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Webinar Anima 26/5 – Marchio UKCA per export dei prodotti nel Regno Unito

Come è noto, dal 1° gennaio 2023 la nuova marcatura UKCA (UK Conformy Assessed) sarà obbligatoria per immettere i prodotti sui mercati della Gran Bretagna (Inghilterra, Scozia e Galles), dove non sarà più valida la marcatura CE. Per le imprese interessate ai dettagli della nuova normativa e a conoscere regole e indicazioni per l’apposizione della marcatura sui diversi prodotti destinati all’export verso il Regno Unito, ANIMA, in collaborazione di ICIM GROUP e dello Studio Legale Rucellai&Raffaelli, organizza un webinar a partecipazione gratuita per giovedì 26 maggio dalle 10:30 alle 12:30. Partendo anche dalle prime esperienze dirette dell’applicazione del marchio UKCA, l’incontro rappresenta un’occasione per chiarire dubbi, consolidare concetti chiave e aiutare le aziende a prepararsi in maniera strategica a questo cambiamento. In particolare Vincenzo Delacqua di ICIM Group interverrà sul tema “La conformità di prodotto e la marcatura UKCA” . Grazie agli accordi di collaborazione con diversi UKAS “Approved Body” (organismi riconosciuti da UKAS, l’ente di accreditamento britannico e approvati dal governo britannico) ICIM SpA è già in grado di rilasciare la marcatura UKCA per i prodotti che ricadono nell’ambito di applicazione della Direttiva PED-Pressure Equipment Directive (ovvero le attrezzature in pressione e gli “insiemi” sottoposti a una pressione massima ammissibile PS maggiore di 0,5 bar), della Direttiva ATEX 2014/34/UE (apparecchi e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva) e del Regolamento EU CPR 305/2011  (prodotti in costruzione). Programma completo e modalità di iscrizione al webinar di ANIMA su UKCA del 26 maggio 2022 QUI  
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Piano Transizione 4.0 2023-2025 e benefici fiscali: il tetto di 20 milioni è per ciascun anno

Con una nuova circolare (14/E del 17 maggio 2022) L’Agenzia delle Entrate chiarisce che il tetto massimo di investimento utile per l’accesso ai benefici fiscali (crediti di imposta) per gli acquisti in beni strumentali previsti nel rinnovo del Piano Transizione 4.0 per il periodo 2023-2025, è pari a 20 milioni di euro per ciascun anno. Da quanto indicato nelle norme scritte nella Legge di Bilancio 2022 (n. 234 del 30 dicembre 2021), il massimale di 20 milioni di euro sembrava, invece, riferito all’intero triennio. Nella circolare appena emessa l’Agenzia delle Entrate precisa, infatti, che questa interpretazione estensiva “tiene conto della documentazione relativa ai lavori parlamentari, con particolare riguardo alle relazioni illustrativa e tecnica e ai Dossier della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica”. Ed è proprio nei documenti tecnici che emerge la volontà del legislatore di considerare quel limite per ciascuno degli anni che compongono il triennio di validità della misura. Alla luce di questo chiarimento risulta più ampio il vantaggio per quelle imprese pronte ad innovarsi e che, nel prossimo triennio, effettueranno investimenti in beni materiali 4.0. Attraverso le competenze trasversali in ambito Transizione 4.0 fornite delle sue società, ICIM Group affianca le aziende con servizi di orientamento sulla normativa, supporto tecnico per il rispetto dei requisiti necessari all’accesso alle agevolazioni e, con l’intervento di ICIM SpA (ente di certificazione di riferimento in ambito 4.0), verifica la conformità ai requisiti 4.0 richiesti dalla normativa ed emette l’attestazione necessaria per fruire dei benefici fiscali. Il testo completo della circolare 14/E del 17 maggio è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate QUI  
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ICIM Group a IVS 2022 – Industrial Valve Summit

ICIM Group partecipa alla quarta edizione di IVS-Industrial Valve Summit, il più importante evento internazionale dedicato alle tecnologie delle valvole Oil&Gas e alle soluzioni di controllo, promosso da Confindustria Bergamo e Promoberg e in programma alla Fiera di Bergamo il 25 e 26 maggio 2022. Agli attori dell’importante filiera delle valvole industriali e di flow control – un comparto che in Italia conta 255 imprese e quasi 11.500 addetti per un valore di produzione pari a 3.2 miliardi di euro – ICIM Group si pone, attraverso le competenze delle sue diverse società, come partner di riferimento leader nelle soluzioni TIC (Test, Ispezione, Certificazione). Con una postazione nell’area di ANIMA Confindustria a IVS 2022, ICIM Group sarà a disposizione delle imprese del comparto per presentare la sua articolata offerta rigorosamente tagliata su misura secondo le esigenze e le necessità di ogni singola impresa. Si va dalla certificazione volontaria e mandatoria di prodotto o servizio, alla conformità di prodotto rispetto alle principali Direttive Europee, dalla qualifica della catena di fornitura, attività di assessment su specifiche del cliente/committente e attestazioni delle prestazioni e degli elementi di sostenibilità per tutte le filiere di prodotto, ai servizi di ispezione secondo il codice ASME in qualità di Agenzia d’Ispezione Autorizzata ASME e di conformità secondo da direttiva PED per le apparecchiature in pressione. E, ancora, la certificazione di prodotti e componenti a contatto con acqua potabile; la certificazione delle figure professionali di saldatori, brasatori e procedimenti di saldatura; l’innovativo servizio GMA-Global Market Access per l’export in diversi mercati internazionali; e le soluzioni che affiancano le imprese nel loro percorso di ricerca, sviluppo, innovazione. Grazie alla presenza di OMECO, come laboratorio accreditato secondo la normativa UNI CEI EN ISO/IEC 17025 da ACCREDIA LAB n. 0003 ed è centro d’esami CICPND N.002/E (Centro Italiano di certificazione per le Prove non Distruttive), N. 001/EP e n. 11/PED/A per l’idoneità del personale incaricato all’effettuazione delle PnD (direttiva PED) completiamo la proposizione garantendo un valido partner per le imprese che necessitano di prove di tenuta, corrosione, prove cicliche, prove su materiali da costruzione, saldatura, prove meccaniche, analisi chimiche e metallografiche, controlli non distruttivi, formazione professionale e taratura strumenti. Un ventaglio di servizi tradizionali e innovativi per garantire qualità, sicurezza e sostenibilità e un comparto che vuol essere sempre più competitivo e sviluppare il proprio business sui mercati internazionali, anche alla luce della nuova agenda che vuole coniugare i processi di sostenibilità con quelli di indipendenza energetica. ICIM Group ti aspetta il 25 e 26 maggio a IVS 2022 – Bergamo Exhibition Centre, stand Hall 5 – 89.  
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Confindustria Dispositivi Medici, anche ICIM tra i relatori del Regulatory Affaris Day 2022 | 25-27 maggio

Torna, dal 25 al 27 maggio, la terza edizione del #RADAY (Regulatory Affairs Day 2022), l’iniziativa promossa da Confindustria Dispositivi Medici in collaborazione con Commissione europea, Ministero della Salute, Organismi notificati ed esperti del settore, in cui saranno affrontate le diverse tematiche relative alla competenze per gestire al meglio la transizione ai Regolamenti europei. L’obiettivo delle tre giornate, che prevedono sessioni online dalle 9:30 alle 14:00, è infatti quello di  presentare i temi più rilevanti per la commercializzazione di un dispositivo medico e dispositivo medico diagnostico in vitro nel delicato passaggio dalle Direttive ai Regolamenti dell’IVDR 2017/746 e la gestione del periodo transitorio dell’MDR 2017/745. Tra le tematiche affrontate, quelle relative alle  evidenze cliniche, alla vigilanza e sorveglianza post-market, fino alla corretta gestione della contrattualistica con gli operatori economici. Troveranno spazio anche Eudamed, UDI, pubblicità, etichettatura, vendita online, commercio parallelo. Anche ICIM Group tra i relatori del #RADAY 2022 con l’intervento di Gloria Casaroli, Technical Coordinator del Competence Center Medicale di ICIM SpA, nell’ambito del panel “Operatori economici: rapporti contrattuali e vigilanza” in programma il 26 maggio. Programma completo del Ragulatory Affairs Day 2022 e modalità di iscrizione al seguente link:https://www.confindustriadm.it/calendario/regulatory-affairs-day-2022/  
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Industria 4.0 e Revamping, se ne parla il 24/5 al convegno inaugurale di MECFOR

Il revamping rappresenta, per ogni impresa, un’importante opportunità di accesso alle tecnologie di I4.0 e alle agevolazioni del piano Transizione 4.0. Un argomento che sarà ampiamente trattato e approfondito nell’evento inaugurale di MECFOR, l’appuntamento b2b per l’industria della meccanica e manifatturiera in programma dal 24 al 26 maggio 2022, organizzato da Fiere di Parma e CEU-Centro Esposizioni UCIMU (l’ente collegato con l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione). Durante il convegno d’apertura di martedì 24 maggio alle ore 10:30 dal titolo “Revamping e 4.0: i vantaggi in ottica 4.0”, un panel di autorevoli esperti illustrerà gli aspetti messi a disposizione dal punto di vista delle agevolazioni, nonché le procedure per conciliare le esigenze poste dalla legislazione sulla sicurezza (Direttiva Macchine) e fiscale. A spiegare nel dettaglio cosa sia necessario fare da un punto di vista tecnico l’ammodernamento di macchine e insiemi di macchine interverrà Barbara Bellagente di TIFQ (società di ICIM Group) illustrando, in particolare, quali siano le “modifiche sostanziali” in Industria 4.0 da apportare, in conformità alla Direttiva Macchine 2006/42/CE. Per ulteriori informazioni: https://www.mecforparma.it/
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Nuovi bandi Unioncamere Lombardia per la digitalizzazione delle MPMI

Tra i diversi nuovi bandi di Unioncamere Lombardia per l’accesso a contribuiti e sostegni per le aziende della regione, sono di particolare interesse quelli che riguardano I 4.0, studiati per sostenere lo sviluppo e la competitività del sistema economico lombardo attraverso la digitalizzazione delle piccole e medie imprese, secondo quanto previsto dal Piano Transizione 4.0 e dal decreto del Ministero dello Sviluppo economico 12 marzo 2020. Con il Bando Voucher digitale I4.0 base (scadenza 24 giugno) e il Bando Voucher digitale I4.0 avanzato (scadenza 4 luglio 2022), infatti, sono ammessi alle agevolazioni “progetti di adozione e/o introduzione in azienda di tecnologie digitali 4.0, intese come soluzioni, applicazioni, prodotti e/o servizi innovativi 4.0 con l’obiettivo di rispondere ai bisogni di innovazione delle MPMI lombarde tramite la digitalizzazione di processi, prodotti e servizi offerti”. I progetti ammissibili nel Bando Voucher digitale I4.0 base devono riguardare almeno una delle tecnologie di innovazione digitale 4.0 riportate nell’Elenco 1 del bando stesso, inclusa la pianificazione o progettazione dei relativi interventi, ed eventualmente una o più tecnologie dell’elenco 2, purché propedeutiche o complementari a quelle previste all’elenco 1. L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto del 50% delle spese ammissibili su un intervento minimo di 8 mila e massimo di 16 mila euro. Per il Bando Voucher digitale I4.0 avanzato i progetti premiati saranno principalmente quelli che prevedono esternalità positive in termini di eco-sostenibilità e risparmio energetico (soluzioni di economia circolare, utilizzo di fonti di energia rinnovabili, logiche di sharing, diminuzione del consumo di acqua e/o rifiuti…) oppure che favoriscano la sicurezza sui luoghi di lavoro. I progetti devono riguardare almeno una delle tecnologie di innovazione digitale 4.0 riportate nell’Elenco 1 del bando stesso, inclusa la pianificazione o progettazione dei relativi interventi, ed eventualmente una o più tecnologie dell’Elenco 2, purché propedeutiche o complementari a quelle previste all’Elenco 1. L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto del 50% delle spese ammissibili su un investimento minimo di 15 mila e massimo di 50 mila euro. Attraverso le competenze trasversali in ambito Transizione 4.0 fornite delle sue società, ICIM Group affianca le aziende con servizi di orientamento sulla normativa, supporto tecnico per il rispetto dei requisiti necessari all’accesso alle agevolazioni e, con l’intervento di ICIM SpA (ente di certificazione di riferimento in ambito 4.0), verifica la conformità ai requisiti 4.0 richiesti dalla normativa ed emette l’attestazione necessaria per fruire dei benefici fiscali. Per maggiori informazioni:https://www.unioncamerelombardia.it//?/menu-di-sinistra/Bandi—contributi-alle-imprese/Bandi-aperti    
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11 maggio | Tavola rotonda dispositivi medici

Il rapporto delle PMI nel processo di marcatura CE e la conformità al regolamento UE 2017/45 Anche ICIM SpA sarà tra i partecipanti della tavola rotonda organizzata da Shomed per mercoledì 11 maggio 2022 a Mirandola (MO) in cui, insieme ai rappresentanti della Commissione Europea, del Ministero della salute e degli Organismi Notificati, si affronterà un tema di primissimo piano per le aziende produttrici di dispositivi medici: Il Rapporto delle PMI nel processo di marcatura CE dei dispositivi medici e le conformità al Regolamento UE 2017/45. Diversi gli argomenti in programma: dai tempi e iter per il rinnovo della marcatura CE secondo regolamento 2017/45 per dispositivi “legacy”, alle misure di tutela dell’impresa nella marcatura CE; dall’applicazione del “principio di proporzionalità” del livello di controllo da parte dell’Organismo Notificato, alla tutela della proprietà intellettuale nel percorso OBL di marcatura CE sempre secondo il regolamento. In ambito medicale ICIM Group mette il proprio know how e i propri servizi a disposizione degli imprenditori attivi in un comparto fondamentale per la salute e il benessere dei cittadini. In particolare ICIM SpA, ente di certificazione di ICIM Group, affianca le aziende nel verificare e certificare la conformità dei dispositivi medici secondo il Regolamento UE 2017/745, per il quale ICIM è in attesa di notifica. Per ulteriori informazioni sulla tavola rotonda dispositivi medici dell’11 maggio 2022, clicca qui.
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Evento ANIMA Confindustria | I trend della Meccanica: focus sostenibilità

La sostenibilità è il traguardo e lo strumento per la crescita e il raggiungimento degli obiettivi climatici. In questo contesto si inserisce l’evento I trend della Meccanica: Focus Sostenibilità promosso da ANIMA Confindustria per martedì 17 maggio, presso l’hotel Westin Palace Mila, in Piazza Repubblica, 20 a Milano. Durante la sessione plenaria del mattino saranno presentati dati, tendenze ed evoluzioni normative del comparto della meccanica – declinati nei deversi settori di riferimento – e commentati, in un dinamico confronto, da un autorevole panel di relatori composto da esponenti del mondo accademico, politico e imprenditoriale. Nella sessione pomeridiana, la presentazione dei Libri Bianchi settoriali a cura di AQUA ITALIA, ASSOCOLD, ASSOPOMPE, AVR. La partecipazione è gratuita e l’evento si svolge solo in presenza. Non sono previste diretta streaming né registrazione e i materiali della giornata verranno trasmessi unicamente ai partecipanti. Per ulteriori informazioni, per il programma completo della giornata e per gli accrediti consultare il sito, clicca qui
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Direttiva ROHS 2011/65/CE

Lo scorso 20 aprile OMECO ha ottenuto l’accreditamento ISO 17025 per la verifica di conformità RoHS in accordo alla Direttiva sulla Restrizione delle Sostanze Pericolose (RoHS) 2002/95/CE. L’Unione Europea limita l’uso di alcune sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche; la direttiva UE 2002/95/CE (nota anche come Direttiva RoHS) limita l’uso di sostanze chimiche quali piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente, così come i ritardanti di fiamma bifenili polibromurati (PBB) e i difenili polibromurati eteri (PBDE) e gli ftalati. Ai sensi della direttiva RoHS, i produttori sono tenuti a verificarne la presenza ed eliminarne il contenuto con alternative meno pericolose. Di seguito l’elenco completo delle sostanze soggette a restrizioni: Piombo (0,1 %) Mercurio (0,1 %) Cadmio (0,01 %) Cromo esavalente (0,1 %) Bifenili polibromurati (PBB) (0,1 %) Eteri di difenile polibromurato (PBDE) (0,1 %) Ftalato di bis(2-etilesile) (DEHP) (0,1 %), a partire dal 22 luglio 2019 o 22 luglio 2021 Benzilbutilftalato (BBP) (0,1 %), a partire dal 22 luglio 2019 o 22 luglio 2021 Dibutilftalato (DBP) (0,1 %), a partire dal 22 luglio 2019 o 22 luglio 2021 Diisobutilftalato (DIBP) (0,1 %), a partire dal 22 luglio 2019 o 22 luglio 2021 OMECO fornisce supporto a produttori e importatori che abbiano necessità di fornire evidenza di conformità al proprio mercato di riferimento o che vogliano verificare la conformità di un prodotto prima di acquistarlo per immetterlo sul mercato. L’offerta di servizi propone soluzioni integrate partendo dalla valutazione della documentazione tecnica, proseguendo con lo Screening XRF RoHS sino ad arrivare alla valutazione di conformità di prodotto.  
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Transizione 4.0 e Decreto Aiuti: le novità

Salgono i crediti d’imposta per investimenti in beni immateriali 4.0 e formazione 4.0 Tra le misure previste nel Decreto Aiuti o Decreto Energia (ovvero “Decreto-legge recante misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi Ucraina”) approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 maggio e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, anche l’aumento delle aliquote relative a due agevolazioni previste dal piano Transizione 4.0: il credito di imposta per investimenti in beni immateriali 4.0 e credito d’imposta formazione 4.0 L’aliquota del credito di imposta per investimenti in beni immateriali 4.0 (i software indicati nell’allegato B della legge n.178/2020) sale dal 20 al 50% fino al 31 dicembre 2022, o al 30 giugno 2023 se entro fine anno l’ordine risulti accettato dal venditore e sia stato pagato l’acconto pari almeno al 20% del valore dei beni. La disposizione si applica in maniera retroattiva agli investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2022, consentendo anche a chi abbia acquistato software 4.0 nei primi mesi di quest’anno di poter accedere alla super-aliquota. L’intervento previsto dal Decreto Aiuti porta ad aumentare di due volte e mezzo questo incentivo, superando addirittura l’aliquota attualmente prevista per i beni materiali che è del 40% In merito al credito d’imposta formazione 4.0 – legato alle spese sostenute per la formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze tecnologiche – il Decreto Aiuti prevede per il 2022 una maggiorazione delle aliquote dal 50 al 70% per le piccole imprese con limite massimo annuale di 300 mila euro, e dal 40 al 50% per le medie imprese con limite massimo annuale di 250 mila euro (mentre nessuna modifica per l’aliquota del 30% definita per le grandi imprese). L’aumento della aliquota può essere però applicato a condizione “che le attività formative siano erogate dai soggetti individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e che i risultati relativi all’acquisizione o al consolidamento delle suddette competenze siano certificati secondo le modalità stabilite con il medesimo decreto, il quale assicura altresì l’invarianza di spesa riaspetto agli stanziamenti vigenti”. Non solo, il mancato rispetto di questa condizione (cioè rivolgersi ad altri soggetti abilitati ma non inclusi nella lista ministeriale e la certificazione dell’avanzamento delle competenze) comporta invece una riduzione delle aliquote al 45% per le piccole imprese e al 35% per le medie imprese. Attraverso le competenze trasversali in ambito Transizione 4.0 fornite delle sue società, ICIM Group affianca le aziende con servizi di orientamento sulla normativa, supporto tecnico per il rispetto dei requisiti necessari all’accesso ai benefici fiscali e, con l’intervento di ICIM SpA (ente di certificazione di riferimento in ambito 4.0), verifica la conformità ai requisiti 4.0 richiesti dalla normativa ed emette l’attestazione necessaria per fruire dei benefici fiscali.  
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Guida completa alla logistica 4.0, tavola rotonda il 5/5 a IntraLogistica Italia

Rispondere a ogni dubbio  in merito alle agevolazioni del Piano Transizione 4.0 applicate al settore dell’intralogistica, con un particolare focus sui magazzini automatizzati. È questo l’obiettivo della tavola rotonda «GUIDA COMPLETA ALLA LOGISTICA 4.0» in programma giovedì 5 maggio 2022 alle ore 11:00 (presso lo Spazio Galileo al Pad. 10 di FieraMilano-Rho), nell’ambito della fiera IntraLogistica Italia 2022, l’appuntamento internazionale leader nel nostro Paese per la logistica interna.   Moderata dal giornalista Carlo Fumagalli, la tavola rotonda è un interessante momento di confronto fra rappresentanti dal mondo delle aziende, delle associazioni di categoria e del Ministero dello Sviluppo Economico, su una tematica di grande attualità e che interessa imprese di ogni settore merceologico.   Tra i relatori anche Paolo Gianoglio, AD di OMECO (società di ICIM Group) e Direttore Innovazione, Sviluppo e Relazioni Associative di ICIM Group, che chiarirà il quadro interpretativo relativo all’applicazione degli incentivi 4.0 al settore e fornirà alcuni spunti di riflessione per le imprese che intendono affrontare nuovi investimenti.   Seguono gli interventi di Moira Pagnoncelli, CFO Salchi Metalcoat; Marco Calabrò, Dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico e Alessandro Maggioni, Direttore Relazioni Istituzionali ANIMA Confindustria.   Per iscriversi alla tavola rotonda è necessario registrarsi QUI  
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Investimenti sostenibili 4.0: a maggio è possibile presentare le domande di accesso agli incentivi previsti dal decreto

Per le aziende interessate, maggio è il momento utile per presentare le domande per accedere al nuovo incentivo Investimenti sostenibili 4.0 (previsto dal decreto ministeriale 10 febbraio 2022), pensato dal Governo per sostenere le micro, piccole e medie imprese italiane nella realizzazione di progetti innovativi legati a tecnologie 4.0, economia circolare e risparmio energetico.   Due le date importanti. A partire dal 4 maggio le aziende possono caricare sul portale di Invitalia la documentazione necessaria e compilare la domanda di agevolazione. Questo passaggio è fondamentale per poter ricevere il  “codice di predisposizione domanda”, indispensabile per ufficializzare la richiesta, a partire dalle ore 10 del 18 maggio 2022.   La misura mette a disposizione 677,8 milioni di euro in regime di aiuto di Stato (finanziata dai fonti del React-EU, lo strumento europeo per favorire la ripresa dopo la pandemia) e prevede un contributo in conto impianti fino al 50% dei progetti di investimento che, a seconda delle Regioni, devono avere un importo minimo tra i 500 mila e un milione di euro e un importo massimo fino a 3 milioni di euro.   L’obiettivo è favorire la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, superando la contrazione indotta dall’emergenza Covid e orientando la ripresa degli investimenti verso ambiti strategici per la competitività e la crescita sostenibile del sistema economico.   Le agevolazioni per gli Investimenti sostenibili 4.0 sono, infatti, a favore di programmi conformi ai vigenti principi di tutela ambientale e a alto contenuto tecnologico, coerente con il Piano Transizione 4.0, con priorità per quelli in grado di offrire un particolare contributo agli obiettivi di sostenibilità definiti dall’Unione europea, favorire la transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare, migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa. La misura prevede quindi una serie di requisiti riguardanti gli obiettivi di progetto e le tecnologie. Il documento completo, con tutti i dettagli circa i progetti ammessi ai finanziamenti e le spese ammesse all’incentivo Investimenti Sostenibili 4.0, può essere scaricato QUI.   Attraverso le competenze trasversali in ambito Transizione 4.0 fornite delle sue società, ICIM Group affianca le aziende con servizi di orientamento sulla normativa, supporto tecnico per il rispetto dei requisiti necessari all’accesso ai benefici fiscali e, con l’intervento di ICIM SpA (ente di certificazione di riferimento in ambito 4.0), verifica la conformità ai requisiti 4.0 richiesti dalla normativa ed emette l’attestazione necessaria per fruire dei benefici fiscali.   Tra la documentazione che l’impresa deve fornire in fase di domanda di accesso agli incentivi Investimenti sostenibili 4.0, anche le dichiarazioni e le informazioni necessarie alla verifica di conformità del programma di investimento rispetto ai divieti e alle limitazioni derivanti dalle disposizioni europee in merito di ambiente e sostenibilità (il piano di investimento deve essere quindi conforme al principio europeo del DNSH, ovvero non deve arrecare danno significativo all’ambiente).  
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Dall’Europa nuove restrizioni a gas fluorurati, presentata la bozza del nuovo Regolamento

Air conditioning system with air conditioners, ventilators and pipes on top of a building. Con l’obiettivo di allineare il Regolamento F-Gas (UE n. 517/2014) all’European Green Deal e alla conseguente European Climate Low (nonché ai più recenti impegni a livello internazionale assunti con il Protocollo di Montreal), la Commissione Europea ha presentato, nei giorni scorsi, una proposta legislativa per aggiornare il Regolamento sui gas fluorurati a effetto serra. Una proposta che prevede ulteriori limitazioni di utilizzo, controlli più rigorosi, ma anche incentivi all’uso di alternative rispettose dell’ambiente in grado di offrire vantaggi climatici derivanti da un cospicuo taglio delle emissioni.   Si propone, in primis, una maggiore ambizione del sistema delle quote al fine di accelerare il phase-down degli HFC (idrofluorocarburi/gas refrigeranti): le quote sono ora riviste a partire dal 2024 per arrivare alla riduzione del 98% degli HFC immessi sul mercato nel 2050. In particolare, la maggiore riduzione della massima quantità di HFC che può essere immessa sul mercato avverrà entro il 2030, passando dal 21% attualmente in vigore, come stabilito dal Regolamento 517/2014, a circa il 5% rispetto ai valori del 2015. Grazie a ciò è prevista una riduzione di 40 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2030 (superiore alla riduzione attesa con la normativa vigente) per arrivare a un risparmio totale di 310 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2050.   Vengono anche introdotte nuove restrizioni all’uso di HFC in particolari applicazioni, con diversi scaglioni temporali in funzione all’uso specifico. Con il nuovo Regolamento si cercherà, inoltre, di rendere più facile il controllo delle importazioni e delle esportazioni per le autorità doganali e di sorveglianza. Sarà infine introdotto un prezzo per le quote di HFC e le sanzioni diventeranno più severe e più omogenee in tutta l’Unione.   La proposta del nuovo Regolamento europeo sui gas fluorurati – che contribuirà a ridurre le emissioni di almeno il 55 % entro il 2030 e a rendere l’Europa climaticamente neutra entro il 2050 –  sarà ora negoziata dai co-legislatori del Parlamento europeo e del Consiglio.   Per ulteriori approfondimenti: Testo proposta legislativa   ICIM SpA, ente di certificazione appartenente a ICIM Group, è organismo accreditato Accredia in materia di gas fluorurati (certificazione degli operatori e delle aziende che utilizzano F-gas). Con la sua pluriennale esperienza, si pone quale interlocutore di riferimento per il mondo della refrigerazione e delle tecnologie per il riscaldamento, raffrescamento e condizionamento dell’aria e impianti antincendio contenenti gas fluorurati a effetto serra.
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I servizi GMA di OMECO per la libera circolazione delle merci all’estero

Le imprese italiane che esportano merci e prodotti in molti paesi devono allinearsi a normative, talvolta complesse, di conformità, di trasporto e di sdoganamento che regolamentano l’export verso i diversi mercati. Valido partner nella gestione della commercializzazione dei prodotti all’estero è OMECO Srl, società di ICIM Group, tramite il suo articolato e innovativo servizio GMA-Global Market Access.   Laboratorio con oltre cinquant’anni di esperienza (in prove e testing a 360° su materiali e prodotti) e con relazioni consolidate con autorità regolatorie e organismi di certificazione esteri, OMECO si pone con un approccio tecnico per consentire alle aziende di semplificare i processi di conformità, ottimizzare l’impatto economico delle procedure export, evitare eventuali ritardi nello sdoganamento e nell’arrivo dei prodotti a destinazione, impedire errate valutazioni sui prodotti desinati ai mercati estri.   Maggiori informazioni nel video dedicato ai servizi GMA-Global Market Access di OMECO.
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TIFQLab: Dieci anni di curiosità scientifica al servizio del food e water contact

È un compleanno significativo quello di TIFQLab, che soffia sulle sue prime dieci candeline proprio nella primavera del 2022. Il centro di sperimentazione, ricerca e analisi applicate alle tecnologie alimentari e dell’acqua potabile – oggi parte di ICIM Group – è ormai, infatti, un riconosciuto punto di riferimento per le imprese dell’industria alimentare, non solo come laboratorio accreditato per prove e test ma, soprattutto, per il suo approccio olistico e innovativo nella consulenza verso i clienti.   “Il nostro mercato di riferimento è cresciuto insieme a noi – spiega Pasquale Alfano, AD di TIFQLab – ed è cambiata la consapevolezza dei produttori sia riguardo il controllo del proprio processo produttivo sia in relazione ai regolamenti normativi e ai temi di igiene e salute. Oggi riscontriamo una nuova sensibilità che porta le aziende a voler dare delle evidenze oggettive a quanto deve essere dichiarato a norma di legge, passando per attività sperimentali, testing e, negli ultimi anni, la certificazione”.   La storia di TIFQLab è quella di un laboratorio di ricerca nato in ambito accademico, presso l’Università della Calabria, che ha saputo sempre mantenere vivo lo spirito di curiosità scientifica che caratterizza l’operato della società e del suo team. È risultato così del tutto coerente e naturale il passaggio dalle semplici prove sui materiali alla valutazione dell’intero processo produttivo della macchina alimentare e degli impianti in cui è installata. Pur tenendo fede al posizionamento originario di laboratorio specializzato, nel corso degli anni TIFQLab si è, infatti, prodigata per capire e gestire tutte le problematiche dell’industria alimentare in relazione alla sicurezza di impianti e materiali che, nelle diverse fasi di lavorazione e trasformazione, entrano in contatto con alimenti e acqua destinata al consumo umano. Un impegno che ha portato TIFQLab a sviluppare 243 attività sperimentali su macchine alimentari e trattamento acqua potabile, tenendo anche in considerazione le nuove, diverse normative che, nel corso degli anni, hanno impattato sulla valutazione dei materiali. Lo stesso impegno che lo ha portato a essere fornitore e consulente di marchi primari dell’industria alimentare.   Grazie a un consolidato know-how, oggi TIFQLab si pone sul mercato con un approccio smart dal punto di vista commerciale e con un posizionamento d’alto livello tecnico per quanto riguarda i servizi e le soluzioni messe a disposizione delle aziende. Con tre sedi in Calabria e in Lombardia, una legale e due operative, TIFQLab dispone di un moderno laboratorio con attrezzature altamente tecnologiche, in cui si è costantemente investito sull’automatizzazione. La struttura presenta una suddivisione in 4 distinte aree di testing – chimica, sensoriale (con nuovissima sala assaggio organolettica riconosciuta dal MIPAFF), sperimentale e microbiologica – create per garantire la massima affidabilità delle prove ed escludere qualunque tipo di contaminazione o interferenza. Gli accordi di collaborazione con autorevoli istituti scientifici e di ricerca, come UNICAL-Università della Calabria, il CNR con il l’Istituto delle Tecnologie delle Membrane ITM e UNIMI–Università degli Studi di Milano confermano l’impegno di TIFQLab in attività di studio, consulenza e formazione, rivolte ai diversi attori della filiera del food contact. L’approccio scientifico è stato fondamentale, ad esempio, nello sviluppo dei servizi in relazione all’utilizzo nel food e water contact dei polimeri e, più recentemente, dei materiali alternativi alla plastica, dando anche alle grandi industrie un supporto tecnico-analitico non scontato, importante soprattutto in ottica Life Cycle Assessment e sosteniblità.   “Il nostro target oggi non si limita ai produttori di macchine e attrezzature nuove, ma anche a impianti esistenti”, precisa Alfano. “Macchine nuove e dunque perfettamente conformi vengono infatti talvolta inserite all’interno di impianti dove sono già presenti attrezzature datate e talvolta obsolete, per le quali è necessaria una valutazione del loro stato igienico e del rischio”. In risposta a questa esigenza TIFQLab ha sviluppato e brevettato un innovativo sistema (ora in fase di realizzazione) che permette di andare a verificare direttamente all’interno di un impianto esistente l’eventuale cessione di un materiale sulla linea di processo.   Proprio il traguardo dei dieci anni segna per TIFQLab l’avvio di importanti novità in ambito testing, ad esempio per le aziende interessate all’intero mercato europeo in ambito acqua potabile, con servizi che anticipano il nuovo regolamento nazionale in materia. A questi si aggiungeranno presto anche le nuove prove e i nuovi servizi sviluppati d’accordo con altre società che compongono l’ambito di competenze di ICIM Group, in primis il laboratorio accreditato Omeco, i servizi di certificazione di ICIM Spa, le attività di consulenza e formazione coordinate da TIFQ.
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ICIM Group conferma lo smart working come modalità organizzativa che garantisce la sostenibilità

Con la revoca dello stato di emergenza collegato alla pandemia Covid-19 e nonostante la legge preveda una proroga fino a fine di giugno per il termine della procedura semplificata sullo smart working – strumento utilizzato negli ultimi due anni da moltissime aziende italiane – ICIM Group ha scelto di adottare strutturalmente questa modalità organizzativa a partire da inizio aprile 2022. Introdotto in maniera obbligata nei primi mesi del 2020, lo smart working ha, di fatto, contribuito a consolidare e sviluppare comportamenti già in atto, rivelandosi un ottimo strumento per bilanciare le esigenze lavorative aziendali con la crescita professionale dei collaboratori e il loro benessere personale in relazione alle necessità familiari. L’organizzazione del lavoro con l’ausilio dello smart working è in linea, inoltre, con le dichiarate politiche di efficienza e di sostenibilità aziendale di ICIM Group: questa modalità, infatti, contribuisce alla riduzione degli impatti ambientali legati al traffico veicolare e, più in generale, alla riduzione dei consumi energetici.
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Sostenibilità d’Impresa | 2 webinar gratuiti ANIMA-ICIM Group

Per offrire alle imprese l’opportunità di approfondire e familiarizzare con il concetto della sostenibilità applicata alle aziende, ANIMA Confindustria, in collaborazione con ICIM Group, propone un doppio appuntamento gratuito (il 13 e il 20 aprile), in cui prendere anche coscienza delle opportunità, delle responsabilità e dei rischi di una comunicazione non consapevole in questo ambito. Il primo webinar, “Verso la Sostenibilità d’Impresa: principi di base”, in programma mercoledì 13 aprile 2022 dalle 10 alle 12 illustrerà i principi di base della Sostenibilità d’Impresa, un approccio alla gestione aziendale al centro dell’attenzione della legislazione europea, della finanza e delle aspettative dei consumatori, fatto di equilibrio fra il valore economico da generare e l’impatto dell’attività sull’ambiente e sulla società. Partendo dalla definizione del concetto di sostenibilità e della sua applicazione al mondo delle imprese, i relatori – Alessandra Venieri, ingegnere specialista in Sostenibilità e efficientamento, e Giorgia Busso, consulente tecnico ambientale – presenteranno poi i meccanismi istituzionali e normativi di supporto (economia circolare e misurazione della circolarità, la catena di fornitura sostenibile, i sistemi di gestione, ISO 14001, SA 8000, ISO 45001, ecc., lo stakeholder engagement, il rating ESG) e, dopo aver affrontato alcuni temi specifici legati all’attualità porranno attenzione anche sull’importanza della comunicazione nell’ambito della sostenibilità (ISO 14063, carbon footprint, il reporting e il Bilancio di Sostenibilità). Per il programma dettagliato e iscrizioni, clicca qui “Sostenibilità d’Impresa: profili di responsabilità” è il titolo del secondo webinar in programma mercoledì 20 aprile dalle 10 alle 12, dedicato al tema della responsabilità applicata alla Sostenibilità d’impresa, con particolare riferimento alle informazioni rese dall’azienda verso il Pubblico e il Mercato. I relatori Alessandra Venieri (ingegnere specialista in Sostenibilità e efficientamento), Giorgia Busso (consulente tecnico ambientale) e Chiara Notaro (avvocato specializzato in diritto della proprietà industriale, intellettuale e della concorrenza) offriranno ai partecipanti una panoramica sugli aspetti da tenere in considerazione, ovvero: dati e informazioni da comunicare in ambito di Sostenibilità d’Impresa, nelle sue diverse sfaccettature: pubblicitarie, di marketing, finalizzate alla rendicontazione, ecc.; profili di responsabilità relativi alle attività di comunicazione in materia di Sostenibilità, alla luce della regolamentazione attuale e della giurisprudenza; sviluppi normativi in corso, anche a livello europeo; esempi di greenwashing e di comunicazione potenzialmente critica; orientamento ai punti di attenzione nella definizione delle strategie in materia di Sostenibilità d’Impresa. Per il programma dettagliato e iscrizioni, clicca qui
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Open Manufacturing Innovation. Le start-up possono creare valore per la manifattura?

Se ne parla il 7 aprile nell’evento del Cluster Fabbrica Intelligente ad A&T di Torino ICIM Group sarà tra i relatori dell’evento “Le start-up possono creare valore per la manifattura? Certo che si! Ecco come!”, promosso dal Cluster Fabbrica Intelligente in collaborazione con SkipsoLabs per giovedì 7 aprile 2022 alle 15:00 nell’ambito di A&T Automation & Testing (la sedicesima edizione della Fiera dedicata all’innovazione, tecnologie, affidabilità e competenze 4.0 in programma all’Oval Lingotto Fiere di Torino). L’innovazione è sempre più multidisciplinare e l’open innovation è uno strumento utile ad ogni impresa per entrare in contatto con soluzioni non disponibili nella propria filiera. Durante il pitch verranno presentate e commentate alcune soluzioni elaborate da start-up per aziende manifatturiere, mettendo in luce i meccanismi di creazione di valore, a favore della competitività delle imprese. Le start-up presenti saranno un campione di quelle selezionate da Cluster Crowd Open Innovation, la call for innovation del Cluster Fabbrica Intelligente per selezionare start-up idonee a collaborazioni con il mondo dell’industria. Per ICIM Group, socio sostenitore del Cluster Tecnologico Nazionale Fabbrica Intelligente (associazione nata del 2012 per supportare la ricerca e l’innovazione nel manifatturiero italiano e riconosciuta da MIUR), interverrà Paolo Gianoglio, Amministratore Delegato Omeco Srl, direttore HR e Relazioni Associative ICIM Group e responsabile del progetto Industria 4.0. Per maggiori informazioni e iscriversi all’evento di giovedì 7 aprile: https://www.fabbricaintelligente.it/blog/le-start-up-possono-creare-valore-per-la-manifattura-certo-che-si-ecco-come/  
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Conflitto Russia-Ucraina: le ripercussioni per le imprese italiane

Scarica il documento completo “Sanzioni internazionali e i principali rischi per le imprese” a cura di Omeco srl aggiornato all’16 marzo 2022. La domanda che in questi giorni si pongono molte aziende italiane è se il conflitto in corso e le sanzioni incrociate tra la Russia e gli altri paesi del mondo porteranno rischi e ripercussioni tangibili anche per le imprese che intrattengono relazioni commerciali con Russia e Bielorussia, in che misura e in che tempi. Tra i paesi Europei, l’Italia è al quarto posto per valore di esportazioni verso i mercati della Russia e dell’Ucraina, nel 2021 sono stati esportati prodotti per 9,8 miliardi di euro. OMECO Srl (società di ICIM Group), specializzata nei servizi per l’accesso ai mercati esteri con la divisione GMA-Global Market Access, ha preparato un utile documento – scaricabile tramite un form a questo link – che riassume tutte le informazioni relative alle sanzioni internazionali e alle contro-sanzioni della Federazione Russa sin qui prescritte, inclusi suggerimenti e indicazioni contrattuali per tutelare l’interesse delle imprese che lavorano con il mercato russo. Grazie alla profonda conoscenza del mercato EuroAsiatico, OMECO è in grado di supportare le aziende nell’adempimento dei requisiti fondamentali per l’esportazione dei prodotti in sicurezza, nel pieno adempimento delle vigenti disposizioni
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Export per la Nigeria: i servizi OMECO per la certificazione SONCAP sulla conformità dei prodotti

L’Organizzazione Nigeriana degli Standard – SON – ha implementato una serie di linee guida per regolamentare l’export verso la Nigeria che vengono applicate attraverso SONCAP (SON Conformity Assessment Programme), il programma di verifica obbligatoria di conformità di prodotto per tutte le esportazioni verso il Paese, ad esclusione dei prodotti vietati (e dettagliati nella circolare della Central Bank of Nigeria-CBN). Il SONCAP è dunque obbligatorio per tantissimi prodotti e anche per l’esportazione delle macchine industriali e delle loro parti di ricambio. Le aziende italiane che commerciano con la Nigeria sono tenute ad ottenere, tramite un Ente Accreditato, il Certificato di Prodotto e il Certificato SONCAP necessari ad effettuare lo sdoganamento delle merci in maniera più veloce. Ci sono diversi percorsi possibili per arrivare all’ottenimento della certificazione SONCAP ma, in ogni caso è necessario presentare dei test report emessi o da un laboratorio accreditato ISO/IEDF 17025 o dallo stesso produttore, purché la prova sia presenziata da ente accreditato SON. OMECO vanta l’esperienza necessaria a individuare le soluzioni più idonee per le esportazioni di vari prodotti in Nigeria.OMECO è in grado di fornire alle aziende interessate un servizio di certificazione SONCAP ‘su misura’, organizzare ispezioni pre-shipment e, in qualità di laboratorio accreditato ISO 17025,  di effettuare le prove secondo le normative della Nigeria per prodotti elettrici, chimici, materiali da costruzione e molti altri, propedeutici al rilascio delle relative certificazioni.
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SASO RoHS | Nuove regole per esportazione di prodotti elettrici/elettronici in Arabia Saudita

L’esportazione di prodotti elettrici/elettronici in Arabia Saudita richiede ora il rispetto delle norme sanitarie e ambientali. A gennaio 2021, l’Organizzazione degli Standard, della Metrologia e della Qualità Saudita (SASO) ha pubblicato il nuovo regolamento tecnico TR No. MA-179-21-09-01 “SASO RoHS” che identifica sei sostanze con livelli di restrizione simili a quelli previsti dalla Direttiva RoHS dell’Unione Europea. Il nuovo regolamento tecnico SASO RoHS diventa obbligatorio, l’applicazione a tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche e alle parti di ricambio sarà effettuato in fasi come indicato di seguito: Piccoli elettrodomestici – 4 luglio 2022     Elettrodomestici di grandi dimensioni – 2 ottobre 2022     Dispositivi di informazione e telecomunicazione – 31 dicembre 2022     Apparecchi di illuminazione – 31 marzo 2023     Strumenti e apparecchiature elettriche ed elettroniche – 29 giugno 2023     Giocattoli, attrezzature per il divertimento e lo sport – 27 settembre 2023     Apparecchiature di monitoraggio e controllo – 26 dicembre 2023 RoHS sta per Restrizione delle sostanze pericolose. Questa direttiva limita l’uso di certi materiali pericolosi che sono usati nel processo di fabbricazione dei prodotti elettrici ed elettronici. Le sei sostanze pericolose sono: Piombo Mercurio Cadmio Cromo esavalente PBB PBDE La certificazione RoHS mostra l’impegno da parte del produttore nel fornire prodotti sicuri e di alta qualità. OMECO SRL, laboratorio accreditato 17025 e riconosciuto da SASO, è la scelta migliore per ottenere la certificazione SASO RoHS. Vi aiuteremo a rispettare le nuove scadenze e a preparare i vostri prodotti a questi nuovi requisiti di ingresso nel mercato KSA.  
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Crescono gli attacchi informatici: i vantaggi della ISO/IEC 27001 per la sicurezza delle informazioni

Secondo il rapporto annuale The Global Cybersecurity Outlook 2022 del World Economic Forum, nel 2021 gli attacchi informatici sono aumentati del 151% e ogni organizzazione ha subito in media 270 attacchi. Lo studio evidenza che ogni attacco andato a buon fine ha generato, per l’azienda vittima, un costo pari a 3,6 milioni di dollari. Un quadro che porta a riflettere su come la capacità di raggiungere obiettivi di sicurezza in linea con le esigenze del proprio business aziendale debba essere subordinata al governo delle informazioni. La norma ISO/IEC 27001 è il modello di riferimento internazionale per l’applicazione del Sistema di Gestione per la Sicurezza delle Informazioni (ISMS), in grado di garantire riservatezza, integrità e disponibilità continua delle informazioni, nonché conformità legale. I requisiti presenti nella norma sono generici e destinati ad essere applicati a tutte le organizzazioni, pubbliche e private, di ogni tipologia e dimensione. Scopo dello standard è quello di proteggere i dati e le informazioni da una vasta gamma di minacce  – accesso non autorizzato, distruzione e furto dati, interruzione di servizio, virus informatici – al fine di assicurare la continuità dell’attività aziendale. Innumerevoli, infatti, sono i benefici che ottiene l’azienda attraverso la certificazione ISO/IEC 27001 – Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni: soddisfare i requisiti contrattuali dei propri clienti con particolare attenzione alla sicurezza delle loro informazioni; dimostrare con imparzialità l’osservanza delle leggi e delle normative applicabili; dimostrare l’impegno per garantire la sicurezza delle informazioni; ridurre gli incidenti che comportano responsabilità legati e contrattuali; assicurare la protezione di segreti commerciali e del know-how aziendale; rafforzare la credibilità e la visibilità dell’azienda salvaguardandone l’immagine e il patrimonio e facilitando il reperimento delle informazioni; finalizzare in modo efficace gli investimenti impiegati per implementare i controlli della sicurezza. ICIM SpA, società di ICIM Group, è organismo di certificazione accreditato da Accredia  per la certificazione del Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni secondo la norma ISO/IEC 27001.  
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PMI: dal Mise nuovi finanziamenti per investimenti 4.0 e risparmio energetico

Arrivano con un decreto del Ministero dello sviluppo economico (Mise) nuovi investimenti per 678 milioni di euro destinati ad aiutare le piccole e medie imprese italiane nella realizzazione di progetti innovativi legati a tecnologie 4.0, economia circolare e risparmio energetico. Si tratta di finanziamenti garantiti dal programma d’investimento europeo React-Eu e dai fondi di coesione. “È mio dovere tutelare le imprese italiane, individuando tutte le risorse e gli strumenti necessari per sostenere gli investimenti in progetti innovativi che mirano anche a ridurre l’impatto energetico sui processi produttivi – ha dichiarato in merito il Ministro Giancarlo Giorgetti – Questa è un’altra importante linea d’azione da perseguire per fronteggiare, in un’ottica di medio e lungo periodo, il caro bollette. La capacità del nostro sistema imprenditoriale di rimanere competitivo sui mercati passa, infatti, dall’ammodernamento degli impianti attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie che, oltre a incrementare la produttività e migliorare la sostenibilità ambientale, devono favorire sviluppo e occupazione”. L’importo massimo agevolabile per ogni investimento innovativo non potrà superare i 3 milioni di euro e dovrà favorire la trasformazione digitale dell’attività manifatturiera delle Pmi attraverso l’utilizzo di tecnologie abilitanti individuate dal piano Transizione 4.0. Una particolare attenzione verrà rivolta ai progetti che puntano a favorire l’economia circolare, la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico. Le imprese che richiederanno l’agevolazione non devono aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso uno stabilimento situato in un’altra parte dello Spazio Economico Europeo (SEE) che realizzi prodotti o servizi oggetto dell’investimento, impegnandosi a non farlo anche fino ai 2 anni successivi al completamento dell’investimento stesso. Le agevolazioni verranno concesse utilizzando le possibilità offerte dal Temporary framework comunitario. In ambito Transizione 4.0, ICIM Group offre competenze trasversali attraverso le sue società. TIFQ Srl fornisce orientamento sulla normativa e supporto tecnico per reingegnerizzare i processi aziendali in ottica Industry 4.0 o per impostare e realizzare progetti Industria 4.0 nel rispetto di tutti i requisiti necessari per l’accesso ai benefici fiscali che, ricordiamo, si applicano anche agli interventi di revamping di macchinari e impianti esistenti. Inoltre, offre supporto tecnico per l’accesso ai Crediti di Imposta Ricerca & Sviluppo & Innovazione valutando ammissibilità e classificazione dei progetti, strutturando la rendicontazione dei costi e redigendo la relazione tecnica asseverata, necessari per fruire dei benefici fiscali. ICIM SpA è, invece, l’ente di certificazione di riferimento in ambito 4.0 e offre un’importante garanzia nell’accesso ai benefici fiscali per i titolari degli investimenti, grazie alla competenza e l’esperienza di migliaia di valutazioni già eseguite e di oltre 2.400 attestazioni Industria 4.0 rilasciate garantite dall’accreditamento Accredia e copertura assicurativa. ICIM SpA si rivolge anche ai produttori e fornitori di beni dando loro la possibilità di comunicare correttamente al mercato la validità del proprio prodotto nella rispondenza ai requisiti del Piano Transizione 4.0 e ampliare il bacino d’utenza della propria impresa. Valutazione dei rischi di business continuity, cybersecurity, valutazione
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ICIM SpA sceglie la dematerializzazione dei certificati

Uno sviluppo sostenibile coerente fonda le sue radici anche nelle piccole azioni che, goccia dopo goccia, contribuiscono a creare quel nuovo modello di società responsabile in termini sociali, ambientali ed economici, auspicato dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. È in linea con questo scenario, e con le dichiarate politiche di efficienza e di sostenibilità aziendale, che a partire dal 1° marzo 2022 ICIM SpA ha deciso di inviare ai propri clienti i certificati e le attestazioni unicamente in formato digitale. La dematerializzazione dei documenti consente un significativo risparmio nei materiali e una riduzione dell’impatto ambientale derivante dalla stampa e dalla filiera complessiva dei servizi logistici per la consegna, in primis le emissioni da trasporto. Certificati e attestazioni digitali conterranno, naturalmente, tutti i dettagli e i riferimenti necessari, incluse le informazioni su emissione, revisione, scadenza, validità dei certificati, così come finora è stato per la versione cartacea. Inoltre, la dematerializzazione offrirà una maggiore tempestività nella ricezione dei documenti a valle del momento del rilascio. Per qualsiasi informazione: backoffice@icim.it
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DL Milleproroghe: slitta al 31/12 il termine per la consegna di beni strumentali 4.0 prenotati nel 2021

È stato spostato al 31 dicembre 2022 (al posto del 30 giugno) il termine per la consegna dei beni Transizione 4.0 “prenotati” entro il 31 dicembre 2021, ovvero gli investimenti che possono godere dei benefici fiscali 4.0 per i quali l’ordine sia stato accettato dal venditore e siano stati pagati acconti per almeno il 20% del costo.   La proroga, legata alla straordinarietà dell’attuale situazione di mercato (gravata dai problemi di approvvigionamento nella catena del valore e del costo delle materie prime) arriva con l’approvazione definitiva del Decreto Legge Milleproroghe e permetterà a un numero maggiore di aziende di usufruire degli incentivi, agevolando tra l’altro uno sviluppo tecnologico trasversale e un miglioramento dell’efficientamento energetico dei macchinari.   Rientrano nel provvedimento le tecnologie acquisite nel 2021 tramite i crediti di imposta Transizione 4.0, sia quelle presenti nell’Allegato A della Legge di Bilancio 2017 (ex- Iperammortamento) sia quelle non presenti (ex-Superammortamento). Per effetto della disposizione, i beni che rispecchiano tali condizioni possono beneficiare della maggiore aliquota del credito di imposta prevista per il 2021.   Attraverso le competenze trasversali in ambito Transizione 4.0 fornite delle sue società, ICIM Group affianca le aziende con servizi di orientamento sulla normativa, supporto tecnico per il rispetto dei requisiti necessari all’accesso ai benefici fiscali e, con l’intervento di ICIM SpA (ente di certificazione di riferimento in ambito 4.0), verifica la conformità ai requisiti 4.0 richiesti dalla normativa ed emette l’attestazione necessaria per fruire dei benefici fiscali.  
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Plastica monouso: da gennaio regolamentata anche in Italia secondo la Direttiva europea SUP

Nota come SUP-Single Use Plastics, la Direttiva UE 2019/904 è un intervento normativo voluto dell’Unione Europea per ridurre l’incidenza della plastica monouso sulla salute umana e sull’ambiente (in particolare quello marino), favorendo parallelamente il ricorso all’economia circolare e l’utilizzo di materiali innovativi e più sostenibili.   L’Italia ha recepito la normativa nel novembre scorso attraverso il Decreto Legislativo 196, entrato in vigore il 14 gennaio 2022, in cui viene stabilito il divieto di immettere in commercio alcuni oggetti realizzati in plastica. Un provvedimento che coinvolge in modo importante il settore dei MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti), con riferimento ad articoli d’uso comune quali tazze monouso per bevande (inclusi tappi e coperchi), contenitori in polistirolo per alimenti destinati al consumo immediato, bicchieri, piatti e altri prodotti per alimenti realizzati in plastica, seppur con alcune deroghe.   Rispetto alla Direttiva SUP, il decreto italiano 196 ammette prodotti che presentano un rivestimento in materiale plastico inferiore al 10% e oggetti realizzati in materiale biodegradabile e compostabile* realizzati con almeno il 40% di materia prima rinnovabile (60% a partire dal 2024).   Attraverso le competenze delle sue società, in particolare di TIFQLab – centro di sperimentazione, ricerca e analisi applicate alle tecnologie alimentari – ICIM Group si pone al fianco di quelle imprese che stanno studiando nuovi materiali da usare in alternativa alla plastica monouso e per i quali è necessario procedere a prove, analisi e test, incluse prove di migrazione e cessione delle sostanze agli alimenti. La proposizione di ICIM Group per le aziende del comparto food tech si completa con i servizi di consulenza e formazione, a cura di TIFQ, fino alla certificazione volontaria di ICIM SpA, unico schema MOCA accreditato Accredia per un comparto strategico per le imprese e le industrie italiane.   ________________   * purché conforme allo standard UNI EN 13432 “Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione” o UNI EN 14995 “Materie plastiche – Valutazione della compostabilità – Schema di prova e specificazioni”
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Confindustria Dispositivi Medici: tre webinar gratuiti su normative e quadri regolatori

In vista del Regulatory Affairs Day 2022 – organizzato per il prossimo maggio da Confindustria Dispositivi Medici in collaborazione con gli Organismi notificati, Ministero della Salute e Commissione europea – Confindustria Dispositivi Medici promuove un ciclo di 3 eventi on line dedicati ciascuno a un tema specifico in ambito regolatorio per i dispositivi medici e diagnostici in vitro. La partecipazione è gratuita per le imprese del settore. Questo il calendario:     martedì 22 febbraio 2022, dalle 14.30 alle 15.30Vigilanza e sorveglianza post-marketIl tema della vigilanza e sorveglianza post-commercializzazione è un elemento essenziale per fornire al mercato dell’Unione europea dispositivi sicuri ai pazienti che funzionino in conformità alle normative vigenti. L’attività di monitoraggio e controllo coinvolge anche gli operatori economici lungo tutta la filiera, ossia mandatario, importatore e distributore.Iscrizione gratuita QUI mercoledì 23 marzo 2022, dalle 14.30 alle 16.00Dispositivi medici a base di sostanze: facciamo il puntoUn approfondimento sulle modifiche introdotte dalla linea guida Medical Device Coordination Group (MDCG) sui prodotti borderline.Iscrizione gratuita QUI mercoledì 20 aprile 2022, dalle 14.30 alle 15.30Q&A MDR/IVDR, Tavola Rotonda sull’attuazione dei regolamentiLo stato dell’arte del Regolamento 745 e le aspettative sul Regolamento 746: gli aspetti necessari in attesa dell’adeguamento della norma nazionale che disciplina la progettazione, la validazione, la fabbricazione, l’immissione in commercio, l’utilizzo e le indagini cliniche dei dispositivi medici.Iscrizione gratuita QUI   In ambito medicale ICIM Group mette il proprio know how e i propri servizi a disposizione degli imprenditori attivi in un comparto fondamentale per la salute e il benessere dei cittadini. In particolare, ICIM SpA, ente di certificazione di ICIM Group, affianca le aziende nel verificare e certificare la conformità dei dispositivi medici secondo il Regolamento UE 2017/745, per il quale ICIM è in attesa di notifica.
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Plastica con fibre di bambù per uso alimentare: illegale anche in Italia

Presentati spesso sul mercato come un’alternativa green a prodotti in plastica, gli oggetti in plastica contenenti fibre di bambù o similari, es. mais, in forma polverizzata e destinati a entrare in contatto con gli alimenti sono stati dichiarati illegali – e dunque non commercializzabili sul territorio nazionale – dal Ministero della Salute, che ha pubblicato in merito la nota n. 4238/2021 del 17 novembre 2021, indirizzata agli Assessorati alla Sanità delle regioni e province autonome, alle Associazioni di categoria e alle Associazioni di consumatori. La scelta del Ministero si allinea a quanto già fatto da altri stati europei dopo il pronunciamento del 23 giugno 2020 da parte del gruppo di lavoro FCM (Food Contact Materials) della Commissione Europea e arriva a seguito delle numerose notifiche di allarme o respingimento alla frontiera pubblicate sul portale RASFF–Rapid Alert System for Food and Feed (65 dal 2019 a marzo 2021) riguardanti tali oggetti – per lo più piatti, tazze, bicchieri – nei quali sono state evidenziate cessioni di formaldeide e ammine aromatiche superiori ai limiti stabiliti dal Regolamento (UE) n. 10/2011 associate a potenziali rischi per la salute umana. Questi prodotti ora banditi dal mercato non vanno tuttavia confusi con quelli in bambù naturale, la cui struttura non è modificata dalla combinazione con la plastica e possono, dunque, continuare ad essere utilizzati, purché rispettino i requisiti della normativa comunitaria e nazionale relativa al contatto con gli alimenti e venga osservato ogni criterio di igiene anche per evitare la formazione di muffe durante lo stoccaggio. Il provvedimento porta alla ribalta il tema della sicurezza dei MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti), regolata da una normativa complessa, in particolare per le imprese che intendono esportare nei paesi esteri. ICIM Group si rivolge alle aziende dell’intero comparto food tech con una proposta integrata che include consulenza e supporto tecnico; numerose prove, analisi e test di componenenti e materiali (incluse prove di migrazione e cessione delle sostanze agli alimenti); dichiarazioni di conformità; fino alla certificazione volontaria secondo lo schema MOCA di ICIM SpA, unico accreditato in Italia.  
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Verifiche periodiche su impianti di sollevamento e apparecchiature in pressione: i servizi OMECO e ICIM SpA per la sicurezza sul lavoro

Il tema della sicurezza sul lavoro è di tragica attualità, come raccontano i dati INAIL che registrano per lo scorso anno 1.221 morti e oltre 555.000 denunce per infortunio sul lavoro, cui si sommano gli oltre 90 morti dall’inizio del 2022. Uno scenario che ripropone con urgenza l’attenzione ai temi della corretta manutenzione e gestione delle macchine, delle attrezzature e degli impianti e dell’importanza che questi vengano sottoposti puntualmente ai controlli periodici previsti per legge, al fine di verificarne il corretto funzionamento, lo stato di usura e il mantenimento delle condizioni di sicurezza. Per farsi aiutare a rispettare pienamente le norme che regolano le verifiche su macchinari e attrezzature, le imprese possono contare sulle competenze di società terze abilitate. Tra queste ICIM Group che attraverso le società ICIM SpA e OMECO Srl può effettuare verifiche periodiche sulle attrezzature e impianti a pressione e sugli apparecchi di sollevamento in esercizio, obbligatorie in attuazione dei commi 11, 12, 13 dell’art. 71 D.Lgs.81/08 e smi. Una normativa che prevede diversi stadi di controllo: la cosiddetta “Prima Verifica Periodica” (per immatricolazione e messa in servizio di nuove attrezzature), la “Verifica Periodica Successiva alla Prima” e, nel tempo, le “Indagini Supplementari”, finalizzate a evidenziare eventuali vizi, difetti o anomalie avvenute durante l’utilizzo delle attrezzature messe in esercizio da oltre 20 anni e a stabilire la vita residua in cui la macchina potrà ancora operare in condizioni di sicurezza. ICIM SpA è soggetto abilitato a eseguire la “Prima Verifica Periodica” (per Lombardia, Campania e Puglia) e segue i processi per ogni esigenza di “Verifica Periodica Successiva alla Prima” su tutto il territorio nazionale. Per le “verifiche ventennali” – che, come indicato nell’Allegato II del DM 11 aprile 2011, riguardano impianti di sollevamento quali gru mobili, gru trasferibili e ponti sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato – le aziende posso affidarsi a OMECO Srl, laboratorio accreditato nel settore meccanico, in grado di eseguire l’intera gamma dei controlli non distruttivi, necessari alla conduzione delle indagini supplementari. Nel rispetto della legge, OMECO rilascia l’esito dei controlli effettuali e la relazione che definisce la vita residua della macchina o dell’impianto monitorato. Per maggiori informazioni: silvia.archetti@icim.it – 3367796041
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Prove non distruttive: al via i corsi AIPnD per certificazione livello 3 con CICPnD

Partono a metà febbraio 2022 i corsi di formazione gratuiti promossi da AIPnD (Associazione Italiana Prove non Distruttive Monitoraggio Diagnostica) per i soci che intendono accedere alla certificazione di terzo livello con CICPnD-Centro Italiano di Coordinamento per le Prove non Distruttive, socio ANIMA Confindustria. Suddivisa in moduli, la formazione abbraccia diversi aspetti e tematiche: Metodo Termografia (MT), Metodo Base, Metodo Rivelazione di fughe (LT), Metodo Correnti Indotte (ED), Metodo Estensimetria (ST), Metodo Visivo (VT), Metodo Liquidi Penetranti (PT), Metodo Magnetoscopico (MT). Con oltre cinquant’anni d’esperienza in prove e testing, il Laboratorio OMECO (società di ICIM Group) è centro d’esame CICPnD e partner di AIPnD per la formazione in campo dei futuri tecnici, mettendo a disposizione i propri laboratori per le prove pratiche dei corsisti. Per maggiori informazioni: www.aipnd.it – segreteria@aipnd.it  
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Sistema ACI obbligatorio per export verso l’Egitto: OMECO al fianco delle imprese italiane

Dal 1° ottobre 2021 l’utilizzo del sistema ACI–Advance Cargo Information è diventato obbligatorio per l’introduzione di prodotti in Egitto e prevede una serie di adempimenti sia da parte dell’esportatore sia da parte dell’importatore. Le aziende italiane che esportano verso questo Paese sono tenute a seguire questa nuova procedura, collegata sia alla piattaforma Nafeza (attraverso la quale gli importatori egiziani registrano le spedizioni in entrata) sia alla piattaforma CargoX, dove i soggetti che esportano verso l’Egitto presentano i documenti necessari allo sdoganamento direttamente all’Autorità doganale egiziana. OMECO Srl, società di ICIM Group, offre alle aziende un supporto completo nella gestione dell’intero processo ACI che comprende:  registrazione dell’impresa italiana su portale CargoX  invio fattura o fattura proforma all’importatore  comunicazione all’azienda italiana del codice ACID-Advance Cargo Information Declaration  preparazione fattura elettronica secondo format di CargoX  upload dei documenti sul portale CargoX  eventuali correzioni documentali e conseguente nuovo upload su portale CargoX. Per ulteriori informazioni le aziende interessate possono contattare OMECO Srl al numero 039 885 8051 o scrivere a commerciale@omecosrl.it
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La proposta formativa ICIM Group per le aziende: tutti i corsi fino a luglio 2022

Si presenta ricca e articolata la proposta formativa di ICIM Group rivolta alle aziende che desiderano accrescere il capitale della conoscenza finalizzato a obiettivi di business sostenibile e a ottimizzare i propri processi interni. Nel calendario del primo semestre 2022 i corsi ICIM Group – sia in ambito tecnico e normativo sia per il miglioramento delle performance aziendali e per la qualificazione delle competenze tecniche e delle abilità personali (soft skill) – sono raggruppati in quattro categorie: CERTIFICAZIONE, COMPETENZE PROFESSIONALI, INDUSTRIA, TESTING, con svolgimento principalmente in modalità on line. Per scaricare il calendario dei corsi, clicca QUI Per informazioni dettagliate e iscrizioni scrivere a: formazione@icim.it
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ICIM Group è socio sostenitore del Cluster Tecnologico Nazionale “Fabbrica Intelligente” (CFI)

Da quest’anno ICIM Group è entrato a far parte, in qualità di socio sostenitore, del Cluster Tecnologico Nazionale Fabbrica Intelligente (CFI), l’associazione riconosciuta dal MIUR, nata nel 2012 con l’obiettivo di attuare una strategia basata sulla ricerca e l’innovazione per la competitività del manifatturiero italiano. Sono, ad oggi, oltre 350 i portatori di interessi coinvolti nel futuro dell’industria italiana che collaborano attivamente al tavolo del CFI: tra questi grandi aziende, PMI, regioni, università e enti di ricerca, istituzioni, associazioni imprenditoriali e stakeholder del manufacturing avanzato. Le attività del Cluster Fabbrica Intelligente sono orientate a definire la “Roadmap per la ricerca e l’innovazione”: un documento strategico, periodicamente aggiornato, in grado di consolidare e incrementare i vantaggi competitivi nazionali e, al tempo stesso, indirizzare la trasformazione del settore manifatturiero italiano verso nuovi sistemi di prodotto, processi/tecnologie, sistemi produttivi, coerentemente con le agende strategiche dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione. ICIM Group, le cui società controllate (ICIM SpA, Omeco, TIFQ e TIFQLab) hanno sviluppato in questi anni competenze distintive per la valutazione di processi di transizione digitale e nella valutazione di conformità di prodotti e sistemi di produzione innovativi (es. Additive Manufacturing) metterà a disposizione il know how acquisito in occasione dei network collaborativi tematici programmati ogni anno all’interno del CFI.
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Transizione 4.0. La Legge di Bilancio proroga il credito d’imposta fino al 2025 ma riduce le aliquote

La Legge di Bilancio 2022 (n. 234 del 30 dicembre 2021) ha prorogato fino al 2025 il credito d’imposta per gli investimenti Industria 4.0 ma con una progressiva riduzione delle aliquote – che arrivano a dimezzarsi e anche oltre – e con modifiche ai massimali dei costi ammissibili al beneficio. Se da un lato, dunque, sono stati allungati i termini per le agevolazioni in materia, dall’altro appare evidente che il 2022 sarà l’ultimo anno utile per accedere a un consistente beneficio fiscale. Oggi e fino al 31 dicembre 2022, per investimenti in beni materiali 4.0 (All. A L. 232/2016) l’aliquota per il credito d’imposta è del 40% sugli investimenti fino a 2,5 mln di euro, del 20% da 2,5 a 10 mln e 10% per gli investimenti da 10 a 20 mln. Secondo la nuova Legge di Bilancio, tali percentuali si dimezzano a partire dal 1° gennaio 2023, ovvero passano, rispettivamente, al 20% fino a 2,5 mln, al 10% fino a 10 mln e al 5% per investimenti fino a 20 mln di euro. Come sempre, per ogni scadenza è prevista un’appendice di applicabilità al 30 giugno dell’anno successivo se ordine dei beni e versamento dell’acconto del 20% dell’investimento vengono effettuati entro il 31 dicembre precedente. Per i beni immateriali (All. B L. 232/2016) – ad esempio software 4.0 – la misura del credito d’imposta passa dal 20% per gli investimenti entro il 31 dicembre 2023 al 15% per gli investimenti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024 e scende al 10% per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025. Il limite massimo di costi ammissibili è sempre pari a un milione di euro e, come per i beni materiali, è prevista un’appendice di applicabilità entro il 30 giugno dell’anno successivo qualora ordine e acconto del 20% vengano effettuati entro il 31 dicembre precedente. Si annuncia una riduzione delle aliquote anche per gli investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e design, sebbene il credito d’imposta sia stato prorogato fino al 2031. Per le attività di ricerca e sviluppo si passa da un 20% con massimale di 5 mln di euro nel 2022 al 10% con un massimale di 6 mln a partire dal 2023 e fino al 2031. Si dimezza la percentuale del beneficio anche per le attività di innovazione o attività di design e ideazione estetica su un massimale di 2 mln di euro, che passa dal 10% del 2022 al 5% per investimenti dal 2023 al 2025. Infine, per le attività di innovazione con finalità orientate a un obiettivo di transizione ecologica e di innovazione digitale 4.0 l’aliquota del 15% su un massimale di 2 mln di euro del 2022 scende al 10% su un massimale di 4 mln a partire dal 2023. In ambito Transizione 4.0, ICIM Group offre competenze trasversali attraverso le sue società. TIFQ Srl fornisce orientamento sulla normativa e supporto tecnico per reingegnerizzare i processi aziendali in ottica Industry 4.0 o per impostare e realizzare progetti Industria 4.0 nel rispetto di tutti i requisiti necessari per l’accesso ai benefici fiscali che, ricordiamo, si applicano anche agli interventi di revamping di macchinari e impianti esistenti. Inoltre, offre supporto tecnico per l’accesso ai Crediti di Imposta Ricerca & Sviluppo & Innovazione valutando ammissibilità e classificazione dei progetti, strutturando la rendicontazione dei costi e redigendo la relazione tecnica asseverata, necessari per fruire dei benefici fiscali. ICIM SpA è, invece, l’ente di certificazione di riferimento in ambito 4.0 e offre un’importante garanzia nell’accesso ai benefici fiscali per i titolari degli investimenti, grazie alla competenza e l’esperienza di migliaia di valutazioni già eseguite e di oltre 2.400 attestazioni Industria 4.0 rilasciate garantite dall’accreditamento Accredia e copertura assicurativa. ICIM SpA si rivolge anche ai produttori e fornitori di beni dando loro la possibilità di comunicare correttamente al mercato la validità del proprio prodotto nella rispondenza ai requisiti del Piano Transizione 4.0 e ampliare il bacino d’utenza della propria impresa. Valutazione dei rischi di business continuity, cybersecurity, valutazione di sicurezza delle interfacce uomo-macchina completano gli ambiti di competenza di ICIM SpA.
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Commercio verso UK: vademecum Anima Confindustria sul marchio UKCA

Per agevolare la comprensione delle dinamiche di commercio con il Regno Unito – che dal 31 gennaio 2020 non è più ufficialmente parte dell’Unione Europea – Anima Confindustria ha pubblicato un nuovo vademecum dal titolo “Il marchio UKCA”, sulla nuova marcatura UK Conformy Assessed che sostituisce quella europea CE e che, a partire dal 1° gennaio 2023, sarà obbligatoria per poter immettere i prodotti sui mercati della Gran Bretagna (Inghilterra, Scozia e Galles). Le modalità di commercializzazione, importazione ed esportazione delle merci con il Regno Unito risentono dell’impatto generato dall’uscita del paese d’oltremanica dall’Unione Europa. Circostanza di grande interesse per l’Italia, paese esportatore con un saldo commerciale positivo nei confronti del Regno Unito. Il nodo cruciale in questo ambito è certamente occupato dalla conformità dei prodotti, dalla loro sicurezza e dagli adempimenti richiesti al produttore: tra questi si inserisce, appunto, il marchio UKCA. Il Vademecum UKCA di ANIMA Confindustria, intende fornire alle aziende una serie di suggerimenti pratici per poter soddisfare i nuovi requisiti normativi connessi all’utilizzo di questa nuova marcatura. Va precisato, comunque, che lo scenario è in costante evoluzione sulla base anche delle negoziazioni in essere tra Unione Europea e Regno Unito. Per consentire ai propri clienti – e non solo – di ottenere la marcatura UKCA per i prodotti che ricadono nell’ambito di applicazione della Pressure Equipment (Safety) Regulations 2016, corrispondente alla Direttiva 2014/68/UE PED-Pressure Equipment Directive (ovvero le attrezzature in pressione e gli “insiemi” sottoposti a una pressione massima ammissibile PS maggiore di 0,5 bar), della Equipment and Protective Systems Intended for use in Potentially Explosive Atmospheres Regulations 2016, corrispondente alla Direttiva ATEX 2014/34/UE (apparecchi e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva) e del Construction Products (EU Exit) Regulations 2019 and 2020, corrispondente al Regolamento EU 305/2011 CPR (prodotti da costruzione), ICIM SpA ha siglato accordi di collaborazione con diversi “Approved Body”, organismi riconosciuti da UKAS, l’ente di accreditamento britannico e approvati dal governo britannico. Grazie a queste partnership, i clienti ICIM SpA potranno ottenere, avendo come unico interlocutore diretto il proprio referente di ICIM in Italia, la marcatura CE per i propri prodotti rilasciata da ICIM e la marcatura UKCA rilasciata da un ente “Approved Body”.
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I nostri migliori auguri

In occasione del Natale ICIM Group sostiene l’ASSOCIAZIONE ONCOLOGICA MILANESE – AMO LA VITA Onlus, che ogni giorno si impegna ad accogliere e supportare i malati oncologici fragili e i loro familiari prima durante e dopo la cura. La cifra tradizionalmente destinata ai regali aziendali sarà devoluta da ICIM Group a Amolavita Onlus quale contributo per l’acquisto di un “analizzatore ematologico” per il Day Hospital di Oncologia dell’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano. Aiutaci a sostenere AMO LA VITA Onlus: www.amolavitaonlus.it.
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Saldatrici industriali e benefici fiscali: il position paper 2021 di ANASTA

ANASTA, Associazione Nazionale Aziende Saldatura Taglio e Tecniche Affini (federata ANIMA Confindustria), ha recentemente pubblicato il nuovo Position Paper che riassume le principali informazioni in merito all’ “applicabilità del credito d’imposta previsto dal Piano Transizione 4.0 per le saldatrici elettriche industriali”.    Il documento di sintesi, aggiornato al 2021, rappresenta un’utile guida di riferimento che esamina in quali casi e con quali modalità le diverse tipologie di saldatrici elettriche industriali possano soddisfare i requisiti definiti dalla legge 232/2016 per l’accesso ai benefici fiscali previsti per l’acquisto di beni indicati come “Industria 4.0”.  Beni che, è utile ricordarlo, devono anche essere utilizzati secondo il paradigma di interconnessione che permetta di evidenziare l’effettivo valore aggiunto in termini di qualità, efficacia, efficienza e produttività nei processi. Questo requisito deve perdurare nel tempo, per poter mantenere il diritto del beneficio anche nei periodi di imposta successivi a quello in cui il bene viene interconnesso. Dopo la descrizione delle diverse tipologie di macchine per la saldatura, il Position Paper illustra le modalità da mettere in campo per soddisfare i vari requisiti previsti  per l’accesso ai benefici fiscali I4.0. Inoltre, una serie di esempi e casi d’uso, consente alle aziende di confrontare con maggiore semplicità la propria situazione in merito alle apparecchiature per la saldatura presenti in azienda e recentemente installate. Se da un lato i produttori di saldatrici elettriche industriali sono tenuti a fornire informazioni corrette e veritiere circa le caratteristiche del bene (caratteristiche che possono rendere la macchina idonea o non idonea ad ottenere le agevolazioni fiscali), rimane comunque in carico all’azienda acquirente soddisfare le condizioni tencologiche previste per l’acecsso al Credito di Imposta Industria 4.0, tra cui l’interconnessione. L’attestazione che “il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo negli elenchi di cui agli allegati A o B della legge 232/2016 ed è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura” è obbligatoria sopra i 300 mila euro di investimento per singolo bene ed è rilasciata da organismi di certificazione accreditati (oppure sostiuita dalla perizia rilasciata da ingegnere o perito industriale iscritti ai rispettivi albi). E’ facoltà dell’impresa, per invetsimenti sotto i 300 mila euro, avvalersi in ogni caso dell’intervento di roganis,i di certificazioni o periti, oppure redigere autocertificazione del rispetto dei requisiti tecnici a firma del legale rappresentante. In ambito Transizione 4.0, ICIM Group offre competenze trasversali attraverso le sue diverse società: in particolare, TIFQ fornisce il necessario supporto tecnico per sostenere le aziende nella digitalizzazione dei processi e dei servizi in chiave Industria 4.0, mentre ICIM SpA è l’ente di certificazione di riferimento 4.0 e vanta già oltre 1.800 attestazioni di conformità industria 4.0 rilasciate che corrispondono ad altrattanti interventi finalizzati all’accesso ai benefici fiscali Industria 4.0, tra cui, assessment, valutazione dei rischi di business continuity, cybersecurity, valutazione di sicurezza delle interfacce uomo-macchina. È possibile scaricare Position Paper di ANASTA nella versione integrale a questo link
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| 7 dicembre 2021 | Chiusura uffici

In occasione della festività di Sant’Ambrogio, martedì 7 dicembre 2021, gli uffici di ICIM Group, ICIM SpA e TIFQ saranno chiusi. Per comunicazioni urgenti scrivere a infoicimspa@gmail.com 
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Webinar 30/11. Transizione 4.0: le novità sugli incentivi fiscali

“Legge di Bilancio e Decreto Fiscale: le novità sugli incentivi fiscali” è il titolo del webinar di martedì 30 novembre 2021 dalle ore 14.00 organizzato da PROBEST, società di servizi di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, in collaborazione con ICIM Group e PwC TLS, Associazione Professionale di Avvocati e Commercialisti. Il webinar ripercorrerà gli aggiornamenti e le novità introdotte dal Decreto Legge n. 146 del 21 ottobre 2021 “Misure urgenti in materia economica e fiscale” (cosiddetto Decreto Fiscale) e dalla bozza della Legge di Bilancio 2022, approfondendo in modo particolare tre argomenti: 1) Patent Box – intervento a cura di PWC TLS – Il Decreto Fiscale abroga l’attuale regime agevolativo, e introduce un nuovo regime con maxi deduzione del 90% dei costi R&D (Ricerca e Sviluppo) sostenuti per i beni intangibili agevolati. Inoltre, re-introduce i marchi tra i beni intangibili agevolati (esclusi dal 31 dicembre 2016). Si parlerà di: il contesto normativo: le novità previste dal DL 146/2021; la legge di conversione e i provvedimenti attuativi: possibili scenari; cosa cambia per l’impresa: oneri e vantaggi. 2) La “sanatoria” del credito d’imposta R&D – intervento a cura di PWC TLS -Il Decreto Fiscale contiene “alcuni correttivi alla disciplina del credito d’imposta in Ricerca e Sviluppo al fine di superare le incertezze interpretative connesse all’originaria formulazione della misura”. Verranno illustrati: l’ambito applicativo della sanatoria R&D (Ricerca e Sviluppo); la procedura di riversamento, modalità e termini. 3) Piano Transizione 4.0, le novità nella bozza della Legge di Bilancio 2022 – intervento a cura di PWC TLS ed ICIM Group – La bozza della Legge di Bilancio 2022 proroga le misure del Piano Transizione 4.0. Sarà ICIM Group a illustrare nel dettaglio il contesto normativo, presentando le novità previste sui crediti di imposta Industria 4.0, nonché le tempistiche e gli aspetti contrattuali necessari per la pianificazione degli investimenti. In ambito Transizione 4.0, ICIM Group offre competenze trasversali attraverso le sue diverse società: in particolare, TIFQ fornisce il necessario supporto tecnico per sostenere le aziende nella digitalizzazione dei processi e dei servizi mentre ICIM SpA è l’ente di certificazione di riferimento 4.0 e vanta già oltre 1.800 interventi finalizzati all’accesso ai benefici fiscali, in dettaglio attestazioni di conformità, assessment, valutazione dei rischi di business continuity, cybersecurity, valutazione di sicurezza delle interfacce uomo-macchina. Per iscriversi al webinar “Legge di Bilancio e Decreto Fiscale: le novità sugli incentivi fiscali”, scrivere a stefano.simioni@probest.it , a seguito della registrazione verrà inviato il link per partecipare alla videoconferenza dell’evento. 26 novembre 2021
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Saldatura: le novità UNI EN ISO 3834 e le scadenze per l’adeguamento delle certificazioni

Lo standard ISO 3834 è una norma strutturata in modo da poter essere utilizzata per la fabbricazione, sia in officina che in cantiere, di qualsiasi tipo di costruzioni saldate per fusione e la sua applicazione può dunque estendersi ad un’ampia gamma di aziende: produttori di componenti in pressione, insiemi o tubazioni soggette a normative nazionali o internazionali (PED, ASME); produttori di strutture saldate per applicazioni impiantistiche tradizionali (impianti e centrali) e per l’edilizia; produttori che operano nel settore ferroviario e nel campo impiantistico (impianti chimici, petrolchimici, produzione di energia, siderurgici, etc.). L’applicazione delle norme ISO 3834 determina benefici per i costruttori nella definizione e nel mantenimento dei requisiti di qualità per la saldatura e, in qualità di linea guida per le verifiche/qualifica dei fornitori di prodotti saldati, apporta all’azienda un vantaggio competitivo in fase contrattuale. È stata pubblicata lo scorso giugno una nuova serie di norme per la ISO 3834 “Requisiti di qualità per la saldatura per fusione dei materiali metallici” che, rispetto alla precedente edizione del 2006 introduce un aggiornamento delle parti certificabili ovvero: ISO 3834-2:2021 Requisiti di qualità estesi ISO 3834-3:2021 Requisiti di qualità normali ISO 3834-4:2021 Requisiti di qualità elementari. Le principali novità introdotte quest’anno riguardano: le modalità di conduzione ed evidenze a supporto delle ispezioni prima e durante la saldatura; evidenze a supporto della corrispondenza tra parametri di processo qualificati e modalità esecutive dei giunti di produzione; gestione degli strumenti di misura e controllo. L’organismo di Accreditamento, tramite la circolare tecnica Accredia DC N° 35/2021, ha definito un periodo di transitorio, che si esaurisce il 3 dicembre 2022, per adeguare ai nuovi standard introdotti le certificazioni già emesse secondo l’edizione precedente. Ai sensi di detta circolare, a partire dal 4 giugno 2022, tutti gli audit dovranno essere effettuati secondo i requisiti della nuova edizione della norma e gli accreditamenti che faranno ancora riferimento alla norma ISO 3834 del 2006, saranno ritenuti privi di validità e, dunque, revocati. ICIM SpA, organismo accreditato ACCREDIA per la certificazione ISO 3834 “Requisiti di qualità per la saldatura per fusione dei materiali metallici” è pronto ad accompagnare le aziende in questo periodo di transizione, affinché possano programmare e pianificare le risorse necessarie all’ottenimento della certificazione secondo i nuovi standard 2021, nei tempi e nei modi previsti. Per maggiori informazioni e per avviare per tempo l’iter di transizione alle ISO 3834:2021, scrivere a info@icim.it o telefonare al 02 725341. 23 novembre 2021
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Idrogeno green e report IEA: necessari più investimenti

Già prima degli incontri della COP26, il Report “Global Hydrogen Review 2021” elaborato da IEA-International Energy Agency metteva in evidenza come, per  sostenere la transizione verso l’energia pulita e raggiungere emissioni nette zero entro il 2050, i governi siano chiamati a investire maggiormente sull’idrogeno green, per ridurne i costi di produzione e incoraggiarne un uso più ampio in tutti i settori. Nonostante le enormi potenzialità di questo combustibile a basso contenuto di carbonio, dal report emerge, infatti, che la produzione globale dell’idrogeno verde è ancora minima, il suo costo non è ancora competitivo e il suo uso in settori promettenti come l’industria e i trasporti è ancora limitato. Alcuni segnali incoraggianti però non mancano: rispetto alla precedente analisi IEA del 2019, quando solo Francia, Giappone e Corea avevano strategie per l’uso dell’idrogeno, oggi sono 17 i paesi ad averle adottate, più di 20 hanno annunciato che ci stanno lavorando e molte aziende stanno cercando di sfruttare le opportunità commerciali dell’idrogeno. L’analisi conferma che il principale ostacolo a un ampio sviluppo dell’idrogeno green è il suo alto costo di produzione, determinato da grandi quantità di elettricità per produrlo dall’acqua o dall’uso di tecnologie di cattura di carbonio per produrlo da combustibili fossili. In base ai prezzi del gas naturale e dell’elettricità rinnovabile, produrre idrogeno verde può costare, dunque, da 2 a 7 volte di più che produrlo dal gas naturale senza cattura del carbonio. Negli ultimi anni gli investimenti sono aumentati, basti pensare che la capacità globale degli elettrolizzatori, che producono idrogeno dall’acqua senza generare emissione utilizzando l’elettricità, è raddoppiata negli ultimi cinque anni, con circa 350 progetti attualmente in fase di sviluppo e altri 40 progetti nelle prime fasi di sviluppo. Ma secondo IEA non basta. Consentire un maggiore uso dell’idrogeno nell’industria e nei trasporti, settori in cui le emissioni sono particolarmente difficili da ridurre, richiederà inoltre misure politiche e sostegni per promuovere la costruzione dei necessari impianti di stoccaggio, trasmissione e ricarica. Secondo le stime dell’IEA sono necessari 1.200 miliardi di dollari di investimenti da qui al 2030 per mettere il settore dell’idrogeno su un percorso coerente con le emissioni nette globali zero entro il 2050. In questa scenario anche il ruolo delle aziende, chiamate ad investire sulla tecnologia a idrogeno per decarbonizzare i propri processi industriali, è fondamentale. Ogni organizzazione deve valutare con attenzione opportunità, barriere tecnologiche ed eventuali ostacoli normativi in merito alla scelta di utilizzare l’idrogeno green. In questo ambito, il Laboratorio OMECO Srl, società di ICIM Group, mette a disposizione delle imprese interessate specifici testing di materiali e componenti per lo stoccaggio, il trasporto e la distribuzione di idrogeno. [Fonte: INFOBUILDENERGIA.IT] 16 novembre 2021
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Dal MITE la nuova strategia per l’economia circolare

Con il preciso obiettivo di aggiornare il documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia” (del 2017) e in considerazione dell’urgenza di intervenire per ridurre le emissioni e contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, il Ministero della Transizione Ecologica (MITE) ha pubblicato le linee programmatiche per una nuova “Strategia nazionale per l’economia circolare”, affinché siano coerente alle nuove sfide globali. Incentrata su eco-progettazione ed efficienza la nuova strategia tiene ovviamente in considerazione anche i nuovi programmi definiti a livello comunitario per supportare la transizione verso modelli circolari, nonché la messa a punto di nuovi settori produttivi in grado di massimizzare il recupero e il riciclo dei rifiuti. Lo scopo del MITE , infatti, è quello di definire i nuovi strumenti amministrativi e fiscali per potenziare il mercato delle materie prime seconde, la responsabilità estesa del produttore e del consumatore, la diffusione di pratiche di condivisione di “prodotto come servizio”. E, ancora, supportare il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica e definire una roadmap di azioni e di target misurabili da qui al 2040. Le aree di intervento saranno, quindi: ecoprogettazione ed innovazione di prodotto, bioeconomia, blue economy, materie prime critiche. Le misure da adottare riguarderanno, invece, la tracciabilità dei rifiuti, l’utilizzo di materiali derivanti dalle filiere del riciclo, un meccanismo per rendere il riciclo più conveniente dello smaltimento in discarica, la promozione del diritto al riuso e alla riparazione, la riforma dei sistemi di Epr (responsabilità̀ estesa del produttore) e dei consorzi per supportare il raggiungimento degli obiettivi comunitari, il rafforzamento degli strumenti normativi esistenti (End of waste, Cam  relativa applicazione a settori strategici), il supporto allo sviluppo di progetti di simbiosi industriale. Il documento completo con le linee programmatiche per una nuova “Strategia nazionale per l’economia circolare” può essere consultato direttamente sul sito del MITE. Le organizzazioni hanno già a disposizione numerosi strumenti per verificare la circolarità del proprio ciclo produttivo e, in particolare, il riutilizzo di materie prime basate interamente o parzialmente sul riuso dei rifiuti. ICIM SpA è un ente di certificazione in grado di affiancare le aziende dimostrando la sostenibilità dei prodotti in maniera imparziale, attraverso lo certificazione volontaria ISCC Plus. [Fonte: AMBIENTESICUREZZAWEB.IT] 15 novembre 2021
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Mercato italiano Industria 4.0 in crescita: progetti per oltre 4,5 miliardi nel 2021

Gli investimenti delle imprese manifatturiere in progetti ispirati al paradigma dell’Industria 4.0 (Industrial IoT, Industrial Analytics, Cloud Manufacturing, Advanced Automation, Additive Manufacturing, Advances Human Machine Interface e servizi di consulenza e formazione) non si sono arrestati nemmeno nel difficile anno della pandemia. Anzi, secondo i dati dall’Osservatorio Transizione Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano, il mercato italiano dell’Industria 4.0 è cresciuto del +8% passando dai 3,9 miliardi del 2019 a 4,1 miliardi nel 2020  e con una previsione per il 2021 di superare i 4,5 miliardi di euro. Un trend che conferma la definitiva importanza della trasformazione digitale in corso, con una progettualità che sta rinnovando in modo consistente il settore industriale italiano. Le iniziative più semplici sono ormai conosciute e consolidate, con almeno un progetto attivato nel 75% delle aziende manifatturiere. Ancora necessari, invece, una visione di lungo termine, il coraggio di sperimentare nuove sfide e un forte investimento nelle competenze 4.0 per avviare progetti di digitalizzazione pervasivi, multi-tecnologici e basati su cloud e su reti innovative. In questo panorama, il dettaglio relativo ai servizi di consulenza e formazione in ambito 4.0 ha raggiunto nel 2020 il valore di circa 275 milioni di euro (7% della spesa complessiva), l’8% in più rispetto al 2019 e con una stima di crescita per il 2021 del + 10-15%. L’Osservatorio ha indagato anche sulla percezione degli incentivi previsti dal piano Transizione 4.0: l’83% delle 175 grandi imprese e PMI intervistate conosce il credito d’imposta previsto per gli investimenti in beni strumentali, il 55% conosce il credito d’imposta per ricerca, sviluppo e innovazione, e a due su tre è noto anche l’incentivo per la formazione 4.0. Guardando al futuro, le aziende esprimono un’esigenza di sviluppo degli incentivi per accompagnare la crescita del mercato: se nel breve termine sono importanti gli sgravi fiscali sugli operatori di fabbrica per abbassare il costo del lavoro (secondo il 55% degli intervistati) e incentivi per l’assunzione di personale (41%), nel medio termine – due anni – le aziende auspicano il rilancio di forme di iper e super ammortamento su beni strumentali (indicato dal 48% del campione) e incentivi di nuova concezione per investimenti in beni immateriali come software e piattaforme per la system integration (importanti per il 39% delle imprese). Anche in tema di sostenibilità, l’Osservatorio ha messo in evidenza la scelta delle aziende di raggiungere questo vantaggio competitivo anche con l’ausilio di tecnologie digitali, in particolare per monitorare gli scarti di processo e le emissioni inquinanti, anche in relazione al consumo di acqua, materiali ed energia lungo il processo produttivo. Un quarto del campione, tuttavia, non misura alcun indicatore di performance relativo alla sostenibilità. In ambito Transizione 4.0 ICIM GROUP offre competenze trasversali attraverso le sue diverse società: in particolare, TIFQ fornisce il necessario supporto tecnico per sostenere le aziende nella digitalizzazione dei processi e dei servizi mentre ICIM Spa è l’ente di certificazione di riferimento 4.0 e vanta già oltre 1.800 interventi finalizzati all’accesso ai benefici fiscali, in dettaglio attestazioni di conformità, assessment, valutazione dei rischi di business continuity, cybersecurity, valutazione di sicurezza delle interfacce uomo-macchina. [Fonte INNOVATIONPOST.IT]3 novembre 2021
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Transizione 4.0: pubblicati i modelli per comunicare al MISE gli investimenti agevolati

Sono tre i modelli che il Ministero per lo Sviluppo Economico ha finalmente messo a disposizione delle aziende per la comunicazione dei dati relativi agli investimenti agevolati con i crediti d’imposta previsti dal Piano Transizione 4.0. Nel dettaglio le imprese potranno comunicare le informazioni sugli investimenti sostenuti per: beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’organizzazione – beni 4.0 -(modello scaricabile QUI); le spese relative agli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, attività di innovazione tecnologica e attività di design e ideazione estetica previste dal Piano Transizione 4.0 (modello scaricabile QUI); le spese sostenute per la formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti a tale trasformazione (modello scaricabile QUI). Va ricordato che la comunicazione delle informazioni da parte delle aziende è unicamente ai fini statistici, ovvero per consentire al MISE di valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative messe in campo, e non è, dunque, considerato un requisito vincolante per fruire dei benefici fiscali. I singoli modelli di comunicazione possono essere utilizzati sia per gli investimenti ricadenti sotto la precedente legge di bilancio, quindi quelli relativi al 2020 (legge 27 dicembre 2019, n. 160), da trasmettere entro il 31 dicembre 2021; sia per gli investimenti 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178) da trasmettere entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi riferita a ciascun periodo d’imposta di effettuazione degli investimenti. Con oltre 1.800 attestazioni per l’accesso ai benefici fiscali già rilasciate garantite dall’accreditamento Accredia e copertura assicurativa, ICIM SpA è l’ente di certificazione di riferimento in ambito Transizione 4.0 (attestazioni di conformità, assessment, valutazione dei rischi di business continuity, cybersecurity, valutazione di sicurezza delle interfacce uomo-macchina) pronto a mettere a disposizione delle aziende interessate tutto il proprio know how e le proprie competenze in questo ambito. Il quadro normativo legato al Piano Transizione 4.0 è in costante aggiornamento ed evoluzione. Affidarsi a soggetti competenti per l’accesso ai benefici fiscali è una scelta strategica per tutelare i propri investimenti. TIFQ guida le imprese alla corretta interpretazione tecnico-normativa delle discipline di agevolazione fiscale e permette loro di massimizzare il beneficio rispettando profili temporali e condizioni tecnologiche previste dalla Legge. TIFQ, società del Gruppo ICIM, grazie al suo socio di maggioranza ANIMA Confindustria, infatti può contare sul continuo aggiornamento e confronto tecnico attraverso la partecipazione ai principali tavoli tecnici di lavoro. 27 ottobre 2021
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Per le PMI di Lombardia un bando regionale sull’efficienza energetica

È destinato alle Piccole e Medie Imprese che operano nel settore manifatturiero o estrattivo con sede operativa in Lombardia, il bando della Regione Lombardia che mette a disposizione fino a 800.000 € a fondo perduto per favorire l’efficientamento energetico delle aziende e per incentivare l’installazione del fotovoltaico sui tetti degli impianti produttivi. La dotazione finanziaria totale per ridurre i consumi energetici e le emissioni climalteranti delle PMI (anche mediante l’incremento della copertura del fabbisogno energetico con energia rinnovabile autoprodotta o accumulata) è di 10 milioni di euro destinati per metà alla riduzione dei consumi (Linea 1) e per metà all’installazione degli impianti fotovoltaici (Linea 2). Il finanziamento a fondo perduto è articolato sulle due linee di intervento come segue: Linea 1 e 2: 50% dei costi per consulenza, perizia tecnica asseverata, progettazione, direzione lavori e collaudo degli interventi, nel limite del 10 % del totale dei costi previsti; Linea 1: 40% delle spese ammissibili per interventi di efficientamento energetico- investimento minimo previsto 80.000,00€; Linea 2: 30% delle spese ammissibili per installazione di impianti fotovoltaici, con possibile integrazione di sistemi di accumulo. Le spese ammissibili per la fornitura e l’installazione degli impianti fotovoltaici sono definite in 2.000€/kW per impianti fino a 20 kW, 1.600€/kW per impianti fino a 100 kW; 1.000€/kW per impianti con potenza superiore a 100 kW. Sono soggette al contributo del 30% anche le spese per: la fornitura e l’installazione del sistema combinato di inverter con batterie; l’allacciamento alla rete dell’energia elettrica; oneri per la sicurezza; eventuale impianto di accumulo Per ciascuna linea, il contributo per gli investimenti non potrà superare l’importo massimo di 400.000 €, al netto del contributo relativo alle spese per consulenza, perizia tecnica asseverata, progettazione, direzione lavori e collaudo degli interventi. Per la data di apertura del bando sono previste due finestre per ciascuna linea di incentivazione: Linea 1: dalle ore 10:00 del 15/11/2021 (alle ore 16.00 del 15/12/2021) e dalle ore 10.00 del 03/01/2022 (alle ore 16.00 del 31/01/2022) Linea 2: dalle ore 10:00 del 18/10/2021 (alle ore 16.00 del 29/10/2021) e dalle ore 10.00 del 15/11/2021 (alle ore 16.00 del 30/11/2021). Maggiori informazioni e dettagli su come partecipare direttamente nel documento del bando o sulla piattaforma on line www.bandi.regione.lombardia.it. 25 ottobre 2021
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Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale, seminario ASSOCOLD e ICIM SpA a HOST 2021

ASSOCOLD, Associazione dei Costruttori di Tecnologie per il Freddo, federata ANIMA organizza nell’ambito della manifestazione HOST Milano 2021 un seminario sul tema Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale. L’appuntamenti è per martedì 26 ottobre alle 10.30 presso la Food-Technology Lounge di ANIMA Confindustria (Pad 2, Stand A04-C03, FieraMilano Rho). Anche nel mondo della refrigerazione commerciale – un comparto che in Italia vale circa 1 miliardo di Euro e conta 5.000 addetti – è fondamentale investire in ammodernamento, digitalizzazione ed efficientamento dei macchinari e dei processi produttivi. Per l’acquisto di tecnologie moderne e innovative, in un’ottica di investimenti che possano essere duraturi nel tempo, le aziende devono poter conoscere le modalità per accedere in maniera sicura agli strumenti di agevolazione fiscale previsti dal Piano di Transizione 4.0, utili anche ad accelerare l’adozione delle migliori e più avanzate tecnologie. Partendo da queste esigenze, ASSOCOLD in collaborazione con ICIM SpA ha recentemente pubblicato “La guida Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale” che sarà presentata nel dettaglio durante il seminario. Per partecipare al seminario, in presenza in Fiera o via streaming, è necessario compilare il modulo di iscrizione QUI
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Sostenibilità e gestione dei MOCA nell’industria alimentare, se ne parla a HOST 2021

Nell’ambito della manifestazione HOST Milano 2021, appuntamento venerdì 22 ottobre alle 16.30 presso la Food-Technology lounge di ANIMA Confindustria (Pad. 2, Stand A04-C03, FieraMilano Rho) per il seminario sul tema Sostenibilità e gestione dei MOCA nell’industria alimentare, a cura di ICIM GROUP insieme a ASSOFOODTEC e  FIAC, associazioni entrambe federate ANIMA. Intervengono il Prof Riccardo Guidetti del Dipartimento di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università degli Studi di Milano, che traccerà un quadro generale del tema sottolineando come l’industria alimentare e dunque dei MOCA possa contribuire in modo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile attraverso l’adozione di modelli di economia circolare: un traguardo peraltro atteso dai consumatori, che rivolgono crescente attenzione alle aziende che attuano politiche di sostenibilità serie e rigorose. ICIM GROUP – le cui partecipate sono a disposizione delle aziende associate ANIMA a cominciare dal supporto tecnico per individuare soluzioni che valorizzino le buone pratiche e le eccellenze produttive del comparto – interviene sui temi di MOCA e sostenibilità (con i suoi tecnici) e attraverso le testimonianze di tre aziende: Sanremo Coffee Machines (macchine per il caffè professionali), aderente ad Assofoodtec/Ucimac e certificata MOCA; Ilcar by Bugatti (prodotti e accessori per la tavola), aderente a Fiac; e ITP Industria Termoplastica Pavese, che ha recentemente conseguito la certificazione ISCC PLUS-ICIM per i suoi biopolimeri impiegati nei film per il packaging, un esempio vincente di ciclo produttivo di sostenibilità applicato al mondo dei materiali e oggetti a contatto con gli alimenti. Per partecipare al seminario, in presenza in Fiera o via streaming, è necessario compilare il modulo di iscrizione QUI
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Acqua trattata per l’Ho.Re.Ca: seminario ICIM GROUP e AQUA Italia a HOST 2021

Nel contesto della manifestazione HOST Milano 2021, appuntamento venerdì 22 ottobre a partire dalle 10.30 presso la Food-Technology lounge di ANIMA Confindustria (Pad. 2, Stand A04-C03, FieraMilano Rho) per due talk dedicati all’Acqua trattata per l’Ho.Re.Ca. organizzati da AQUA Italia federata ANIMA e ICIM GROUP. L’intervento di AQUA Italia Acqua trattata per l’Ho.Re.Ca: benefici e vantaggi di una scelta green non sarà focalizzato solo sui sistemi di affinaggio per l’acqua da bere, perché l’acqua trattata, grazie ai differenti trattamenti – filtrazione, addolcimento / condizionamento chimico /osmosi inversa -, può essere utilizzata anche per lavastoviglie, bolier, macchina per il ghiaccio, acqua al punto d’uso e macchine per caffè come racconteranno alcuni Associati AQUA Italia durante il talk. A seguire, ICIM GROUP si occuperà di Acqua trattata per l’Ho.Re.Ca.: i requisiti di qualità e sicurezza, sia dal punto di vista normativo – la legge tutela il consumatore stabilendo criteri igienici rigorosi e regole di comunicazione precise all’interno di bar, hotel e ristoranti – sia fornendo spunti di buone pratiche che è necessario adottare per essere sempre in regola, restando in linea con le ultime innovazioni del settore. Per partecipare al seminario, in presenza in Fiera o via streaming, è necessario compilare il modulo di iscrizione QUI
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ACCREDIA: l’accreditamento è sinonimo di trasparenza, crescita economica e semplificazione

“L’accreditamento svolge un ruolo di interesse pubblico e le certificazioni e le altre valutazioni di conformità accreditate possono contribuire alla buona riuscita del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. È quanto ha recentemente dichiarato Filippo Trifiletti, direttore generale di ACCREDIA – l’ente italiano di accreditamento cui il Governo affida la verifica della competenza degli organismi di certificazione e ispezione e dei laboratori di prove e tarature – commentando la sentenza della Corte di Giustizia Europea, la cosiddetta Sentenza Caracciolo*. Il provvedimento, risultato di una sintonia tra i Governi degli Stati Membri e le istituzioni europee coinvolte, ha innanzitutto ribadito il modello creato nel 2008 con l’entrata in vigore in tutti gli stati della UE del Regolamento 765: è stato altresì riconosciuto il maggiore valore delle certificazioni, delle prove e delle tarature accreditate rilasciate dagli enti che operano secondo questa normativa rispetto a quelli che, fuori dalla UE, operano solo nell’applicazione delle norme ISO. I requisiti richiesti agli enti dal Regolamento 765 sono, infatti, particolarmente stringenti e ci si deve attenere alle disposizioni specifiche dello stesso: in altre parole, il Regolamento 765 crea in Europa un clima particolarmente favorevole per l’uso delle certificazioni accreditate e la sentenza ribadisce che “l’attività di accreditamento viene configurata come un’attività di autorità pubblica nell’interesse generale” perché si basa su requisiti di indipendenza, imparzialità e competenza”. Non si tratta di un mero tecnicismo a uso e consumo degli addetti ai lavori. Trifiletti, infatti, cala la sentenza nell’attualità e sostiene che il sistema dell’accreditamento può sostenere concretamente i progetti previsti dal PNRR, in un’ottica di sussidiarietà con la Pubblica Amministrazione.  A supporto vi è anche lo studio realizzato dal Censis in collaborazione con Accredia, che mette in luce i timori dei cittadini, preoccupati che sprechi e mancati o eccessivi controlli possano minare i benefici attesi dalle ingenti risorse in arrivo dall’Europa. La certificazione accreditata può effettuare controlli rigidi e al tempo stesso ridurre i tempi di risposta per l’accesso al beneficio senza introdurre ulteriore burocrazia, così come è già accaduto con successo, dice Trifiletti, in occasione del Piano Industria 4.0 (poi Transizione 4.0) e, in misura minore, con il Codice Appalti. Da sempre partner della Pubblica Amministrazione, Accredia vede giorno dopo giorno accrescere i settori in cui il Governo le affida la verifica della competenza degli organismi e dei laboratori: si tratta dei cosiddetti ambiti regolamentati, cioè quei settori presidiati da norme di legge, spesso europee, in cui non tutti gli organismi di certificazione possono operare. Tra i nuovi ambiti di collaborazione – con il coinvolgimento dei Ministeri di riferimento – la delega sui prodotti da costruzione e, a breve, le nuove certificazioni per i prodotti fertilizzanti, il benessere animale, la sicurezza delle strade, le biobanche, ecc. Quasi tutte le norme che riguardano le nuove certificazioni trovano origine nel sistema della normazione volontaria: attraverso il concetto dell’Infrastruttura per la Qualità, Accredia è già collegata con tutti i soggetti coinvolti (ISO a livello mondiale, CEN a livello europeo, UNI e CEI a livello nazionale). ICIM Group controlla ben tre società accreditate: l’ente di certificazione ICIM Spa (accreditato Accredia per numerosi schemi di certificazione – sia cogenti sia volontari – in ambiti quali sistemi qualità, ambiente e sicurezza, efficienza energetica, sostenibilità, figure professionali e certificazioni prodotto nella meccanica, termoidraulica, impiantistica, sicurezza antieffrazione); Laboratorio Omeco (matricola n. 0003 di Accredialab con ben 130 prove accreditate nei settori di riferimento, prove meccaniche e tecnologiche, analisi chimiche e metallografiche, controlli non distruttivi, prove di tenuta, scoppio, corrosione, prove speciali, prove su materiali da costruzione, saldatura, formazione professionale, accreditato anche come centro per la taratura degli strumenti); TIFQLab (accreditato Accredialab per prove e testing sui materiali dei componenti o dei prodotti finiti che entrano in contatto con gli alimenti). *Il laboratorio “Analisi G. Caracciolo” di Palermo aveva deciso di ricorrere al Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana per impugnare la decisione del Tar di escluderlo dall’elenco dei laboratori autorizzati in quanto privo dell’accreditamento da parte di Accredia. Il laboratorio aveva chiesto l’annullamento del Decreto del Tar sostenendo di essere in possesso di un certificato di accreditamento rilasciato dalla Perry Johnson Laboratory Accreditation Inc., Ente di accreditamento con sede negli USA. Il TAR aveva accolto l’appello di Accredia, avvalendosi di quanto indicato nel Regolamento CE  765/2008, che fissa le regole sull’esercizio dell’accreditamento in tutti i Paesi UE, stabilendo che per ogni Paese ci sia un solo Ente di accreditamento, e che questo sia membro dell’organismo europeo EA (European co-operation for Accreditation) riconosciuto dalla Commissione europea. Il laboratorio però, al fine di sostenere l’illegittimità dell’esclusione e della conseguente decisione del TAR, si appellava al Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione che decideva infine di rivolgersi alla Corte di Giustizia Europea. 12 ottobre 2021
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Apparecchi a pressione: le novità del Reg. 032/2013 per esportare in Russia e nei paesi EAEU

Sono entrate in vigore il 3 ottobre 2021 le modifiche al regolamento tecnico TR CE 032/2013 sulla sicurezza di dispositivi e apparecchiature che operano sotto pressione, normativa obbligatoria per i paesi appartenenti allo spazio economico EAEU-Euroasian Economic Union (già Unione Doganale Euroasiatica) ovvero Russia, Kazakhstan, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan. Le novità interessano dunque tutti i produttori di apparecchi a pressione che esportano in questi mercati. Tra i diversi aggiornamenti del regolamento tecnico Unione Doganale 032/2013 – analogo alla Direttiva PED applicata in Europa – ecco quelli più importanti, soprattutto in ottica di certificazione dei prodotti. In merito all’applicabilità del regolamento sono state perfezionate alcune definizioni e specificati nuovi parametri per la categorizzazione di recipienti, tubature e valvole, oltre ad essere stati aggiunti alcuni ambiti in cui la norma non si applica, sia perché esistono regolamenti separati sia per caratteristica dei prodotti. Con riferimento alla “garanzia della sicurezza dell’apparecchio nella progettazione e produzione” sono stati inseriti nuovi concetti, apportate modifiche ai formati dei passaporti così come è stata precisata la documentazione necessaria per attestare la sicurezza dell’apparecchio coinvolto. A questo si aggiunge la novità di dover accompagnare la documentazione tecnica redatta in una lingua straniera dalla traduzione in russo e, se richiesto, nella lingua di uno Stato membro dell’Unione. Attenzione va posta anche alle modifiche degli allegati al Regolamento: l’Allegato 1 sulla “classificazione degli apparecchi per categoria di rischio” è stato completamente rinnovato con la revisione delle 9 tabelle per definire le categorie da assegnare ad apparecchi, tubazioni e caldaie e, inoltre, sono state eliminate alcune incongruenze, che portano però a non avere più garantita l’equivalenza con le tabelle PED. Nell’Allegato 2 sui “requisiti di sicurezza per la progettazione e la fabbricazione degli apparecchi” sono state introdotte delle modifiche relative ad alcuni parametri e chiarimenti su calcoli, prove e materiali. ICIM SpA, insieme al suo partner East Certification & Service, è a disposizione delle aziende che hanno interessi commerciali in Russia e nei paesi dell’Unione Doganale Eurasiatica per dare il supporto necessario alla verifica dell’applicabilità delle novità normative del regolamento 032/2013. Inoltre, ICIM SpA fornisce tutti i servizi di certificazione, di ispezione e di assessment per l’industria quali l’ottenimento di certificazioni di prodotto previste dal paese di importazione, l’ottenimento di permessi all’utilizzo e/o la redazione di specifiche expert conclusion, la realizzazione di documentazione specialistica inerente la conformità e la sicurezza del prodotto. 11 ottobre 2021
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A Meat Tech 2021 ASSOFOODTEC e ICIM GROUP presentano il Vademecum MOCA per macchine alimentari

“Vademecum MOCA per macchine alimentari: l’esempio del comparto affettatrici e tritacarne” è il titolo del seminario in programma martedì 26 ottobre alle ore 12 presso l’area Eventi al Pad. 15 di MEAT-TECH 2021 (unica fiera in Italia dedicata alla filiera dei salumi, delle carni e dei piatti pronti). L’incontro è organizzato a cura di ASSOFOODTEC, l’associazione italiana costruttori macchine, impianti, attrezzature per la produzione, la lavorazione e la conservazione alimentare, federata Anima. Si parlerà del valore della conformità e della certificazione volontaria dei MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti) attraverso l’esperienza del Vademecum: un pratico strumento di suggerimenti e chiarimenti realizzato con il Gruppo Costruttori Affettatrici e Tritacarne e Affini di TECPROFOOD per rispondere, con buone pratiche di produzione, alle disposizioni delle normative vigenti. Il Vademecum, sviluppato da ASSOFOODTEC/Gruppo Costruttori Affettatrici e Tritacarne e Affini e ICIM GROUP con le sue società ICIM SpA, TIFQ e TIFQlab, rappresenta un supporto alle organizzazioni del settore per comprendere e soddisfare i requisiti correlati alla progettazione, produzione e vendita di prodotti che vanno a contatto con gli alimenti. Utilissime tabelle danno inoltre evidenza delle prove necessarie, con riferimento a una vasta gamma di componenti e materiali utilizzati nelle affettatrici e nei tritacarne. Maggiori informazioni sul seminario QUI
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Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale: la nuova guida di ASSOCOLD-ANIMA e ICIM SpA

Si colloca nell’ambito della collaborazione tra ANIMA Confindustria e ICIM SpA – ente di certificazione di riferimento in ambito trasformazione industriale e Industria 4.0, con oltre 1800 attestazioni rilasciate a oggi – la nuova guida Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale, realizzata da ASSOCOLD-Costruttori di Tecnologie per il Freddo, l’associazione federata in ANIMA che raggruppa i produttori italiani di attrezzature frigorifere per il commercio e componenti quali compressori, controllori elettronici, valvole e componentistica. Attraverso indicazioni semplici e strumenti chiari, la pubblicazione illustra alle aziende del comparto le modalità per accedere in modo sicuro ai benefici fiscali del Piano Transizione 4.0 per il mondo della refrigerazione commerciale. Come è noto il piano Transizione 4.0 nasce nell’ambito di una visione strategica: sostenere il Sistema Paese nel compiere i passi necessari per rimanere all’avanguardia e offrire un supporto alle imprese che investono nell’ammodernamento, digitalizzazione ed efficientamento dei propri macchinari e processi produttivi.  Anche per le aziende del comparto della refrigerazione commerciale  – un settore che vale circa 1 miliardo di Euro con conta 5.000 addetti – è fondamentale accedere al piano di Transizione 4.0 per l’acquisto di tecnologie moderne ed efficienti in un’ottica di investimenti sicuri che possano essere duraturi nel tempo. La nuova guida di ASSOCOLD-ANIMA-ICIM SpA analizza in dettaglio le caratteristiche delle merceologie presenti nel mondo della refrigerazione commerciale e introduce agli importanti strumenti di agevolazione fiscale disponibili, utili anche ad accelerare l’adozione delle migliori e più avanzate tecnologie. Un percorso che ha come obiettivo finale quello di favorire e accompagnare le imprese e i clienti della distribuzione alimentare in Italia nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale. Un’ampia sezione “Domande frequenti” risponde ai diversi quesiti che possono emergere nell’applicazione della normativa dei benefici fiscali. La guida Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale di ASSOCOLD è scaricabile qui 30 luglio 2021
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Credito imposta industria 4.0: tutti i chiarimenti attesi nella circolare 9/E dell’Agenzia delle Entrate

Lo scorso 23 luglio l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare 9/E che interviene chiarendo i molti aspetti dubbi generati dal passaggio dal sistema della maggiorazione degli ammortamenti al credito d’imposta. Un documento interpretativo fortemente atteso e che ha il carattere di interpretazione ufficiale. Delineato inoltre di concerto con il parere del MiSE, ha il potere di invalidare eventuali risposte in conflitto fornite dalle direzioni regionali nei mesi scorsi. Sotto forma di risposta a quesiti specifici, la Circolare 9/E si articola in sette capitoli, toccando gli elementi più rilevanti della disciplina agevolativa del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali così come recentemente modificato dalla legge di bilancio 2021. I capitoli sui cui si espressa l’Agenzia delle Entrate sono: Soggetti interessati Investimenti Ambito temporale Determinazione dell’agevolazione Utilizzo Cumulo con altre agevolazioni Rideterminazione dell’agevolazione Molte le precisazioni fornite, quelle di maggiore interesse riteniamo possano essere le seguenti: Beni in leasing: l’AdE conferma che la disciplina è estesa in tutte le sue disposizioni ai beni acquisiti in leasing. Per i beni in leasing riscattati per la determinazione del credito di imposta spettante al locatario, non assume alcuna rilevanza il prezzo di riscatto dallo stesso pagato all’atto di esercizio del diritto di opzione, ma solo quello all’atto dell’acquisizione. Nel caso di beni acquisiti in leasing per i quali non ci sia poi il riscatto del bene o la cessione del contratto, l’Agenzia scrive che il mancato esercizio del diritto di riscatto così come la cessione del contratto di leasing durante il “periodo di sorveglianza” (entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di entrata in funzione ovvero a quello di avvenuta interconnessione) costituiscono causa di rideterminazione dell’incentivo perché sono casi da assimilare alla cessione a titolo oneroso e delocalizzazione dei beni agevolati acquisiti in proprietà per i quali vi è il recapture, cioè il credito d’imposta è corrispondentemente ridotto escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo. Per i beni acquisiti in proprietà a seguito di riscatto che diventano poi oggetto di un contratto di sale and lease back invece il credito d’imposta non sarà oggetto di rideterminazione qualora, nel periodo di sorveglianza, il bene acquisito in proprietà a seguito di riscatto venga successivamente ceduto a una società di leasing nel contesto di un’operazione di sale and lease back. Ambito temporale: L’AdE chiarisce quale disciplina debba applicarsi nel periodo di compresenza delle due disposizioni normative. In altre parole, si tratta del periodo tra il 16/11/2020 e il 31/12/2020 e poi anche per il periodo tra il 01/01/2021 e il 30/06/2021 per i quali sono previsti incentivi sia dalla legge di bilancio per il 2020 (160/2019) sia da quella per il 2021 (178/2020). L’Agenzia spiega che si deve valutare “distinguendo il caso degli investimenti per i quali alla data del 15 novembre 2020, vale a dire anteriormente alla decorrenza della nuova disciplina, si sia proceduto all’ordine vincolante e sia stato versato l’acconto del 20 per cento (c.d. “prenotazione”), dal caso degli investimenti per i quali alla suddetta data non risultino verificate tali condizioni”. Nel caso della prenotazione pre 15/11/2020 – spiega la Circolare 9/E – gli investimenti, sempre se effettuati (vale a dire completati) entro il 30 giugno 2021, restano “incardinati nella precedente disciplina di cui alla legge di bilancio 2020”. In caso contrario si rende applicabile la nuova disciplina introdotta dalla legge di bilancio 2021. Quote annuali di fruizione del credito: l’AdE specifica che la ripartizione in quote annuali risponde alla necessità, soprattutto di ordine finanziario, di porre un limite annuo all’utilizzo del credito d’imposta – nella misura di un terzo dell’importo maturato – e non già di fissare un obbligo di utilizzo dell’intera quota annuale ivi stabilita o un limite temporale alla sua fruizione. Pertanto, nel caso in cui la quota annuale – o parte di essa – non sia utilizzata, l’ammontare residuo potrà essere riportato in avanti nelle dichiarazioni dei periodi di imposta successivi senza alcun limite temporale ed essere utilizzato già dall’anno successivo, secondo le ordinarie modalità di utilizzo del credito, andando così a sommarsi alla quota fruibile a partire dal medesimo anno. Questo anche oltre il limite del terzo anno. Interconnessione tardiva: L’AdE specifica che il “ritardo” nell’interconnessione produca solo un semplice slittamento del momento dal quale si può iniziare a godere del beneficio, come avveniva nel caso dell’iperammortamento. Quanto alle modalità di fruizione del beneficio, spiega che nel caso in cui il bene entri in funzione, pur senza essere interconnesso, il contribuente può scegliere tra due strade: la prima è iniziare a godere del (minore) credito d’imposta per i beni non 4.0 fino all’anno precedente a quello in cui si realizza l’interconnessione; fatta l’interconnessione, potrà fruirne “in misura piena” decurtando il beneficio delle quote già fruite in precedenza e dividendo il beneficio residuo in un nuovo triennio di fruizione di pari importo. La seconda strada è invece attendere l’interconnessione e fruire del credito di imposta direttamente “in misura piena”. Infine, l’agenzia ricorda che l’interconnessione tardiva si ha solo nel caso in cui il rinvio sia dovuto alla necessità di acquisire o di adeguare l’infrastruttura informatica necessaria all’interconnessione e non all’adeguamento delle caratteristiche tecniche del bene (in tal caso si tratterebbe infatti di revamping). Cumulo con altre agevolazioni: I crediti d’imposta per l’acquisto di beni strumentali sono espressamente cumulabili con altre misure di favore (fiscali e non) insistenti sugli stessi costi ammissibili al credito d’imposta, nel limite massimo rappresentato dal costo sostenuto. Per verificare che gli importi non superino il costo, “è necessario individuare i costi riferibili ai beni oggetto di investimento ammissibili a entrambe le discipline agevolative e assumere, quali costi rilevanti ai fini del credito d’imposta, l’importo complessivo dei costi ammissibili, al lordo dei contributi agli stessi correlati, cioè per il loro intero ammontare, anche se di tali costi il contribuente non è rimasto inciso per effetto dei contributi erogati a suo favore. Quindi, occorre calcolare il credito di imposta teoricamente spettante, e sommare tale importo teorico a quello degli altri incentivi pubblici concessi sui medesimi investimenti”. Il risultato di tale somma non deve superare il “costo sostenuto” ovverosia l’ammontare complessivo dei costi ammissibili di competenza del periodo di imposta per il quale il contribuente intende avvalersi del credito di imposta. A questo link è consultabile il documento ufficiale per una estesa e approfondita lettura. ICIM SpA, grazie alla costante collaborazione con Federazione Anima, UCIMU e le altre associazioni imprenditoriali monitora costantemente l’evoluzione dei provvedimenti legislativi e fornisce supporto alle imprese per orientare le proprie strategie di investimento. ICIM supporta le aziende con una gamma di servizi Industria 4.0 che vanno dall’attestazione dei requisiti per l’accesso ai benefici fiscali fino a servizi dedicati alla sicurezza informatica, la business continuity, l’asset management. 29 luglio 2021
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PROBEST SERVICE e ICIM SpA promuovono la loro partnership partecipando alla Fiera EMO

Probest Service ed ICIM collaborano su due fronti per dare supporto alle imprese nell’accrescere la propria competitività, investendo in competenze professionali e nella trasformazione industriale secondo il paradigma 4.0. Grazie a specifici accordi di collaborazione, infatti, Probest ed ICIM offrono un percorso di formazione e certificazione delle competenze professionali, rispondendo ad una delle principali esigenze dell’industria in termini di ricerca e formazione di figure professionali. ICIM S.p.A. qualifica i corsi di formazione erogati da Probest, attraverso la verifica e validazione del contenuto, delle competenze dei docenti e della replicabilità nelle diverse strutture. In assoluta terzietà ed imparzialità, inoltre, rilascia la certificazione delle competenze delle figure professionali ai partecipanti a fronte del sostenimento di un esame svolto accertando il possesso di competenze e requisiti previsti dallo specifico schema di certificazione. [Per approfondimenti, contattaci scrivendo a figureprofessionali@icim.it] In virtù degli accordi siglati, inoltre, offrono il loro supporto alle imprese che affrontano investimenti Industria 4.0, garantendo la corretta applicazione dei requisiti di legge per l’accesso ai benefici fiscali del pacchetto industria 4.0 sia per gli utilizzatori finali che per i produttori di tecnologie. Probest ed ICIM collaborano offrendo Valutazioni Tecniche di Rispondenza ai requisiti Industria 4.0 ai produttori di tecnologie industria 4.0, consentendo loro di avere una documentazione tecnica che correda il proprio prodotto e che dimostra, sulla base di verifiche condotte da un soggetto terzo ed imparziale quale è ICIM, la predisposizione dei propri prodotti all’accesso alle agevolazioni previste del piano Transizione 4.0. Per chi investe invece in beni 4.0, gli accordi Probest-ICIM prevedono rilascio delle Attestazioni di Conformità Industria 4.0, obbligatoria per investimenti superiori a 300 mila euro, facoltativa sotto tale soglia, necessaria per fruire dell’agevolazione fiscale del credito di imposta, con la sicurezza di aver correttamente rispettato i requisiti di legge previsti per l’accesso all’agevolazione fiscale. [Per approfondimenti, visita il Portale TRANSIZIONE 4.0: TRASFORMAZIONE INDUSTRIALE E BENEFICI FISCALI oppure contattaci scrivendo a industry4.0@icim.it] Per maggiori informazioni siamo in Fiera EMO Milano 2021, vieni a trovarci presso: Pad. 4 D00B – Probest Service Spa Pad. 5 A09 – L’INDUSTRIA MECCANICA 28 settembre 2021
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ICIM GROUP a OMC: un polo di competenze per l’Energy Industry

ICIM Group, polo di competenze a maggioranza ANIMA Confindustria partecipa con le sue diverse società a OMC 2021 – Med Energy Conference & Exhibition, manifestazione internazionale biennale dedicata alla transizione energetica in programma a Ravenna dal 28 al 30 Settembre. Il claim “ENERGY INDUSTRY: cross competences for your quality and safety, innovation for your sustainabiliy” che personalizza lo spazio espositivo (stand 2720) ben sintetizza l’articolata offerta che le società di ICIM GROUP mettono a disposizione delle aziende dell’Oil&Gas presenti all’evento: servizi specifici di certificazione e ispezione (ICIM SpA e Pascal), supporto tecnico (TIFQ), prove, controlli e tarature (Laboratorio OMECO). In piena sintonia con il tema dell’edizione 2021 di OMC – Ripensare l’energia insieme: creare alleanze per un futuro energetico sostenibile – ICIM GROUP è dunque in grado di fornire soluzioni e risposte a tutto il comparto in un cruciale momento di transizione e trasformazione del sistema energetico. L’impegno europeo per la transizione verso un’economia circolare e carbon neutral vede il ICIM GROUP protagonista nell’offrire soluzioni innovative capaci di garantire competitività e sviluppo, creando valore a lungo termine e abbracciando la transizione energetica come un’opportunità per crescere. In particolare ICIM SpA vanta una gamma completa dei servizi dedicati al settore. Come prima Agenzia d’Ispezione Autorizzata ASME in Italia, offre i servizi ispettivi previsti dal codice ASME, la certificazione PED, expediting, quality e pre-shipment, valutazione e qualifica dei fornitori; certificazione delle figure professionali di saldatori, brasatori e procedimenti di saldatura; certificazione ambiente&sicurezza. Inoltre, grazie agli accordi con alcuni “Approved Body” riconosciuti da UKAS, l’ente di accreditamento britannico, ICIM SpA garantisce la marcatura UKCA (che dopo la Brexit sostituisce il marchio CE e sarà obbligatoria dal 1° gennaio 2023) alle aziende attive sul mercato UK per i prodotti sotto Direttiva PED e ATEX. Infine, con oltre 1.800 attestazioni per l’accesso ai benefici fiscali, ICIM SpA è l’ente di certificazione di riferimento in ambito Transizione 4.0 (attestazioni di conformità, assessment, valutazione dei rischi di business continuity, cybersecurity, valutazione di sicurezza delle interfacce uomo-macchina). Con ben 130 prove accreditate, invece, il Laboratorio OMECO può fornire ai diversi settori dell’Oil&Gas e della Energy Industry un’ampia gamma di prove e controlli (analisi dei materiali, failure analysis, NDT, analisi metallurgica e corrosione, prove di tenuta e ambientali per prodotti e materiali fino agli impianti, in una logica di Asset Integrity Management). Completano i servizi di OMECO la formazione e certificazione delle figure professionali dei procedimenti di saldatura e delle PnD secondo la Direttiva PED e la taratura degli strumenti, fondamentale in un settore ad alta richiesta di sicurezza.
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Laboratorio OMECO al workshop ANIMA Confindustria-H2IT – La combustione dell’idrogeno in ambito industriale

OMECO, laboratorio accreditato di prove, taratura e testing controllato da ICIM Group srl, partecipa il 9 settembre al seminario organizzato da ANIMA Confindustria e H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile per dare chiarezza e prospettiva all’applicazione dell’idrogeno nella transizione green dei processi industriali. Riservato alle aziende associate ANIMA e H2IT, il workshop – gratuito e dal taglio tecnico e pratico – comprenderà presentazioni di esperti e case history concrete di aziende che hanno investito sulla tecnologia a idrogeno e darà modo alle imprese di confrontarsi su opportunità, barriere tecnologiche e ostacoli normativi in merito alla scelta di utilizzare l’idrogeno per decarbonizzare i propri processi industriali. Tra gli esperti anche Dario Andreotti di OMECO, che nello specifico segmento può effettuare testing di materiali e componenti per lo stoccaggio, il trasporto e la distribuzione di idrogeno. Tra i casi studio: ESA; Tenova, ICI Caldaie, Baker Hughes, Ansaldo Energia. Programma completo QUI
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Innovazione, export e collaborazione: l’effetto filiera fa bene alle imprese

Il 41% delle imprese che opera in maniera integrata all’interno di filiere prevede di recuperare i livelli produttivi pre-COVID già entro il 2021, quota che sale al 45% per le imprese in filiera che hanno investito nelle tecnologie 4.0. È quanto emerge da un’analisi realizzata dal Centro Studi Tagliacarne sui dati di Unioncamere/InfoCamere relativi a 17 filiere individuate dal Ministero dello sviluppo economico. Si tratta di oltre 3,8 milioni di imprese attive – il 75% del sistema imprenditoriale italiano-, con 12 milioni di addetti e un fatturato di 2.500 miliardi di euro (78,9% del totale in industria e servizi). Dallo studio emerge che, nel nostro Paese, oltre 3 imprese su 4 operano all’interno di filiere (alcune di territorio e altre più internazionali). Queste imprese sono più innovative, più aperte ai mercati stranieri e più ottimiste sul futuro, rispetto alla realtà che lavorano in maniera isolata. “Per molte, infatti, il rapporto tra le imprese non si esaurisce nel contratto di fornitura ma si arricchisce con fattori qualitativi, servizi, supporti finanziari, percorsi di certificazione, spesso indotti dalle aziende capo-filiere, normalmente medie o grandi – commenta Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere che aggiunge: “si tratta di fattori e supporti importanti per migliaia di piccole aziende che dovranno affrontare il rapido percorso della doppia transizione, digitale e ambientale”. Innovazione e export sono tra le leve strategiche su cui puntano per stare sul mercato. Il 62% delle imprese che lavorano insieme ha fatto investimenti per innovare (contro il 38% delle altre). E, per competere, investono soprattutto sull’innovazione di prodotto (il 46% contro il 25%) e di processo (il 39% contro il 24%). Anche tra le imprese che adottano tecnologie 4.0 pesa l’effetto filiera: il 74% delle imprese che collaborano tra loro ha investito in almeno una forma di innovazione  – tra quelle di prodotto, processo, organizzativa, marketing – contro il 67% di quelle non filiera. I benefici del lavorare in filiera si fanno sentire anche sulla maggiore apertura ai mercati stranieri, in particolare per quelle imprese che adottano le tecnologie abilitanti. Il 22% delle aziende esporta; mentre il 30% del fatturato delle filiere 4.0 è alimentato dalle vendite estere, contro il 24% di quello delle altre imprese digitalizzate non in filiera. Non solo, le prime esportano anche mediamente in più mercati rispetto alle seconde (24 contro 19). Non a caso nel PNRR si riserva attenzione al tema delle filiere leggendolo sotto la lente dell’internazionalizzazione proprio sotto l’asse strategico della Transizione digitale. La collaborazione tra imprese che hanno attività interconnesse lungo tutta la catena del valore – dalla creazione sino alla distribuzione – di un bene o servizio – si rileva, quindi, un importante fattore di competitività per gli imprenditori, soprattutto se abbracciano il digitale avanzato. [Fonte INNOVATIONPOST.IT]30 agosto 2021
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Posticipato di un anno l’obbligo del marchio UKCA per export verso la Gran Bretagna

Il governo britannico ha posticipato al 1° gennaio 2023 – invece del 1° gennaio 2022 – la data che renderà obbligatorio il nuovo marchio di conformità UKCA per immettere sui mercati della Gran Bretagna (Inghilterra, Scozia e Galles) un’ampia gamma di prodotti che, ad oggi, portano la marcatura CE. Il rinvio della norma post-Brexit è dettato dalla necessità di andare incontro alle imprese oltremanica che già lottano con l’impatto della pandemia e con l’uscita del paese dalla UE. Anche le aziende italiane avranno dunque un anno di tempo in più per prepararsi a usare la marcatura UKCA e adeguarsi alla nuova normativa. Fino al 1° gennaio 2023 potranno continuare a vendere sul mercato britannico le merci marcate CE. UKCA (UK Conformity Assessment) è il nuovo marchio del Regno Unito che sostituisce, a seguito della Brexit, la marcatura CE per i prodotti immessi sul mercato britannico. Fa eccezione la sola Irlanda del Nord che richiede la marcatura CE o UK (NI). Entrato in vigore il 1 gennaio 2021, ma obbligatorio con quest’ultimo aggiornamento dal 1° gennaio 2023, il marchio UKCA può essere già da adesso utilizzato dalle aziende per dimostrare la propria conformità alla legislazione di prodotto del Regno Unito. Per l’apposizione del marchio UKCA valgono sostanzialmente le stesse regole applicate per il CE europeo passando, ove necessario, attraverso la certificazione degli “Approved Body”. L’elenco completo di tutti i settori interessati alla marcatura UKCA è disponibile qui. Per consentire ai propri clienti – e non solo – di ottenere la marcatura UKCA per i prodotti che ricadono nell’ambito di applicazione della Direttiva PED – equipaggiamenti in pressione, della Direttiva ATEX 2014/34/UE – apparecchi e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva e del Regolamento EU CPR 305/2011 – prodotti da costruzione, ICIM SpA, ente di certificazione a maggioranza ANIMA Confindustria, ha siglato accordi di collaborazione con diversi “Approved Body”, organismi riconosciuti da UKAS, l’ente di accreditamento UK, e approvati dal governo britannico. Grazie a queste partnership, i clienti ICIM SpA possono ottenere la marcatura CE per i propri prodotti rilasciata da ICIM e avendo come unico interlocutore diretto il proprio referente di ICIM in Italia, la marcatura UKCA rilasciata da un ente “Approved Body”. 26 agosto 2021
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Qualifica Installatori di Sistemi Radianti secondo la norma UNI 11741:2019

Il 22 luglio è stata fatta la prima sessione d’esame per la qualifica degli Installatori di Sistemi Radianti secondo la norma UNI 11741:2019. La norma definisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenza per gli installatori di sistemi radianti a bassa differenza di temperatura (sistemi a pavimento, parete e soffitto installati in edifici civili, industriali e con altre destinazioni d’uso, nuovi e da riqualificare) abbinati a strategie di regolazione, sistemi di deumidificazione e controllo della qualità dell’aria ambiente, con funzionamento invernale ed estivo. Per diventare un installatore di sistemi radianti qualificato è necessario sostenere un esame (teorico, scritto e pratico) come indicato nella norma UNI 11741:2019. La norma prevede due livelli di qualifica: LIVELLO BASENel livello base l’addetto deve essere in grado di realizzare l’opera secondo le indicazioni e le prescrizioni dei progetto o dello schema d’impianto secondo le norme di installazione relative e le indicazioni dei fabbricanti, deve eseguire gli interventi manutentivi secondo le istruzioni del responsabile, delle indicazioni deli fabbricanti e delle norme vigenti, deve eseguire le verifiche strumentali richieste e deve redigere il protocollo di messa in pressione (definito nelle norme UNI EN ISO 11855 e UNI EN 1264). LIVELLO AVANZATONel livello avanzato l’addetto deve essere in grado di realizzate tutti i compiti relativi al livello base oltre a verificare la fattibilità dell’opera, svolgere l’attività di coordinamento tra i vari operatori coinvolti nella realizzazione e manutenzione dell’impianto radiante, eseguire e sovrintendere all’installazione, posa in opera, collaudo e manutenzione dei sistemi radianti idronici, redigere il protocollo di primo avviamento, verificare la corrispondenza dell’impianto termico realizzato al progetto e predisporre la documentazione richiesta dalla legislazione vigente. Alla sessione d’esame hanno partecipato 5 Addetti della società @Giacomini SpA che hanno superato con successo l’esame per il livello avanzato. La qualifica professionale è un valore aggiunto per gli installatori di sistemi radianti e rappresenta una garanzia sia per l’utente finale che per i progettisti per avere un riferimento qualificato per l’installazione da scegliere per i cantieri e per le aziende del settore per accompagnare a prodotti e produttori di qualità anche installatori qualificati. ICIM rilascia la certificazione per la figura professionale di Installatore di sistemi radianti idronici a bassa differenza di temperatura in conformità a quanto previsto dalla norma di UNI 11741:2019 e ai requisiti della ISO/IEC 17024. Per informazioni sulla certificazione delle figure professionali e prossime date di esami: mail figureprofessionali@icim.it, tel- 02 72534211. 30 luglio 2021
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A Meat Tech 2021 ASSOFOODTEC e ICIM GROUP presentano il Vademecum MOCA per macchine alimentari

“Vademecum MOCA per macchine alimentari: l’esempio del comparto affettatrici e tritacarne” è il titolo del seminario in programma martedì 26 ottobre alle ore 12 presso l’area Eventi al Pad. 15 di MEAT-TECH 2021 (unica fiera in Italia dedicata alla filiera dei salumi, delle carni e dei piatti pronti). L’incontro è organizzato a cura di ASSOFOODTEC, l’associazione italiana costruttori macchine, impianti, attrezzature per la produzione, la lavorazione e la conservazione alimentare, federata Anima. Si parlerà del valore della conformità e della certificazione volontaria dei MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti) attraverso l’esperienza del Vademecum: un pratico strumento di suggerimenti e chiarimenti realizzato con il Gruppo Costruttori Affettatrici e Tritacarne e Affini di TECPROFOOD per rispondere, con buone pratiche di produzione, alle disposizioni delle normative vigenti. Il Vademecum, sviluppato da ASSOFOODTEC/Gruppo Costruttori Affettatrici e Tritacarne e Affini e ICIM GROUP con le sue società ICIM SpA, TIFQ e TIFQlab, rappresenta un supporto alle organizzazioni del settore per comprendere e soddisfare i requisiti correlati alla progettazione, produzione e vendita di prodotti che vanno a contatto con gli alimenti. Utilissime tabelle danno inoltre evidenza delle prove necessarie, con riferimento a una vasta gamma di componenti e materiali utilizzati nelle affettatrici e nei tritacarne. Maggiori informazioni sul seminario QUI
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A EMO 2021 ICIM SpA presenta la “Certificazione per la sostenibilità aziendale”

ICIM SpA partecipa a EMO 2021 – l’appuntamento espositivo per gli operatori dell’industria manifatturiera mondiale in programma a FieraMilano Rho, 4-9 ottobre – con un intervento sulla “Certificazione per la Sostenibilità Aziendale” all’interno dell’evento organizzato da UCIMU-Sistemi per produrre mercoledì 6 ottobre alle 15.30 presso lo Speakers Corner (Pad. 5, B44 – D31). Durante l’incontro l’Associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione presenterà il nuovo Marchio UCIMU, arricchito di contenuti ispirati alle recenti indicazioni previste nelle strategie europee in ambito ESG (Environmental, Social e Governance). Un rinnovamento in chiave di sostenibilità che risponde alle nuove esigenze di mercato e dimostra come il tema sia diventato un reale fattore di competitività, che impatta sulle opzioni di acquisto e di consumo e orienta concretamente le scelte di investimento degli operatori finanziari. A livello internazionale, inoltre, la sostenibilità è già un fondamentale criterio di selezione dei fornitori oltre che un parametro sempre più importante per accedere a fondi pubblici e a condizioni finanziarie più vantaggiose da parte degli istituti di credito. Dopo gli interventi su “Sostenibilità nel settore della macchina utensili” e su “I criteri ESG come concreto fattore di competitività”, Federico Pasqui – Direttore Generale di ICIM SpA – illustrerà i vantaggi dei diversi percorsi di certificazione quali strumenti strategici a sostegno della sostenibilità aziendale. Per iscriverti, clicca qui28 settembre 2021
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A Meat Tech 2021 ASSOFOODTEC e ICIM GROUP presentano il Vademecum MOCA per macchine alimentari

“Vademecum MOCA per macchine alimentari: l’esempio del comparto affettatrici e tritacarne” è il titolo del seminario in programma martedì 26 ottobre alle ore 12 presso l’area Eventi al Pad. 15 di MEAT-TECH 2021 (unica fiera in Italia dedicata alla filiera dei salumi, delle carni e dei piatti pronti). L’incontro è organizzato a cura di ASSOFOODTEC, l’associazione italiana costruttori macchine, impianti, attrezzature per la produzione, la lavorazione e la conservazione alimentare, federata Anima. Si parlerà del valore della conformità e della certificazione volontaria dei MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti) attraverso l’esperienza del Vademecum: un pratico strumento di suggerimenti e chiarimenti realizzato con il Gruppo Costruttori Affettatrici e Tritacarne e Affini di TECPROFOOD per rispondere, con buone pratiche di produzione, alle disposizioni delle normative vigenti. Il Vademecum, sviluppato da ASSOFOODTEC/Gruppo Costruttori Affettatrici e Tritacarne e Affini e ICIM GROUP con le sue società ICIM SpA, TIFQ e TIFQlab, rappresenta un supporto alle organizzazioni del settore per comprendere e soddisfare i requisiti correlati alla progettazione, produzione e vendita di prodotti che vanno a contatto con gli alimenti. Utilissime tabelle danno inoltre evidenza delle prove necessarie, con riferimento a una vasta gamma di componenti e materiali utilizzati nelle affettatrici e nei tritacarne. Maggiori informazioni sul seminario QUI
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Innovazione, export e collaborazione: l’effetto filiera fa bene alle imprese

Il 41% delle imprese che opera in maniera integrata all’interno di filiere prevede di recuperare i livelli produttivi pre-COVID già entro il 2021, quota che sale al 45% per le imprese in filiera che hanno investito nelle tecnologie 4.0. È quanto emerge da un’analisi realizzata dal Centro Studi Tagliacarne sui dati di Unioncamere/InfoCamere relativi a 17 filiere individuate dal Ministero dello sviluppo economico. Si tratta di oltre 3,8 milioni di imprese attive – il 75% del sistema imprenditoriale italiano-, con 12 milioni di addetti e un fatturato di 2.500 miliardi di euro (78,9% del totale in industria e servizi). Dallo studio emerge che, nel nostro Paese, oltre 3 imprese su 4 operano all’interno di filiere (alcune di territorio e altre più internazionali). Queste imprese sono più innovative, più aperte ai mercati stranieri e più ottimiste sul futuro, rispetto alla realtà che lavorano in maniera isolata. “Per molte, infatti, il rapporto tra le imprese non si esaurisce nel contratto di fornitura ma si arricchisce con fattori qualitativi, servizi, supporti finanziari, percorsi di certificazione, spesso indotti dalle aziende capo-filiere, normalmente medie o grandi – commenta Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere che aggiunge: “si tratta di fattori e supporti importanti per migliaia di piccole aziende che dovranno affrontare il rapido percorso della doppia transizione, digitale e ambientale”. Innovazione e export sono tra le leve strategiche su cui puntano per stare sul mercato. Il 62% delle imprese che lavorano insieme ha fatto investimenti per innovare (contro il 38% delle altre). E, per competere, investono soprattutto sull’innovazione di prodotto (il 46% contro il 25%) e di processo (il 39% contro il 24%). Anche tra le imprese che adottano tecnologie 4.0 pesa l’effetto filiera: il 74% delle imprese che collaborano tra loro ha investito in almeno una forma di innovazione  – tra quelle di prodotto, processo, organizzativa, marketing – contro il 67% di quelle non filiera. I benefici del lavorare in filiera si fanno sentire anche sulla maggiore apertura ai mercati stranieri, in particolare per quelle imprese che adottano le tecnologie abilitanti. Il 22% delle aziende esporta; mentre il 30% del fatturato delle filiere 4.0 è alimentato dalle vendite estere, contro il 24% di quello delle altre imprese digitalizzate non in filiera. Non solo, le prime esportano anche mediamente in più mercati rispetto alle seconde (24 contro 19). Non a caso nel PNRR si riserva attenzione al tema delle filiere leggendolo sotto la lente dell’internazionalizzazione proprio sotto l’asse strategico della Transizione digitale. La collaborazione tra imprese che hanno attività interconnesse lungo tutta la catena del valore – dalla creazione sino alla distribuzione – di un bene o servizio – si rileva, quindi, un importante fattore di competitività per gli imprenditori, soprattutto se abbracciano il digitale avanzato. [Fonte INNOVATIONPOST.IT]30 agosto 2021
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Posticipato di un anno l’obbligo del marchio UKCA per export verso la Gran Bretagna

Il governo britannico ha posticipato al 1° gennaio 2023 – invece del 1° gennaio 2022 – la data che renderà obbligatorio il nuovo marchio di conformità UKCA per immettere sui mercati della Gran Bretagna (Inghilterra, Scozia e Galles) un’ampia gamma di prodotti che, ad oggi, portano la marcatura CE. Il rinvio della norma post-Brexit è dettato dalla necessità di andare incontro alle imprese oltremanica che già lottano con l’impatto della pandemia e con l’uscita del paese dalla UE. Anche le aziende italiane avranno dunque un anno di tempo in più per prepararsi a usare la marcatura UKCA e adeguarsi alla nuova normativa. Fino al 1° gennaio 2023 potranno continuare a vendere sul mercato britannico le merci marcate CE. UKCA (UK Conformity Assessment) è il nuovo marchio del Regno Unito che sostituisce, a seguito della Brexit, la marcatura CE per i prodotti immessi sul mercato britannico. Fa eccezione la sola Irlanda del Nord che richiede la marcatura CE o UK (NI). Entrato in vigore il 1 gennaio 2021, ma obbligatorio con quest’ultimo aggiornamento dal 1° gennaio 2023, il marchio UKCA può essere già da adesso utilizzato dalle aziende per dimostrare la propria conformità alla legislazione di prodotto del Regno Unito. Per l’apposizione del marchio UKCA valgono sostanzialmente le stesse regole applicate per il CE europeo passando, ove necessario, attraverso la certificazione degli “Approved Body”. L’elenco completo di tutti i settori interessati alla marcatura UKCA è disponibile qui. Per consentire ai propri clienti – e non solo – di ottenere la marcatura UKCA per i prodotti che ricadono nell’ambito di applicazione della Direttiva PED – equipaggiamenti in pressione, della Direttiva ATEX 2014/34/UE – apparecchi e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva e del Regolamento EU CPR 305/2011 – prodotti da costruzione, ICIM SpA, ente di certificazione a maggioranza ANIMA Confindustria, ha siglato accordi di collaborazione con diversi “Approved Body”, organismi riconosciuti da UKAS, l’ente di accreditamento UK, e approvati dal governo britannico. Grazie a queste partnership, i clienti ICIM SpA possono ottenere la marcatura CE per i propri prodotti rilasciata da ICIM e avendo come unico interlocutore diretto il proprio referente di ICIM in Italia, la marcatura UKCA rilasciata da un ente “Approved Body”. 26 agosto 2021
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Qualifica Installatori di Sistemi Radianti secondo la norma UNI 11741:2019

Il 22 luglio è stata fatta la prima sessione d’esame per la qualifica degli Installatori di Sistemi Radianti secondo la norma UNI 11741:2019. La norma definisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenza per gli installatori di sistemi radianti a bassa differenza di temperatura (sistemi a pavimento, parete e soffitto installati in edifici civili, industriali e con altre destinazioni d’uso, nuovi e da riqualificare) abbinati a strategie di regolazione, sistemi di deumidificazione e controllo della qualità dell’aria ambiente, con funzionamento invernale ed estivo. Per diventare un installatore di sistemi radianti qualificato è necessario sostenere un esame (teorico, scritto e pratico) come indicato nella norma UNI 11741:2019. La norma prevede due livelli di qualifica: LIVELLO BASENel livello base l’addetto deve essere in grado di realizzare l’opera secondo le indicazioni e le prescrizioni dei progetto o dello schema d’impianto secondo le norme di installazione relative e le indicazioni dei fabbricanti, deve eseguire gli interventi manutentivi secondo le istruzioni del responsabile, delle indicazioni deli fabbricanti e delle norme vigenti, deve eseguire le verifiche strumentali richieste e deve redigere il protocollo di messa in pressione (definito nelle norme UNI EN ISO 11855 e UNI EN 1264). LIVELLO AVANZATONel livello avanzato l’addetto deve essere in grado di realizzate tutti i compiti relativi al livello base oltre a verificare la fattibilità dell’opera, svolgere l’attività di coordinamento tra i vari operatori coinvolti nella realizzazione e manutenzione dell’impianto radiante, eseguire e sovrintendere all’installazione, posa in opera, collaudo e manutenzione dei sistemi radianti idronici, redigere il protocollo di primo avviamento, verificare la corrispondenza dell’impianto termico realizzato al progetto e predisporre la documentazione richiesta dalla legislazione vigente. Alla sessione d’esame hanno partecipato 5 Addetti della società @Giacomini SpA che hanno superato con successo l’esame per il livello avanzato. La qualifica professionale è un valore aggiunto per gli installatori di sistemi radianti e rappresenta una garanzia sia per l’utente finale che per i progettisti per avere un riferimento qualificato per l’installazione da scegliere per i cantieri e per le aziende del settore per accompagnare a prodotti e produttori di qualità anche installatori qualificati. ICIM rilascia la certificazione per la figura professionale di Installatore di sistemi radianti idronici a bassa differenza di temperatura in conformità a quanto previsto dalla norma di UNI 11741:2019 e ai requisiti della ISO/IEC 17024. Per informazioni sulla certificazione delle figure professionali e prossime date di esami: mail figureprofessionali@icim.it, tel- 02 72534211. 30 luglio 2021
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Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale: la nuova guida di ASSOCOLD-ANIMA e ICIM SpA

Si colloca nell’ambito della collaborazione tra ANIMA Confindustria e ICIM SpA – ente di certificazione di riferimento in ambito trasformazione industriale e Industria 4.0, con oltre 1800 attestazioni rilasciate a oggi – la nuova guida Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale, realizzata da ASSOCOLD-Costruttori di Tecnologie per il Freddo, l’associazione federata in ANIMA che raggruppa i produttori italiani di attrezzature frigorifere per il commercio e componenti quali compressori, controllori elettronici, valvole e componentistica. Attraverso indicazioni semplici e strumenti chiari, la pubblicazione illustra alle aziende del comparto le modalità per accedere in modo sicuro ai benefici fiscali del Piano Transizione 4.0 per il mondo della refrigerazione commerciale. Come è noto il piano Transizione 4.0 nasce nell’ambito di una visione strategica: sostenere il Sistema Paese nel compiere i passi necessari per rimanere all’avanguardia e offrire un supporto alle imprese che investono nell’ammodernamento, digitalizzazione ed efficientamento dei propri macchinari e processi produttivi.  Anche per le aziende del comparto della refrigerazione commerciale  – un settore che vale circa 1 miliardo di Euro con conta 5.000 addetti – è fondamentale accedere al piano di Transizione 4.0 per l’acquisto di tecnologie moderne ed efficienti in un’ottica di investimenti sicuri che possano essere duraturi nel tempo. La nuova guida di ASSOCOLD-ANIMA-ICIM SpA analizza in dettaglio le caratteristiche delle merceologie presenti nel mondo della refrigerazione commerciale e introduce agli importanti strumenti di agevolazione fiscale disponibili, utili anche ad accelerare l’adozione delle migliori e più avanzate tecnologie. Un percorso che ha come obiettivo finale quello di favorire e accompagnare le imprese e i clienti della distribuzione alimentare in Italia nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale. Un’ampia sezione “Domande frequenti” risponde ai diversi quesiti che possono emergere nell’applicazione della normativa dei benefici fiscali. La guida Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale di ASSOCOLD è scaricabile qui 30 luglio 2021
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Credito imposta industria 4.0: tutti i chiarimenti attesi nella circolare 9/E dell’Agenzia delle Entrate

Lo scorso 23 luglio l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare 9/E che interviene chiarendo i molti aspetti dubbi generati dal passaggio dal sistema della maggiorazione degli ammortamenti al credito d’imposta. Un documento interpretativo fortemente atteso e che ha il carattere di interpretazione ufficiale. Delineato inoltre di concerto con il parere del MiSE, ha il potere di invalidare eventuali risposte in conflitto fornite dalle direzioni regionali nei mesi scorsi. Sotto forma di risposta a quesiti specifici, la Circolare 9/E si articola in sette capitoli, toccando gli elementi più rilevanti della disciplina agevolativa del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali così come recentemente modificato dalla legge di bilancio 2021. I capitoli sui cui si espressa l’Agenzia delle Entrate sono: Soggetti interessati Investimenti Ambito temporale Determinazione dell’agevolazione Utilizzo Cumulo con altre agevolazioni Rideterminazione dell’agevolazione Molte le precisazioni fornite, quelle di maggiore interesse riteniamo possano essere le seguenti: Beni in leasing: l’AdE conferma che la disciplina è estesa in tutte le sue disposizioni ai beni acquisiti in leasing. Per i beni in leasing riscattati per la determinazione del credito di imposta spettante al locatario, non assume alcuna rilevanza il prezzo di riscatto dallo stesso pagato all’atto di esercizio del diritto di opzione, ma solo quello all’atto dell’acquisizione. Nel caso di beni acquisiti in leasing per i quali non ci sia poi il riscatto del bene o la cessione del contratto, l’Agenzia scrive che il mancato esercizio del diritto di riscatto così come la cessione del contratto di leasing durante il “periodo di sorveglianza” (entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di entrata in funzione ovvero a quello di avvenuta interconnessione) costituiscono causa di rideterminazione dell’incentivo perché sono casi da assimilare alla cessione a titolo oneroso e delocalizzazione dei beni agevolati acquisiti in proprietà per i quali vi è il recapture, cioè il credito d’imposta è corrispondentemente ridotto escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo. Per i beni acquisiti in proprietà a seguito di riscatto che diventano poi oggetto di un contratto di sale and lease back invece il credito d’imposta non sarà oggetto di rideterminazione qualora, nel periodo di sorveglianza, il bene acquisito in proprietà a seguito di riscatto venga successivamente ceduto a una società di leasing nel contesto di un’operazione di sale and lease back. Ambito temporale: L’AdE chiarisce quale disciplina debba applicarsi nel periodo di compresenza delle due disposizioni normative. In altre parole, si tratta del periodo tra il 16/11/2020 e il 31/12/2020 e poi anche per il periodo tra il 01/01/2021 e il 30/06/2021 per i quali sono previsti incentivi sia dalla legge di bilancio per il 2020 (160/2019) sia da quella per il 2021 (178/2020). L’Agenzia spiega che si deve valutare “distinguendo il caso degli investimenti per i quali alla data del 15 novembre 2020, vale a dire anteriormente alla decorrenza della nuova disciplina, si sia proceduto all’ordine vincolante e sia stato versato l’acconto del 20 per cento (c.d. “prenotazione”), dal caso degli investimenti per i quali alla suddetta data non risultino verificate tali condizioni”. Nel caso della prenotazione pre 15/11/2020 – spiega la Circolare 9/E – gli investimenti, sempre se effettuati (vale a dire completati) entro il 30 giugno 2021, restano “incardinati nella precedente disciplina di cui alla legge di bilancio 2020”. In caso contrario si rende applicabile la nuova disciplina introdotta dalla legge di bilancio 2021. Quote annuali di fruizione del credito: l’AdE specifica che la ripartizione in quote annuali risponde alla necessità, soprattutto di ordine finanziario, di porre un limite annuo all’utilizzo del credito d’imposta – nella misura di un terzo dell’importo maturato – e non già di fissare un obbligo di utilizzo dell’intera quota annuale ivi stabilita o un limite temporale alla sua fruizione. Pertanto, nel caso in cui la quota annuale – o parte di essa – non sia utilizzata, l’ammontare residuo potrà essere riportato in avanti nelle dichiarazioni dei periodi di imposta successivi senza alcun limite temporale ed essere utilizzato già dall’anno successivo, secondo le ordinarie modalità di utilizzo del credito, andando così a sommarsi alla quota fruibile a partire dal medesimo anno. Questo anche oltre il limite del terzo anno. Interconnessione tardiva: L’AdE specifica che il “ritardo” nell’interconnessione produca solo un semplice slittamento del momento dal quale si può iniziare a godere del beneficio, come avveniva nel caso dell’iperammortamento. Quanto alle modalità di fruizione del beneficio, spiega che nel caso in cui il bene entri in funzione, pur senza essere interconnesso, il contribuente può scegliere tra due strade: la prima è iniziare a godere del (minore) credito d’imposta per i beni non 4.0 fino all’anno precedente a quello in cui si realizza l’interconnessione; fatta l’interconnessione, potrà fruirne “in misura piena” decurtando il beneficio delle quote già fruite in precedenza e dividendo il beneficio residuo in un nuovo triennio di fruizione di pari importo. La seconda strada è invece attendere l’interconnessione e fruire del credito di imposta direttamente “in misura piena”. Infine, l’agenzia ricorda che l’interconnessione tardiva si ha solo nel caso in cui il rinvio sia dovuto alla necessità di acquisire o di adeguare l’infrastruttura informatica necessaria all’interconnessione e non all’adeguamento delle caratteristiche tecniche del bene (in tal caso si tratterebbe infatti di revamping). Cumulo con altre agevolazioni: I crediti d’imposta per l’acquisto di beni strumentali sono espressamente cumulabili con altre misure di favore (fiscali e non) insistenti sugli stessi costi ammissibili al credito d’imposta, nel limite massimo rappresentato dal costo sostenuto. Per verificare che gli importi non superino il costo, “è necessario individuare i costi riferibili ai beni oggetto di investimento ammissibili a entrambe le discipline agevolative e assumere, quali costi rilevanti ai fini del credito d’imposta, l’importo complessivo dei costi ammissibili, al lordo dei contributi agli stessi correlati, cioè per il loro intero ammontare, anche se di tali costi il contribuente non è rimasto inciso per effetto dei contributi erogati a suo favore. Quindi, occorre calcolare il credito di imposta teoricamente spettante, e sommare tale importo teorico a quello degli altri incentivi pubblici concessi sui medesimi investimenti”. Il risultato di tale somma non deve superare il “costo sostenuto” ovverosia l’ammontare complessivo dei costi ammissibili di competenza del periodo di imposta per il quale il contribuente intende avvalersi del credito di imposta. A questo link è consultabile il documento ufficiale per una estesa e approfondita lettura. ICIM SpA, grazie alla costante collaborazione con Federazione Anima, UCIMU e le altre associazioni imprenditoriali monitora costantemente l’evoluzione dei provvedimenti legislativi e fornisce supporto alle imprese per orientare le proprie strategie di investimento. ICIM supporta le aziende con una gamma di servizi Industria 4.0 che vanno dall’attestazione dei requisiti per l’accesso ai benefici fiscali fino a servizi dedicati alla sicurezza informatica, la business continuity, l’asset management. 29 luglio 2021
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ICIM GROUP a OMC: un polo di competenze per l’Energy Industry

ICIM Group, polo di competenze a maggioranza ANIMA Confindustria partecipa con le sue diverse società a OMC 2021 – Med Energy Conference & Exhibition, manifestazione internazionale biennale dedicata alla transizione energetica in programma a Ravenna dal 28 al 30 Settembre. Il claim “ENERGY INDUSTRY: cross competences for your quality and safety, innovation for your sustainabiliy” che personalizza lo spazio espositivo (stand 2720) ben sintetizza l’articolata offerta che le società di ICIM GROUP mettono a disposizione delle aziende dell’Oil&Gas presenti all’evento: servizi specifici di certificazione e ispezione (ICIM SpA e Pascal), supporto tecnico (TIFQ), prove, controlli e tarature (Laboratorio OMECO). In piena sintonia con il tema dell’edizione 2021 di OMC – Ripensare l’energia insieme: creare alleanze per un futuro energetico sostenibile – ICIM GROUP è dunque in grado di fornire soluzioni e risposte a tutto il comparto in un cruciale momento di transizione e trasformazione del sistema energetico. L’impegno europeo per la transizione verso un’economia circolare e carbon neutral vede il ICIM GROUP protagonista nell’offrire soluzioni innovative capaci di garantire competitività e sviluppo, creando valore a lungo termine e abbracciando la transizione energetica come un’opportunità per crescere. In particolare ICIM SpA vanta una gamma completa dei servizi dedicati al settore. Come prima Agenzia d’Ispezione Autorizzata ASME in Italia, offre i servizi ispettivi previsti dal codice ASME, la certificazione PED, expediting, quality e pre-shipment, valutazione e qualifica dei fornitori; certificazione delle figure professionali di saldatori, brasatori e procedimenti di saldatura; certificazione ambiente&sicurezza. Inoltre, grazie agli accordi con alcuni “Approved Body” riconosciuti da UKAS, l’ente di accreditamento britannico, ICIM SpA garantisce la marcatura UKCA (che dopo la Brexit sostituisce il marchio CE e sarà obbligatoria dal 1° gennaio 2023) alle aziende attive sul mercato UK per i prodotti sotto Direttiva PED e ATEX. Infine, con oltre 1.800 attestazioni per l’accesso ai benefici fiscali, ICIM SpA è l’ente di certificazione di riferimento in ambito Transizione 4.0 (attestazioni di conformità, assessment, valutazione dei rischi di business continuity, cybersecurity, valutazione di sicurezza delle interfacce uomo-macchina). Con ben 130 prove accreditate, invece, il Laboratorio OMECO può fornire ai diversi settori dell’Oil&Gas e della Energy Industry un’ampia gamma di prove e controlli (analisi dei materiali, failure analysis, NDT, analisi metallurgica e corrosione, prove di tenuta e ambientali per prodotti e materiali fino agli impianti, in una logica di Asset Integrity Management). Completano i servizi di OMECO la formazione e certificazione delle figure professionali dei procedimenti di saldatura e delle PnD secondo la Direttiva PED e la taratura degli strumenti, fondamentale in un settore ad alta richiesta di sicurezza.
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Laboratorio OMECO al workshop ANIMA Confindustria-H2IT – La combustione dell’idrogeno in ambito industriale

OMECO, laboratorio accreditato di prove, taratura e testing controllato da ICIM Group srl, partecipa il 9 settembre al seminario organizzato da ANIMA Confindustria e H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile per dare chiarezza e prospettiva all’applicazione dell’idrogeno nella transizione green dei processi industriali. Riservato alle aziende associate ANIMA e H2IT, il workshop – gratuito e dal taglio tecnico e pratico – comprenderà presentazioni di esperti e case history concrete di aziende che hanno investito sulla tecnologia a idrogeno e darà modo alle imprese di confrontarsi su opportunità, barriere tecnologiche e ostacoli normativi in merito alla scelta di utilizzare l’idrogeno per decarbonizzare i propri processi industriali. Tra gli esperti anche Dario Andreotti di OMECO, che nello specifico segmento può effettuare testing di materiali e componenti per lo stoccaggio, il trasporto e la distribuzione di idrogeno. Tra i casi studio: ESA; Tenova, ICI Caldaie, Baker Hughes, Ansaldo Energia. Programma completo QUI
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A EMO 2021 ICIM SpA presenta la “Certificazione per la sostenibilità aziendale”

ICIM SpA partecipa a EMO 2021 – l’appuntamento espositivo per gli operatori dell’industria manifatturiera mondiale in programma a FieraMilano Rho, 4-9 ottobre – con un intervento sulla “Certificazione per la Sostenibilità Aziendale” all’interno dell’evento organizzato da UCIMU-Sistemi per produrre mercoledì 6 ottobre alle 15.30 presso lo Speakers Corner (Pad. 5, B44 – D31). Durante l’incontro l’Associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione presenterà il nuovo Marchio UCIMU, arricchito di contenuti ispirati alle recenti indicazioni previste nelle strategie europee in ambito ESG (Environmental, Social e Governance). Un rinnovamento in chiave di sostenibilità che risponde alle nuove esigenze di mercato e dimostra come il tema sia diventato un reale fattore di competitività, che impatta sulle opzioni di acquisto e di consumo e orienta concretamente le scelte di investimento degli operatori finanziari. A livello internazionale, inoltre, la sostenibilità è già un fondamentale criterio di selezione dei fornitori oltre che un parametro sempre più importante per accedere a fondi pubblici e a condizioni finanziarie più vantaggiose da parte degli istituti di credito. Dopo gli interventi su “Sostenibilità nel settore della macchina utensili” e su “I criteri ESG come concreto fattore di competitività”, Federico Pasqui – Direttore Generale di ICIM SpA – illustrerà i vantaggi dei diversi percorsi di certificazione quali strumenti strategici a sostegno della sostenibilità aziendale. Per iscriverti, clicca qui28 settembre 2021
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PROBEST SERVICE e ICIM SpA promuovono la loro partnership partecipando alla Fiera EMO

Probest Service ed ICIM collaborano su due fronti per dare supporto alle imprese nell’accrescere la propria competitività, investendo in competenze professionali e nella trasformazione industriale secondo il paradigma 4.0. Grazie a specifici accordi di collaborazione, infatti, Probest ed ICIM offrono un percorso di formazione e certificazione delle competenze professionali, rispondendo ad una delle principali esigenze dell’industria in termini di ricerca e formazione di figure professionali. ICIM S.p.A. qualifica i corsi di formazione erogati da Probest, attraverso la verifica e validazione del contenuto, delle competenze dei docenti e della replicabilità nelle diverse strutture. In assoluta terzietà ed imparzialità, inoltre, rilascia la certificazione delle competenze delle figure professionali ai partecipanti a fronte del sostenimento di un esame svolto accertando il possesso di competenze e requisiti previsti dallo specifico schema di certificazione. [Per approfondimenti, contattaci scrivendo a figureprofessionali@icim.it] In virtù degli accordi siglati, inoltre, offrono il loro supporto alle imprese che affrontano investimenti Industria 4.0, garantendo la corretta applicazione dei requisiti di legge per l’accesso ai benefici fiscali del pacchetto industria 4.0 sia per gli utilizzatori finali che per i produttori di tecnologie. Probest ed ICIM collaborano offrendo Valutazioni Tecniche di Rispondenza ai requisiti Industria 4.0 ai produttori di tecnologie industria 4.0, consentendo loro di avere una documentazione tecnica che correda il proprio prodotto e che dimostra, sulla base di verifiche condotte da un soggetto terzo ed imparziale quale è ICIM, la predisposizione dei propri prodotti all’accesso alle agevolazioni previste del piano Transizione 4.0. Per chi investe invece in beni 4.0, gli accordi Probest-ICIM prevedono rilascio delle Attestazioni di Conformità Industria 4.0, obbligatoria per investimenti superiori a 300 mila euro, facoltativa sotto tale soglia, necessaria per fruire dell’agevolazione fiscale del credito di imposta, con la sicurezza di aver correttamente rispettato i requisiti di legge previsti per l’accesso all’agevolazione fiscale. [Per approfondimenti, visita il Portale TRANSIZIONE 4.0: TRASFORMAZIONE INDUSTRIALE E BENEFICI FISCALI oppure contattaci scrivendo a industry4.0@icim.it] Per maggiori informazioni siamo in Fiera EMO Milano 2021, vieni a trovarci presso: Pad. 4 D00B – Probest Service Spa Pad. 5 A09 – L’INDUSTRIA MECCANICA 28 settembre 2021
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Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale: la nuova guida di ASSOCOLD-ANIMA e ICIM SpA

Si colloca nell’ambito della collaborazione tra ANIMA Confindustria e ICIM SpA – ente di certificazione di riferimento in ambito trasformazione industriale e Industria 4.0, con oltre 1800 attestazioni rilasciate a oggi – la nuova guida Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale, realizzata da ASSOCOLD-Costruttori di Tecnologie per il Freddo, l’associazione federata in ANIMA che raggruppa i produttori italiani di attrezzature frigorifere per il commercio e componenti quali compressori, controllori elettronici, valvole e componentistica. Attraverso indicazioni semplici e strumenti chiari, la pubblicazione illustra alle aziende del comparto le modalità per accedere in modo sicuro ai benefici fiscali del Piano Transizione 4.0 per il mondo della refrigerazione commerciale. Come è noto il piano Transizione 4.0 nasce nell’ambito di una visione strategica: sostenere il Sistema Paese nel compiere i passi necessari per rimanere all’avanguardia e offrire un supporto alle imprese che investono nell’ammodernamento, digitalizzazione ed efficientamento dei propri macchinari e processi produttivi.  Anche per le aziende del comparto della refrigerazione commerciale  – un settore che vale circa 1 miliardo di Euro con conta 5.000 addetti – è fondamentale accedere al piano di Transizione 4.0 per l’acquisto di tecnologie moderne ed efficienti in un’ottica di investimenti sicuri che possano essere duraturi nel tempo. La nuova guida di ASSOCOLD-ANIMA-ICIM SpA analizza in dettaglio le caratteristiche delle merceologie presenti nel mondo della refrigerazione commerciale e introduce agli importanti strumenti di agevolazione fiscale disponibili, utili anche ad accelerare l’adozione delle migliori e più avanzate tecnologie. Un percorso che ha come obiettivo finale quello di favorire e accompagnare le imprese e i clienti della distribuzione alimentare in Italia nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale. Un’ampia sezione “Domande frequenti” risponde ai diversi quesiti che possono emergere nell’applicazione della normativa dei benefici fiscali. La guida Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale di ASSOCOLD è scaricabile qui 30 luglio 2021
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Credito imposta industria 4.0: tutti i chiarimenti attesi nella circolare 9/E dell’Agenzia delle Entrate

Lo scorso 23 luglio l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare 9/E che interviene chiarendo i molti aspetti dubbi generati dal passaggio dal sistema della maggiorazione degli ammortamenti al credito d’imposta. Un documento interpretativo fortemente atteso e che ha il carattere di interpretazione ufficiale. Delineato inoltre di concerto con il parere del MiSE, ha il potere di invalidare eventuali risposte in conflitto fornite dalle direzioni regionali nei mesi scorsi. Sotto forma di risposta a quesiti specifici, la Circolare 9/E si articola in sette capitoli, toccando gli elementi più rilevanti della disciplina agevolativa del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali così come recentemente modificato dalla legge di bilancio 2021. I capitoli sui cui si espressa l’Agenzia delle Entrate sono: Soggetti interessati Investimenti Ambito temporale Determinazione dell’agevolazione Utilizzo Cumulo con altre agevolazioni Rideterminazione dell’agevolazione Molte le precisazioni fornite, quelle di maggiore interesse riteniamo possano essere le seguenti: Beni in leasing: l’AdE conferma che la disciplina è estesa in tutte le sue disposizioni ai beni acquisiti in leasing. Per i beni in leasing riscattati per la determinazione del credito di imposta spettante al locatario, non assume alcuna rilevanza il prezzo di riscatto dallo stesso pagato all’atto di esercizio del diritto di opzione, ma solo quello all’atto dell’acquisizione. Nel caso di beni acquisiti in leasing per i quali non ci sia poi il riscatto del bene o la cessione del contratto, l’Agenzia scrive che il mancato esercizio del diritto di riscatto così come la cessione del contratto di leasing durante il “periodo di sorveglianza” (entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di entrata in funzione ovvero a quello di avvenuta interconnessione) costituiscono causa di rideterminazione dell’incentivo perché sono casi da assimilare alla cessione a titolo oneroso e delocalizzazione dei beni agevolati acquisiti in proprietà per i quali vi è il recapture, cioè il credito d’imposta è corrispondentemente ridotto escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo. Per i beni acquisiti in proprietà a seguito di riscatto che diventano poi oggetto di un contratto di sale and lease back invece il credito d’imposta non sarà oggetto di rideterminazione qualora, nel periodo di sorveglianza, il bene acquisito in proprietà a seguito di riscatto venga successivamente ceduto a una società di leasing nel contesto di un’operazione di sale and lease back. Ambito temporale: L’AdE chiarisce quale disciplina debba applicarsi nel periodo di compresenza delle due disposizioni normative. In altre parole, si tratta del periodo tra il 16/11/2020 e il 31/12/2020 e poi anche per il periodo tra il 01/01/2021 e il 30/06/2021 per i quali sono previsti incentivi sia dalla legge di bilancio per il 2020 (160/2019) sia da quella per il 2021 (178/2020). L’Agenzia spiega che si deve valutare “distinguendo il caso degli investimenti per i quali alla data del 15 novembre 2020, vale a dire anteriormente alla decorrenza della nuova disciplina, si sia proceduto all’ordine vincolante e sia stato versato l’acconto del 20 per cento (c.d. “prenotazione”), dal caso degli investimenti per i quali alla suddetta data non risultino verificate tali condizioni”. Nel caso della prenotazione pre 15/11/2020 – spiega la Circolare 9/E – gli investimenti, sempre se effettuati (vale a dire completati) entro il 30 giugno 2021, restano “incardinati nella precedente disciplina di cui alla legge di bilancio 2020”. In caso contrario si rende applicabile la nuova disciplina introdotta dalla legge di bilancio 2021. Quote annuali di fruizione del credito: l’AdE specifica che la ripartizione in quote annuali risponde alla necessità, soprattutto di ordine finanziario, di porre un limite annuo all’utilizzo del credito d’imposta – nella misura di un terzo dell’importo maturato – e non già di fissare un obbligo di utilizzo dell’intera quota annuale ivi stabilita o un limite temporale alla sua fruizione. Pertanto, nel caso in cui la quota annuale – o parte di essa – non sia utilizzata, l’ammontare residuo potrà essere riportato in avanti nelle dichiarazioni dei periodi di imposta successivi senza alcun limite temporale ed essere utilizzato già dall’anno successivo, secondo le ordinarie modalità di utilizzo del credito, andando così a sommarsi alla quota fruibile a partire dal medesimo anno. Questo anche oltre il limite del terzo anno. Interconnessione tardiva: L’AdE specifica che il “ritardo” nell’interconnessione produca solo un semplice slittamento del momento dal quale si può iniziare a godere del beneficio, come avveniva nel caso dell’iperammortamento. Quanto alle modalità di fruizione del beneficio, spiega che nel caso in cui il bene entri in funzione, pur senza essere interconnesso, il contribuente può scegliere tra due strade: la prima è iniziare a godere del (minore) credito d’imposta per i beni non 4.0 fino all’anno precedente a quello in cui si realizza l’interconnessione; fatta l’interconnessione, potrà fruirne “in misura piena” decurtando il beneficio delle quote già fruite in precedenza e dividendo il beneficio residuo in un nuovo triennio di fruizione di pari importo. La seconda strada è invece attendere l’interconnessione e fruire del credito di imposta direttamente “in misura piena”. Infine, l’agenzia ricorda che l’interconnessione tardiva si ha solo nel caso in cui il rinvio sia dovuto alla necessità di acquisire o di adeguare l’infrastruttura informatica necessaria all’interconnessione e non all’adeguamento delle caratteristiche tecniche del bene (in tal caso si tratterebbe infatti di revamping). Cumulo con altre agevolazioni: I crediti d’imposta per l’acquisto di beni strumentali sono espressamente cumulabili con altre misure di favore (fiscali e non) insistenti sugli stessi costi ammissibili al credito d’imposta, nel limite massimo rappresentato dal costo sostenuto. Per verificare che gli importi non superino il costo, “è necessario individuare i costi riferibili ai beni oggetto di investimento ammissibili a entrambe le discipline agevolative e assumere, quali costi rilevanti ai fini del credito d’imposta, l’importo complessivo dei costi ammissibili, al lordo dei contributi agli stessi correlati, cioè per il loro intero ammontare, anche se di tali costi il contribuente non è rimasto inciso per effetto dei contributi erogati a suo favore. Quindi, occorre calcolare il credito di imposta teoricamente spettante, e sommare tale importo teorico a quello degli altri incentivi pubblici concessi sui medesimi investimenti”. Il risultato di tale somma non deve superare il “costo sostenuto” ovverosia l’ammontare complessivo dei costi ammissibili di competenza del periodo di imposta per il quale il contribuente intende avvalersi del credito di imposta. A questo link è consultabile il documento ufficiale per una estesa e approfondita lettura. ICIM SpA, grazie alla costante collaborazione con Federazione Anima, UCIMU e le altre associazioni imprenditoriali monitora costantemente l’evoluzione dei provvedimenti legislativi e fornisce supporto alle imprese per orientare le proprie strategie di investimento. ICIM supporta le aziende con una gamma di servizi Industria 4.0 che vanno dall’attestazione dei requisiti per l’accesso ai benefici fiscali fino a servizi dedicati alla sicurezza informatica, la business continuity, l’asset management. 29 luglio 2021
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A Meat Tech 2021 ASSOFOODTEC e ICIM GROUP presentano il Vademecum MOCA per macchine alimentari

“Vademecum MOCA per macchine alimentari: l’esempio del comparto affettatrici e tritacarne” è il titolo del seminario in programma martedì 26 ottobre alle ore 12 presso l’area Eventi al Pad. 15 di MEAT-TECH 2021 (unica fiera in Italia dedicata alla filiera dei salumi, delle carni e dei piatti pronti). L’incontro è organizzato a cura di ASSOFOODTEC, l’associazione italiana costruttori macchine, impianti, attrezzature per la produzione, la lavorazione e la conservazione alimentare, federata Anima. Si parlerà del valore della conformità e della certificazione volontaria dei MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti) attraverso l’esperienza del Vademecum: un pratico strumento di suggerimenti e chiarimenti realizzato con il Gruppo Costruttori Affettatrici e Tritacarne e Affini di TECPROFOOD per rispondere, con buone pratiche di produzione, alle disposizioni delle normative vigenti. Il Vademecum, sviluppato da ASSOFOODTEC/Gruppo Costruttori Affettatrici e Tritacarne e Affini e ICIM GROUP con le sue società ICIM SpA, TIFQ e TIFQlab, rappresenta un supporto alle organizzazioni del settore per comprendere e soddisfare i requisiti correlati alla progettazione, produzione e vendita di prodotti che vanno a contatto con gli alimenti. Utilissime tabelle danno inoltre evidenza delle prove necessarie, con riferimento a una vasta gamma di componenti e materiali utilizzati nelle affettatrici e nei tritacarne. Maggiori informazioni sul seminario QUI
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A EMO 2021 ICIM SpA presenta la “Certificazione per la sostenibilità aziendale”

ICIM SpA partecipa a EMO 2021 – l’appuntamento espositivo per gli operatori dell’industria manifatturiera mondiale in programma a FieraMilano Rho, 4-9 ottobre – con un intervento sulla “Certificazione per la Sostenibilità Aziendale” all’interno dell’evento organizzato da UCIMU-Sistemi per produrre mercoledì 6 ottobre alle 15.30 presso lo Speakers Corner (Pad. 5, B44 – D31). Durante l’incontro l’Associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione presenterà il nuovo Marchio UCIMU, arricchito di contenuti ispirati alle recenti indicazioni previste nelle strategie europee in ambito ESG (Environmental, Social e Governance). Un rinnovamento in chiave di sostenibilità che risponde alle nuove esigenze di mercato e dimostra come il tema sia diventato un reale fattore di competitività, che impatta sulle opzioni di acquisto e di consumo e orienta concretamente le scelte di investimento degli operatori finanziari. A livello internazionale, inoltre, la sostenibilità è già un fondamentale criterio di selezione dei fornitori oltre che un parametro sempre più importante per accedere a fondi pubblici e a condizioni finanziarie più vantaggiose da parte degli istituti di credito. Dopo gli interventi su “Sostenibilità nel settore della macchina utensili” e su “I criteri ESG come concreto fattore di competitività”, Federico Pasqui – Direttore Generale di ICIM SpA – illustrerà i vantaggi dei diversi percorsi di certificazione quali strumenti strategici a sostegno della sostenibilità aziendale. Per iscriverti, clicca qui28 settembre 2021
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PROBEST SERVICE e ICIM SpA promuovono la loro partnership partecipando alla Fiera EMO

Probest Service ed ICIM collaborano su due fronti per dare supporto alle imprese nell’accrescere la propria competitività, investendo in competenze professionali e nella trasformazione industriale secondo il paradigma 4.0. Grazie a specifici accordi di collaborazione, infatti, Probest ed ICIM offrono un percorso di formazione e certificazione delle competenze professionali, rispondendo ad una delle principali esigenze dell’industria in termini di ricerca e formazione di figure professionali. ICIM S.p.A. qualifica i corsi di formazione erogati da Probest, attraverso la verifica e validazione del contenuto, delle competenze dei docenti e della replicabilità nelle diverse strutture. In assoluta terzietà ed imparzialità, inoltre, rilascia la certificazione delle competenze delle figure professionali ai partecipanti a fronte del sostenimento di un esame svolto accertando il possesso di competenze e requisiti previsti dallo specifico schema di certificazione. [Per approfondimenti, contattaci scrivendo a figureprofessionali@icim.it] In virtù degli accordi siglati, inoltre, offrono il loro supporto alle imprese che affrontano investimenti Industria 4.0, garantendo la corretta applicazione dei requisiti di legge per l’accesso ai benefici fiscali del pacchetto industria 4.0 sia per gli utilizzatori finali che per i produttori di tecnologie. Probest ed ICIM collaborano offrendo Valutazioni Tecniche di Rispondenza ai requisiti Industria 4.0 ai produttori di tecnologie industria 4.0, consentendo loro di avere una documentazione tecnica che correda il proprio prodotto e che dimostra, sulla base di verifiche condotte da un soggetto terzo ed imparziale quale è ICIM, la predisposizione dei propri prodotti all’accesso alle agevolazioni previste del piano Transizione 4.0. Per chi investe invece in beni 4.0, gli accordi Probest-ICIM prevedono rilascio delle Attestazioni di Conformità Industria 4.0, obbligatoria per investimenti superiori a 300 mila euro, facoltativa sotto tale soglia, necessaria per fruire dell’agevolazione fiscale del credito di imposta, con la sicurezza di aver correttamente rispettato i requisiti di legge previsti per l’accesso all’agevolazione fiscale. [Per approfondimenti, visita il Portale TRANSIZIONE 4.0: TRASFORMAZIONE INDUSTRIALE E BENEFICI FISCALI oppure contattaci scrivendo a industry4.0@icim.it] Per maggiori informazioni siamo in Fiera EMO Milano 2021, vieni a trovarci presso: Pad. 4 D00B – Probest Service Spa Pad. 5 A09 – L’INDUSTRIA MECCANICA 28 settembre 2021
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ICIM GROUP a OMC: un polo di competenze per l’Energy Industry

ICIM Group, polo di competenze a maggioranza ANIMA Confindustria partecipa con le sue diverse società a OMC 2021 – Med Energy Conference & Exhibition, manifestazione internazionale biennale dedicata alla transizione energetica in programma a Ravenna dal 28 al 30 Settembre. Il claim “ENERGY INDUSTRY: cross competences for your quality and safety, innovation for your sustainabiliy” che personalizza lo spazio espositivo (stand 2720) ben sintetizza l’articolata offerta che le società di ICIM GROUP mettono a disposizione delle aziende dell’Oil&Gas presenti all’evento: servizi specifici di certificazione e ispezione (ICIM SpA e Pascal), supporto tecnico (TIFQ), prove, controlli e tarature (Laboratorio OMECO). In piena sintonia con il tema dell’edizione 2021 di OMC – Ripensare l’energia insieme: creare alleanze per un futuro energetico sostenibile – ICIM GROUP è dunque in grado di fornire soluzioni e risposte a tutto il comparto in un cruciale momento di transizione e trasformazione del sistema energetico. L’impegno europeo per la transizione verso un’economia circolare e carbon neutral vede il ICIM GROUP protagonista nell’offrire soluzioni innovative capaci di garantire competitività e sviluppo, creando valore a lungo termine e abbracciando la transizione energetica come un’opportunità per crescere. In particolare ICIM SpA vanta una gamma completa dei servizi dedicati al settore. Come prima Agenzia d’Ispezione Autorizzata ASME in Italia, offre i servizi ispettivi previsti dal codice ASME, la certificazione PED, expediting, quality e pre-shipment, valutazione e qualifica dei fornitori; certificazione delle figure professionali di saldatori, brasatori e procedimenti di saldatura; certificazione ambiente&sicurezza. Inoltre, grazie agli accordi con alcuni “Approved Body” riconosciuti da UKAS, l’ente di accreditamento britannico, ICIM SpA garantisce la marcatura UKCA (che dopo la Brexit sostituisce il marchio CE e sarà obbligatoria dal 1° gennaio 2023) alle aziende attive sul mercato UK per i prodotti sotto Direttiva PED e ATEX. Infine, con oltre 1.800 attestazioni per l’accesso ai benefici fiscali, ICIM SpA è l’ente di certificazione di riferimento in ambito Transizione 4.0 (attestazioni di conformità, assessment, valutazione dei rischi di business continuity, cybersecurity, valutazione di sicurezza delle interfacce uomo-macchina). Con ben 130 prove accreditate, invece, il Laboratorio OMECO può fornire ai diversi settori dell’Oil&Gas e della Energy Industry un’ampia gamma di prove e controlli (analisi dei materiali, failure analysis, NDT, analisi metallurgica e corrosione, prove di tenuta e ambientali per prodotti e materiali fino agli impianti, in una logica di Asset Integrity Management). Completano i servizi di OMECO la formazione e certificazione delle figure professionali dei procedimenti di saldatura e delle PnD secondo la Direttiva PED e la taratura degli strumenti, fondamentale in un settore ad alta richiesta di sicurezza.
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Laboratorio OMECO al workshop ANIMA Confindustria-H2IT – La combustione dell’idrogeno in ambito industriale

OMECO, laboratorio accreditato di prove, taratura e testing controllato da ICIM Group srl, partecipa il 9 settembre al seminario organizzato da ANIMA Confindustria e H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile per dare chiarezza e prospettiva all’applicazione dell’idrogeno nella transizione green dei processi industriali. Riservato alle aziende associate ANIMA e H2IT, il workshop – gratuito e dal taglio tecnico e pratico – comprenderà presentazioni di esperti e case history concrete di aziende che hanno investito sulla tecnologia a idrogeno e darà modo alle imprese di confrontarsi su opportunità, barriere tecnologiche e ostacoli normativi in merito alla scelta di utilizzare l’idrogeno per decarbonizzare i propri processi industriali. Tra gli esperti anche Dario Andreotti di OMECO, che nello specifico segmento può effettuare testing di materiali e componenti per lo stoccaggio, il trasporto e la distribuzione di idrogeno. Tra i casi studio: ESA; Tenova, ICI Caldaie, Baker Hughes, Ansaldo Energia. Programma completo QUI
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Innovazione, export e collaborazione: l’effetto filiera fa bene alle imprese

Il 41% delle imprese che opera in maniera integrata all’interno di filiere prevede di recuperare i livelli produttivi pre-COVID già entro il 2021, quota che sale al 45% per le imprese in filiera che hanno investito nelle tecnologie 4.0. È quanto emerge da un’analisi realizzata dal Centro Studi Tagliacarne sui dati di Unioncamere/InfoCamere relativi a 17 filiere individuate dal Ministero dello sviluppo economico. Si tratta di oltre 3,8 milioni di imprese attive – il 75% del sistema imprenditoriale italiano-, con 12 milioni di addetti e un fatturato di 2.500 miliardi di euro (78,9% del totale in industria e servizi). Dallo studio emerge che, nel nostro Paese, oltre 3 imprese su 4 operano all’interno di filiere (alcune di territorio e altre più internazionali). Queste imprese sono più innovative, più aperte ai mercati stranieri e più ottimiste sul futuro, rispetto alla realtà che lavorano in maniera isolata. “Per molte, infatti, il rapporto tra le imprese non si esaurisce nel contratto di fornitura ma si arricchisce con fattori qualitativi, servizi, supporti finanziari, percorsi di certificazione, spesso indotti dalle aziende capo-filiere, normalmente medie o grandi – commenta Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere che aggiunge: “si tratta di fattori e supporti importanti per migliaia di piccole aziende che dovranno affrontare il rapido percorso della doppia transizione, digitale e ambientale”. Innovazione e export sono tra le leve strategiche su cui puntano per stare sul mercato. Il 62% delle imprese che lavorano insieme ha fatto investimenti per innovare (contro il 38% delle altre). E, per competere, investono soprattutto sull’innovazione di prodotto (il 46% contro il 25%) e di processo (il 39% contro il 24%). Anche tra le imprese che adottano tecnologie 4.0 pesa l’effetto filiera: il 74% delle imprese che collaborano tra loro ha investito in almeno una forma di innovazione  – tra quelle di prodotto, processo, organizzativa, marketing – contro il 67% di quelle non filiera. I benefici del lavorare in filiera si fanno sentire anche sulla maggiore apertura ai mercati stranieri, in particolare per quelle imprese che adottano le tecnologie abilitanti. Il 22% delle aziende esporta; mentre il 30% del fatturato delle filiere 4.0 è alimentato dalle vendite estere, contro il 24% di quello delle altre imprese digitalizzate non in filiera. Non solo, le prime esportano anche mediamente in più mercati rispetto alle seconde (24 contro 19). Non a caso nel PNRR si riserva attenzione al tema delle filiere leggendolo sotto la lente dell’internazionalizzazione proprio sotto l’asse strategico della Transizione digitale. La collaborazione tra imprese che hanno attività interconnesse lungo tutta la catena del valore – dalla creazione sino alla distribuzione – di un bene o servizio – si rileva, quindi, un importante fattore di competitività per gli imprenditori, soprattutto se abbracciano il digitale avanzato. [Fonte INNOVATIONPOST.IT]30 agosto 2021
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Posticipato di un anno l’obbligo del marchio UKCA per export verso la Gran Bretagna

Il governo britannico ha posticipato al 1° gennaio 2023 – invece del 1° gennaio 2022 – la data che renderà obbligatorio il nuovo marchio di conformità UKCA per immettere sui mercati della Gran Bretagna (Inghilterra, Scozia e Galles) un’ampia gamma di prodotti che, ad oggi, portano la marcatura CE. Il rinvio della norma post-Brexit è dettato dalla necessità di andare incontro alle imprese oltremanica che già lottano con l’impatto della pandemia e con l’uscita del paese dalla UE. Anche le aziende italiane avranno dunque un anno di tempo in più per prepararsi a usare la marcatura UKCA e adeguarsi alla nuova normativa. Fino al 1° gennaio 2023 potranno continuare a vendere sul mercato britannico le merci marcate CE. UKCA (UK Conformity Assessment) è il nuovo marchio del Regno Unito che sostituisce, a seguito della Brexit, la marcatura CE per i prodotti immessi sul mercato britannico. Fa eccezione la sola Irlanda del Nord che richiede la marcatura CE o UK (NI). Entrato in vigore il 1 gennaio 2021, ma obbligatorio con quest’ultimo aggiornamento dal 1° gennaio 2023, il marchio UKCA può essere già da adesso utilizzato dalle aziende per dimostrare la propria conformità alla legislazione di prodotto del Regno Unito. Per l’apposizione del marchio UKCA valgono sostanzialmente le stesse regole applicate per il CE europeo passando, ove necessario, attraverso la certificazione degli “Approved Body”. L’elenco completo di tutti i settori interessati alla marcatura UKCA è disponibile qui. Per consentire ai propri clienti – e non solo – di ottenere la marcatura UKCA per i prodotti che ricadono nell’ambito di applicazione della Direttiva PED – equipaggiamenti in pressione, della Direttiva ATEX 2014/34/UE – apparecchi e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva e del Regolamento EU CPR 305/2011 – prodotti da costruzione, ICIM SpA, ente di certificazione a maggioranza ANIMA Confindustria, ha siglato accordi di collaborazione con diversi “Approved Body”, organismi riconosciuti da UKAS, l’ente di accreditamento UK, e approvati dal governo britannico. Grazie a queste partnership, i clienti ICIM SpA possono ottenere la marcatura CE per i propri prodotti rilasciata da ICIM e avendo come unico interlocutore diretto il proprio referente di ICIM in Italia, la marcatura UKCA rilasciata da un ente “Approved Body”. 26 agosto 2021
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Qualifica Installatori di Sistemi Radianti secondo la norma UNI 11741:2019

Il 22 luglio è stata fatta la prima sessione d’esame per la qualifica degli Installatori di Sistemi Radianti secondo la norma UNI 11741:2019. La norma definisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenza per gli installatori di sistemi radianti a bassa differenza di temperatura (sistemi a pavimento, parete e soffitto installati in edifici civili, industriali e con altre destinazioni d’uso, nuovi e da riqualificare) abbinati a strategie di regolazione, sistemi di deumidificazione e controllo della qualità dell’aria ambiente, con funzionamento invernale ed estivo. Per diventare un installatore di sistemi radianti qualificato è necessario sostenere un esame (teorico, scritto e pratico) come indicato nella norma UNI 11741:2019. La norma prevede due livelli di qualifica: LIVELLO BASENel livello base l’addetto deve essere in grado di realizzare l’opera secondo le indicazioni e le prescrizioni dei progetto o dello schema d’impianto secondo le norme di installazione relative e le indicazioni dei fabbricanti, deve eseguire gli interventi manutentivi secondo le istruzioni del responsabile, delle indicazioni deli fabbricanti e delle norme vigenti, deve eseguire le verifiche strumentali richieste e deve redigere il protocollo di messa in pressione (definito nelle norme UNI EN ISO 11855 e UNI EN 1264). LIVELLO AVANZATONel livello avanzato l’addetto deve essere in grado di realizzate tutti i compiti relativi al livello base oltre a verificare la fattibilità dell’opera, svolgere l’attività di coordinamento tra i vari operatori coinvolti nella realizzazione e manutenzione dell’impianto radiante, eseguire e sovrintendere all’installazione, posa in opera, collaudo e manutenzione dei sistemi radianti idronici, redigere il protocollo di primo avviamento, verificare la corrispondenza dell’impianto termico realizzato al progetto e predisporre la documentazione richiesta dalla legislazione vigente. Alla sessione d’esame hanno partecipato 5 Addetti della società @Giacomini SpA che hanno superato con successo l’esame per il livello avanzato. La qualifica professionale è un valore aggiunto per gli installatori di sistemi radianti e rappresenta una garanzia sia per l’utente finale che per i progettisti per avere un riferimento qualificato per l’installazione da scegliere per i cantieri e per le aziende del settore per accompagnare a prodotti e produttori di qualità anche installatori qualificati. ICIM rilascia la certificazione per la figura professionale di Installatore di sistemi radianti idronici a bassa differenza di temperatura in conformità a quanto previsto dalla norma di UNI 11741:2019 e ai requisiti della ISO/IEC 17024. Per informazioni sulla certificazione delle figure professionali e prossime date di esami: mail figureprofessionali@icim.it, tel- 02 72534211. 30 luglio 2021
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A Meat Tech 2021 ASSOFOODTEC e ICIM GROUP presentano il Vademecum MOCA per macchine alimentari

“Vademecum MOCA per macchine alimentari: l’esempio del comparto affettatrici e tritacarne” è il titolo del seminario in programma martedì 26 ottobre alle ore 12 presso l’area Eventi al Pad. 15 di MEAT-TECH 2021 (unica fiera in Italia dedicata alla filiera dei salumi, delle carni e dei piatti pronti). L’incontro è organizzato a cura di ASSOFOODTEC, l’associazione italiana costruttori macchine, impianti, attrezzature per la produzione, la lavorazione e la conservazione alimentare, federata Anima. Si parlerà del valore della conformità e della certificazione volontaria dei MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti) attraverso l’esperienza del Vademecum: un pratico strumento di suggerimenti e chiarimenti realizzato con il Gruppo Costruttori Affettatrici e Tritacarne e Affini di TECPROFOOD per rispondere, con buone pratiche di produzione, alle disposizioni delle normative vigenti. Il Vademecum, sviluppato da ASSOFOODTEC/Gruppo Costruttori Affettatrici e Tritacarne e Affini e ICIM GROUP con le sue società ICIM SpA, TIFQ e TIFQlab, rappresenta un supporto alle organizzazioni del settore per comprendere e soddisfare i requisiti correlati alla progettazione, produzione e vendita di prodotti che vanno a contatto con gli alimenti. Utilissime tabelle danno inoltre evidenza delle prove necessarie, con riferimento a una vasta gamma di componenti e materiali utilizzati nelle affettatrici e nei tritacarne. Maggiori informazioni sul seminario QUI
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A EMO 2021 ICIM SpA presenta la “Certificazione per la sostenibilità aziendale”

ICIM SpA partecipa a EMO 2021 – l’appuntamento espositivo per gli operatori dell’industria manifatturiera mondiale in programma a FieraMilano Rho, 4-9 ottobre – con un intervento sulla “Certificazione per la Sostenibilità Aziendale” all’interno dell’evento organizzato da UCIMU-Sistemi per produrre mercoledì 6 ottobre alle 15.30 presso lo Speakers Corner (Pad. 5, B44 – D31). Durante l’incontro l’Associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione presenterà il nuovo Marchio UCIMU, arricchito di contenuti ispirati alle recenti indicazioni previste nelle strategie europee in ambito ESG (Environmental, Social e Governance). Un rinnovamento in chiave di sostenibilità che risponde alle nuove esigenze di mercato e dimostra come il tema sia diventato un reale fattore di competitività, che impatta sulle opzioni di acquisto e di consumo e orienta concretamente le scelte di investimento degli operatori finanziari. A livello internazionale, inoltre, la sostenibilità è già un fondamentale criterio di selezione dei fornitori oltre che un parametro sempre più importante per accedere a fondi pubblici e a condizioni finanziarie più vantaggiose da parte degli istituti di credito. Dopo gli interventi su “Sostenibilità nel settore della macchina utensili” e su “I criteri ESG come concreto fattore di competitività”, Federico Pasqui – Direttore Generale di ICIM SpA – illustrerà i vantaggi dei diversi percorsi di certificazione quali strumenti strategici a sostegno della sostenibilità aziendale. Per iscriverti, clicca qui28 settembre 2021
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PROBEST SERVICE e ICIM SpA promuovono la loro partnership partecipando alla Fiera EMO

Probest Service ed ICIM collaborano su due fronti per dare supporto alle imprese nell’accrescere la propria competitività, investendo in competenze professionali e nella trasformazione industriale secondo il paradigma 4.0. Grazie a specifici accordi di collaborazione, infatti, Probest ed ICIM offrono un percorso di formazione e certificazione delle competenze professionali, rispondendo ad una delle principali esigenze dell’industria in termini di ricerca e formazione di figure professionali. ICIM S.p.A. qualifica i corsi di formazione erogati da Probest, attraverso la verifica e validazione del contenuto, delle competenze dei docenti e della replicabilità nelle diverse strutture. In assoluta terzietà ed imparzialità, inoltre, rilascia la certificazione delle competenze delle figure professionali ai partecipanti a fronte del sostenimento di un esame svolto accertando il possesso di competenze e requisiti previsti dallo specifico schema di certificazione. [Per approfondimenti, contattaci scrivendo a figureprofessionali@icim.it] In virtù degli accordi siglati, inoltre, offrono il loro supporto alle imprese che affrontano investimenti Industria 4.0, garantendo la corretta applicazione dei requisiti di legge per l’accesso ai benefici fiscali del pacchetto industria 4.0 sia per gli utilizzatori finali che per i produttori di tecnologie. Probest ed ICIM collaborano offrendo Valutazioni Tecniche di Rispondenza ai requisiti Industria 4.0 ai produttori di tecnologie industria 4.0, consentendo loro di avere una documentazione tecnica che correda il proprio prodotto e che dimostra, sulla base di verifiche condotte da un soggetto terzo ed imparziale quale è ICIM, la predisposizione dei propri prodotti all’accesso alle agevolazioni previste del piano Transizione 4.0. Per chi investe invece in beni 4.0, gli accordi Probest-ICIM prevedono rilascio delle Attestazioni di Conformità Industria 4.0, obbligatoria per investimenti superiori a 300 mila euro, facoltativa sotto tale soglia, necessaria per fruire dell’agevolazione fiscale del credito di imposta, con la sicurezza di aver correttamente rispettato i requisiti di legge previsti per l’accesso all’agevolazione fiscale. [Per approfondimenti, visita il Portale TRANSIZIONE 4.0: TRASFORMAZIONE INDUSTRIALE E BENEFICI FISCALI oppure contattaci scrivendo a industry4.0@icim.it] Per maggiori informazioni siamo in Fiera EMO Milano 2021, vieni a trovarci presso: Pad. 4 D00B – Probest Service Spa Pad. 5 A09 – L’INDUSTRIA MECCANICA 28 settembre 2021
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ICIM GROUP a OMC: un polo di competenze per l’Energy Industry

ICIM Group, polo di competenze a maggioranza ANIMA Confindustria partecipa con le sue diverse società a OMC 2021 – Med Energy Conference & Exhibition, manifestazione internazionale biennale dedicata alla transizione energetica in programma a Ravenna dal 28 al 30 Settembre. Il claim “ENERGY INDUSTRY: cross competences for your quality and safty, innovation for your sustainabiliy” che personalizza lo spazio espositivo (stand 2720) ben sintetizza l’articolata offerta che le società di ICIM GROUP mettono a disposizione delle aziende dell’Oil&Gas presenti all’evento: servizi specifici di certificazione e ispezione (ICIM SpA e Pascal), supporto tecnico (TIFQ), prove, controlli e tarature (Laboratorio OMECO) e, più in generale, sui servizi dedicati alla transizione digitale. In piena sintonia con il tema dell’edizione 2021 di OMC – Ripensare l’energia insieme: creare alleanze per un futuro energetico sostenibile – ICIM GROUP è dunque in grado di fornire soluzioni e risposte a tutto il comparto in un cruciale momento di transizione e trasformazione del sistema energetico. L’impegno europeo per la transizione verso un’economia circolare e carbon neutral vede il ICIM GROUP protagonista nell’offrire soluzioni innovative capaci di garantire competitività e sviluppo, creando valore a lungo termine e abbracciando la transizione energetica come un’opportunità per crescere. In particolare ICIM SpA vanta una gamma completa dei servizi dedicati al settore. Come prima Agenzia d’Ispezione Autorizzata ASME in Italia, offre i servizi ispettivi previsti dal codice ASME, la certificazione PED, expediting, quality e pre-shipment, valutazione e qualifica dei fornitori; certificazione delle figure professionali di saldatori, brasatori e procedimenti di saldatura; certificazione ambiente&sicurezza. Inoltre, grazie agli accordi con alcuni “Approved Body” riconosciuti da UKAS, l’ente di accreditamento britannico, ICIM SpA garantisce la marchiatura UKCA (che dopo la Brexit sostituisce il marchio CE e sarà obbligatoria dal 1° gennaio 2023) alle aziende attive sul mercato UK per i prodotti sotto Direttiva PED, ATEX e Regolamento EU CPR 305 (prodotti in costruzione). Infine, con oltre 1.800 attestazioni per l’accesso ai benefici fiscali, ICIM SpA è l’ente di certificazione di riferimento in ambito Transizione 4.0 (attestazioni di conformità, assessment, valutazione dei rischi di business continuity, cybersecurity, valutazione di sicurezza delle interfacce uomo-macchina). Con ben 130 prove accreditate, invece, il Laboratorio OMECO può fornire ai diversi settori dell’Oil&Gas e della Energy Industry un’ampia gamma di prove e controlli (analisi dei materiali, failure analysis, NDT, analisi metallurgica e corrosione, prove di tenuta e ambientali per prodotti e materiali fino agli impianti, in una logica di Asset Integrity Management). Completano i servizi di OMECO la formazione e certificazione delle figure professionali dei procedimenti di saldatura e delle PnD secondo la Direttiva PED e la taratura degli strumenti, fondamentale in un settore ad alta richiesta di sicurezza.
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Laboratorio OMECO al workshop ANIMA Confindustria-H2IT – La combustione dell’idrogeno in ambito industriale

OMECO, laboratorio accreditato di prove, taratura e testing controllato da ICIM Group srl, partecipa il 9 settembre al seminario organizzato da ANIMA Confindustria e H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile per dare chiarezza e prospettiva all’applicazione dell’idrogeno nella transizione green dei processi industriali. Riservato alle aziende associate ANIMA e H2IT, il workshop – gratuito e dal taglio tecnico e pratico – comprenderà presentazioni di esperti e case history concrete di aziende che hanno investito sulla tecnologia a idrogeno e darà modo alle imprese di confrontarsi su opportunità, barriere tecnologiche e ostacoli normativi in merito alla scelta di utilizzare l’idrogeno per decarbonizzare i propri processi industriali. Tra gli esperti anche Dario Andreotti di OMECO, che nello specifico segmento può effettuare testing di materiali e componenti per lo stoccaggio, il trasporto e la distribuzione di idrogeno. Tra i casi studio: ESA; Tenova, ICI Caldaie, Baker Hughes, Ansaldo Energia. Programma completo QUI
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Innovazione, export e collaborazione: l’effetto filiera fa bene alle imprese

Il 41% delle imprese che opera in maniera integrata all’interno di filiere prevede di recuperare i livelli produttivi pre-COVID già entro il 2021, quota che sale al 45% per le imprese in filiera che hanno investito nelle tecnologie 4.0. È quanto emerge da un’analisi realizzata dal Centro Studi Tagliacarne sui dati di Unioncamere/InfoCamere relativi a 17 filiere individuate dal Ministero dello sviluppo economico. Si tratta di oltre 3,8 milioni di imprese attive – il 75% del sistema imprenditoriale italiano-, con 12 milioni di addetti e un fatturato di 2.500 miliardi di euro (78,9% del totale in industria e servizi). Dallo studio emerge che, nel nostro Paese, oltre 3 imprese su 4 operano all’interno di filiere (alcune di territorio e altre più internazionali). Queste imprese sono più innovative, più aperte ai mercati stranieri e più ottimiste sul futuro, rispetto alla realtà che lavorano in maniera isolata. “Per molte, infatti, il rapporto tra le imprese non si esaurisce nel contratto di fornitura ma si arricchisce con fattori qualitativi, servizi, supporti finanziari, percorsi di certificazione, spesso indotti dalle aziende capo-filiere, normalmente medie o grandi – commenta Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere che aggiunge: “si tratta di fattori e supporti importanti per migliaia di piccole aziende che dovranno affrontare il rapido percorso della doppia transizione, digitale e ambientale”. Innovazione e export sono tra le leve strategiche su cui puntano per stare sul mercato. Il 62% delle imprese che lavorano insieme ha fatto investimenti per innovare (contro il 38% delle altre). E, per competere, investono soprattutto sull’innovazione di prodotto (il 46% contro il 25%) e di processo (il 39% contro il 24%). Anche tra le imprese che adottano tecnologie 4.0 pesa l’effetto filiera: il 74% delle imprese che collaborano tra loro ha investito in almeno una forma di innovazione  – tra quelle di prodotto, processo, organizzativa, marketing – contro il 67% di quelle non filiera. I benefici del lavorare in filiera si fanno sentire anche sulla maggiore apertura ai mercati stranieri, in particolare per quelle imprese che adottano le tecnologie abilitanti. Il 22% delle aziende esporta; mentre il 30% del fatturato delle filiere 4.0 è alimentato dalle vendite estere, contro il 24% di quello delle altre imprese digitalizzate non in filiera. Non solo, le prime esportano anche mediamente in più mercati rispetto alle seconde (24 contro 19). Non a caso nel PNRR si riserva attenzione al tema delle filiere leggendolo sotto la lente dell’internazionalizzazione proprio sotto l’asse strategico della Transizione digitale. La collaborazione tra imprese che hanno attività interconnesse lungo tutta la catena del valore – dalla creazione sino alla distribuzione – di un bene o servizio – si rileva, quindi, un importante fattore di competitività per gli imprenditori, soprattutto se abbracciano il digitale avanzato. [Fonte INNOVATIONPOST.IT]30 agosto 2021
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Posticipato di un anno l’obbligo del marchio UKCA per export verso la Gran Bretagna

Il governo britannico ha posticipato al 1° gennaio 2023 – invece del 1° gennaio 2022 – la data che renderà obbligatorio il nuovo marchio di conformità UKCA per immettere sui mercati della Gran Bretagna (Inghilterra, Scozia e Galles) un’ampia gamma di prodotti che, ad oggi, portano la marcatura CE. Il rinvio della norma post-Brexit è dettato dalla necessità di andare incontro alle imprese oltremanica che già lottano con l’impatto della pandemia e con l’uscita del paese dalla UE. Anche le aziende italiane avranno dunque un anno di tempo in più per prepararsi a usare la marcatura UKCA e adeguarsi alla nuova normativa. Fino al 1° gennaio 2023 potranno continuare a vendere sul mercato britannico le merci marcate CE. UKCA (UK Conformity Assessment) è il nuovo marchio del Regno Unito che sostituisce, a seguito della Brexit, la marcatura CE per i prodotti immessi sul mercato britannico. Fa eccezione la sola Irlanda del Nord che richiede la marcatura CE o UK (NI). Entrato in vigore il 1 gennaio 2021, ma obbligatorio con quest’ultimo aggiornamento dal 1° gennaio 2023, il marchio UKCA può essere già da adesso utilizzato dalle aziende per dimostrare la propria conformità alla legislazione di prodotto del Regno Unito. Per l’apposizione del marchio UKCA valgono sostanzialmente le stesse regole applicate per il CE europeo passando, ove necessario, attraverso la certificazione degli “Approved Body”. L’elenco completo di tutti i settori interessati alla marcatura UKCA è disponibile qui. Per consentire ai propri clienti – e non solo – di ottenere la marcatura UKCA per i prodotti che ricadono nell’ambito di applicazione della Direttiva PED – equipaggiamenti in pressione, della Direttiva ATEX 2014/34/UE – apparecchi e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva e del Regolamento EU CPR 305/2011 – prodotti da costruzione, ICIM SpA, ente di certificazione a maggioranza ANIMA Confindustria, ha siglato accordi di collaborazione con diversi “Approved Body”, organismi riconosciuti da UKAS, l’ente di accreditamento UK, e approvati dal governo britannico. Grazie a queste partnership, i clienti ICIM SpA possono ottenere la marcatura CE per i propri prodotti rilasciata da ICIM e avendo come unico interlocutore diretto il proprio referente di ICIM in Italia, la marcatura UKCA rilasciata da un ente “Approved Body”. 26 agosto 2021
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Qualifica Installatori di Sistemi Radianti secondo la norma UNI 11741:2019

Il 22 luglio è stata fatta la prima sessione d’esame per la qualifica degli Installatori di Sistemi Radianti secondo la norma UNI 11741:2019. La norma definisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenza per gli installatori di sistemi radianti a bassa differenza di temperatura (sistemi a pavimento, parete e soffitto installati in edifici civili, industriali e con altre destinazioni d’uso, nuovi e da riqualificare) abbinati a strategie di regolazione, sistemi di deumidificazione e controllo della qualità dell’aria ambiente, con funzionamento invernale ed estivo. Per diventare un installatore di sistemi radianti qualificato è necessario sostenere un esame (teorico, scritto e pratico) come indicato nella norma UNI 11741:2019. La norma prevede due livelli di qualifica: LIVELLO BASENel livello base l’addetto deve essere in grado di realizzare l’opera secondo le indicazioni e le prescrizioni dei progetto o dello schema d’impianto secondo le norme di installazione relative e le indicazioni dei fabbricanti, deve eseguire gli interventi manutentivi secondo le istruzioni del responsabile, delle indicazioni deli fabbricanti e delle norme vigenti, deve eseguire le verifiche strumentali richieste e deve redigere il protocollo di messa in pressione (definito nelle norme UNI EN ISO 11855 e UNI EN 1264). LIVELLO AVANZATONel livello avanzato l’addetto deve essere in grado di realizzate tutti i compiti relativi al livello base oltre a verificare la fattibilità dell’opera, svolgere l’attività di coordinamento tra i vari operatori coinvolti nella realizzazione e manutenzione dell’impianto radiante, eseguire e sovrintendere all’installazione, posa in opera, collaudo e manutenzione dei sistemi radianti idronici, redigere il protocollo di primo avviamento, verificare la corrispondenza dell’impianto termico realizzato al progetto e predisporre la documentazione richiesta dalla legislazione vigente. Alla sessione d’esame hanno partecipato 5 Addetti della società @Giacomini SpA che hanno superato con successo l’esame per il livello avanzato. La qualifica professionale è un valore aggiunto per gli installatori di sistemi radianti e rappresenta una garanzia sia per l’utente finale che per i progettisti per avere un riferimento qualificato per l’installazione da scegliere per i cantieri e per le aziende del settore per accompagnare a prodotti e produttori di qualità anche installatori qualificati. ICIM rilascia la certificazione per la figura professionale di Installatore di sistemi radianti idronici a bassa differenza di temperatura in conformità a quanto previsto dalla norma di UNI 11741:2019 e ai requisiti della ISO/IEC 17024. Per informazioni sulla certificazione delle figure professionali e prossime date di esami: mail figureprofessionali@icim.it, tel- 02 72534211. 30 luglio 2021
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Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale: la nuova guida di ASSOCOLD-ANIMA e ICIM SpA

Si colloca nell’ambito della collaborazione tra ANIMA Confindustria e ICIM SpA – ente di certificazione di riferimento in ambito trasformazione industriale e Industria 4.0, con oltre 1800 attestazioni rilasciate a oggi – la nuova guida Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale, realizzata da ASSOCOLD-Costruttori di Tecnologie per il Freddo, l’associazione federata in ANIMA che raggruppa i produttori italiani di attrezzature frigorifere per il commercio e componenti quali compressori, controllori elettronici, valvole e componentistica. Attraverso indicazioni semplici e strumenti chiari, la pubblicazione illustra alle aziende del comparto le modalità per accedere in modo sicuro ai benefici fiscali del Piano Transizione 4.0 per il mondo della refrigerazione commerciale. Come è noto il piano Transizione 4.0 nasce nell’ambito di una visione strategica: sostenere il Sistema Paese nel compiere i passi necessari per rimanere all’avanguardia e offrire un supporto alle imprese che investono nell’ammodernamento, digitalizzazione ed efficientamento dei propri macchinari e processi produttivi.  Anche per le aziende del comparto della refrigerazione commerciale  – un settore che vale circa 1 miliardo di Euro con conta 5.000 addetti – è fondamentale accedere al piano di Transizione 4.0 per l’acquisto di tecnologie moderne ed efficienti in un’ottica di investimenti sicuri che possano essere duraturi nel tempo. La nuova guida di ASSOCOLD-ANIMA-ICIM SpA analizza in dettaglio le caratteristiche delle merceologie presenti nel mondo della refrigerazione commerciale e introduce agli importanti strumenti di agevolazione fiscale disponibili, utili anche ad accelerare l’adozione delle migliori e più avanzate tecnologie. Un percorso che ha come obiettivo finale quello di favorire e accompagnare le imprese e i clienti della distribuzione alimentare in Italia nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale. Un’ampia sezione “Domande frequenti” risponde ai diversi quesiti che possono emergere nell’applicazione della normativa dei benefici fiscali. La guida Piano Transizione 4.0 per la refrigerazione commerciale di ASSOCOLD è scaricabile qui 30 luglio 2021
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Credito imposta industria 4.0: tutti i chiarimenti attesi nella circolare 9/E dell’Agenzia delle Entrate

Lo scorso 23 luglio l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare 9/E che interviene chiarendo i molti aspetti dubbi generati dal passaggio dal sistema della maggiorazione degli ammortamenti al credito d’imposta. Un documento interpretativo fortemente atteso e che ha il carattere di interpretazione ufficiale. Delineato inoltre di concerto con il parere del MiSE, ha il potere di invalidare eventuali risposte in conflitto fornite dalle direzioni regionali nei mesi scorsi. Sotto forma di risposta a quesiti specifici, la Circolare 9/E si articola in sette capitoli, toccando gli elementi più rilevanti della disciplina agevolativa del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali così come recentemente modificato dalla legge di bilancio 2021. I capitoli sui cui si espressa l’Agenzia delle Entrate sono: Soggetti interessati Investimenti Ambito temporale Determinazione dell’agevolazione Utilizzo Cumulo con altre agevolazioni Rideterminazione dell’agevolazione Molte le precisazioni fornite, quelle di maggiore interesse riteniamo possano essere le seguenti: Beni in leasing: l’AdE conferma che la disciplina è estesa in tutte le sue disposizioni ai beni acquisiti in leasing. Per i beni in leasing riscattati per la determinazione del credito di imposta spettante al locatario, non assume alcuna rilevanza il prezzo di riscatto dallo stesso pagato all’atto di esercizio del diritto di opzione, ma solo quello all’atto dell’acquisizione. Nel caso di beni acquisiti in leasing per i quali non ci sia poi il riscatto del bene o la cessione del contratto, l’Agenzia scrive che il mancato esercizio del diritto di riscatto così come la cessione del contratto di leasing durante il “periodo di sorveglianza” (entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di entrata in funzione ovvero a quello di avvenuta interconnessione) costituiscono causa di rideterminazione dell’incentivo perché sono casi da assimilare alla cessione a titolo oneroso e delocalizzazione dei beni agevolati acquisiti in proprietà per i quali vi è il recapture, cioè il credito d’imposta è corrispondentemente ridotto escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo. Per i beni acquisiti in proprietà a seguito di riscatto che diventano poi oggetto di un contratto di sale and lease back invece il credito d’imposta non sarà oggetto di rideterminazione qualora, nel periodo di sorveglianza, il bene acquisito in proprietà a seguito di riscatto venga successivamente ceduto a una società di leasing nel contesto di un’operazione di sale and lease back. Ambito temporale: L’AdE chiarisce quale disciplina debba applicarsi nel periodo di compresenza delle due disposizioni normative. In altre parole, si tratta del periodo tra il 16/11/2020 e il 31/12/2020 e poi anche per il periodo tra il 01/01/2021 e il 30/06/2021 per i quali sono previsti incentivi sia dalla legge di bilancio per il 2020 (160/2019) sia da quella per il 2021 (178/2020). L’Agenzia spiega che si deve valutare “distinguendo il caso degli investimenti per i quali alla data del 15 novembre 2020, vale a dire anteriormente alla decorrenza della nuova disciplina, si sia proceduto all’ordine vincolante e sia stato versato l’acconto del 20 per cento (c.d. “prenotazione”), dal caso degli investimenti per i quali alla suddetta data non risultino verificate tali condizioni”. Nel caso della prenotazione pre 15/11/2020 – spiega la Circolare 9/E – gli investimenti, sempre se effettuati (vale a dire completati) entro il 30 giugno 2021, restano “incardinati nella precedente disciplina di cui alla legge di bilancio 2020”. In caso contrario si rende applicabile la nuova disciplina introdotta dalla legge di bilancio 2021. Quote annuali di fruizione del credito: l’AdE specifica che la ripartizione in quote annuali risponde alla necessità, soprattutto di ordine finanziario, di porre un limite annuo all’utilizzo del credito d’imposta – nella misura di un terzo dell’importo maturato – e non già di fissare un obbligo di utilizzo dell’intera quota annuale ivi stabilita o un limite temporale alla sua fruizione. Pertanto, nel caso in cui la quota annuale – o parte di essa – non sia utilizzata, l’ammontare residuo potrà essere riportato in avanti nelle dichiarazioni dei periodi di imposta successivi senza alcun limite temporale ed essere utilizzato già dall’anno successivo, secondo le ordinarie modalità di utilizzo del credito, andando così a sommarsi alla quota fruibile a partire dal medesimo anno. Questo anche oltre il limite del terzo anno. Interconnessione tardiva: L’AdE specifica che il “ritardo” nell’interconnessione produca solo un semplice slittamento del momento dal quale si può iniziare a godere del beneficio, come avveniva nel caso dell’iperammortamento. Quanto alle modalità di fruizione del beneficio, spiega che nel caso in cui il bene entri in funzione, pur senza essere interconnesso, il contribuente può scegliere tra due strade: la prima è iniziare a godere del (minore) credito d’imposta per i beni non 4.0 fino all’anno precedente a quello in cui si realizza l’interconnessione; fatta l’interconnessione, potrà fruirne “in misura piena” decurtando il beneficio delle quote già fruite in precedenza e dividendo il beneficio residuo in un nuovo triennio di fruizione di pari importo. La seconda strada è invece attendere l’interconnessione e fruire del credito di imposta direttamente “in misura piena”. Infine, l’agenzia ricorda che l’interconnessione tardiva si ha solo nel caso in cui il rinvio sia dovuto alla necessità di acquisire o di adeguare l’infrastruttura informatica necessaria all’interconnessione e non all’adeguamento delle caratteristiche tecniche del bene (in tal caso si tratterebbe infatti di revamping). Cumulo con altre agevolazioni: I crediti d’imposta per l’acquisto di beni strumentali sono espressamente cumulabili con altre misure di favore (fiscali e non) insistenti sugli stessi costi ammissibili al credito d’imposta, nel limite massimo rappresentato dal costo sostenuto. Per verificare che gli importi non superino il costo, “è necessario individuare i costi riferibili ai beni oggetto di investimento ammissibili a entrambe le discipline agevolative e assumere, quali costi rilevanti ai fini del credito d’imposta, l’importo complessivo dei costi ammissibili, al lordo dei contributi agli stessi correlati, cioè per il loro intero ammontare, anche se di tali costi il contribuente non è rimasto inciso per effetto dei contributi erogati a suo favore. Quindi, occorre calcolare il credito di imposta teoricamente spettante, e sommare tale importo teorico a quello degli altri incentivi pubblici concessi sui medesimi investimenti”. Il risultato di tale somma non deve superare il “costo sostenuto” ovverosia l’ammontare complessivo dei costi ammissibili di competenza del periodo di imposta per il quale il contribuente intende avvalersi del credito di imposta. A questo link è consultabile il documento ufficiale per una estesa e approfondita lettura. ICIM SpA, grazie alla costante collaborazione con Federazione Anima, UCIMU e le altre associazioni imprenditoriali monitora costantemente l’evoluzione dei provvedimenti legislativi e fornisce supporto alle imprese per orientare le proprie strategie di investimento. ICIM supporta le aziende con una gamma di servizi Industria 4.0 che vanno dall’attestazione dei requisiti per l’accesso ai benefici fiscali dell’iperammortamento fino a servizi dedicati alla sicurezza informatica, la business continuity, l’asset management. 29 luglio 2021
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UCIMU: crescono automazione e digitalizzazione su un parco macchine utensili vecchio

Con un’età media di 14 anni e 5 mesi, la più alta mai registrata dal 1975, il parco macchine utensili e sistemi di produzione installato nell’industria Italiana risulta più vecchio di quello di cinque anni fa, anche se, di contro, cresce il grado di automazione e integrazione degli impianti, segno che le misure di incentivo alla competitività in materia 4.0 hanno avuto i primi effetti. È quanto emerge dalla ricerca Il Parco macchine utensili e sistemi di produzione dell’industria italiana, ideata da UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, in collaborazione con FONDAZIONE UCIMU, realizzata con il contributo di Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di ICE Agenzia e Unioncamere. Giunta alla sesta edizione l’indagine, che ha raccolto i dati al 2019 di oltre 2.000 imprese (un campione di unità produttive censite pari al 15% dell’universo delle aziende del settore), è stata condotta con una periodicità anticipata rispetto alla solita cadenza decennale, per dare conto delle variazioni generate dai piani di trasformazione industriale 4.0 e dagli incentivi adottati dal nostro Paese. Nonostante le macchine utensili installate siano cresciute del 21,6% rispetto al 2014, l’età media non si abbassa e, anzi, quasi la metà ha un’età superiore ai 20 anni. Una realtà che desta preoccupazione e che si motiva con innumerevoli fattori tra cui l’ampliamento del parco esistenti a fronte di una sostituzione solo parziale dei precedenti sistemi produttivi installati che, per alcuni settori, continuano comunque a svolgere la loro funzione. È ancora ampia, infatti, la platea di imprese che non ha fatto investimenti nonostante gli incentivi 4.0. Si ipotizza che queste aziende, costrette a mantenere in servizio macchine vetuste, anche per lavorazioni strategiche, abbiano investito in interventi di retrofitting. Questa è delle dinamiche che permette di conciliare l’aumento dell’età media con il maggior grado di automazione. In questo panorama cresce per fortuna anche la quota di macchine recenti (con età inferiore ai 5 anni) che passa dal 13,1% del 2014 al 16,1% del 2019. Negli ultimi vent’anni si sono ridotti gli acquisti di macchine con tecnologie tradizionali a favore di quelle con tecnologie di ultima generazione: la quota delle macchine utensili ad asportazione e deformazione è scesa dall’83% nel 1999 al 73% nel 2019, a favore di quella delle tecnologie innovative (robot e tecnologie non convenzionali) che rappresenta il restante 27%. L’indagine rivela una crescita generale del grado di automazione/integrazione degli impianti produttivi grazie ai nuovi investimenti stimolati dalle misure di incentivo 4.0. Una crescita su livelli diversi: singole macchine, linee di produzione, sistemi 4.0 con interconnessione digitale dei sistemi di controllo e gestione. Come ha commentato la presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE: “I provvedimenti per sostenere l’ammodernamento del parco macchine e per incentivare la transizione 4.0 del manifatturiero del Paese hanno prodotto effetti interessanti ma non ancora sufficienti ad assicurare la trasformazione digitale del metalmeccanico. Per questa ragione occorre che le misure attualmente operative, quali il credito di imposta per gli acquisti in nuove macchine tradizionali e con tecnologia 4.0, proseguano oltre il 2022… e che diventino strutturali per permettere alle aziende di fare pianti di investimento di medio/lungo termine. È altresì importante che sia allungata l’operatività della misura del credito di imposta per la formazione, al fine di assicurare alle imprese un corretto supporto per l’aggiornamento del personale. Solo così gli investimenti in tecnologie di nuova generazione potranno realmente assicurare all’impresa miglioramento della produttività̀ e l’efficienza necessaria a vincere la sfida della competitività nello scenario internazionale”. [Fonte UCIMU.IT]22 luglio 2021
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Indagine Aqua Italia (ANIMA Confindustria): l’82% degli italiani beve acqua del rubinetto

Il quadro socioeconomico attuale e la pandemia hanno modificato le abitudini e i consumi degli italiani: negli ultimi 12 mesi l’82,7% della popolazione ha bevuto acqua del rubinetto (trattata e non), con un tasso di crescita sul 2020 di oltre il 5%. Circa la metà della popolazione maggiorenne (47,3%) dichiara di bere sempre o quasi sempre l’acqua potabile del rubinetto in casa e/o fuori casa e si è evidenziato che nel corso del 2020 sono aumentati in modo significativo (+6,5%) i consumatori occasionali (35,4%). Sono i primi dati che emergono dall’annuale indagine condotta da Open Media Research per Aqua Italia – l’associazione federata Anima Confindustria che rappresenta le aziende di impianti, componenti, prodotti chimici e accessori per il trattamento delle acque primarie – con l’obiettivo di conoscere l’evoluzione di comportamenti e atteggiamenti della popolazione italiana nei confronti dell’acqua potabile. In linea generale l’acqua degli acquedotti è ritenuta sicura, non inquina (perché non ha bisogno di bottiglie di plastica e dei processi di lavorazione) e il consumo da parte degli italiani è stato riscoperto proprio durante la pandemia: il 13% ha dichiarato, infatti, di avere iniziato a berla più spesso. Si conferma più gradita tra i residenti al Nord (la bevono sempre/quasi sempre nel 49,4% dei casi nel Nord Ovest e nel 57,1% nel Nord Est), mentre si rileva una minore incidenza tra coloro che vivono nel Sud+Sicilia (40,9%), dove risulta più alta della media la percentuale di coloro che bevono acqua del rubinetto più raramente o mai (29,5% verso una media nazionale del 25,2%). I motivi principali per i quali gli intervistati hanno dichiarato di bere l’acqua del rubinetto (trattata o non trattata) riguardano “l’attenzione per l’ambiente” (27%), cioè evitare di trasportare e smaltire bottiglie di plastica, dato significativamente più rilevante rispetto agli anni precedenti (era il 12,3% nel 2018). Poi c’è la “comodità nel disporne” (25,1%), la consapevolezza che “l’acquedotto comunale fa maggiori controlli sull’acqua rispetto ai produttori dell’acqua in bottiglia” (23,4%), il “minor costo rispetto all’acqua in bottiglia” (21,3%) e infine “la bevo perché è buona” (20,2%). Altri due aspetti interessanti sono emersi della ricerca: 32,6% delle famiglie italiane ha adottato un sistema di affinaggio dell’acqua (tra caraffe filtranti, sistemi per l’eliminazione del cloro/altre sostanze o per la refrigerazione e gasatura dell’acqua); mentre, per l’approvvigionamento dell’acqua da bere fuori casa, il 62,6% opta per l’acquisto di acqua in bottiglia (45,6% da bar/negozi e 17% da distributori automatici a pagamento) e il 48,9% porta l’acqua da casa. Con riferimento ai chioschi/casette di distribuzione di acqua potabile messe a disposizione dai comuni, il 76,1% degli intervistati ha dichiarato di conoscere questo servizio e il 23,5% di farne uso confermando che si tratta di un’abitudine in crescita (nel 2020 erano il 22,8%). In merito infine alla preoccupazione nei confronti della presenza di potenziali sostanze contaminanti, come ad esempio farmaci e sostanze chimiche, che non sono state ancora normate dalla legge italiana, il 24,7% si è dichiarato estremamente preoccupato e il 65,4% abbastanza preoccupato. Tra coloro che hanno già un’abitudine al consumo dell’acqua potabile del rubinetto, si riscontra una preoccupazione più bassa della media della popolazione (11,9% vs. 24,7%). Garantire la salubrità dell’acqua è un aspetto fondamentare per tutti i fabbricanti di prodotti e componenti che entrano a contatto con acqua destinata al consumo umano, ovvero produttori di tubazioni, pompe, valvole, serbatoi di contenimento e riscaldamento dell’acqua come anche ai costruttori di impianti e componenti per il trattamento delle acque, rubinetterie, componentistica varia, ecc. ICIM GROUP mette a disposizione di queste aziende una proposta articolata di servizi, forniti da tre diverse società del gruppo, che comprende supporto tecnico, prove e certificazione. TIFQ offre assistenza specialistica per tutte le attività finalizzate all’adeguamento al DM 174/2004 sui prodotti e componenti a contatto con acqua potabile. TIFQlab, invece, esegue test di conformità compositiva dei materiali a contatto con acqua potabile e prove di migrazione globale e specifica, oltre che le verifiche sperimentali dei sistemi di trattamento dell’acqua potabile ai sensi del Decreto 7 febbraio 2012, n. 25 – Disposizioni tecniche concernenti apparecchiature finalizzate al trattamento dell’acqua destinata al consumo umano, a garanzia del consumatore finale. ICIM SpA, infine, mette a disposizione delle imprese del comparto il suo schema di certificazione volontaria – unico in Italia riconosciuto da Accredia – che è stato da poco rinominato in “Certificazione di prodotti e componenti utilizzati a contatto con acqua destinata al consumo umano (acqua potabile) sulla base di riferimento delle indicazioni del DM 174/2004”, includendo l’esplicito riferimento alla normativa cogente nel settore dell’acqua potabile. La certificazione volontaria secondo lo schema proprietario di ICIM è in grado di attestare (attraverso le verifiche di conformità) la corretta rispondenza ai requisiti legislativi dei processi produttivi e dei materiali utilizzati dai fabbricanti, per evitare rischi da cessioni fuori norma a garanzia di qualità e salubrità. [Fonte ANIMA.IT]22 luglio 2021
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Addetto alle Attività di Sorveglianza degli Impianti di Distribuzione del Gas Naturale

SONO 24 I NUOVI ADDETTI CERTIFICATI SECONDO LA NORMA UNI 11632! 24 figure professionali hanno ottenuto da ICIM SpA, unico Ente di Certificazione riconosciuto ACCREDIA, la certificazione accreditata secondo la UNI 11632 e, nello specifico, la certificazione del profilo professionale TIPO III di addetto alla manutenzione/messa in servizio/messa fuori servizio degli impianti di distribuzione del gas naturale. I 24 Addetti, che hanno frequentato la formazione di preparazione all’esame con HTS Srl e i suoi docenti qualificati, operano in importanti aziende di distribuzione di Gas naturale come Centria Srl e una primaria azienda appaltatrice di servizio ai distributori di gas a rete. Nel mese di Giugno si sono svolte 3 sessioni d’esame per la certificazione di Addetto alle Attività di Sorveglianza degli Impianti di Distribuzione del Gas Naturale secondo la norma UNI 11632 e relativa UNI PdR 39-2018 di riferimento, attestando il possesso dei requisiti di conoscenza, abilità e competenza delle figure che svolgono attività in campo di sorveglianza sugli impianti di distribuzione di gas naturale per mantenerne la sicurezza e l’efficienza e per assicurare la continuità del servizio agli utenti finali. Certificare il proprio personale secondo la UNI 11632 significa costruire professionalità attraverso percorsi di crescita nel rispetto di protocolli, norme e prassi di settore. Il tutto, per innalzare il livello qualitativo del servizio. Per informazioni sulla certificazione delle figure professionali e prossime date di esami, scrivi a figureprofessionali@icim.it o telefona allo 02 72534211 Per informazioni sulle prossime sessioni di corsi in ambito tecnica gasistica e catalogo formativo, clicca qui o scrivi a mail info@formazionequalificata.com 14 luglio 2021
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I MOCA. IL VALORE DELLA CERTIFICAZIONE

I MOCA in onda con Striscia la Notizia Un recente servizio di Striscia la Notizia ha portato l’attenzione del pubblico sul tema dei MOCA, Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti. Il servizio mette in guardia i telespettatori rispetto a oggetti, contenitori e utensili di cucina privi di marchio CE “bicchiere e forchetta” oppure realizzati con materiali di scarsa qualità, spesso d’importazione e venduti a basso prezzo. È stato evidenziato, anche, come la Legge italiana, per la sua formulazione, lasci, purtroppo, qualche spiraglio ai produttori e importatori senza scrupoli e si è lanciato un appello affinché diventi obbligatorio apporre su tutti i MOCA il marchio che consenta al consumatore di acquistare, a colpo sicuro, oggetti che non mettano in pericolo la salute. Non è un caso che una trasmissione seguita dal grande pubblico abbia voluto occuparsi del tema: si moltiplicano gli allarmi per la salute dei consumatori e anche l’ultimo report pubblicato dal RASFF – il Rapid Alert System for Food and Feed, ben noto agli addetti ai lavori – ha evidenziato numerose non conformità relative ai MOCA, migrazione di sostanze come formaldeide, ammine aromatiche e metalli pesanti nonché numerose irregolarità bloccate alla frontiera. Per le aziende del comparto foodtech – che abbraccia un’infinita gamma di oggetti di uso professionale e casalingo destinati ad entrare a contatto con gli alimenti (contenitori, pentole, stoviglie, imballaggi, elettrodomestici e accessori da cucina, macchine per il caffè, affettatrici, ecc.) ma anche macchinari industriali per la lavorazione e la trasformazione degli alimenti, distributori automatici, imballaggi, attrezzature per negozi di generi alimentari, bar e ristoranti, contenitori per il trasporto, fino ai componenti per le macchine alimentari oltre a tubazioni, valvole, serbatori che entrano in contatto con l’acqua destinata alla preparazione degli alimenti – è un momento cruciale per presentarsi sul mercato con le carte in regola. Il quadro normativo sui MOCA a cui le aziende devono fare riferimento per operare nel rispetto delle disposizioni di legge è particolarmente articolato, in continua evoluzione e non completamente armonizzato. Include diversi Regolamenti europei – dal CE 1935/2004 sulla sicurezza dei MOCA al CE 2023/2006 sulle Buone Pratiche di Fabbricazione (GMP) nei processi di produzione e manutenzione di prodotti destinati a venire a contatto con sostanze alimentari – oltre alle normative nazionali e di dettaglio per i vari materiali: plastica, acciaio, alluminio, cellulosa, vetro, ceramica, ecc. La certificazione volontaria MOCA-Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti secondo lo schema proprietario di ICIM SpA, unico ente accreditato sui MOCA in Italia, offre alle aziende la possibilità di rispettare in ogni dettaglio la compliance normativa e legislativa. La certificazione MOCA valorizza in modo distintivo l’operato di un’azienda nel suo mercato di riferimento che, attraverso l’attestazione da parte di un ente terzo, può dimostrare di aver applicato le buone pratiche di fabbricazione e aver rispettato tutte le normative di sicurezza alimentare a tutala della salute umana. Si tratta di un vero e proprio “passaporto”, che l’azienda più utilizzare anche in ambito internazionale, come ad esempio per la commercializzazione dei propri prodotti nelle catene di fast food o in ambito Ho.re.ca. Il percorso certificativo MOCA di ICIM SpA parte da un’analisi documentale del processo produttivo e dei prodotti, si procede con la valutazione dei materiali componenti il prodotto, con la verifica della conformità di tutte le sostanze utilizzate per la fabbricazione e con la definizione del numero dei campioni da esaminare e dei parametri da analizzare. Attraverso l’audit si effettua la valutazione della congruità dei processi produttivi specifici e il prelievo dei prodotti da testare e si procede con l’individuazione delle loro possibili cessioni attraverso i test di laboratorio specifici. A valle dell’esito positivo di audit e test di laboratorio viene emesso il certificato, che ha una validità di 5 anni e prevede sorveglianze e controlli a cadenza annuale.
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Beni strumentali: dal Decreto Imprese 600 mln per il rifinanziamento della “Nuova Sabatini”

Con uno stanziamento di 600 milioni di euro è arrivato, con il Decreto Imprese approvato il 30 giugno, l’atteso rifinanziamento della Nuova Sabatini, la misura di incentivo per l’acquisto di beni strumentali delle micro, piccole e medie imprese, ovvero un sostegno agli investimenti in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché per gli investimenti in hardware, software ed in tecnologie digitali. Il provvedimento consentirà di sbloccare la Nuova Sabatini che, a inizio giugno aveva dovuto registrare la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande, proprio a causa dell’esaurimento delle risorse. La norma inserita nel decreto prevede, inoltre, che per le domande trasmesse in data antecedente al 1° gennaio 2021, per le quali sia stata già erogata in favore delle PMI beneficiarie almeno la prima quota di contributo, il Ministero dello sviluppo economico possa procedere a erogare le successive quote di contributo spettanti in un’unica soluzione, anche se non espressamente richieste dalle imprese beneficiarie, previo positivo esito delle verifiche amministrative propedeutiche al pagamento. Va precisato, infatti, che solo dal 2021 l’incentivo viene erogato in un’unica soluzione. La misura mira quindi a equiparare il trattamento delle imprese beneficiarie della Nuova Sabatini, consentendo l’erogazione accelerata delle rimanenti quote di contributo in favore di tutte le PMI, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda e dall’importo del finanziamento. La misura prevede, a fronte della concessione da parte di banche e intermediari finanziari di finanziamenti, l’erogazione di un contributo da parte del Ministero dello sviluppo economico pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al 2,75% per gli investimenti ordinari e al 3,575% per gli investimenti nelle tecnologie “industria 4.0”. L’ultima legge di bilancio (178/2020) aveva messo a disposizione della Nuova Sabatini 370 milioni di euro per l’anno 2021, una somma sparita in soli cinque mesi grazie alla forte ripresa degli investimenti, motore della ripresa in atto. Con i nuovi 600 milioni che saranno complessivamente a disposizione della misura si dovrebbe riuscire a coprire senza particolari problemi il 2021 e, secondo sulla base delle rilevazioni fatte negli ultimi tre mesi in cui la misura è stata attivata prima della chiusura dello sportello, si stima che possano attivare fino a 6,5 miliardi di finanziamenti agevolati per gli investimenti in beni strumentali. Giustamente auspicato dal mondo delle imprese e sostenuto dal Ministero sello sviluppo economico, il provvedimento di rifinanziamento delle Nuova Sabatini rappresenta un segnale di come si intenda concentrare le energie sulle priorità più stringenti, e dunque sulla competitività del sistema produttivo nazionale. [Fonte INNOVATIONPOST.IT]2 luglio 2021
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Un vantaggio concreto per le aziende che operano nell’ambito di applicazione della Direttiva PED

ICIM SpA ha siglato un accordo di collaborazione con HPi-CEProof, Organismo Approvato UKAS, per consentire ai propri clienti, e non solo, di ottenere la marcatura UKCA necessaria per l’export verso la Gran Bretagna. Il marchio UKCA (UK Conformity Assessed) è il nuovo marchio di conformità del Regno Unito, entrato in vigore il 1° gennaio 2021, che deve essere utilizzato per i prodotti immessi sul mercato della Gran Bretagna, – Inghilterra, Galles e Scozia – mentre l’Irlanda del Nord beneficerà di un regime differente alla luce degli accordi tra Regno Unito e Unione Europea per evitare un hard border con la Repubblica d’Irlanda. Visto che il campo di applicazione dei Regolamenti UKCA del Regno Unito è identico a quello delle corrispondenti Direttive europee, i prodotti che ad oggi richiedono la marcatura CE da parte di un Organismo Notificato dovranno essere soggetti a marcatura UKCA da parte di un “Approved Body”, uno degli organismi riconosciuti da UKAS, ente di accreditamento britannico, e approvati dal Ministero britannico. ICIM SpA ha siglato un accordo di collaborazione con HPi-CEProof, UKAS Approved Body 1521, per consentire ai propri clienti di ottenere la marcatura UKCA per tutti i prodotti che ricadono nell’ambito di applicazione della Direttiva PED (Pressure Equipment Directive), ossia le attrezzature in pressione e gli “insiemi” sottoposti a una pressione massima ammissibile PS maggiore di 0,5 bar. La Direttiva PED copre un’ampia gamma di attrezzature a pressione quali contenitori a pressione, scambiatori di calore, autoclavi, condensatori, caldaie e tubi d’acqua, tubazioni industriali, vari tipi di rubinetti, dispositivi di sicurezza e accessori a pressione come valvole, pressostati, termostati. Negli ultimi mesi, Fabrizio Moscariello, Direttore Pianificazione e Marketing Strategico di ICIM GROUP, e Vincenzo Delacqua, Direttore Innovazione, Sviluppo e Governance di ICIM SpA, hanno condotto un’attività di scouting e selezione dei potenziali partner. “Abbiamo riscontrato – conferma Moscariello – notevole interesse da parte dei diversi Approved Bodies UKCA da noi contattati a collaborare con ICIM su questo importante tema. Siamo sicuri di avere individuato un partner qualificato e competente, con cui saremo in grado di sviluppare una collaborazione di valore per i nostri clienti che vedono il Regno Unito come un importante mercato di sbocco per i propri prodotti”. Dal canto suo, Delacqua sottolinea come “con HPi- CEProof è stato semplice individuare e condividere modalità tecniche ed operative snelle ed efficaci, perché entrambe le realtà hanno un approccio tecnico e un’esperienza nel settore molto elevati”. Grazie a questo accordo, i clienti ICIM SpA potranno ottenere, attraverso una procedura semplificata, la marcatura CE dei loro prodotti per la PED, rilasciata da ICIM, e la marcatura UKCA, rilasciata da HPi-CEProof, avendo come unico interlocutore diretto il proprio referente di ICIM. HPi-CEProof rilascerà la marcatura UKCA sulla base della documentazione tecnica e delle risultanze degli audit condotti dal personale tecnico di ICIM SpA, qualificato da HPi-CEProof. Anche le organizzazioni non clienti di ICIM SpA potranno richiedere l’ottenimento della marcatura UKCA per i prodotti sotto direttiva PED tramite ICIM. In questo caso, ICIM effettuerà tutti gli interventi previsti come “subcontractor” di HPi-CEProof. “L’aver siglato questo accordo con un partner del quale conosciamo e apprezziamo la professionalità” dice Matteo Convento, Direttore Tecnico HPi-CEProof “è per noi, motivo di orgoglio. Possiamo affermare con sicurezza che la sinergia nata porterà indubbi benefici nello scenario post-Brexit in favore dell’industria italiana e dell’export”. ICIM SpA, con questa operazione, consolida ed allarga la propria proposizione di servizi nel settore delle attrezzature in pressione, dove ICIM è la prima Agenzia Ispettiva Autorizzata (AIA – Authorized Inspection Agency) italiana riconosciuta per il rilascio della certificazione ASME. ICIM SPA è ente di certificazione indipendente fondato da ANIMA Confindustria nel 1988. È leader nella certificazione di sistemi e di prodotto nei settori della meccanica, termoidraulica, impiantistica, automotive ed è l’ente di certificazione di riferimento in ambito Trasformazione Industriale e Industria 4.0È Organismo Notificato PED con il numero 0425 con autorizzazione rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico a seguito dell’accreditamento specifico da parte di ACCREDIA, svolge attività di valutazione della conformità per tutti i Moduli previsti nella Direttiva PED. È il primo ente italiano riconosciuto Agenzia d’Ispezione Autorizzata ASME e copre a 360° le esigenze del comparto delle attrezzature in pressione grazie anche all’acquisizione, nel 2019, del Consorzio Pascal, già organismo notificato PED. HPi-CEProof nasce nel 1996 come dipartimento all’interno di AEA Technology Plc, società quotata alla Borsa di Londra e rientrante tra le FTSE 200. Il dipartimento dei servizi di certificazione dell’Autorità per l’energia atomica è stato uno dei primi organismi notificati europei per una serie di direttive UE, poiché il Regno Unito era allora membro dell’UE.Dopo la fine della transizione legata alla Brexit le società britanniche non sono più state in grado di certificarsi in base alle direttive UE, ma gli organismi notificati del Regno Unito sono diventati organismi approvati dal Regno Unito per le normative sulla marcatura UKCA che hanno sostituito le direttive sulla marcatura CE dell’UE.La lunga esperienza nel campo della marcatura CE ha consentito a HPi-CEProof di annoverare proprio personale nella Commissione Europea per diverse missioni nell’Europa orientale per la valutazione dei paesi candidati all’UE in ottica di conformità alla legislazione sulla marcatura CE. 28 giugno 2021
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Materiali e oggetti a contatto con acqua potabile: lo schema di certificazione ICIM, in accordo con Accredia, inserisce nella denominazione il riferimento al DM 174/2004

È stato autorizzato da Accredia l’inserimento del DM 174/2004 nella denominazione dello schema di certificazione di ICIM SpA ora rinominato in “Certificazione di prodotti e componenti utilizzati a contatto con acqua destinata al consumo umano (acqua potabile) sulla base di riferimento delle indicazioni del DM 174/2004”. Com’è noto il Regolamento riguarda i materiali e gli oggetti che possono essere utilizzati negli impianti fissi di captazione, trattamento, adduzione e distribuzione delle acque destinate al consumo umano. Il riferimento esplicito alla normativa cogente nel settore dell’acqua potabile è un cambiamento importante, che conferma la validità dello schema di certificazione proprietario di ICIM – già accreditato Accredia, unico in Italia – e costituisce un’ulteriore garanzia di qualità e riconoscibilità per le aziende che decidono di intraprendere il percorso di certificazione dei propri prodotti, con conseguenti vantaggi sia a livello di reputazione sia commerciali. La certificazione volontaria secondo lo schema proprietario di ICIM è in grado di attestare (attraverso verifiche di conformità) la corretta rispondenza ai requisiti legislativi dei processi produttivi e dei materiali utilizzati dai fabbricanti, per evitare rischi da cessioni fuori norma a garanzia di qualità e salubrità. A livello legislativo tutti gli Stati Membri dovranno adeguarsi, entro i prossimi  due anni e con l’adozione di normative armonizzate, alla nuova direttiva europea DWD-Drinking Water Directive (DIRETTIVA (UE) 2020/2184) entrata in vigore a febbraio 2021 che  ‘introduce importanti requisiti minimi di igiene per i materiali che entrano a contatto con le acque destinate al consumo umano ed un approccio al monitoraggio dell’acqua basato sul rischio, ovvero sull’individuazione dei rischi e sulla gestione dell’intera catena di approvvigionamento dell’acqua potabile, con particolare attenzione al trattamento, allo stoccaggio e alla distribuzione. Nell’attesa che procedano i lavori del tavolo tecnico per il recepimento anche in Italia della nuova direttiva europea DWD-Drinking Water Directive, ICIM SpA è già pronta a soddisfare tutte le esigenze del mercato e dare risposte concrete alle aziende del comparto. Lo schema di certificazione ICIM si rivolge a tutti i fabbricanti di prodotti e componenti che entrano a contatto con acqua destinata al consumo umano. A titolo esemplificativo: produttori di tubazioni, pompe, valvole, serbatoi di contenimento e riscaldamento dell’acqua come anche ai costruttori di impianti e componenti per il trattamento delle acque, rubinetterie, componentistica varia. 28 giugno 2021
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Report OCSE: la formazione continua è un’assoluta necessità

Il rapporto Skills Outlook 2021 dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) è molto chiaro: per apprendere le competenze necessarie ad affrontare i cambiamenti in atto nella società e che riguardano aspetti economici, lavorativi, climatici e demografici, si rende necessaria una formazione continua delle persone. Un dibattito questo, già in atto da un decennio, che sottolinea l’importanza della formazione in un mondo del lavoro in continua mutazione grazie anche alla globalizzazione, ad una aspettativa di vita più lunga, ai cambiamenti tecnologici, ambientali e demografici. Lo scoppio della pandemia ha, di fatto, accelerato questi andamenti, modificando più velocemente le competenze richieste ai lavoratori. Si rende quindi necessario un adeguamento agli sviluppi tecnologici come la digitalizzazione e l’automazione che portano a ritenere alcune occupazioni meno importanti. Infatti, da quanto stimato prima della pandemia, almeno il 15% delle professioni era destinato a scomparire, mentre per il 32% si sarebbe resa necessaria la riorganizzazione delle mansioni oltre all’acquisizione di nuove competenze. Il rapporto sottolinea inoltre come sia necessario cambiare il concetto di formazione tenendo conto del profondo cambiamento che c’è stato nel mondo del lavoro già solo negli ultimi due anni e di come sia destinato a cambiare nei prossimi 15-20 anni. La recente crisi potrebbe portare a un crescente numero di abbandoni scolastici e, di conseguenza, a una generazione di giovani che fatica a trovare occupazione (e, in alcuni casi, non la cerca) e che, di conseguenza, non aggiornerà le proprie competenze in modo costante. In ogni caso la situazione, già prima del Covid, si presentava problematica se consideriamo che un adulto su due non era coinvolto in corsi di formazione. Inoltre, la pandemia ha provocato già a maggio 2020, una flessione del 40% legata agli annunci di posizioni aperte presso le aziende mentre è aumentata la richiesta di personale disposto a lavorare da remoto. Questo ha però portato all’aumento della ricerca di profili più qualificati, che abbiano le competenze necessarie per lavorare con le tecnologie digitali provocando, di conseguenza, un’importante diminuzione della ricerca di profili meno preparati. Per favorire e accelerare il processo di formazione e aggiornamento, è essenziale intervenire per guidare il passaggio delle persone dalla scuola dell’obbligo all’inserimento nel mercato del lavoro attuando politiche non solo orientate all’inclusione ma, soprattutto, all’accessibilità da parte di gruppi emarginati e svantaggiati da fattori socio-economici. Infine le procedure, per accedere alla formazione continua, risultano ancora troppo macchinosi in molti paesi che aderiscono all’OCSE ed è quindi auspicabile che si possa accedere a formule di finanziamento che incentivino i datori di lavoro a investire nell’apprendimento oltre a costruire sinergie tra governi, scuole, datori di lavoro, organizzazioni della società civile oltre che tra i diversi settori dell’economia. [Fonte INNOVATIONPOST.IT]24 giugno 2021
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Plastica monouso: le linee guida della Commissione Europea

Dal 31 maggio 2021 la Commissione Europea applica le linee guida sulle regole dell’Unione Europea sulla plastica monouso legate alla Direttiva SUP (Single Use Plastics) relative alla riduzione dell’impatto ambientale e al divieto di introduzione sul mercato europeo di alcuni prodotti di plastica monouso. Gli indirizzi che riguardano le norme sulla plastica monouso aspirano a semplificare un’applicazione corretta e armonizzata dei passaggi più importanti della direttiva soprattutto per quanto riguarda la definizione di plastica e di prodotti di plastica monouso fatti di plastica solo in parte o interamente. La definizione di platica comprende i materiali formati da un polimero al quale possono essere aggiunti additivi o altre sostanze a eccezione dei polimeri naturali che non hanno subìto modiche chimiche. Questa definizione copre anche la plastica di base biologica e biodegradabile. La direttiva deve essere accolta nel diritto nazionale e applicata a partire dal 3 luglio 2021 quando gli Stati membri dovranno adottare misure affinché determinati prodotti di plastica monouso non siano più introdotti sul mercato europeo. Tra i prodotti segnalati ci sono, per esempio, i bastoncini cotonati, le posate, i piatti, le cannucce, le tazze, i contenitori per alimenti e bevande in polistirene espanso oltre a tutti i prodotti in plastica oxo-degradabile (materiale in grado di decomporsi all’aria, termine generalmente impiegato per le plastiche appositamente additivate con sostanze che favoriscono la degradazione delle molecole polimeriche in presenza dell’ossigeno ambientale). Per prodotti come attrezzi da pesca, sacchetti di plastica monouso, bottiglie, articoli sanitari, ecc., vengono richiesti obbligo di etichettatura, responsabilità estesa del produttore, campagne di sensibilizzazione oltre a specifiche di progettazione, con l’obiettivo di limitarne l’uso, ridurre il consumo ed evitare che vengano dispersi nell’ambiente. Inoltre, gli Stati membri, devono garantire che sui prodotti di platica monouso ci sia una marcatura che segnali la presenza di plastica nel prodotto e il modo migliore per smaltirlo. A questo link si può consultare la bozza dello schema che il Ministero della Transizione Ecologica sta mettendo a punto per quanto riguarda l’Italia: [Fonte ANIMA.IT]9 giugno 2021