirements. The audits carried out by ICIM aim to verify the company's ability to manage the risks arising from substance releases and the risks relating to the use of the items (if used properly according to the use and maintenance instructions), avoiding and preventing any alteration in the quality and wholesomeness of the food with which they come into contact. The ICIM MOCA certification allows companies to have up-to-date and verified documentation, to respond adequately to the inspections conducted by the authorities in charge or to the demands of their customers, making them stand out on the reference markets by displaying a mark that emphasises professionalism and reliability. WHY ICIM Consolidated experience gained in product certification and management systems, enabling to offer qualified professional skills and knowledge of legislation and applicable regulations. Technical comparison and continuous collaboration with ANIMA, the Italian Federation of Associations of Mechanical and Engineering Industries, whose members are subject to the MOCA regulations. Partnership with an Italian laboratory of proven reliability and competence. For further information: Valeria Mesolella (phone +39 02 72534212, e-mail valeria.mesolella@icim.it)
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HP Keymark – Heat pumps

The HP Keymark certification, whose scheme is owned by the European Committee for Standardization (CEN), is a voluntary heat pump certification process promoted by the EHPA – European Heat Pump Association – which aims to better respond to the growing regulatory requirements for heat pump manufacturers. In order to facilitate the introduction of the new certification scheme in the European market, the HP Keymark Regulation includes Transitional Rules, which allow producers who have already certified their products with other marks/labels (MCS, NF-PAC, LCP -HP, Q-label) recognised by the HP Keymark system to obtain HP Keymark certification without repeating laboratory tests. The HP KEYMARK certification, which major players in Europe have already obtained, allows heat pump manufacturers to: combine the observance of mandatory requirements with the flexibility necessary to develop their products, in compliance with innovation and market needs facilitate the circulation of their products in European markets thanks to common regulations have a third-party certification mark meet the product efficiency requirements required by the Ecodesign Directive Lot 1 and Lot 2 take part in the EHPA work groups to be protagonists and determine the rules have, in the future, the possibility to access incentives, as it is currently possible in France ICIM is today one of the 6 European Certification Bodies and the only Italian Body which caters for manufacturers and heat pump retailers who wish to place their products on the market with the HP Keymark. ICIM offers the HP Keymark certification service for all heat pumps, for residential, commercial or industrial use, falling within the Energy Labelling and Ecodesign Regulations (EU 811/2013, 812/2013, 813/2013 and 814/2013). For further information: Marco Croci (phone +39 02 72534257, e-mail marco.croci@icim.it)
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GDPR – European Regulations for the Protection of Personal Data

“The protection of individuals with regard to the processing of personal data is a fundamental right. Article 8, paragraph 1, of the Charter of Fundamental Rights of the European Union (Charter) and Article 16, paragraph 1, of the Treaty on the Functioning of the European Union (TFEU) state that every person has the right to the protection of personal data concerning him or her”. This is what is stated in Recital 1 of the “General Data Protection Regulation” EU 679/2016 (GDPR) and is the starting point for the development of the same Regulation regarding the management and protection of personal data. EU Regulation 679/2016, which repeals the previous Data Protection Directive 95/46/EC, will be, from the 25th of May 2018, the legal reference for data protection in the EU, directly applicable in all Member States. The regulation provides for harmonisation of the legal framework for data protection throughout the EU, reinforces numerous principles and obligations of the Directive, repeals and adds new provisions, such as for example: the introduction of the figure of the Privacy Officer, an expert in charge of data protection; the clarification of the responsibilities of the Data Controller regarding violations of the legislation and of the joint liability of the Data Processor; the impacts of new communication technologies (social networks, big data); the introduction of certification, seals and data protection marks, which can play a significant role in enabling data controllers to obtain and demonstrate compliance of their processing operations with the provisions of the GDPR, by improving transparency, as certifications, seals and marks allow interested parties to quickly evaluate the level of data protection for products and services". In Italy the legislative decree n. 101 of 10 August 2018 modifies the previous decree "Code concerning the protection of personal data" as per legislative decree 30 June 2003, n. 196 and insert the requirements of the European Regulation (EU) 2016/679 (GDPR) regarding data protection. Organisations are called upon to assess the changes required by the new legislation, which could in some cases have a major impact on organisational procedures, and consider the risk of heavy penalties in the event of violations. This leads to a careful analysis of the effects that the GDPR has on the internal management of data, bearing in mind that the regulation requires the Data Controller to demonstrate that the procedures are adequate and proportionate to meet the requirements of Regulation according to the specific activities carried out. ICIM acts as a third-party organisation that can meet the needs of Organisations requiring services relating to the GDPR. ICIM offers multidisciplinary teams able to provide various services to Organisations and in particular: Privacy Impact Assessment (PIA) and verification of compliance with the regulations of the GDPR, Analysis and assessment of the structure and procedures of the GDPR regulation (gap analysis), Certification of the professional Figures connected to the GDPR, such as the DPO. Training on GDPR requirements. For further information: Fabrizio Moscariello (phone +39 02 72534214, e-mail fabrizio.moscariello@icim.it)
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ISO 55001 – Company assets

For all organisations, both public and private, assets generate value because they are the starting point to provide one’s customers or partners the expected service or product. Assets, either tangible or intangible, must be suitably managed to assure stakeholders’ satisfaction and the organisation’s very life. Managing the assets means identifying them, defining their features, selecting them, acquiring them if needed, maintaining them efficient, taking care of disposal and replacement. Correct asset management gives rise to a greater ability to allocate investments where they are most productive, to take decisions on development routes, to plan actions and assess their results. This leads to a significant decrease of the business risk whose variables are constantly monitored and whose evidence can be discussed with the stakeholders, generating a reputation increase for the organisation. Standard ISO 55001 supports organisations in defining the requirements of an asset management system with the aim of improving efficiency and effectiveness to achieve sustainability and performance objectives. Standard ISO 55001 is based on objective criteria and is the element that completes the various schemes outlining the path of management systems as it makes it possible to consider and above all integrate all aspects characterising the life cycle of an asset. Organisations operating in real estate and facility management sectors and supply chains and operating in strongly competitive national and international markets are most affected by increasingly more effective asset management in terms of optimising assets as a value and increasing levels of sustainability, safety, efficiency and performance. WHY CERTIFY YOUR ASSET MANAGEMENT SYSTEM In order to recognise which assets are strategic, what risks they entail, how to manage assets along their entire life cycle. To improve performance through correctly sharing and interacting best practices concerning asset management. To increase the organisation’s value by optimising economic, social and environmental costs. To increase the organisation’s reputation showing to stakeholders the structural ability for asset management according to a consolidated system. For further information: Federico Pasqui (phone +39 02 725341, e-mail federico.pasqui@icim.it)
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The 6 areas we focus on

Certification. Value that generates value. Certification guarantees product safety, qualifies product performance, services and processes, ensures compliance with mandatory and voluntary requirements defined by international and national standards or defined by the customer. The certificate certifies possession of specific skills, ensures that the company models applied are suitable to guarantee management that safeguards the environment, safety of operators, energy management, information safety and operation continuity. Certification is a marketing tool that differentiates the product, increases the brand’s value, helps introduce the product into new market areas and large distributions, and attracts new customers who are more sensitive to specific issues. ICIM has focused its attention on 6 areas: management systems; safety and security; products, traceability, chain; energy efficiency; professional skills; sustainability. In these 6 areas, ICIM proposes certification and assessment services that meet the needs of companies that aim at sustainable business. 6 areas we focus on. [click on the pictures following the sequence] 1   2   3   4   5   6
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ICIM certification. International passport

At international level ICIM has joined through CISQ the IQNET (International Certification Network) circuit, the world's largest network of certification bodies working in the field of certification of management systems for quality, the environment, safety and social responsibility. Founded in 1990, IQNET currently consists of 40 certification bodies operating in more than 150 countries with over 350,000 certificates issued worldwide. The independent CISQ federation, which ICIM has joined, is the only Italian member of IQNet. Thanks to that, all organisations that achieve certification with ICIM obtain the IQNet certificate and the possibility to use the IQNet mark, "international certification passport". IQNET members have signed the multilateral agreement that acknowledges worldwide validity of all certificates issued locally. Mutual acknowledgement is based on compliance of fundamental principles of methodology and strictness, and on harmonised processes in certification activities between the partners that belong to the network. ADVANTAGES FOR ORGANISATIONS Access to international markets through credentials recognised worldwide such as the IQNET certificate and mark that attend the certificate issued by ICIM. Simplification of international certification processes and reduction of the relevant costs. Possibility to make use of local skills and to strengthen performance through value added certification services based on internationally harmonised processes. Easier export thanks to mutual recognition of certification processes among the network’s partners. Possibility of innovation and differentiation on markets. For further information: Claudia Calza (phone +39 02 72534251, e-mail claudia.calza@icim.it)
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ICIM is ASME authorised inspection agency

ICIM, thanks to obtaining the AIA-108 certificate, issued in New York last May 9, is the first Italian body that is able to offer the inspection services set forth by the ASME Code defining certifications for all boilers and pressure components intended for the USA, Canada, Mexico markets as well as other 100 countries in the world, including increasingly strategic economies such as Kuwait, Saudi Arabia and Oman. The AIA ASME qualification awarded to ICIM represents an advantage for the many companies in the industry, which from now on are able to rely on qualified Italian engineers. In fact, ICIM has set up a team of professionals of proven experience, able to liaise immediately with national companies. It is the first time an Italian organisation is awarded this important recognition. ICIM has been active in the certification of management systems and products since 1988, it is a Notified Body for the PED Directive and Accredited Body for the certification of welding operators and processes. The ASME recognition therefore represents the embodiment of historical experience in the metalworking sector. As of today Italian manufacturers who possess ASME certifications have the opportunity to liaise directly with an Italian inspection agency that is aware of companies’ management issues, a particularly important factor for our country, ranking 4th worldwide in terms of ASME registered companies. There are about 250 ASME certified companies in Italy at the moment, for a total of 480 ASME certificates worldwide (4% of the total), ranking fourth after USA, South Korea and China and before India, Germany and Japan. ICIM’s activity as ASME Inspection Agency is not restricted to Italy alone but may cover all countries where the ASME Code has law status and all situations where companies pursue the ASME certification as distinctive competitive advantage internationally. In fact, users often request the certification system due to its value of conformity guarantee to the Code, even where it is not required by law. ICIM’s objective is to offer an excellent service, up to the widely acknowledged quality of Italian products, while assuring flexibility and efficiency to manufacturers who rely on ICIM as the only Italian partner. ASME inspectors were selected by ICIM for their national and international experience, skill and professionalism, and represent the feather in the cap of an offering of services that thanks to its specific requirement, we are certain will be most appreciated by Italian manufacturers. ASME – AMERICAN SOCIETY OF MECHANICAL ENGINEERS Founded in 1880, ASME today has over 130,000 members in 150 countries, and is the professional organisation universally known for developing the Boiler and Pressure Vessels Code – a set of standards concerning pressure vessels, steam generators, piping and nuclear components – applied as reference standard by boiler makers worldwide. Periodically updated, the ASME BPV Code represents a support for control authorities and is the regulatory framework for rating nuclear reactor components. Click here to find out about our services
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Industry 4.0

Innovative technologies, smart machines, augmented reality, additive manufacturing, internet of things, interconnection, monitoring productive processes through Big Data. All that is Industry 4.0, a revolution that defines a new productive model for increased productivity and quality of the manufacturing industry thanks to greater flexibility, production speed and optimisation of real-time process monitoring. The new paradigm allows companies to increase their competitiveness on the market, consolidating their role along the entire value chain: from design, to production through to supply of the goods, up to logistics and distribution systems. The Italian Government has launched an ambitious Industry 4.0 Plan in 2017, with the aim of boosting this transformation, involving the entire production fabric, often consisting of SMEs. Resources, investments and skills are required, to maintain and improve the primacy that Italian manufacturing is able to boast internationally. Thanks to the skills acquired in more than 25 years of activity at the service of companies in certification of systems and products and in inspection and training, ICIM is ready to support companies in the great challenge of the Fourth Industrial Revolution currently underway in Italy and abroad. ICIM supports companies with a wide range of services devoted to Industry 4.0, starting from certification of requirements to access to tax benefits of extra depreciation – mandatory for investment exceeding  €500,000 per individual asset and optional for lower amounts – important to provide assurance of correct application and avoid the risk of litigation. Furthermore, assessment and certification services concerning IT security, business continuity, asset management or security of innovative man-machine interfaces. In other words, all services that have the aim of reducing the business risk and promote process improvements. In addition to assessment services, ICIM provides a differentiated training offering to meet the new Industry 4.0 dynamics, from acquiring knowledge concerning safety and reduction of business risk, to understanding what are the new roles, skills and knowledge required from Human Resources to tackle change. Industry 4.0 is innovation and innovation has always been a ‘must’ for ICIM. For more information: industry4.0@icim.it  
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ASME Authorised Inspection Agency

ICIM is an AUTHORISED ITALIAN INSPECTION AGENCY (AIA) with ASME accreditation thanks to the ASME AIA-108 certificate obtained on 9 May 2016. Like AIA, ICIM caters to the boiler industry with a number of services: inspection and monitoring during equipment construction; inspections on demand / licence of US governmental agencies; specific audits when required by the Code; verification of the process for obtaining/renewing the ASME certificate; repairs and alterations, inspections at the factory to ascertain the correctness and conformity of repairs or alterations made on the equipment; inspections and audits on a voluntary basis. WHAT IS ASME – AMERICAN SOCIETY OF MECHANICAL ENGINEERS Founded in 1880 with over 130,000 members in 150 countries, ASME is known for developing the Boiler and Pressure Vessels Code – a set of standards concerning pressure vessels, steam generators, piping, nuclear components – applied as reference standard by boiler makers worldwide. The ASME Code defines requirements for design, material selection, construction and inspection of pressure products and components and is used in case of special critical issues for high risk applications in design and operation, such as rating nuclear reactor components. The European and International markets increasingly often require double PED and ASME certification. Compliance with the ASME Code and the relevant certification, lasting three years, takes place through the work of the ASME accredited AIAs every time equipment marking in accordance with the Code is required. THE ADVANTAGES OF ASME CERTIFICATION Exporting to the USA, Canada and to 150 countries, significantly increasing your target markets. Differentiating your products, certifying their quality thanks to compliance with the most widespread Code worldwide. Obtaining insurance benefits. Certifying your personnel’s skills thanks to specific knowledge on the use of the ASME Code. Gaining in internal effectiveness and efficiency. WHY CHOOSE ICIM ICIM offers a portfolio of services that addresses all market needs of companies in the sector, assuring competence, professionalism and timeliness of services thanks to the skills, experience and qualifications of the team of qualified Supervisors and Auditors recognised by the National Board, the sole and only American authority responsible for all pressure equipment marked, installed and commissioned in the United States (rif.www.nationalboard.org). ICIM is also the Notified Body for inspection activities according to the PED Directive and Accredited Body for qualifications of welding processes and for welders’ qualifications. ICIM provides inspection activities according to the requirements of Standard EN 10204 – type 3.2 and is able to support organisations that intend to certify system and products for manufacturing safety devices (safety valves, rupture discs, etc.) and for manufacturing materials for nuclear components. For further information: Marco Croci (phone +39 02 72534257, e-mail marco.croci@icim.it)
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The road map to obtain the certificate issued by ASME

After stipulating the contract with ICIM as AIA accredited, the Manufacturer identifies, through the portal Certification and Accreditation of the ASME website (link www.asme.org/shop/certification-accreditation), the adequate certification programme for the manufacturing type and target market, conventional and/or nuclear. INITIAL STAGE The Manufacturer applies to ASME for certification and upon filing the certification application, indicates ICIM as the AIA with which it has entered into an agreement for inspecting its products (ref. www.asme.org/shop/certification-and-accreditation/to-start-a-certificate-application). PREPARATION STAGE The manufacturer develops and implements its Quality Programme, suited to the purpose of certification. ICIM supports the Manufacturer in the preparation and implementation of the Quality Programme and may perform a preliminary audit before the ASME certification audit. THE ACTIVITY CARRIED OUT BY ICIM AS AIA ACCREDITED ICIM performs analysis and assessment of the drawings /calculations /qualifications of the welding processes /inspection plan/personnel qualifications; of the inspection and testing activities, monitoring, process control; of ascertaining conformity with the Code requirements and authorisation to stamping. JOINT REVIEW OR SURVEY (NUCLEAR) The ICIM Supervisor and Inspector take part together with ASME personnel in inspection activities at the manufacturer’s premises. The ASME audit lasts from 2 to 5 days depending on the purpose of the certification. ISSUING CERTIFICATION Based on the outcome of the audit, ASME’s Conformity Assessment Department issues the certificate and sends the Certification Stamp to the manufacturer. The ASME certified company, for all equipment to be stamped according to the ASME Code, is subject to audits by ICIM, as AIA accredited, with the aim of obtaining ASME stamping authorisation for the individual piece of equipment. The duration of the certification pathway is about 4/6 months. For further information: Marco Croci (phone +39 02 72534257, e-mail marco.croci@icim.it)
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Cooperation Agreement ICIM – TOLOE DANESH KEYFI

In order to further develop international presence, ICIM has signed in September 2012 a cooperation agreement with the company Toloe Danesh Keyfi (TDQ), based in Tehran, which has been operating for years in the certification of management systems (Quality, Environment, Security and Safety, Automotive and Food sectors). The agreement provides that TDQ act as technical contact for ICIM certification activities in Iran, with the specific task of developing business opportunities and managing operational activities, in accordance with ICIM policies and ISO 17021:2011 requirements (point 7.5). ICIM will have direct control over the activities of: qualification of auditors, approval of quotation and audit planning. Within a few months, a large number of Iranian companies has shown a growing interest in ICIM services, especially in the Automotive sector, considering the presence of several important international companies and suppliers in the region. TDQ team competence is reinforced by the presence of IATF qualified personnel for audits in the automotive industry, with more than ten years of experience in the industry. ICIM and TDQ, represented by ICIM CEO Gaetano Trizio and TDQ Director Saeed Ghodoussi, are committed to develop a successful collaboration, expanding significantly in the coming months the services available to companies in the region. Who is TDQ TDQ (Tolo Danesh Keyfi Co.) Company established on June 2012 in Iran under Iranian business low, provides Assessment, Inspection, System as well as Product Certification and Training services worldwide according to latest standards and schemes. TDQ provides and maintains highest value of reliability in its service processes thanks to deep competences and experiences gained by its technical and management team in different  sectors like OEM, Governmental, Industrial, Commercial, Service and Social. Contact person: Mr. Saeed Ghodoussi Tel:+98(21)883847946 Fax:+98(21)88384797 e mail:Info@tdq.ir Web site:www.tdq.ir Agreement ICIM - TOLOE DANESH KEYFI Register
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Professional skills

Human resources are one of the primary assets of a business. While skills and professionalism can depend on the perceived quality of a product and service, lack of training and adequate qualification can become a risk factor for the success of the business. While European legislations plan to widen the context of skill certification, extending its applicability beyond the perimeter of the so-called regulated professions, companies need to adapt quickly to the new context with appropriately selected, trained and qualified people. Italian legislative decree 4 dated 14.01.2013 “Provisions regarding non-organised professions” broadens the scope of the certification and skills and extends its applicability beyond regulated professions. Thanks to the skills developed in process and product certification, ICIM has developed an articulate proposal which includes both regulated certifications and voluntary certifications of professional roles. OUR SERVICES Certification of operators who use fluorinated gas (Reg. CE 2015/2067, 2015/2066, 304/2008, 306/2008) and qualification according to Reg. CE 307. EGE certification (according to UNI 11339) and Energy Auditors (EN 16247-5) pursuant to Italian Legislative Decree 102/2014. Certification of surveillance operators of natural gas distribution systems (UNI 11632) and operators of post-meter gas systems (UNI 11554). Certification of welders and welding procedures according to UNI 9606 and UNI 14732 for metals and according to UNI 9737 for plastic materials, certification of brazers and brazing processes according to UNI 13585. Certification of installers and maintenance technicians of fire doors (UNI 11473-3) extinguisher maintenance technicians (UNI 9994-2) and windows and doors installers (UNI 11673-2). Certification of locksmiths and technicians of safes (UNI 11557). Certification of security professionals (UNI 10459). Certification of experts in planning and management control of the banking, finance and insurance sector (UNI 11602). Project Manager certification (UNI 11648). LCA expert certification. In-house and catalogue training courses. For further information: Marta Loi (phone +39 02 72534254, email marta.loi@icim.it)
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QRTIFY™: the first “certified” QR code

QRTIFY™ is the solution developed by ICIM to assess the truthfulness of products and systems and/or certificates and documents that certify the features of the products they are supplied with through a method that is easy to use and apply. The QRTIFY™ solution, developed by ICIM in cooperation with the technological partner QIRIS, arises from the need to counter a current phenomenon that creates competitive distortions on the market as well as hazardous situations for customers and users in general. This concerns counterfeiting of products and systems or documents and certificates supplied with products/materials/systems. The issue is far from new yet seems more widespread today due to broadening of areas of commercial interchange, progressive de-localisation of suppliers, entry of countries using inadequate commercial methods, the phenomenon of counterfeiting, difficulties in carrying out proper checks. THE QRTIFY™ SOLUTION AND HOW TO USE IT The QRTIFY™ solution is a registered trademark that integrates the potential offered by QR codes with cryptography methods combined with an interactive and dynamic system and uses Computer Vision technologies and Cloud systems for archiving, tracking, amendments and updates. A series of safety systems make it possible to verify the authenticity of documents and certificates, products and systems, assuring the utmost protection thanks to encryption algorithm based systems. QRTIFY™ is a versatile solution and customised based on the needs of the customer: to certify the authenticity of materials, equipment and documents that have falsification issues; for internal use and thus for document management of supporting proprietary certificates/documents, with streamlined communications with concerned parties for document traceability. In the case of sectors where actions for periodic assessment/maintenance of equipment/products are required, using the system can both streamline communications between concerned parties and provides an effective ancillary tool for control of audits. The company that uses the QRTIFY™ solution will provide all documentation related to the material/product/system (technical information, certificates ...). The documents are associated with a unique QRcode. All the information, after digitalising, resides in a cloud server and is available to users authorised to use the QRTIFY™ solution. Users are able to ascertain consistency between the information contained in the code and that on the product/system/ document, using the QRTFY APP. HOW TO DOWNLOAD THE QRTIFY™ APP Look on Google “Play store”, “Apple Store” or “Windows Store” Look for “ICIM” or “QRTIFY” Click on QRTIFY™ APP and install To read the QRTIFY™ Launch the APP Click on “scan QRcode without login” (Android and Windows users) or “scan QRcode” (Apple users) Scan the QRcode ICIM, as a third-party body, verifies through the QRTIFY™ solution the safety of the entire process, from system reliability to data confidentiality and management, as well as the consistency of the information contained in the QRTIFY™ with that which is actually communicated and stated on the product/document. For further information: Marta Loi (phone +39 02 72534254, e-mail marta.loi@icim.it)
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Quality maintenance service in the fire prevention sector

The certification of the quality maintenance service in the fire prevention sector is a proprietary certification model developed by ICIM with the aim of ensuring the maintenance of fire equipment is carried out according to defined "quality" criteria. The voluntary ICIM model certifies the reliability of companies maintaining fire extinguishers, hydrants, fire doors and uses an immediate instrument, a QR code identifying the Certification, which cannot be counterfeited. The QRCode, encrypted and unique, confirms the truthfulness of the inspections conducted by ICIM and certified by the certification mark shown on the maintenance tag and has two levels of significance for the company: transparency, because the maintenance tag shows the sensitive data of its certification and reliability, because the market is easily able to verify whether the maintenance tag is active and original through the technological system developed by ICIM. CERTIFICATION ACCORDING TO THE ICIM SCHEME Certification complements the checks set forth by State Bodies in charge of verifying compliance with laws, and certifies the efficiency and correctness of the operators. The checks are conducted at maintenance companies and concern: equipment for providing the service documents and adequacy of operative procedures records and traceability of operations spare part management disposal of the waste generated by maintenance services balance between materials used and disposed of any customer complaints, a far from negligible control index of the quality of operations. For further information: Lucio Galdangelo (phone +39 02 72534213, e-mail lucio.galdangelo@icim.it) List of certified companies SICURNET S.r.l. [N. Certificate: ICIM-AFM-000001-00] - San Giuliano Milanese (MI) - +39 02 98249230 ASTRA SISTEMI ANTINCENDIO S.r.l. [N. Certificate: ICIM-AFM-000002-00] - Sedriano (MI) - +3902 90110529 SICURNET LIGURA S.r.l. [N. Certificate: ICIM-AFM-000003-00] - Genova - +39010 7261909 LUPI ESTINTORI S.r.l. [N. Certificate: ICIM-AFM-000004-00] - Pontedera (PI) - +390587 483371 ESTINTORI BOSICA S.r.l. [N. Certificate: ICIM-AFM-000005-00] - Martinsicuro (TE) - +390861 79639 ANTINCENDIO BOSICA S.r.l. [N. Certificate: ICIM-AFM-000006-00] - Montesilvano (PE) - +390854 682335 MARIN S.r.l. [N. Certificate: ICIM-AFM-000007-00] - Mogliano Veneto (TV) - +39041 5987011 SICURNET TORINO S.r.l. [N. Certificato: ICIM – AFM – 000008_00] - Grugliasco (TO) - +39011 3171157 MOZZANICA & MOZZANICA S.r.l.[N. Certificate: ICIM - AFM - 0000009_00] - Calco (LC) - +39 0399 910633 VERONESE TECHNOLOGY  S.r.l. [N. Certificate: ICIM – AFM – 0000010_00] - Frosinone - +39 0775 221317 TE.SA. ANTINCENDIO SOCIETÀ A RESPONSABILITÀ LIMITATA [N. Certificate: ICIM – AFM – 0000011_00] – Altamura (BA) - +39 080 3160607 PRE.DI.MA DI MARINO MASSIMILIANO, DI TORO MIRKO E C. SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO [N. Certificate: ICIM – AFM – 0000012_00] - Campobasso - +39 0874 493257 SOPRAN S.p.A. [N. Certificate: ICIM – AFM – 0000013_00] - Trezzano sul Naviglio (MI) - +39 02 4844921 CIODUE S.p.A. [N. Certificate: ICIM – AFM – 0000014_00] - Trezzano sul Naviglio (MI) e Fiano Romano (RM) - +39 02 4844931 e +39 0765 401011 FIREST S.r.l. [N. Certificate: ICIM – AFM – 0000015_00] - Trieste - +39 040 311439 CIODUE Italia S.p.A. [N. Certificate: ICIM – AFM – 0000016_00] - Fiano Romano (RM) - +39 0765 401011 TEMA SISTEMI S.p.A. [N. Certificate: ICIM – AFM – 0000017_00] - Taranto - +39 099 4724607 TEMA SISTEMI S.p.A. [N. Certificate: ICIM – AFM – 0000017_00] - Taranto - +39 099 4724607 PIM ANTINCENDIO S.r.l. [N. Certificate: ICIM – AFM – 0000018_00] - Rome - +39 06 65759205 OMNITALIA GSA S.r.l. [No. Certificato: ICIM – AFM – 0000019_00] - Trezzano sul Naviglio - +39 02 87252601 Examples of tags and labels
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Calendario corsi

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Thermal renewable

Attention to environmental sustainability, diversification of sources of energy supply, incentive mechanisms and opportunities for savings are the elements that contribute to increase every day the number of plants generating heat and energy supplied from renewable energy sources. Photovoltaic, wind, solar thermal, biomass, geothermal and hydrogen are now common terms, and it is increasingly common to find these plants both at home and in industrial and agricultural enterprises. Their growth and spread is also the result of significant technological innovation that has developed in recent years and that has not yet allowed us to consolidate uniform quality standards and recognized by the market, or to define specific skills and qualifications for designers and installers. The quality of a system affects the safety of users and of those who are called to work (service technicians), but also has heavy economic implications given that the return on investment depends on a specific energy efficiency established in the terms of specifications. A poor design, the choice of components unsuitable or poor quality characteristics, installation is not well performed by staff with adequate training, testing procedures not defined properly or the failure definition of minimum standards of maintenance the plant can cause significant loss of efficiency, sometimes not immediately identifiable. In order to ensure their quality performance and safety of plants powered by renewable energy sources, ICIM proposed systems of assessment and verification through an approach that takes into account all the parameters that identify the quality, safety and energy efficiency, and allows to examine all stages of installation of the system - from design to choice of components - and to assess the suitability according to the specifications defined by the client. Leading certification body for certification of photovoltaic modules, solar thermal collectors, valves and components for solar thermal systems, ICIM is considered a benchmark for companies that produce and install equipment and wish to qualify their product with the certification. In addition to services for the supply chain, ICIM certifies installation firms according to a certification service that identifies the essential parameters that the installation company should provide to their customers, and verifies its adequacy. ICIM was the first Italian body and is one of 9 European authorized by ESTIF to issue certification Solar Keymark for solar collectors and solar systems. The Solar Keymark is the European brand developed by CEN (European Committee for Standardization), which effectively imposes itself as a "European passport quality" for collectors and solar systems for water heating. The ICIM certification also addresses the reality that produces special components for complete systems - insulated pipes, valves of various types, pumps, control systems, tanks - and wishing to demonstrate the quality, safety and functionality of its products in the application to the field solar thermal.   For further reading: Certification of solar thermal power collectors and systems Certification of insulated pipes, valves of various types, pumps, control systems, tanks for solar thermal systems ‘Solar Keymark’ certificate and mark
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Energy efficiency

The current economic context creates the need to meet ever increasing energy requests, while accounting for the need to reduce global warming and pollution emission into the atmosphere. Rational use of energy, decreasing waste, new technologies to decrease consumption of traditional sources and use of renewable sources are the themes on which the legislators, the market and the consumers are focused on, and that, thanks to a high level of innovation, can represent a new opportunity for interesting developments in terms of profit and employment. In a market which is more and more sensitive to the theme of competition, energy efficiency, intended as reduction of consumption with equal performance, is increasingly more often becoming a factor of success for companies. Energy efficiency allows for financial saving, it can contribute to improving living comfort, reduces emissions in the atmosphere, and also allows for compliance with binding dispositions introduced to reduce the environmental impact of certain emission sources. Companies who adopt an in-house energy management system, or offer energy services to improve the energy efficiency of their own customers, can add value to their commitment by certifying their management system. The certification of companies managing energy services (ESCo) is by now a selection parameter for suppliers in both the private and public sector; also, this certification allows companies to meet requirements to access incentives provided for energy efficiency. ICIM today has become the main Italian reference and one of the most important international experts in the field of certification services for the energy efficiency market, of rational use of traditional sources and renewable energy. With abilities extended to all nodes of the production chain, other than product certifications, ICIM adds production lot inspection and evaluation activities, due diligence on systems, component checks, production site qualifications: a complete monitoring system, from design to installation. ICIM can supply companies with its certification services to meet national, European and international technical standards, and with regulation documents developed in-house to allow for the most wide-ranging approach flexibility, and the possibility to meet every need. ICIM operates worldwide by means of highly qualified technicians and accredited laboratories, allowing it to meet market requests as effectively as possible.
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Biofuels: new operating instructions by Mise

Good news for foreign economic operators who want to obtain Italian double counting for UCO. In Italy, each biodiesel batch must come from a production chain that is certified under Italian National Certification System, in order to be eligible for Double Counting. Referring to used cooking oils, up until today, Italian National Scheme required that, for UCO collected outside Italy, each and every element of Biofuel supply chain must be certified, including Points of Origin (i.e. bars and restaurants). With a newsletter released on August the 3rd, Ministry for Economic Development has totally modified this scenario, establishing that UCO collected in a foreign Country can now be eligible to double counting if companies prove that: at least collecting point is certified (not the points of origin!); collecting point has the complete suppliers’ list; along with self declarations, collecting point provides consistent data about UCO’s traceability; those documents and information are kept at the company’s premises, for further verifications. ICIM is accredited by ACCREDIA with its ICIM RED IT proprietary scheme for issuing biofuel and bioliquid certification in compliance with the National Certification System established by Italian Decree dated 23 January 2012 of Italian Environment Ministry in cooperation with the Ministry of Economic Development and the Ministry of Agricultural, Food and Forestry Policies. This Decree establishes that manufacturers of biodiesel and bioliquids used for transport and production of electricity and thermal energy must obtain the certification that proves their compliance with production process sustainability and traceability and mass balance criteria, in order to allow verifying the proper composition and actual CO2 reduction. The certification is mandatory to access the incentive system and must be issued by a third party Body qualified by Accredia, single Italian accreditation body. As of today, ICIM is the only Italian Body entitled to issue this certification. The ICIM RED scheme was developed by an ICIM work group based on the principles of EU Directive 28/2009 and has already been officially submitted in Brussels and is pending European Commission approval. While awaiting for EU recognition, ICIM has recently entered into an agreement with ISCC - International Sustainability & Carbon Certification, one of the first EU qualified schemes and has become a Cooperating Certification Body for the ISCC scheme regarding bioliquids and biofuel. This allows it to certify compliance with the requirements for both the Italian and the European market, a necessary condition for exporting outside national borders.
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Professional Certification

Knowing that the quality of a project, a system or a product is directly proportional to the skills of the people that have contributed to its creation, makes it so that in all technical contexts, and especially in the new green economy, energy efficiency and renewable energy sectors, the road paved by European legislations and by the market is increasingly oriented to favouring skill certification. Companies are aware that people are a means to the market, the perceived quality of a product and a service can depend on their skills and professional abilities, while a lack of training and appropriate qualifications can become a risk factor for company success. Therefore, human resources and their skills are one of the main company assets in the current context, constantly mutating towards an economy which is increasingly based on knowledge and on service content due to transformations linked to new technologies, delocalisation and dematerialisation. While European legislations plan to widen the context of skill certification, extending its applicability beyond the perimeter of the so-called regulated professions, companies need to adapt quickly to the new context with appropriately selected, trained and qualified people. Thanks to the skills developed in process and product certification, ICIM has developed an articulate proposal which includes both regulated certifications and voluntary certifications of professional roles. In the binding context, ICIM is an accredited organisation, recognised by the Ministry of the Environment for issuing certifications of professional roles operating in the installation and maintenance sectors of fixed equipment for refrigeration, air conditioning, heat pump and fire prevention systems containing fluorinated greenhouse gases, recovery of fluorinated gases from high voltage converters, use of solvents containing fluorinated gases. In the voluntary field, ICIM works in the context of production chains already supplied with other services, along with entrepreneurial sector associations. The latest developed models especially regard the following: maintenance operators of fire hydrant networks, maintenance operators of fire extinguishers, maintenance operators of fire stop doors, welders and brazers, experts in energy management (EGE). In its development strategy, ICIM is always attentive towards verifying market requests to identify new professional roles needing the recognition of certification, to give value to their professional abilities in the European market. With its own experts, ICIM also follows the development of UNI standards regarding the main technical roles in the installation sectors.
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Services

Urbanisation and social evolution have led to the development of ever increasing SERVICES to satisfy the growing needs of society. SERVICES make life simpler, reduce costs and times, widen the possibilities for relations, make technical and social benefits possible and, overall, allow us to better organise our time and our lives. THE SERVICE PRODUCTION CHAINS The value chain operating in SERVICES is long and complex, and can have different facets based on the service rendered. A SERVICE implies the presence of capable and trained professionals, able to interpret needs and transform requests into actions benefiting single individuals and the whole of society. THE AGENTS OF THE PRODUCTION CHAINS The countless professionals making up the SERVICE production chains are not always able to highlight their own experiences and abilities, and those needing their services often have trouble evaluating their skills. Professionals and service companies have only recently begun to be standardised, so there are still only a few categories that can use standards on which to base an improvement process, also allowing certifiers to evaluate the "quality" of the service rendered. ICIM'S PROPOSAL FOR AGENTS OF THE PRODUCTION CHAINS ICIM has already been proposing certification models for some time in order to allow all agents operating in the SERVICE production chains to be able to improve and to have a reference to present to their customers. These certification models, such as the Staff Certification and the Services Certification, originate from national and international standards, as well as from standard documents developed independently by ICIM based on experiences and skills acquired, and have allowed single operators as well as companies to be more competitive in the SERVICES market.
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Oil, Gas & Engineering

As much as renewable energy is talked about, we will still need our planet's fossil resources for many years to come, in order to feed our energy needs. Fossil resources can be grouped into three large families: solids - carbon, fluids - petrol, gases - methane. THE OIL, GAS & ENGINEERING PRODUCTION CHAINS Management, transport and use of fossil resources over time has created, and still creates, problems in safety and efficiency, even for social, economic and environmental sustainability aspects, which are increasingly requested by everyone. The processes and equipment, which go from extraction, to transport, to refining, to use for energy or other uses, such as chemical products, plastic materials and fuel for transport, and products derived from the various fossil resource production chains, are widely defined and standardised by laws and regulations at all levels, for both historical and technical reasons; due to the capital importance of these sources, these laws and regulations are, in any case, periodically updated based on the technological state of the art which is continuously developing. THE AGENTS OF THE PRODUCTION CHAINS Manufacturers of components, machinery, systems, and designers and installers, require more and more safety and efficiency guarantees. To meet these requests appropriately, it is necessary to work on the homogeneity of the materials, the quality of the components and processes (valves, piping, pumps, tanks, welding, distillation towers, structures, boilers, turbines, cooling systems, control systems, etc.), the quality of the systems, their periodical checks, staff training, the improvement and the innovation of production and safety processes. The development of new efficient and clean technologies, the environmental and ethical management of processes, and the improvement of management processes are the most appropriate responses to satisfy the requests to take sustainability aspects into due account. ICIM'S PROPOSAL FOR AGENTS OF THE PRODUCTION CHAINS Evaluating market trends and requests, ICIM has developed proposals for inspection, certification and qualified vendor management services, for all agents operating in OIL, GAS & ENGINEERING production chains. This allows the manufacturers of components, machinery and systems, and the designers and installers to have wide-ranging qualifying coverage of their own products and services.
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Systems

We are not always aware of the equipment and SYSTEMS that are among us during work and family life, and in our free time, and how much they make our lives simpler and safer. THE "SYSTEMS" PRODUCTION CHAIN The SYSTEMS production chain is wide-ranging and articulate. Made up of countless different products which we use frequently and, quite often, unknowingly. Just to name a few: electrical systems, lifts, pressurised systems, lifting systems. Countless systems which must be checked, as well as maintained, to guarantee safety and to ensure that everything is working correctly and that they do not cause risks for the users. For almost a century, the state has issued laws for the safety and verification of these systems, laws that have evolved over the years to keep up with the development in technology connected to the systems themselves. In the last years, the periodical checks which first were carried out by state organisations have been delegated to private control organisations. And starting ten years ago, periodical checks of elevators and earthing systems of electrical systems, followed last year by checks of lifting systems and pressurised systems, have been delegated to control organisations qualified by the appropriate Ministries. THE AGENTS OF THE PRODUCTION CHAIN The SYSTEMS production chain is made up of a value chain which includes different agents: the system component manufacturers and the system manufacturers; the machine manufacturers; the designers, installers, and maintenance operators. ICIM'S PROPOSAL FOR AGENTS OF THE PRODUCTION CHAIN ICIM has always been attentive of safety issues, and operates as an organisation enabled by the various appropriate Ministries. It proposes its services for all production chain agents as a highly professional and specialised reference for different periodical checks for any system type or feature.
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Technologies

The development of innovative TECHNOLOGIES has always had, at its core, man's dream of experimenting to go beyond his abilities.  With the result of radically changing our way of life. THE "TECHNOLOGIES" PRODUCTION CHAIN It would not be rhetorical to say that man has challenged and overcome his limits thanks to the development of technologies connected to automobiles and aerospace. Only in the last 100 years have we witnessed a notable leap in quality in the development of new technologies. In hardware with innovative materials such as special steels (cars and aeroplanes), aluminium (wing surfaces, auto structures); magnesium (motors, gear boxes), special alloys (turbine blades, combustion engines), plastics (aeronautical and automobile multi-layer glass), carbon fibre (structures for automobiles, survival structures), nanotechnology applied to materials (paints, structures, electrical components), to electronic components (electronics on board aeroplanes and cars, wireless systems), motors (electrical, combustion, diesel, turbine, rocket), system design (electrical, hydraulic, pneumatic). In software, for the management of automatic systems, user friendly and ergonomic interface systems, position tracking systems (GPS), automatic drive systems, active security systems (auto and aerospace sector), batteries, photovoltaic, and more. The development of TECHNOLOGIES has seen the growth of technical standardisation norms which, in any case, are not always able to keep up with the rapid technical evolution. Also, the continuous updating and creation of standards makes it so that the state of the art quality level in the auto and aerospace sector is always very high. THE AGENTS OF THE PRODUCTION CHAIN The TECHNOLOGIES production chain is made up of a chain value including numerous agents: hardware and software component manufacturers, machinery manufacturers in the automotive and aerospace sectors, designers, and the whole world revolving around this context. In the future, we will also witness greater integration between automotive and aeronautical sector technologies, and you can already envision a strong drive towards the development of sustainable technologies, which will make these products cleaner and more integrated in the environment, thus widening the value chain. ICIM'S PROPOSAL FOR AGENTS OF THE PRODUCTION CHAIN Evaluating the trends and requests of the market, ICIM has developed proposals for qualified certification and policy guidance services. This allows the manufacturers of components, machinery and systems, and the designers to have wide-ranging qualifying coverage of their own products and services.
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Mechanics and machinery

Man has always built MACHINES to multiply his physical strength. And at the same time, MECHANICS have become more and more multidisciplinary compared to their origins. THE "MECHANICS AND MACHINERY" PRODUCTION CHAIN Through continuous and unavoidable technological developments and innovation, machinery and equipment from the beginning of time have been given names such as pressurised equipment, medical devices, lifting systems, etc. Even if the names are different, the basic principle of mechanics remains unchanged. In addition, innovative materials, design and production technologies have profusely widened the MECHANICS field, so much so that today it is difficult to apply a single interpretation to the term; gears, levers, shafts, bearings, carpentry, valves, piping, tanks, and others, are of current use, but with innovative applications, materials, electrical components and features. In the MECHANICS AND MACHINERY production chain, development and innovation are constant, maybe not as evidently as in some other sectors, but certainly in a tangible and progressive way, adding to products even all of those Sustainability features requested by the market. The MECHANICS AND MACHINERY production chain is also the area which, due to market and product safety reasons, has witnessed growth in both the technical standardisation norms as well as national and international laws, to facilitate free exchange and to safeguard users, allowing a product to be sold and used worldwide, easily crossing social and language barriers. THE AGENTS OF THE PRODUCTION CHAIN The MECHANICS AND MACHINERY production chain is made up of a value chain which includes countless agents, covering a wide array of products and professions: component, machinery and system manufacturers, designers and installers. ICIM'S PROPOSAL FOR AGENTS OF THE PRODUCTION CHAIN ICIM pays special attention to the needs of the market and the agents operating in this field, a field which makes up the base of its tradition, with proposals of certification services and qualified policy guidance for all levels. This allows manufacturers of components, machinery and systems, and designers and installers, to have qualified and qualifying coverage of their own products and services.
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Building

The word "BUILDING" calls to mind an actual building, and a building calls to mind a system set up for different uses, made of indoor and outdoor construction structures and of all the systems and devices which are permanently located in it. THE "BUILDING" PRODUCTION CHAIN A building can be considered a container made up of different materials, both structural (steel, cement, bricks, etc.), containing (glass, sheet metal, fixtures, doors, gates, etc), and aesthetic (shingles, friezes, tiles, etc.), which include physical resources of various types such as thermal energy, electric energy, vibrations, noise, water, air. Each of these resources has its generation or transport system made of numerous components of various nature (pipes, valves, cocks, plumbing and heating components, cables, switches, bulbs, boilers, heat pumps, lifts, stair lifts, etc.).  Without mentioning everything that is connected to a building, such as streets, gardens, aqueducts, sewage systems, remote heating systems, electrical connections, etc. Special attention must also be paid to everything that is connected to the well-being and safety of the building, to safeguard our future and meet sustainability needs which are increasingly felt by everyone. The aspect of sustainability includes safety systems for both people (safety) and things (security), lighting (LEDs, etc.), sound-proofing (sound absorbing panels, etc.), domotics (systems controlling access, climate, media, etc.), waste management (collection systems for exhaust oil, separate collection of rubbish systems, plants for waste water use, etc.) THE AGENTS OF THE PRODUCTION CHAIN The term BUILDING includes an immense world of products, plants and systems regulated by laws and standards. A world in which the value chain includes different and very numerous agents: from component manufacturers to plant manufacturers; from designers to installers; from contractors to a thousand other professionals interacting to create one of the primary goods. ICIM'S PROPOSAL FOR AGENTS OF THE PRODUCTION CHAIN ICIM is attentive to market requests and interested agents, proposing a series of certification and qualified policy guidance services (ACCREDIA accreditations, European notifications and national qualifications) which allow component and plant manufacturers, designers, installers and contractors to have both qualifying coverage of their own products and services, as well as support and aid for their work.
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Wind water earth

Until the industrial revolution, WIND, WATER and EARTH were, along with biomasses, the only energy sources drawn by humankind. THE "WIND WATER EARTH" PRODUCTION CHAIN WIND turns into energy. Wind energy is the product of the conversion of kinetic energy of the wind into electric or mechanical energy with wind machines (wind power machines, mini wind machines and offshore wind machines). A wind power machine can be used both as a single unit and in large wind farms with outputs which currently range from a few kW for a single machine to 7 MW. It is a product which, although it currently has a heavy visual impact, in the future will increasingly tend to be integrated into our landscapes, cities and houses, with an architecture that can make it imperceptible and with the advantage of having increased producibility compared to the energy from the Sun, with which it can be integrated to make a house or a geographical area more autonomous. WATER turns into energy. Water energy is the product of the conversion of kinetic energy, due to a quota leap and to the capacity of the fluid mass, into electric or mechanical energy, through hydraulic machines (hydroelectric power plant and mini hydroelectric plant). While hydroelectric machines and plants are mature products, coming from proven technological experience, mini hydroelectric plants still need a lot of development to make the machines more efficient, in order to take advantage of small leaps and minimum capacities. The EARTH has many usable energy sources. Among these, geothermal energy generated by means of geological heat sources, transforming into thermal energy by means of the physical principle of thermal exchange with a heat conducting fluid (i.e. water) which increase or decreases its temperature, or turns into vapour by means of enthalpy leaps. (enthalpy, status function expressing the quantity of free energy in a thermodynamic system). Medium and high enthalpy geothermal energy uses technologies adopted from the boiler-making sector.  Low enthalpy geothermal energy uses the subsoil as a heat reservoir thanks to the heat pumps. Low enthalpy geothermal energy has notable possibilities for development, and is very interesting if combined with photovoltaic systems and solar heat collectors, mainly for "passive" buildings, meaning those able to be completely energetically self-sufficient. THE AGENTS OF THE PRODUCTION CHAIN The Wind, Water and Earth production chain is made of a value chain including different agents: plant component manufacturers (tubes, valves, tanks, etc.); machinery manufacturers (wind machines, hydraulic machines, heat pumps, etc.); designers and installers. ICIM'S PROPOSAL FOR AGENTS OF THE PRODUCTION CHAIN Driven by market requests and interested agents, ICIM has developed and is continuing to develop a series of certification and qualified policy guidance services (ACCREDIA accreditations) which allow manufacturers of industrial system components, designers, and installers of the systems themselves to have both qualifying coverage of their own products and services, as well as support and aid for their work.
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Renewable thermal products

The term RENEWABLE PRODUCTS covers all those products and services that allow renewable energy sources to be used in the best, most practical and efficient way possible. THE "RENEWABLE THERMAL PRODUCT" PRODUCTION CHAIN It is not easy to group and define the countless products which are part of Renewable Thermal Products, but some production chains can still be exemplified, such as air conditioning and treatment systems, heating systems, systems for the energy efficiency of buildings, plumbing and heating systems, heat pump systems, combined heat and power systems, solar cooling, and many others. All these systems have two factors in common: sustainability and energy efficiency, which also happen to be closely connected. The industrial base of these products is traditional and quite consolidated in our country, and this has brought us to excel at an international level; the new challenge is to innovate and develop further, to make these systems more sustainable and efficient. National companies are proposing cutting edge novelties even in this sector. Even at a government level, the drive to improve is strong - just think of the CHP systems that received a notable incentive with the ministry decrees of August 4, 2011 and September 5, 2011, or the obligations regarding energy efficiency of buildings, or the incentives for heat pumps. THE AGENTS OF THE PRODUCTION CHAIN The renewable thermal product production chain is made up of a value chain including different agents: system component manufacturers, designers and installers, those managing the systems - with a determining role for maintaining their efficiency. ICIM'S PROPOSAL FOR AGENTS OF THE PRODUCTION CHAIN Pushed by market requests and interested agents, ICIM has developed and is continuing to develop a series of certification and qualified policy guidance services (ACCREDIA accreditations) which allow manufacturers of industrial system components, designers, and installers of the systems themselves to have both qualifying coverage of their own products and services, as well as support and aid for their work.
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Biomasses and Biofuel

Wood. A Biomass as a first lighting and heating system, used by man a million and a half years ago. THE BIOMASSES AND BIOFUEL PRODUCTION CHAINS The Earth's natural energy sources are numerous. Among these are BIOMASSES, natural energy sources from its farming soil, grazing lands and forests. The term Biomass is very wide-ranging and implies all those organic materials (vegetable or animal) that have not undergone fossilisation processes and can be used for energy production (Biocombustibles/Biofuels). There are 4 Biomass production chains which can be used for energy means:  the biomass production chain used directly as fuel, the solid biofuel production chain, the fluid biofuel production chain and the gaseous biofuel production chain. In the first case, this is mainly a biomass from forests or farming, used as is without treatment; in the other cases, the biomass is turned into solid biofuel (chips, pellets), fluid biofuel(biodiesel, bioethanol, combustible oil), gaseous bioguel (biogas, syngas), through different and varying mechanical, chemical and biological treatments. Urban waste, livestock waste, animal waste (slaughtering waste) can also be used as Biomass. The liquid and gaseous biofuel production chains are particularly relevant due to their use as biofuel for automotives or for the production of electric energy to replace petrol derivatives. The RED Directive 2009/28/EC plays an important role in Europe, because it makes the use of biofuels mandatory for automotives, with sustainability features, key factor to which Europe is particularly attentive, so much so to request its certification in certain cases. In fact, if the use of this resource has a positive impact in the greenhouse gases cycle, on the other hand it could have negative social impact in terms of reduction of accessible food farming products, and use of staff in charge of cultivation and the food industry. THE AGENTS OF THE PRODUCTION CHAINS To make the product usable as an energy source, the solid, liquid and gaseous biofuel production chains need a series of treatments, different among them, and still in the process of being innovated and developed to increase industrial yield and the quality of the finished product. The solid, liquid and gaseous biofuel production chains are structured on 3 levels: farming or livestock ring, industrial transformation ring, energy production with traditional systems of energy production or cogeneration (thermal, electrical), adapted to the special conditions of biofuel. The biofuel production chains are made up of a value chain including different agents: from owners of farm lands, to companies that are directly involved in the biofuel production cycle; from industrial plant and energy production component manufacturers (pipes, valves, tanks, trays, structures, control systems, generators, etc.); to the designers and installers of the systems themselves; to the financial partners of those purchasing biofuel and systems, to those who use the systems for energy production. ICIM'S PROPOSAL FOR AGENTS OF THE PRODUCTION CHAINS ICIM, driven also by the agents interested in European Directive 2009/28/EC, has closely followed the evolution of the use of biomasses, developing a series of certification and qualified policy guidance services, at a national (ACCREDIA accreditations) and international level (qualification by the European Commission of the ICIM RED model). ICIM is open to all agents of biofuel production chains with certification services which will guarantee both qualifying product and service coverage, as well as support and aid for their work.
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Energy from the sun

Everything is born from our SUN. It is the most important and practically unlimited renewable energy source from which all other renewable sources come. THE PRODUCTION CHAINS OF SOLAR ENERGY Photovoltaic and solar thermal systems are the most important energy production chains which obtain Energy directly from the Sun. Photovoltaic energy directly transforms the electromagnetic component of solar radiation which spills onto the earth's surface into electric energy, using the physical properties of certain semi-conducting materials, while solar thermal energy transmits the thermal component of solar radiation to a heat-carrying fluid. The industrial production chains dedicated to the production of products and systems dedicated to collecting and exploiting solar energy have undergone strong development, characterised by advanced technologies. THE AGENTS OF THE PRODUCTION CHAINS The photovoltaic production chain, with origins that are very close to the electrical sector, is made up of a value chain including different agents: manufacturers of components - mono or polycrystalline and thin film photovoltaic panels which, assembled with supporting components and electrical connection between the panels themselves, create the photovoltaic module, junction boxes, inverters, special cables, control systems, solar trackers, supporting structures; designers, contractors, installers and maintenance operators of photovoltaic systems, but also, at the root, financial partners. The solar heat production chain, with origins that are very close to the heating/plumbing and boilers sector, is made up of a value chain including different agents: manufacturers of components - manifolds and heat solar systems, insulated tubes, various types of valves, pumps, regulation systems, tanks for solar heat systems, supporting structures; designers, contractors, installers and maintenance operators of solar heat systems, but also, at the root, financial partners. ICIM'S PROPOSAL FOR AGENTS OF THE PRODUCTION CHAINS Attentive to the needs of Solar Energy production chain agents, ICIM has developed a series of certification and policy guidance services, qualified at a national (GSE, ACCREDIA accreditations) and international level (Solar Keymark qualification for solar heat and IECEE CBScheme for photovoltaic systems) which allow the companies directly involved in manufacturing the components, the designers and installers, key factors in the final efficiency of the systems, and also the financial partners of those purchasing the ststems, to have qualifying coverage of their own products and services, as well as support and aid for their work.
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CE Marking

Registers of valid certificates granted as Notified Body No. 0425 Medical Devices Register of valid certificates granted as Notified Body No. 0425 according to the Directive 93/42/CEE CPR Register of valid certificates granted as Notified Body No. 0425 according to the Regulation 305/2011
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Periodic audits of lifting systems and work equipment

With the entry into force of the Ministerial Decree of 11 April 2011 "Regulations on how to conduct periodic audits of work equipment" described in Annex VII of Legislative Decree no. 81/2008 "Consolidated Law on Safety," a new approach is defined in relation to mandatory periodic checks on pressure vessels and on lifting equipment. These checks are designed to ensure compliance with the installation modalities required by the manufacturer in the instructions for use, to assess the state of maintenance and preservation, the maintenance of the required safety conditions, specific for the work equipment, as well as the efficiency of the safety and control devices. The Ministerial Decree regulates the procedures for performing periodic audits of work equipment mentioned in Annex VII of Legislative Decree 81/08, as amended and defines the criteria for certification of private Enabled Themes for carrying out these checks. The list of qualified entities is made available to employers by INAIL, ASL / ARPA to identify the qualified entity which they can contact for the equipment inspections Dated 20.08.2013 with the publication in the Official Gazette of the Law August 9, 2013 (converted into law DL June 21, 2013 no. 69) have varied backgrounds of persons responsible for operating the execution of the said checks. The Employer must necessarily submit the work equipment to a series of checks which are divided into a first initial check and subsequent periodic checks, in order to assess the state of maintenance and preservation and compliance with the required safety conditions and the efficiency of the safety and control devices. Additional investigations are also envisaged to detect any defects, faults or malfunctions occurred during the use of work equipment, in its period of operation; such additional investigations should also determine the remaining life of the machine and/or equipment in which it can still operate in safety conditions. ICIM is an Entity Qualified to conduct periodic inspections of work equipment required by law:  of pressure vessels (GVR) and of material and people lifting systems (group SC – SP) in the Lombardy region and for inspections of material lifting systems in the Apulia Region. With the entry into force of the Ministerial Decree of 11 April 2011, Companies are required to perform an important task in terms of safety in the workplace, by empowering the Employer who must communicate the request for equipment inspection and in rapid and defined times, also identifying the entity qualified to conduct the inspections together with the request only if the first audit (such request must be submitted to INAIL territory). This ensures a more effective control action on work equipment than in the past, where the responsible entities were limited in terms of available resources compared to the current scenario, which involves Qualified Entities. Work equipment subject to mandatory periodic inspections referred to in annex VII of Legislative Decree 81/08 How Companies must act to fulfil Law requirements According to Art.70 of Legislative Decree 81/08, the Employer must provide workers with work equipment which comply with the essential safety requirements, suitable for the health and safety of workers and suitable for the work to be performed. To fulfil this requirement, the Employer must provide, for the equipment whose safety depends on the installation conditions, to carry out an initial inspection at the time of installation; this check must then be repeated every time the equipment is installed in a new site, in order to ensure its correct installation and proper operation in safety conditions. As required by mandatory legislation, for the first check, the employer must indicate at the time of audit request, subject to the holder of the control function (INAIL), the name of the qualified entity to whom the same may be drawn upon if not is capable of performing the inspection directly with their own structure, in accordance with the requirements of the Ministerial Decree. 11/04/2011. For checks after the first one, the employer may freely choose to turn to private Subjects Enabled or ASL / ARPA that will provide verification in accordance with the procedures laid down by the legislation in force. Periodic audits of work equipment. First periodic audit The first periodic audit requires the compilation of the work equipment technical identification sheet. INAIL is responsible for this audit. Periodic inspections (after the first one) Periodic auditsare performed to ensure compliance with the installation instructions required by the manufacturer in the use and maintenance manual, in order to assess the state of maintenance and preservation and compliance with the safety conditions, as well as the efficiency of the safety and control devices. Additional investigation An additional investigation is an activity designed to detect any defects, faults or malfunctions occurred during the use of work equipment, which has been in operation for at least 20 years; such additional investigations should also determine the remaining life of the equipment, in which it can operate in safety conditions. The INAIL is now the sole owner of the function identified by the Prime audits and may make use of the Subject Enabled chosen by the Employer. The time periods for periodic testing of equipment are defined in Annex VII of Legislative Decree 81/2008, which are summarized below: with reference to the date of commissioning of the work, the employer must submit an First audit INAIL for the equipment as soon as placed in service or for which it has not yet been carried out, indicating the name of the Person to whom Enabled POS may be contacted directly if unable to carry out the verification within the time allowed; First check should then be made within forty-five days from the date of the request above. For periodic audits after the first, the Employer may use, at its option, to public or private entities authorized; the deadline for the execution of these tests is 30 days from the date of request. ICIM acts as a reference Body for Companies that must meet the periodic inspection Law requirements, offering its services: First audit and subsequent Periodic audits, checking the equipment, pressure systems, material and people lifting system assemblies, in order to assess the correct operation and the persistence of the safety conditions. Periodic audits to assess the integrity of the equipment by checking the equipment and assemblies for pressure systems and for material and people lifting systems, in order to define the state of preservation of the equipment, in relation to the mechanisms subject to wear due to their use. ICIM is also an entity qualified and accredited to conduct periodic and special inspections required by Law on various types of systems, including: Periodic audit lifts Electrical grounding and protection plants against atmospheric discharges  Pressure equipment (PED) Machinery
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Periodic audit lifts

The DPR 162/99 that acknowledge the directive 95/16/CE (lifts directive), provides that the owner of the building where a lift is installed, or his legal representative, has to perform a regular maintenance of the plant, thus putting it through a periodic check every second year by specially authorized bodies. The purpose of the periodic audits is to ensure the efficiency of the plant components, thus establishing the operation safety and the regular operation of safety devices. At the end of the periodic audit, the related report is issued to the owner, as well as to the company in charge of the maintenance. ICIM, with its inspectors, is able to perform all audit activities provided by the DPR 162/99, which are: testing to put the plant into service; periodic audits; extraordinary audits as a result of periodic check report with a negative outcome; extraordinary audits in case of major accidents, to put the plant back into service; extraordinary audits in case of edits to the plant. ICIM is able to satisfy the customer needs through the offer of a qualified service and the guarantee of flexibility and speed of execution.
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Large-scale retail distribution

The recent European Directives require some categories of products marketed within the European Community to bear the CE marking and meet certain requirements as a guarantee for consumers. The complexity if this legislative apparatus sometimes makes the commitment required from manufacturers and importers onerous, both as regards finding and assessing technical documents and to ascertain actual consistency between goods received and goods purchased. ICIM supports companies in the various stages of the purchasing process, allowing them to achieve indubitable advantages such as certainty of compliance with legislative requirements and improvement of purchasing process efficiency through continuous and specialised technical and regulatory support to strengthen image and credibility and to stand out in target markets. OUR ACTIVITIES verification and assistance in the preparation of the technical file, obtaining the documentation from the supplier; verification of compliance of the products in the outlets with the applicable requirements (Marking, Instructions, etc.); tests in compliance with harmonised standards; pre-shipment/mass production audits carried out directly in the factory. For further information: Marta Loi (phone +39 02 72534254, e-mail marta.loi@icim.it)
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PPG – Guaranteed Origin Product

PPG - Guaranteed Origin Product is a proprietary ICIM certification scheme that stems from the need to identify solutions that strengthen product identity in compliance with EC regulations, identity that may be verified by any party in the distribution chain, from the company that wishes to protect its brand to the consumer who checks the originality of the purchased goods. Because nowadays, Made in Italy is exposed to the phenomenon of counterfeiting that concerns all product sectors and may cause considerable economic and image damage to businesses, distortions of competition, risks to the safety and health of consumers. In some sectors, the absence of European standards and the differences between the systems in force in Member States has caused distortions and products imported from third countries and distributed on the European market are marketed without any information or with misleading information whose traceability may be difficult to prove. THE PPG CERTIFICATION – GUARANTEED ORIGIN PRODUCT The proprietary ICIM certification scheme is applicable to all industrial sectors and has the aim of providing assurance to stakeholders on the geographical origin of the product’s components and on the compliance with quality standards during assembly. The Guaranteed Origin Product certification applies to companies producing the finished product and to companies producing the main components and is issued against checking final assembly performed in Italy or Europe. CERTIFICATION PROCEDURE The certification, which does not concern aspects to do with product safety and performance, is issued following a desk and field audit which certifies conformity of the finished product, of components and production steps to the requirements of the Scheme. The Certificate issued to the company producing components has annual duration, the Certificate issued to the company producing the finished product has three-year duration and entails annual surveillance-maintenance. The certification procedure ends with issuance of the PPG Mark  which evidences that the finished product is assembled in Italy or in a European Union country with components of Italian or European origin. QRTIFY™, an innovative ICIM proprietary system that makes it possible to actually verify the stated information, is connected to the PPG Mark. QRTIFY™ uses an identification QR Code, encrypted and unique, which contains all then information on the product it refers to assure consistency between the information and the representations. It is a customised digital footprint, unique and non-replicable, thanks to which the individual product is identified, making it possible to verify authenticity and traceability. WHY THE PPG CERTIFICATION – GUARANTEED ORIGIN PRODUCT Certification guarantees the origin of components and assembly of the finished product via a traceability system based on innovative solutions. It is an effective method to protect Italian/European production carried out in conformity to recognised quality requirements and to communicate the fact that the product is actually Italian/European and distinguish it so that end users are enabled to choose on the basis of transparency and truthful information. For further information: Federico Pasqui (phone +39 02 72534222, e-mail federico.pasqui@icim.it)
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Energy efficiency of companies, systems and equipment

Rational use of energy, waste reduction, new technologies to decrease consumption of conventional sources and use of renewable sources are the issues which the lawmakers, the market and the consumers are focused on, and that, thanks to a high level of innovation, may represent a new opportunity for interesting developments in terms of turnover and employment. Energy efficiency – seen as a reduction of consumption with performance being equal – is increasingly a factor for a company’s success as it allows for financial savings, it contributes to improving living comfort, reduces emissions in the atmosphere, and makes it possible to comply with statutory provisions introduced to reduce the environmental impact of certain emission sources. WHY CERTIFY THE ENERGY MANAGEMENT SYSTEM Third party certification brings undeniable benefits to companies who implement an in-house energy management system, or offer energy services to improve the energy efficiency of their own customers. As a matter of fact, by certifying their management system, companies are able to objectively evidence their commitment and their skills. Furthermore, the certification of ESCos, companies that manage energy services is a well-established selection parameter for suppliers in both the private and public sector and allows companies to meet the requirements to access incentives provided for energy efficiency. ICIM is a certification body accredited by ACCREDIA and is the main Italian benchmark and one of the most important international experts in the field of certification services for the energy efficiency market, of rational use of conventional sources and renewable energy. Thanks to the services of its highly qualified technicians and accredited laboratories, ICIM is active worldwide offering companies services concerning national, European and international technical standards and regulatory documents developed in-house in order to meet any need. In addition to product certification, ICIM provides production batch inspection and assessment activities, due diligence on systems, component checks, production site qualification: comprehensive supervision, from design to installation. For further information: Marco Croci (phone +39 02 72534257, e-mail marco.croci@icim.it) To find out about our related services ISO 50001 - Energy UNI CEI 11352 - Energy Service companies
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Multi-channel customer contact centres

Standard UNI 11200:2010 “Relation services with the customer, with the consumer and with the citizen, made through contact centres” has transposed European standard EN 15838:2009 and has the aim of qualifying the sector by specifying the minimum requirements for contact centres, providing the best practices to meet customer expectations, assuring service quality and technical skills of operators. UNI 11200 defines the reference parameters of requirements for service provided by contact centres, useful for objective assessment of the quality level of the service provided, regardless of the organisational model or of the technology used, and aims at promoting the development of services that are effective, high quality and cost-effective, emphasising the importance of respecting privacy, workplace safety, applicable contracts, operators’ professional level, effective monitoring of service levels. WHY CERTIFICATION OF MULTI-CHANNEL CUSTOMER CONTACT CENTRES Certification entails significant advantages, from improving quality in contacts with customers to containing costs through streamlining processes and understanding services better, to greater personnel loyalty building to quality and effectiveness of results and customer satisfaction. Additional advantages are possible through integration of UNI 11200:2010 with UNI EN ISO 9001:2015, which assures effective process control and adequately enhancing the value of the service and its components. ICIM is among the few accredited bodies at European level to issue certifications for customer, consumer and citizen relation services, provided through contact centres. For further information: Marta Loi (phone +39 02 72534254, e-mail marta.loi@icim.it) To find out about our certification services of Management Systems: ISO 9001: 2015 - Quality ISO 14001:2015 - Environment BS OHSAS 18001 - Occupational Health and Safety
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AS/EN 9100 – Aerospace

Standard AS/EN 9100 is based on standard ISO 9001 – Quality Management Systems - and adds specific requirements of Authorities and aerospace and defence industry Manufacturers. Particular attention is paid to the configuration management and industry methodologies and to additional specific requirements regarding quality, reliability and safety in flight. Standard AS/EN9100 is applicable to Organisations that produce parts and components intended for the aerospace sector, operating in aerospace maintenance and which market parts for the aviation industry. THE CERTIFICATION PROCEDURE The IAQG - International Aerospace Quality Group- founded by the Aerospace Industry in 1998 as the outcome of a shared programme for worldwide cooperation with the aim of achieving significant improvements in quality and cost cuts in the supply chain for all industry products and services, has developed specific requirements of quality systems that must be implemented and maintained throughout the supply chain in design, manufacturing and maintenance activities of the products used in aviation and in aerospace applications. The ICOP certification scheme includes, in addition to accreditation agencies, bodies and companies to be certified, also the aviation industry (OEM) which performs audits and inspections within the scheme, assuring compliance with the rules. The requirements defined above, especially restrictive to assure the required level of safety and reliability, have been published as series AS/EN/JISQ 9100 in USA, Europe and Asia, and have become the certification standard recognised worldwide for the Aerospace industry. WHY CERTIFICATION ACCORDING TO STANDARD AS/EN 9100 Only the Quality Management Systems whose certification is issued in accordance with the requirements of the Aerospace Certification Scheme by an Accredited Body using certified aerospace auditors of the aviation supply chain are recognised and accepted. The Organisations certified according to standard AS/EN 9100 are inserted in a worldwide database to ensure the updated certification status is available. The activity to audit and issue certification is conducted by a Certification Body with accreditation recognised by the Accreditation Body (NAB), ACCREDIA in Italy. THE NEW 9100 The new 9100 includes as new requirements: management of the operational risk, product safety, special requirements, critical parts, configuration management, delivery performance, counterfeit parts, additional requirements for production and suppliers. ICIM is a Body accredited by ACCREDIA for standard AS/EN9100. For further information: Edoardo Dossena (phone +39 02 72534259, e-mail edoardo.dossena@icim.it)
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3D Check

3D CHECK is an innovative service developed by ICIM and ANIMA, Federation of the Associations of Sundry Metalworking Industry and Similar. 3D CHECK is an investigation tool that provides the management of any organisation with full visibility and knowledge of their organisation's position in terms of the voluntary and binding regulatory requirements applicable to their products, and of applicable environmental and workplace health and safety issues. The aim of 3D CHECK is to offer a snapshot of everyday operations to understand the level of “knowledge”, “compliance” and “valorisation” of statutory fulfilments – national laws, European directives etc. concerning the company and its products – as well as voluntary ones, within the technical-operative procedures and rules of conduct in place also in order to generate an improvement process that is able to meet ever better the expectations of one’s customers and of the whole national and international market in general. 3D CHECK investigates 3 main areas: The PRODUCT area, to monitor possible deviations from standards, or applicable documents, which undermine compliance with binding requirements or special customer requests. The ENVIRONMENT area, to monitor possible deviations from legal obligations and environmental issues relative to production processes. The HEALTH and SAFETY area, to monitor possible hazard situations generated by shortcomings in terms of health and safety in the workplace. THE ADVANTAGES OF ‘3D CHECK’ FOR ORGANISATIONS Highlight any deviations of one’s products and/or operative procedures and rules of conduct on applicable statutory requirements, either national or international. Prevent any critical issues, litigation with stakeholders, claims and sanctions to make performance effective on matters of environment, workplace health and safety, adequacy of the product to its reference markets and/or possible applications. Highlighting areas for improvement, real and potential, to allow for healthy, competitive, winning growth. Increase the level of critical analysis to implement effective dynamics of “management and control”. Increase one’s level of competitiveness by way e.g. of cutting costs, decreasing the risk of incurring sanctions, enhancing the value of one’s brand and market placement with respect to competitors. For further information: Edoardo Dossena (phone +39 02 72534259, e-mail edoardo.dossena@icim.it)
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ISO TS 16949 and IATF 16949 – Automotive

The ISO TS standard 16949 has been developed by the ISO committee and by IATF (International Automotive Task Force) to standardise and improve the quality of all ancillary automotive products and services globally. The commitment of leading industry manufacturers towards the definition of specific management standards, integrable with those of the ISO 9000 family, has led to the creation of a single reference model, internationally acknowledged by all car makers, defining the general system-specific requirements for companies that design and/or produce a product intended for the automotive industry. The ISO/TS 16949 standard is applicable to companies that produce cars, trucks (light, medium and heavy), buses and motorbikes – excluding industrial and agricultural vehicles, earth moving machines and everything that is defined as ‘off highway’– as well as facilities manufacturing production and/or replacement parts required by the customer. To implement a single Quality Management System, standard ISO TS 16949 promotes the use of operative instruments for design and development, production, installation and support of products related to the automotive sector, control and monitoring of production processes with specific instruments (APQP, FMEA, Statistic Process Control, Analysis of Measuring Instruments, Product approval process) and via interaction with the client’s specific requirements. SYSTEM CERTIFICATION FOR QUALITY MANAGEMENT ACCORDING TO STANDARD ISO/TS 16949 ISO/TS 16949 Certification is required by the main US and European manufacturers of motor vehicles from their suppliers of products intended to be installed on vehicles and makes it possible to have a single reference internationally, to do away with multiple certifications and to reduce second party audits by OEMs (Original Equipment Manufacturers). For OEMs, the ISO/TS 16949 certification is an important selection requirement, so much so that they are able to verify update status through restricted access to a worldwide data base, in which ISO/TS 16949 certified automotive companies are inserted. In Italy, the Accreditation Body is ANFIA (National Association of Automotive Industry Ancillary Companies) as Oversight Office of IATF for activities falling within the ISO/TS 16949 scheme. THE NEW IATF 16949 STANDARD The new IATF 16949:2016 standard replaces ISO/TS 16949, which will remain in force until 14/9/2018, including requirements of ISO 9001:2015 and increasing automotive requirements, including: requirements for safety of components and processes; increased traceability requirements to adhere to the latest regulatory amendments; requirements for products that include software; management of the management process of returns from the field including routing to NTF (No Trouble Found) and use of the automotive industry guidelines; clarifications in the management of sub-suppliers and requirements to develop the same; insertion of Responsibility requirements of the organisations’ management (Corporate Responsibility). ICIM offers certification services for standard ISO/TS 16949 and for IATF 16949 in its position as member of CISQ Automotive, Body Recognised by IATF. For further information: Federico Pasqui (phone +39 02 725341, e-mail federico.pasqui@icim.it) To find out about our related services: ISO 9001 - Quality AS/EN 9100 - Aerospace  
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ISO 20121 – Event Sustainability

Standard ISO 20121 is a guideline that defines the requirements for development and implementation of a management system for event sustainability indicating a scheme within which organisers and their suppliers are able to organise a sustainable event and liaise with the concerned parties within a concept of sustainability seen as a method by which a company conducts its activities to achieve financial returns in compliance with principles of ethics, social responsibility and environment protection. Through the integration of the typical model of management systems with the life cycle of events, standard ISO 20121 aims to define the stages to plan and carry out an event – from the definition of a policy for sustainable development to the identification of stakeholders and the context the event is set in, from the definition of the necessary resources to the identification of key performance indicators (KPI), from operational control to definition of the methods to monitor the event to identify and assess performance and consequent actions for improvement. WHY ISO 20121 CERTIFICATION Achieving certification according to ISO 20121 allows to demonstrate that all financial, economic, social and environmental aspects have been taken into account when organising a certain event. When organising an event, companies will be able to concretely demonstrate its commitment to the environment by reducing energy consumption or using eco-friendly materials, and towards social principles through fair trade purchases or attention to the needs of people suffering from a disability or allergies and food intolerances. A certified sustainable event is best practice of corporate social responsibility, conveys the principles of sustainability to target audiences and helps to strengthen the competitive position of the company that promotes it. It is possible to integrate the management system for event sustainability according to ISO 20121 with other management systems ISO 9001, ISO 14001, OHSAS 18001. For further information: Federico Pasqui (phone +39 02 725341, e-mail federico.pasqui@icim.it) To find out about our certification services of Management Systems: ISO 9001 - Quality ISO 14001 - Environment OHSAS 18001 - Occupational Health and Safety ISO 50001 - Energy