Efficienza energetica nell’industria, come raggiungere una produzione più sostenibile

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L’impatto dell’industria sulla sostenibilità è rilevante considerando che è responsabile del consumo del 37% di energia a livello globale e produce il 24% delle emissioni di anidride carbonica. I dati forniti da IEA, l’Agenzia Internazionale dell’Energia, mostrano quanto il tema della sostenibilità dei nostri modelli produttivi sia centrale per poter raggiungere gli obiettivi climatici stabiliti con gli Accordi di Parigi e rafforzati con il Green New Deal europeo.
La crescita del consumo di energia è stata guidata in gran parte nei settori industriali ad alta intensità energetica (prodotti chimici, ferro e acciaio, cemento, cellulosa e carta e alluminio) e il 70% del consumo è associato ai motori elettrici. Negli edifici commerciali, il 38% del consumo di energia deriva proprio dall’utilizzo di motori elettrici che possono, però, avere un ruolo importante per la riduzione dell’energia consumata dal settore. Infatti, sono stati fatti molti passi in avanti nel creare nuovi motori più efficienti in termini di consumo di energia: anche i motori a induzione a corrente alternata, nati nel diciannovesimo secolo, sono stati negli anni costantemente migliorati, sulla base di cambiamenti di materiale e del design delle componenti (statore e rotore).
I moderni motori a induzione hanno un alto tasso di efficientamento energetico: quelli che secondo i criteri di consumo energetico sono classificati dalla International Electrotechnical Commission (IEC) come IE3, ad esempio, riescono a raggiungere il 96% di efficienza, mentre i più moderni IE4 permettono uno spreco di energia del 15% inferiore ai motori IE3. A questi si aggiunge il più recente motore IE5 “ultra-premium efficiency”, che rappresenta il più alto livello di efficienza che sia stato raggiunto da qualsiasi progetto attuale.
Sembra quindi che l’alto consumo di energia sia dovuto all’utilizzo di modelli ormai obsoleti, come i motori IE1 e IE2, che spesso forniscono molta più potenza di quella richiesta.
Si stima che, se l’80% dei motori industriali installati oggi fossero sostituiti con motori ultra-premium efficienti IE5, si risparmierebbero 160 terawatt-ora di energia all’anno, equivalenti a più del consumo annuale di energia della Polonia.
Anche l’utilizzo di azionamenti a velocità variabile può permettere di ridurre gli sprechi di energia e si calcola che circa il 50% dei motori industriali trarrebbe beneficio dall’essere accoppiato con un azionamento. Ad oggi, si stima che il 23% dei motori elettrici industriali è equipaggiato con un azionamento a velocità variabile, cifra che secondo gli esperti salirà al 26% nei prossimi anni.

Nel suo rapporto annuale l’agenzia Internazionale dell’Energia sottolinea, infine, la necessità di interventi governativi che impongano target di consumo energetico ed emissioni di Co2 e la collaborazione tra governi e imprese permetterebbe di passare a metodi di produzione secondaria basati sul riciclo di materie prime.
Per fare questo occorre una politica sulle energie rinnovabili che renda conveniente puntare sull’efficientamento energetico e sempre meno sull’utilizzo del carbone, anche in vista dell’obiettivo europeo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.

[Fonte INNOVATIONPOST.IT]
30 marzo 2021